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Alcatel-Lucent Trieste in sciopero

 

 

 

Foto fornita da RSU Fiolm Foto fornita da RSU Fiolm Foto fornita da RSU Fiolm Foto fornita da RSU Fiolm Foto fornita da RSU Fiolm Foto fornita da RSU Fiolm

 

 

Rappresentanze Sindacali Unitarie Alcatel-Lucent Italia
Stabilimento di Trieste
Strada Monte d’Oro, 14 – 34149 Trieste – tel. e fax: 040 24.22.436
e-mail: trieste.tsrsu@alcatel-lucent.com

Trieste, 25 marzo 2015

SCIOPERO 8 ORE

La Direzione di Alcatel-Lucent Italia il 13 marzo in sede ministeriale ha taciuto non rispondendo alla domanda posta dalla parte sindacale sulla possibile cessione del sito di Trieste. L’interessamento all’acquisto di due multinazionali come JABIL e FLEXTRONICS operanti nel manufacturing con stabilimenti dislocati strategicamente nei paesi low cost desta forte preoccupazione per il futuro dei lavoratori dello stabilimento di Trieste. Quale interesse avrebbero queste due multinazionali a tenere il prodotto in Italia? Dalle informazioni che abbiamo l’unico interesse sarebbe quello di mettere mano al business milionario della tecnologia Alcatel-Lucent prodotta a Trieste. Con la dichiarazione della vendita del sito scatterebbe un inevitabile conto alla rovescia che vedrebbe un inesorabile sman tellamento delle attività lavorative da de localizzare nei paesi low cost dove le due multinazionali americane hanno già i loro siti produttivi.
Questo non possiamo accettarlo! Lo stabilimento di Trieste ad oggi tra dipendenti, lavoratori somministrati e indotto (logistica, servizi generali, mensa, pulizie, attività in MW-FEP di Ronchi dei Legionari…) da lavoro a più di 850 famiglie su un territorio che versa già in una profonda crisi occupazionale senza la possibilità di assorbire ulteriori disoccupati.
Inoltre in Alcatel-Lucent Italia sono in discussione ancora i lavoratori coinvolti dal piano di ristrutturazione SHIFT PLAN con 29 lavoratori in trattativa per essere esternalizzati su SESA (azienda che non è in grado di garantire un futuro) ma ancora peggio in questi giorni sono stati convocati uno per uno i 42 lavoratori attualmente in CIGS e messi sotto pressione dalla direzione per portarli al licenziamento prima ancora che si arrivi alla conclusione della CIGS e prima della messa in mobilità.
Per tutti questi motivi VENERDI’ 27 MARZO 2015 le RSU di ALU Trieste proclamano 8 ORE DI SCIOPERO CON PRESIDIO DAVANTI ALL’INGRESSO
Invitiamo tutti i lavoratori a scioperare e a partecipare numerosi al presidio davanti all’ingresso per dare un messaggio forte all’azienda:

VOGLIAMO LAVORARE COME ABBIAMO LAVORATO FINO AD OGGI E GARANTIRCI UN FUTURO OCCUPAZIONALE IN ALCATEL-LUCENT

Svuotiamo oggi lo stabilimento per un giorno per garantirci tutti insieme il futuro occupazionale di domani.

Rappresentanze Sindacali Unitarie Alcatel-Lucent Italia
Stabilimento di Trieste
Strada Monte d’Oro, 14 – 34149 Trieste – tel. e fax: 040 24.22.436
e-mail: trieste.tsrsu@alcatel-lucent.com

