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Friday April 19th 2019

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Chirurgia transorale mini-invasiva delle patologie del distretto testa – collo

foto fornita da Volpe e Sain

TRIESTE – Tre giorni per un confronto a livello internazionale intorno alle tecnologie più innovative della chirurgia mini invasiva trans-orale: per sostenere nel modo migliore i pazienti con tumore testa – collo, la quinta neoplasia più diffusa in Italia con 113.165 casi (dati Artium 2016, prevalenza) e una incidenza 2017 stimata in 9400 nuovi casi (7200 fra gli uomini, 2200 fra le donne – dati Artium 2017). Dal 15 al 17 marzo, alla Stazione Marittima di Trieste è in programma il Congresso Europeo dedicato alla “Chirurgia transorale mini-invasiva delle patologie del distretto testa – collo”, con la partecipazione dei più innovativi chirurghi italiani e internazionali: fra gli altri  Richard Hayden della Mayo Clinic di Phoenix in Arizona (Centro d’eccellenza per la chirurgia oncologica), Bhuvanesh Singh del Memorial Sloan Kettering Cancer Center” di Manhattan a New York, René Leemans del Dipartimento di Otorinolaringoiatria e Chirurgia testa collo all’Università di Amsterdam e Gaetano Paludetti del Policlinico Gemelli, noto per aver eseguito la tracheotomia a Papa Giovanni Paolo II.

Il meeting, che si preannuncia come un appuntamento di rilievo mondiale, avrà al centro del suo confronto proprio la chirurgia trans-orale diventata pratica clinica all’Ospedale di Trieste – Cattinara, dove per la prima volta in Europa il Direttore della Clinica ORL Giancarlo Tirelli ha messo a punto la tecnica che utilizza il sistema ottico NBI, producendo i migliori riscontri sul piano sopravvivenza/qualità della vita a 5 anni dall’intervento, a livello mondiale.  È il Friuli Venezia Giulia la macro area che registra la maggiore prevalenza di queste patologie, con 3520 casi monitorati annualmente. Ma il Friuli Venezia Giulia è anche la sede di eccellenza nell’offerta di interventi risolutivi attraverso tecnologie non demolitive: un traguardo che si registra appunto nella Clinica ORL dell’Ospedale di Trieste, dove, a cinque anni dagli interventi, i dati annotano il 77,7% di casi di sopravvivenza in condizioni di vita soddisfacente (disease specific survival per il tumore orale). Un riscontro importante per due ragioni: perché cinque anni sono un timing utile per considerare l’intervento risolutivo e perché pone Trieste al livello dei centri mondiali di riferimento per gli interventi sul distretto testa-collo: Liverpool, che ha registrato un dato del 74% (fonte: Rogers et al. Oral Oncology) e New York con il 77% (fonte: Shah et Al Oral Oncology).

Il congresso europeo di Trieste  è realizzato con il patrocinio del Ministero della Salute e della Confederation of European ORL – Head Neck Surgery, della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia – Assessorato alla Salute e dell’Università degli Studi di Trieste.  Dal meeting partirà la sfida per promuovere le innovative soluzioni di intervento in sala operatoria: il programma scientifico proporrà lezioni magistrali, video e prestigiose comunicazioni per arricchire l’esperienza professionale dei più esperti e avvicinare anche i giovani specialisti ai principi della chirurgia mini-invasiva.  Le statistiche del Friuli Venezia Giulia che riassumono i dati sull’attività chirurgica svolta nel corso dell’ultimo biennio (2015-2016) vedono l’Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Trieste ASUITS al primo posto per numerosità di casi oncologici operati con un totale di 163 pazienti (escludendo dal conteggio i tumori della tiroide e della pelle). «Il nostro obiettivo –spiega il chirurgo Giancarlo Tirelli – è di guardare oltre la sopravvivenza, puntando alla qualità di vita degli assistiti nel decorso post operatorio. Una visione “win win”, di assistenza sanitaria sostenibile: perché vince il paziente e al tempo stesso vince la sanita’ pubblica, che potrà contare su un’ospedalizzazione più breve e a basso tasso di complicanze».

I risultati globali della sopravvivenza e della qualità di vita ottenuti grazie a un lavoro di squadra metodico e strutturato dai chirurghi della Clinica ORL di Trieste sono stati recentemente accettati per la pubblicazione da una delle più prestigiose riviste scientifiche americane del settore, Oral Surgery and Oral Medicine, premiando così i risultati nei quali, per la prima volta, il chirurgo ha presentato non solo le percentuali dei pazienti sopravvissuti alla malattia dopo l’intervento chirurgico, ma li ha integrati con la dimostrazione che nonostante l’intervento la qualità della vita è rimasta grazie alle tecniche mini-invasive molto buona.

