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Tuesday May 21st 2019

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Accabadora 🗓 🗺

Ci sono buchi in Sardegna che sono case di fate, morti che sono colpa di donne vampiro, fumi sacri che curano i cattivi sogni e acque segrete dove la luna specchiandosi rivela il futuro e i suoi inganni. Ci sono statue di antichi guerrieri alti come nessun sardo è stato mai, truci culti di santi che i papi si sono scordati di canonizzare, porte di pietra che si aprono su mondi ormai scomparsi, e mari di grano lontani dal mare, costellati di menhir contro i quali le promesse spose si strusciano nel segreto della notte, vegliate da madri e nonne. C’è una Sardegna come questa, o davanti ai camini si racconta che ci sia, che poi è la stessa cosa, perché in una terra dove il silenzio è ancora il dialetto più parlato, le parole sono luoghi piú dei luoghi stessi, e generano mondi. Michela Murgia

Rimango incantata dalla scenografia. Semplice e pulita, lineare. Presenta pochissimi elementi ma di elevata qualità: non parlo dei pochi arredi, ma della pavimentazione rialzata e dello schermo con relative proiezioni, probabilmente retroilluminate. Le musiche poi, chiuduno il cerchio magico.

Raramente una scenografia fatta di luci e di proiezioni tridimensionali, riesce a catturarmi così tanto, eppure stavolta ne rimango davvero avvinta. La qualità supera ogni immaginazione. La purezza delle forme rasenta la bellezza dell’essenzialità di un giardino zen.

Il testo racconta un luogo. Inizialmente si poteva presumere trattasse principalmente di un rapporto madre/figlia, del rifiuto del donare amore da parte di una madre naturale e dell’accoglimento da parte di una madre adottiva, ma alla fine si comprende che il senso della storia sta tutto nel raccontare un luogo e di conseguenza, i suoi abitanti.

Buona l’interpretazione della protagonista che ha saputo trasmettere le emozioni più disparate mantenendo costantemente nel racconto, l’asprezza della carsica terra sarda, erosa da flussi incontrollati e inaspettati.

Anna Della Rosa, diretta da Veronica Cruciani interpreta “Accabadora” lo spettacolo che Carlotta Corradi ha tratto dal premiato romanzo omonimo di Michela Murgia. L’appuntamento è inserito nella Stagione “altri percorsi” del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia dal 19 al 24 febbraio .

Laura Poretti Rizman

Foto fornita da Teatro Stabile del FVG

La vibrante intensità interpretativa di Anna Della Rosa, le linee adamantine del linguaggio registico di Veronica Cruciani, il rigoroso lavoro drammaturgico di Carlotta Corradi e il cuore dell’opera, il bellissimo romanzo di Michela Murgia (Premio Campiello 2010)…

Quattro sensibilità femminili si declinano e fondono in “Accabadora”, spettacolo che sarà in programma alla Sala Bartoli dal 19 al 24 febbraio per la stagione Altri Percorsi del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.

La messinscena sarà ricca di suggestioni e di pensiero: «I due grandi temi, che oggi si chiamerebbero dell’eutanasia e della maternità di fatto, nel testo teatrale come nel romanzo, creano un ambito di riflessione – sintetizza Carlotta Corradi – ma non sono mai centrali quanto l’amore e la crescita. Crescita sempre e inevitabilmente legata al rapporto con la propria madre, naturale, adottiva o acquisita che sia».

Il romanzo di Michela Murgia da cui è tratto il monologo, è ambientato in un immaginario paesino sardo ed ha al proprio centro la storia di Bonaria Urrai, ma per il palcoscenico, la protagonista diventa invece Maria, la bambina di sei anni affidatale come “figlia d’anima”.

