Alla società basca, facciamo un passo avanti!

Siamo abitanti che fanno parte del popolo più antico d’Europa. Un diamante che si è lucidato durante i secoli attraverso la dignità, il compromesso, la solidarietà e, sfortunatamente, anche tramite le sofferenze. Il nostro è un popolo che brama di conoscere una nuova tappa che apra le porte a un futuro migliore. Tuttavia oggi ci fa male al cuore constatare che le prigioniere e i prigionieri politici baschi soffrono una violazione costante di diritti.

La società basca, e una moltitudine di organismi internazionali, hanno rifiutato più volte una politica penitenziaria che ha come base la crudeltà. È una politica che gioca con i diritti delle prigioniere e dei prigionieri politici baschi. Unicamente in questo modo si può capire come gli Stati spagnolo e francese attuano la dispersione: mantengono incarcerati i prigionieri e le prigioniere con malattie gravi e incurabili; applicano di fatto l’ergastolo; non liberano coloro che hanno compiuto i ¾ della propria condanna; applicano l’isolamento, il trattamento umiliante per le visite viso a viso, la criminalizzazione della solidarietà e molte altre misure.

Per questo abbiamo deciso di dire basta. Crediamo che i Paesi Baschi si trovino alle porte di un nuovo ciclo. Pertanto quello che prima era urgente, ora lo è ancora di più: è imprescindibile chiudere con la situazione che soffrono le prigioniere e i prigionieri politici baschi. Bisogna porre fine alla dispersione, i prigionieri e le prigioniere politiche basche con malattie gravi e incurabili devono essere posti in libertà; l’applicazione di fatto dell’ergastolo deve essere annullata e bisogna porre fine alle numerose violazioni di diritti che si producono dentro le prigioni.

Continueremo a reclamare che la politica penitenziaria che ogni giorno introduce impunemente le prigioniere e i prigionieri politici baschi, i loro famigliari, amici e amiche, in una crudele roulette russa, deve scomparire. Non chiediamo altra cosa che i diritti più elementari di qualsiasi democrazia. Misure che darebbero ossigeno a una nuova tappa di pace e giustizia. In caso contrario, verrebbe negato questo ossigeno a questa nuova tappa.

Con la speranza che sia l’ultima richiesta, chiediamo ancora una volta l’impegno della società basca. Chiediamo aiuto per porre fine alla crudele politica penitenziaria vigente. Perché è nelle mani di tutte e tutti che questa situazione giunga alla fine. Perché difendere i diritti delle prigioniere e dei prigionieri politici baschi significa difendere anche i diritti di tutti e tutte le cittadine. Affinché la fine della politica penitenziaria porti con sé una nuova tappa. Perché questo popolo vuole lasciarsi indietro la sofferenza e fare un passo avanti. Per tutto ciò e molto altro, facciamo appello a partecipare alla manifestazione nazionale che il prossimo 8 gennaio percorrerà le strade di Bilbao con il motto “Euskal Presoak Euskal Herrira dagozkien eskubideen jabe, EGIN DEZAGUN URRATSA” (Le prigioniere e i prigionieri politici baschi nei Paesi Baschi padroni dei propri diritti, FACCIAMO UN PASSO AVANTI).

www.ehlitalia.com

L’invito di EHL Italia (sito italiano di Euskal Herriaren Lagunak) alla manifestazione in solidarietà e a difesa dei diritti dei prigionieri e delle prigioniere politiche basche di Bilbao del 8 gennaio 2011, è un appello in cui si raccolgono le adesioni di realtà di lotta, collettivi, associazioni, musicisti, artisti… le adesioni dall’Italia vanno inviate a ehl.torino@gmail.com

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