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Tuesday December 12th 2017

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Celebrazioni per don Giuseppe Radoli

TRIESTE – In occasione del X anniversario dalla scomparsa di don Giuseppe Radole, il Complesso vocale e strumentale Gruppo Incontro di Trieste, CBS Onlus, e l’Accademia Organistica Tergestina organizzano tra il 3 e il 10 dicembre prossimi un omaggio in ricordo dell’organista, compositore, direttore di coro e musicologo di fama internazionale promuovendo una serie di eventi pubblici, tra incontri, letture e concerti a lui dedicati, in collaborazione con il Conservatorio Giuseppe Tartini di Trieste ed il contributo delle Fondazioni Casali.

L’articolato progetto, firmato da Rita Susovsky, docente del Conservatorio Tartini e direttore del Gruppo Incontro, coinvolgono, oltre allo stesso Conservatorio, anche il Civico Museo Carlo Schmidl, la Cattedrale di S. Giusto, la Chiesa Beata Vergine del Soccorso e la Biblioteca Quarantotti Gambini.

Don Giuseppe Radole, foto fornita da Volpe e Sain

Dopo gli studi teologici e l’ordinazione sacerdotale, don Giuseppe Radole si dedicò allo studio del canto gregoriano e dell’organo con Carlo Tomè. Divenne uno degli allievi prediletti dell’importante compositore Antonio Illersberg, con cui si diplomò nel 1950. Si perfezionò con Franco Alfano, Vito Frazzi e all’Accademia Chigiana di Siena. Dal 1968 al 1986 fu direttore della Cappella Civica di San Giusto di Trieste, con la quale si esibì in tutta Europa e per la quale compose numerose opere corali. Fu spesso chiamato a far parte della giuria in concorsi nazionali ed internazionali di esecuzione corale e fu nominato membro permanente della Commissione artistica del Concorso Internazionale “C. A. Seghizzi” di Gorizia. Sempre nell’ambito della musica corale ha rivolto la sua attenzione ai canti di tradizione orale dell’area veneta, friulana ed in particolare istriana, facendone interessanti ed originali elaborazioni. Di notevole rilievo anche la sua attività organografica: studi sugli organi antichi, catalogazione di organi storici, ed il manuale di studio organologico su liuto, chitarra e vihuela, edito nel 1979 e tradotto in diverse lingue. Ha dedicato importanti studi musicologici ai canti aquileiesi ed ai canti popolari sacri. A lui si devono molte revisioni di partiture organistiche dei secoli XVIII e XIX. Dal 1957 al 1986 fu docente di Armonia e Contrappunto al Conservatorio “G. Tartini” di Trieste. Nel 1987 fu insignito del titolo di Cavaliere della Repubblica Italiana per meriti culturali ed artistici. Nel 1993 ricevette il sigillo trecentesco dal Comune di Trieste quale riconoscimento per la sua importante attività musicale e culturale a livello internazionale

Le celebrazioni in ricordo di don Giuseppe Radole “Una vita tra fede e musica”, prenderanno avvio domenica 3 dicembre con un doppio appuntamento, a partire dalle 11.30 nella Chiesa Beata Vergine del Soccorso in piazza Hortis: S. Messa con l’esecuzione di Antifone e parti fisse della Messa della prima domenica di Avvento cantate in gregoriano dal Gruppo Laetare diretto da Silvia Tarabocchia; all’organo Michela Sabadin.

Sempre domenica 3, alle 19.30, ancora nella Chiesa Beata Vergine del Soccorso, il concertoIn memoriam Don Giuseppe Radole” con Luca Zanotel alla tromba, i soprani Serena Arnò e Daria Ivana Vitez e Michela Sabadin all’organo. Spiccano nel programma pagine di John Stanley, Georg Philipp Telemann, Johann Sebastian Bach, Giuseppe Tartini, Gabriel Fauré, Tommaso Albinoni e lo stesso Giuseppe Radole di cui sarà eseguito “Alleluja – Laudate pueri Dominum” per voci, tromba e organo.

Lunedì 4 dicembre alle 17.00 la Biblioteca “Quarantotti Gambini” in via delle Lodole ospita “Letture delle Fiabe istriane raccolte e pubblicate da don Giuseppe Radole” a cura di Elena Colombetta. Nel corso dell’appuntamento verranno lette alcune fiabe tratte dalle raccolte: “Fiabe Istriane” (Edizioni Comunità Istriane – Trieste 1969) e “Settanta nuove fiabe istriane” (Edizioni Italo Svevo – Trieste 1977). Ancora lunedì 4 alle 18.30 nella Chiesa Beata Vergine del Soccorso durante la S. Messa sarà eseguito il “Requiem” di Lorenzo Perosi con il Coro Alabarda diretto da Riccardo Cossi.