Bonaria Urrai è la sarta del paese ma anche, all’occorrenza “accabadora”. Il termine d’ascendenze spagnole indica colei che aiuta a morire chi è in fin di vita. Maria, la cui famiglia di origine era poverissima, cresce felice accanto alla nuova madre, attenta, colta, affettuosa: fino a quando – ormai adulta – le è rivelato il profilo segreto e inquietante di Bonaria. Una scoperta davanti alla quale ha un rifiuto e fugge. Ma una grave malattia di Bonaria costringe Maria a fare ritorno in Sardegna, per assisterla: lo spettacolo inizia qui e propone al publico la vicenda attraverso lo sguardo di Maria.

Un taglio che – ha commentato Michela Murgia – non ha tolto nulla alla bellezza e alla pienezza del romanzo originale: il lavoro di drammaturgia infatti ha intessuto lo spettacolo con le parole del libro, che ci sono tutte, offrendo quasi un’integrazione alla visione del libro, un’immagine di Maria che la prima autrice non aveva illuminato ma che altre artiste hanno visto e porgono ora al pubblico in uno spettacolo toccante e molto attuale.

«Da subito ho immaginato il dialogo tra Maria e Tzia Bonaria come un dialogo tra sé e una parte di sé, tra una figlia e il suo genitore interiore» spiega Veronica Cruciani. «Per questo ho voluto realizzare uno spazio astratto, mentale, nel quale Maria cerca di rielaborare la morte della madre adottiva. Ciò darà origine ad un conflitto tra due aspetti di Maria: la parte rimasta bambina e la parte che vuole diventare adulta. Il video mi ha permesso di rendere visibile le dinamiche emotive e relazionali tra queste due parti. La scena chiusa da un velatino crea una divisione tra l’attrice e il pubblico, ed è la gabbia mentale in cui Maria è intrappolata e di cui riuscirà a liberarsi soltanto alla fine compiendo un gesto che non ha mai avuto il coraggio di compiere prima: mettere fine alla vita della madre. Lo spettacolo, visto come un sogno che si ripete ogni giorno uguale a se stesso, troverà in questa scelta sofferta la sua risoluzione permettendo a Maria di rompere questa ripetizione e di andare in una nuova direzione di vita».

Lo spettacolo si avvale di una eccellente protagonista, Anna Della Rosa che è già stata applaudita al Politeama Rossetti ne “La Trilogia della villeggiatura” diretta da Toni Servillo e in “Blackbird” per la regia di Luis Pasquàl.

“Accabadora” va in scena martedì 19 e venerdì 22 febbraio alle ore 19.30, mercoledì 20, giovedì 21 e sabato 23 alle ore 21 e domenica 24 febbraio alle ore 17.
I biglietti ancora disponibili si possono acquistare nei consueti punti vendita e circuiti oppure in internet accedendo direttamente dal sito del Teatro, www.ilrossetti.it. Per ogni informazione ci si può rivolgere al numero 040. 3593511.

ACCABADORA

dal romanzo di Michela Murgia edito da Giulio Einaudi Editore drammaturgia Carlotta Corradi
regia Veronica Cruciani
con Anna Della Rosa

scene Antonio Belardi
costumi Veronica Cruciani e Anna Coluccia luci Gianni Staropoli
suono Hubert Westkemper
musiche John Cascone
video Lorenzo Letizia

assistente alle luci Raffaella Vitiello
assistente alla regia Mario Scandale
produzione e comunicazione Giorgio Andriani/Antonino Pirillo

produzione Compagnia Veronica Cruciani, Teatro Donizetti di Bergamo, TPE – Teatro Piemonte Eurpopa. CrAnPi con il contributo di Regione Lazio – Direzione Regionale Cultura e Politiche Giovanili – Area Spettacolo dal Vivo

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Arte e spettacolo
Politeama Rossetti, 1, Largo Giorgio Gaber, Città Nuova-Barriera Nuova-San Vito-Città Vecchia, Trieste, UTI Giuliana, Friuli Venezia Giulia, 34126, Italia Mappa

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