TRIESTE – Sono la quinta neoplasia più diffusa in Italia: i tumori della testa e del collo registrano 113.165 casi in Italia (dati Artium 2016, prevalenza)L’incidenza 2017 è stimata in 9400 nuovi casi: 7200 fra gli uomini e 2200 fra le donne (dati Artium 2017). Con 3520 casi monitorati annualmente il Friuli Venezia Giulia è la macro area che registra la maggiore prevalenza di queste patologie. Ma il Friuli Venezia Giulia è anche la sede di eccellenza nell’offerta di interventi risolutivi attraverso tecnologie non demolitive: un traguardo che si registra in particolare nella Clinica di Otorinolaringoiatria dell’Ospedale di Trieste – Cattinara. Le statistiche del Friuli Venezia Giulia che riassumono i dati sull’attività chirurgica svolta nel corso dell’ultimo biennio (2015-2016), vedono infatti l’Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Trieste ASUITS al primo posto per numerosità di casi oncologici operati con un totale di 163 pazienti (escludendo dal conteggio i tumori della tiroide e della pelle). E a cinque anni dagli interventi la Clinica ORL guidata dal chirurgo Giancarlo Tirelli ha ottenuto il 77,7% di casi di sopravvivenza (disease specific survival) in condizioni di vita soddisfacente (dati per il tumore orale). Cinque anni sono un timing che permette di parlare di “radicalità oncologica” e che pone Trieste al livello dei centri mondiali di riferimento per gli interventi sul distretto testa-collo: Liverpool, che ha registrato un dato del 74% (fonte: Rogers et al. Oral Oncology) e New York con il 77% (fonte: Shah et Al Oral Oncology).

Del nuovo approccio finalizzato a tutelare, con la sopravvivenza, la qualità di vita degli assistiti, e della chirurgia trans-orale diventata pratica clinica all’Ospedale di Cattinara si parlerà dal 15 al 17 marzo, alla Stazione Marittima di Trieste, in occasione del Congresso Europeo dedicato alla “Chirurgia transorale mini-invasiva delle patologie del distretto testa – collo”, con la partecipazione dei più innovativi chirurghi italiani e internazionali: fra gli altri  Richard Hayden, della Mayo Clinica Phoenix – Arizona, che ha ispirato  l’elaborazione delle nuove tecniche in atto a Trieste. Il meeting, che si preannuncia come un appuntamento di rilievo mondiale, è realizzato con il patrocinio del Ministero della Salute e della Confederation of European ORL – Head Neck Surgery, della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia – Assessorato alla Salute e dell’Università degli Studi di Trieste.  Dal congresso partirà la sfida per promuovere le innovative soluzioni di intervento in sala operatoria: il programma scientifico proporrà lezioni magistrali, video e prestigiose comunicazioni per arricchire l’esperienza professionale dei più esperti e avvicinare anche i giovani specialisti ai principi della chirurgia mini-invasiva. L’evento è stato illustrato oggi dal promotore e curatore Scientifico Giancarlo Tirelli, Direttore della Clinica ORL dell’Ospedale di Cattinara – Trieste, con l’Assessore regionale alla Salute Maria Sandra Telesca, il Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria Universitaria di Trieste Adriano Marcolongo e il coordinatore scientifico AsuiTs Gianfranco Sinagra.

«Dati importanti, quelli monitorati alla Clinica ORL di Cattinara nei cinque anni dall’intervento: il nostro obiettivo è di guardare oltre la sopravvivenza, puntando alla qualità di vita degli assistiti nel decorso post operatorio – ha spiegato Giancarlo Tirelli – Una visione “win win”, di assistenza sanitaria sostenibile: perché vince il paziente e al tempo stesso vince la sanita’ pubblica, che potrà contare su un’ospedalizzazione più breve e a basso tasso di complicanze».