Trieste, 25 marzo 2015

Oggetto: cessione stabilimento Alcatel-Lucent Trieste

Lo stabilimento Alcatel-Lucent di Trieste sorge nei primi anni 70 nella zona industriale di Strada Monte d’Oro come sito produttivo della Telettra società operante nel mercato delle telecomunicazioni. La Telettra acquisita successivamente dalla FIAT viene ceduta nel 1991 alla multinazionale francese Alcatel e conta circa 15.000 dipendenti in tutta Italia. Con Alcatel cominciano pesanti ristrutturazioni, accentuate ancora di più nel 2007 dopo la fusione con l’americana Lucent tanto che ad oggi Alcatel-Lucent in Italia conta all’incirca 1.300 dipendenti.
Il sito di Trieste negli anni ha subito diverse evoluzioni dettate soprattutto dall’avanzamento delle tecnologie prodotte, fino a specializzarsi negli anni sul prodotto WDM (multiplazione dati su fibra ottica) uno dei prodotti di punta della multinazionale franco-americana tanto che lo stabilimento di Trieste è rimasto uno degli ultimi stabilimenti produttivi nel mondo di Alcatel-Lucent. Nel sito si svolgono attività di industrializzazione di nuovi prodotti WDM ad altissima tecnologia in stretto contatto con i laboratori di ricerca e sviluppo e integrazione degli apparati con tanto di prove effettuate direttamente con i clienti presenti in azienda replicando a tutti gli effetti la posa in opera degli apparati in campo dove sono previste coperture di migliaia di chilometri nella multiplazione-trasmissione di dati su fibra ottica.
Ad oggi le lavorazioni sul sito di Trieste danno occupazione a più di 850 persone tra i dipendenti, i lavoratori somministrati, l’indotto sul sito (dalla logistica ai servizi generali, personale della mensa, pulizie e portineria) e sull’indotto dato da alcune lavorazioni in carico alla MW-FEP di Ronchi dei Legionari risultando una delle più grandi aziende presenti sul territorio.
Da più di un mese ci sono voci di una probabile cessione del sito di Trieste, voci sempre più insistenti tanto che all’ultimo incontro presso il Ministero dello Sviluppo Economico tenutosi il 13 marzo, a seguito di una domanda specifica di chiarimenti dalla parte sindacale il funzionario del MISE ha confermato che procederà con una verifica mentre la direzione di Alcatel-Lucent rappresentata da Radice Patrizia, Perucconi Angelo e Chiovini Giorgio non si è espressa tacendo. Il silenzio dei vertici italiani di ALU unito ai nominativi delle due multinazionali interessate a rilevare l’importante business del sito di Trieste ha incrementato le preoccupazioni. Le due aziende interessate all’acquisizione del sito di Trieste sono due multinazionali conosciute in quanto hanno già chiuso diversi siti de localizzando le attività e licenziando i lavoratori in Italia. Nello specifico trattasi di Jabil e Flextronics due multinazionali che a differenza di ALU svolgono esclusivamente attività di manufacturing per cui atte a de localizzare con facilità le attività presenti sul sito di Trieste (Flextronics ci è fornitore già da anni su diverse lavorazioni de localizzate sul loro sito rumeno). Inoltre dalle nostre conoscenze nessuno dei due competitors sembra essere in grado e interessato a portare nuove lavorazioni a Trieste ma l’unico interesse sembra essere quello di mettere mano ad un business redditizio che ha da sempre contraddistinto le lavorazioni effettuate sul sito triestino (ad es. Jabil conclusa da qualche giorno la vertenza per l’acquisizione del sito Ericcson di Marcianise garantisce occupazione per 335 lavoratori nel prossimo triennio a fronte di 435 lavoratori presenti).
Da quanto ci è dato sapere Alcatel-Lucent ad oggi sta valutando la possibilità della cessione del sito di Trieste cosa che desta assoluta preoccupazione nel breve periodo per l’occupazione, in quanto ci sono diverse centinaia di lavoratori somministrati dei quali numerosi con contratto a breve termine (1 mese – 3 mesi) e per le lavorazioni eseguite in MW-FEP, mentre sul periodo più lungo (qualche anno?) per la garanzia di mantenimento dello stesso sito, in quanto sia Flextronics che Jabil dispongono di numerosi stabilimenti manifatturieri strategicamente dislocati nei paesi low cost dove anche le tutele sui lavoratori risultano ridotte ai minimi termini.
Bisogna fermare Alcatel-Lucent prima che decida di cedere Trieste, considerato che siede al tavolo dell’Agenda Digitale dove si trattano i futuri investimenti previsti in Italia sulle telecomunicazioni per la Banda Ultralarga vantandosi proprio di essere l’unica azienda che tiene la Ricerca e Sviluppo e il manifatturiero in Italia ma soprattutto perché sarebbe un disastro per il territorio triestino colpito già gravemente dalla crisi. Non si possono mettere a rischio più di 850 posti di lavoro, 850 famiglie che con il loro reddito concorrono a sostenere l’economia di un territorio già in crisi.

RSU UILM UIL ​Raini Andrea ​Cell. 347 2400959
RSU FIOM CGIL ​Cortesi Sergio ​Cell. 347 8781851

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