After the interval

​​

“Il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia in partnership con la società inglese INDIGO, e in collaborazione con Assomusica, ha creato una versione italiana della ricerca “AFTER THE INTERVAL” che studia l’impatto dell’emergenza Covid-19 sul pubblico degli eventi dal vivo, fornendo interessanti linee per immaginare il prossimo futuro del settore. Lo strumento è a disposizione gratuita di tutte le istituzioni pubbliche e private operanti nel mondo dello spettacolo dal vivo”.

foto simonediluca fornita da ilrossetti_trieste

Il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia ha avviato una partnership con la società inglese INDIGO e una collaborazione con Assomusica per creare una versione italiana della ricerca “AFTER THE INTERVAL” alla quale hanno aderito oltre 300 teatri nel Regno Unito e in Irlanda, raccogliendo in tre settimane circa 120.000 risposte.
Lo strumento viene posto gratuitamente a disposizione di tutte le istituzioni sia pubbliche che private operanti nel settore dello spettacolo dal vivo in Italia: la ricerca è intitolata “DOPO L’INTERVALLO”.
A questo scopo sono state informate le associazioni di categoria dello spettacolo dal vivo, tutte le realtà del settore, dalla Fondazione Platea convenzionata all’Agis che riunisce i Teatri Stabili, alla neonata ATIP- Associazione Teatri Italiani Privati.

Il sondaggio “DOPO L’INTERVALLO” che viene rivolto agli spettatori dei teatri e delle istituzioni aderenti (la compilazione è agile, richiede circa 5 minuti), indaga sull’impatto che la pandemia ha avuto sul pubblico che segue eventi e spettacoli dal vivo: uno degli ambiti più duramente colpiti da Covid-19. Il questionario dunque potrà fornire strumenti importanti anche per immaginare prospettive, evoluzioni e soluzioni future per il settore.
Basti pensare ai due risultati più significativi emersi dalla ricerca inglese: il 93% di chi ha risposto sente molto la mancanza degli spettacoli dal vivo. Una parte significativa però non prevede di ritornare a frequentarli in Inghilterra nell’immediato, ma nemmeno attenderà un lasso di tempo troppo lungo. Saranno interessantissimi per gli operatori i dati italiani.

INDIGO ha accettato di mettere a disposizione gratuitamente al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia la struttura del questionario utilizzato nella ricerca inglese e ha trasmesso le informazioni sul metodo di lavoro con il quale è stata condotta.

INDIGO è una società specializzata nelle ricerche di mercato e supporta l’attività di marketing di importanti istituzioni culturali sia in Inghilterra che all’estero. Le informazioni sulla loro attività sono consultabili sul loro sito internet. La ricerca sull’impatto dell’emergenza COVID-19 sul pubblico che frequenta spettacoli dal vivo è stata presentata nei giorni scorsi in Inghilterra e ha avuto importanti riscontri sulla stampa britannica. A questo link sono disponibili tutte le informazioni sulla ricerca “AFTER THE INTERVAL” e sui risultati emersi. Le istituzioni che hanno aderito alla ricerca inglese sono tra le più prestigiose operanti nel settore, come il Barbican, la BBC Philharmonic, il Birmingham Royal Ballet, l’English National Opera, la London Philharmonic Orchestra, la Royal Albert Hall, il Sadler’s Wells, il Globe di Shakespeare, il Southbank Centre, l’Old Vic.

Assieme ad INDIGO si è lavorato per predisporre la traduzione del questionario e per adattare alcune delle domande alla realtà italiana.
La struttura di base del questionario è rimasta comunque analoga a quella inglese, al fine di poter rendere confrontabili i dati raccolti in due Paesi pesantemente colpiti dalla pandemia da COVID-19 e capire se su alcuni punti vi sono differenze sostanziali oppure no.
Anche il confronto temporale tra le due ricerche potrebbe fornire dei dati interessanti: il Regno Unito – rispetto all’Italia – è indietro di circa un mese nella curva epidemiologica, e la ricerca è stata condotta nella fase di lockdown totale. La ricerca italiana avviene invece in una fase di riapertura parziale delle attività economiche. È comunque programmata, per il Regno Unito e l’Irlanda, una seconda versione della ricerca che partirà tra un paio di settimane.

L’adesione delle istituzioni interessate è volontaria e gratuita, verranno richiesti solo alcuni dati necessari all’inquadramento geografico e strutturale e sarà sufficiente rivolgersi al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia o ad Assomusica per l’adesione.
Tutti i dati del sondaggio confluiranno in un database nazionale e saranno resi pubblici attraverso i media; il report sarà pubblicato sul sito internet del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e potrà esserlo naturalmente sui siti di tutte le istituzioni partecipanti.
Immediatamente hanno aderito all’iniziativa una decina di realtà importanti del teatro italiano e si rimane aperti ad ulteriori adesioni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.