Gli eventi proseguono mercoledì 6 dicembre alle 20.30 nella Sala Tartini del Conservatorio con il Concerto “Don Giuseppe Radole: una vita tra Fede e Musica”. Interpreti: gli organisti Wladimir Matesic e Riccardo Cossi, con la partecipazione dei soprani Serena Arnò e Daria Ivana Vitez. In programma musiche di Johann Sebastian Bach, Giuseppe Radole , Marcel Dupré, Luca Salvadori, Charles–Marie Widor, Marco Sofianopulo e Riccardo Cossi.

Giovedì 7 dicembre alle 17.30 al Museo “Carlo Schmidl” si parlerà de “L’importante attività musicologica di don Giuseppe Radole” in una conferenza pubblica con Stefano Bianchi e Marco Maria Tosolini, accompagnata dagli interventi musicali a cura del Conservatorio “G. Tartini”.

Venerdì 8 dicembre alle 16.00 la Cattedrale di S. Giusto ospita il concerto “Ricordando il direttore don Giuseppe Radole” con la Cappella Civica di Trieste diretta da Roberto Brisotto. Solisti i soprani Sarah Pelliccione e Serena Arnò. All’organo ancora Riccardo Cossi. Nell’occasione saranno eseguite pagine di Giuseppe Radole, Lajos Bárdos, Joseph Gabriel Rheinberger, Aleksandr Grečaninov, Zoltán Kodály, Roberto Brisotto, Emilio Busolini e Marco Sofianopulo.

Sabato 9 dicembre alle 20.00 nella Chiesa Beata Vergine del Soccorso sarà la volta del concerto “Gloria in excelsis Deo. Dedicato a don Pino”, con il Complesso vocale e strumentale Gruppo Incontro di Trieste sotto la direzione di Rita Susovsky. Soliste: Serena Arnò e Daria Ivana Vitez (soprani), Dragana Paunovity (mezzosoprano), Snežana Aćimović e Dragana Gaijć al violino, Lyubov Zuraeva alla viola, Katja Panger al violoncello, Kevin Reginald Cooke al contrabbasso, Nicola Zampis all’oboe, Wladimir Matesic all’organo e Nicola Colocci al clavicembalo. In programma alcuni brani di Giuseppe Radole ed il Gloria RV589 di Antonio Vivaldi.

Domenica 10 dicembre chiusura delle celebrazioni alle 11.30 nella Chiesa Beata Vergine del Soccorso con la S. Messa animata dal Gruppo Incontro diretto da Rita Susovsky. All’organo Wladimir Matesic.

Se da un lato l’importanza dell’operato musicale di don Giuseppe Radole, a livello locale, nazionale ed internazionale, è ormai universalmente riconosciuta, dall’altro l’iniziativa vuole dedicare doveroso rilievo ad una sua scelta, che è stata la direttrice principale della sua vita: quella del sacerdozio, decisione maturata in uno dei periodi storici più sofferti per Trieste e i suoi dintorni. L’intero progetto, e in particolare il concerto “Don Giuseppe Radole: una vita tra Fede e Musica” illustrerà gli esiti di un rapporto che ha allietato la sua vita. Il repertorio proposto nei concerti onorerà la memoria del compianto Maestro, anche attraverso l’esecuzione di alcuni suoi lavori di destinazione liturgica. Non mancherà, come descritto, anche un omaggio ad un’esperienza che ha accomunato don Radole a tanti suoi conterranei: il dolore causato dall’abbandono della propria terra d’origine, l’amata Istria.

“La personalità intellettuale di Giuseppe Radole aveva diversi aspetti. Il tratto che conquistava subito l’interlocutore, era il suo modo di fare, amabile e spiritoso: sembrava quasi una maschera uscita dalle Maldobrìe, pronto sempre a snocciolare qualche perla dal patrimonio di saggezza e arguzia popolare istriana che aveva studiato e documentato. Solo dal suo tono semplice e comunicativo, era però difficile immaginare il bagaglio di conoscenze che conservava in sé e che avevano reso lui stesso una testimonianza vivente della tradizione di un popolo” (Marco Sofianopulo).

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