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Saturday March 23rd 2019

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Amore

“Spiro Scimone e Francesco Sframeli – artisti fra i più amati a livello internazionale – portano alla Sala Bartoli il loro ultimo spettacolo, Amore, Premio UBU 2016. Lo spettacolo debutta martedì 28 febbraio alle ore 19.30 e replica fino a domenica 5 marzo per la stagione altripercorsi del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia”.

foto fornita dal Teatro Stabile del FVG

Occuparsi d’amore oggi – in un tempo in cui sembrano imperare l’odio, il contrasto, la menzogna – pare quasi retorico. Lo fanno, invece, in modo molto anticonvenzionale – com’è nella loro cifra stilistica – e con grande convinzione, Spiro Scimone e Francesco Sframeli, due artisti italiani fra i più amati e riconosciuti a livello internazionale. E lo dichiarano fin dal titolo del loro ultimo spettacolo – “Amore” – che sarà in scena alla Sala Bartoli del Politeama Rossetti da martedì 28 febbraio a domenica 5 marzo per la stagione altripercorsi del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.

Dello spettacolo, Spiro Scimone e Francesco Sframeli, sono rispettivamente autore e regista, nonché protagonisti, assieme a Gianluca Casale e Giulia Weber: la loro riflessione sul sentimento appare immediatamente coinvolgente e assieme particolare, come rivela l’ambientazione della pièce.

I protagonisti, infatti, si trovano in un cimitero: due tombe di marmo – emblematicamente pronte a diventare letti matrimoniali – e lunghe file di cipressi. Spiro Scimone e Giulia Weber sono una coppia molto anziana che in quel luogo ripete la sua rodata quotidianità. Sull’altra tomba giungeranno invece – anch’essi in modo spiritosamente emblematico – un pompiere ed il suo capitano, che per tutta la vita sono stati a loro volta legati in una relazione sentimentale, sicuramente più sofferta e nascosta… «Queste due coppie sono vicine alla morte – spiega l’autore – ma con leggerezza infantile parlano di quello che hanno provato da giovani e di ciò che forse non è ancora perduto. Alla fine di tutto, il senso della vita si può trovare solo nell’amore».

Attraverso una scrittura piacevolissima, visionaria e stralunata, una prosa giocosa e spesso ilare – ma capace anche di essere graffiante – l’autore restituisce dialoghi quotidiani e surreali, espressi in ritmi serrati «che intercettano relazioni, attenzioni e richieste fisiche – dicono Scimone e Sframeli nelle note allo spettacolo – che celano necessità sul limite tra la verità e la tragedia del quotidiano. L’Amore è una condizione estrema e, forse, eterna».

L’“amore” del titolo è innanzitutto il Vecchietto della prima coppia: così lo chiama, continuamente, e un po’ ossessivamente, la sua compagna, mentre gli riporta alla memoria ricordi che lei possiede e in lui sono ormai sfocati, mentre gli ricorda affettuosamente i gesti che scandiscono la sua giornata, e per richiamare un’intimità appassionata in passato, e ora molto diversa, ma ancora presente. Ma è “amore” anche quello dei due pompieri: un amore rubato, nascosto, fatto di un’irresistibile e proibita attrazione, soddisfatta soltanto da fugaci e clandestini incontri, vissuti dietro un’autobotte. Ritrovare queste emozioni, queste sensazioni appassionate, queste delicate intimità anche nell’estremo soffio di vita di ognuno – come accade nella pièce – regala al pubblico grande struggimento, parecchi momenti divertenti, e sicuramente un filo di speranza.

Premiati, amatissimi sui palcoscenici europei, un po’ più complicati da incontrare nei grandi circuiti del nostro Paese, Scimone e Sframeli hanno conquistato pubblico e stampa con tutti i loro lavori e puntualmente anche con “Amore”.

La Compagnia Scimone Sframeli nasce nel 1994 grazie alla collaborazione artistica tra Spiro Scimone e Francesco Sframeli: i due attori, spinti dalla necessità di ricercare nuovi linguaggi, mettono in scena l’opera prima “Nunzio” scritta da Scimone, in messinese.
L’opera, pluripremiata, è da considerare una tappa fondamentale del loro percorso artistico, grazie anche all’incontro con una delle figure più eminenti ed autorevoli del teatro internazionale: Carlo Cecchi che cura la regia dello spettacolo. Tre anni dopo, Scimone scrive “Bar” in cui saranno diretti da Valerio Binasco: vincono il Premio UBU come “Nuovo Autore” e “Nuovo Attore”. Nel 1999 interpretano “La festa” di Scimone (Premio Candoni Arta Terme) con la regia di Gianfelice Imparato. “La festa” corona il loro successo internazionale: nel 2007 viene messa in scena dalla Comédie Francaise al Théâtre du Vieux-Colombier di Parigi con la regia di Galin Stoev e poi inserita nel programma della Stagione Culturale della Presidenza Francese dell’Unione Europea per essere rappresentata, insieme a “Les Précieuses ridicules” di Molière, nei Paesi dell’est appartenenti alla Comunità Europea.

Ma una coproduzione internazionale è già nel 2003 “Il cortile” di Scimone (Premio UBU 2004, nuovo testo italiano), con la regia di Valerio Binasco. Nel 2006 Sframeli dirige “La busta” di Scimone e tre anni dopo lo stesso accade per “Pali” (Premio UBU 2009, nuovo testo italiano), di cui sono protagonisti con Gianluca Cesale e Salvatore Arena. La medesima formazione presenta nel 2012 “Giù”, nuovamente coproduzione internazionale e nuovamente Premio UBU e nel 2015 “Amore”. Gli spettacoli della Compagnia Scimone Sframeli sono stati rappresentati in tutta Europa, ma anche in Brasile, Cile, Venezuela, Argentina, e nei festival europei più prestigiosi, tra i quali il Festival d’Automne à Paris, il Kunsten Festival des Arts di Bruxelles, il Festival de Otoño a Madrid, il Festival internazionale di Rotterdam, il Festival de Almada–Portogallo, il Festival Inernacional de Teatro Mercosur Cordoba, lo Zagreb Festival. I testi sono tradotti in francese, inglese, tedesco, greco, spagnolo, portoghese, norvegese, croato, sloveno, danese ed in Italia sono tutti pubblicati dalla Ubulibri.

Scimone e Sframeli hanno inoltre diretto e interpretato il film “Due amici” (tratto dall’opera teatrale “Nunzio”) che ha vinto il Leone d’Oro come miglior opera prima alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2002 ed è stato candidato come miglior opera prima 2002 al Premio David di Donatello, ai Nastri d’argento, all’European film awards.

“Amore”di Spiro Scimone e diretto da Francesco Sframeli è interpretato dagli stessi Francesco Sframeli, Spiro Scimone e da Gianluca Cesale e Giulia Weber.
La scena è di Lino Fiorito, crea il disegno luci Beatrice Ficalbi.
Lo spettacolo è prodotto da Compagnia Scimone Sframeli in collaborazione con Théâtre Garonne Toulouse.

“Amore” va in scena alla Sala Bartoli martedì 28 febbraio e venerdì 3 marzo alle 19.30, mercoledì, giovedì e sabato alle 21 e chiude le repliche domenica 5 marzo alle ore 17.

Per i posti ancora disponibili ci si può rivolgere presso tutti i punti vendita dello Stabile regionale, i consueti circuiti o accedere attraverso il sito www.ilrossetti.it alla vendita on line. Ulteriori informazioni al tel 040-3593511.

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