CHIRURGIA MINI-INVASIVA: LE TECNOLOGIE INNOVATIVE APPLICATE

ALLA CLINICA ORL DI TRIESTE

La chirurgia oncologica dei tumori di bocca, gola e corde vocali è andata incontro nell’ ultimo decennio ad una vera e propria rivoluzione sotto il nome di “chirurgia mini-invasiva trans orale”. Alla Clinica ORL di Trieste ogni giorno si praticano le nuove tecniche chirurgiche in grado di garantire la qualità di vita post-intervento. L’idea di base è quella di utilizzare nei distretti di pertinenza otorinolaringoiatrica gli strumenti che derivano dalla chirurgia laparoscopica addominale o toracica: in questi casi si accede agli organi bersaglio non in maniera diretta, attraverso ampie aperture della pelle, ma con piccole incisioni dalle quali vengono immessi gli strumenti chirurgici e una telecamera che proietta le riprese su un monitor esterno. Si evitano così ampie cicatrici e tutte le conseguenze ad esse correlate. Alla ORL di Trieste c’è un valore aggiunto: la precisione del chirurgo è potenziata grazie all’”occhio” speciale di un sistema di video-endoscopia che permette di individuare cellule patologiche invisibili all’occhio umano. La tecnica operatoria sviluppata dal prof. Tirelli è la prima a basarsi sull’uso della tecnologia NBI in diretta: il macchinario si compone del sistema detto NBI–Narrow Band Imaging, presente nella sua configurazione più aggiornata in pochi centri in Italia. NBI guida in diretta il chirurgo nella decisione importantissima di quali tessuti asportare per garantire una resezione completa e radicale del tumore. La resezione chirurgica risulterà così “tailored”, ovvero modellata su misura e con precisione.  La tecnologia NBI consente così di prevenire il rischio che il tumore si rigeneri e si ripresenti, garantendo un minor numero di recidive e una maggior possibilità di guarigione definitiva.

Anche l’utilizzo di strumenti di nuova generazione come la robotica e il 3D, i laser, i bisturi a radiofrequenze o ad ultrasuoni permettono l’asportazione dei tumori in maniera sempre più precisa. Al di là dei tecnicismi, questa caratteristica si traduce nel fatto che la zona operata (dove si è asportato il tumore) può guarire spesso spontaneamente evitando la necessità di trapiantare tessuti prelevati da altre sedi con conseguenze in questo caso sulla masticazione, sulla deglutizione e sulla capacità di parlare. La delicatezza delle sedi di intervento testa – collo ha portato all’introduzione, per la prima volta a livello internazionale, anche del monitoraggio intraoperatorio sul nervo facciale durante gli interventi di svuotamento laterocervicale: una precauzione utile a ridurre le complicanze di questo tipo di interventi chirurgici sul nervo che permette di muovere i muscoli del volto. Questa innovazione permette di preservare il più delle volte la funzionalità del nervo anche nei casi in cui il tumore sia cresciuto molto vicino. Attraverso il controllo intraoperatorio della funzionalità del nervo facciale è risultato notevolmente ridotto il rischio di alterare la mimica del paziente nel decorso post intervento.

CHIRURGIA MINI-INVASIVA: OBIETTIVO E’ LA QUALITA’ DELLA VITA

Permettere ai pazienti colpiti da un tumore della bocca e della gola di sopravvivere oggigiorno non può e non deve essere sufficiente: per ritenere un risultato oncologico eccellente nel 2018 alla sopravvivenza  deve essere associabile una qualità della vita residua giudicata dal paziente almeno come buona. Va sottolineato che la chirurgia oncologica in queste sedi può comportare spesso una compromissione della capacità di parlare, di mangiare, di respirare per cui un intervento chirurgico demolitivo a livello della bocca e  della gola può influire in maniera del tutto negativa sulla quotidianità dei pazienti, soprattutto se non attuato secondo procedure mini-invasive. Ecco quindi che alla Clinica ORL di Trieste è diventato fondamentale nella pratica quotidiana misurare, tramite questionari compilati dal paziente sottoposto a intervento  chirurgico, la sua qualità di vita dopo l’intervento, con l’obiettivo di identificare i fattori maggiormente debilitanti sui quali poi poter concentrare la ricerca e lo sviluppo futuri. I risultati globali della sopravvivenza e della qualità di vita ottenuti grazie a un lavoro di squadra metodico e strutturato dai chirurghi della clinica  otorino sono stati recentemente accettati per la pubblicazione da una delle più prestigiose riviste scientifiche americane del settore (Oral Surgery and Oral Medicine), premiando così i risultati nei quali,  per la prima volta, il chirurgo ha presentato non solo le percentuali dei pazienti sopravvissuti alla malattia  dopo l’intervento chirurgico, ma li ha integrati con la dimostrazione che nonostante l’intervento la qualità della vita è rimasta grazie alle tecniche mini-invasive molto buona.

DATI EPIDEMIOLOGICI

Com’è noto, la prevenzione delle patologie di testa e collo è legata a varie concause (fumo, alcol, ecc) ed è anche collegata al papillomavirus trasmesso con i comportamenti sessuali. Lo Human papillomavirus (HPV) risulta essere la causa più importante oltre che del tumore dell’utero anche del cancro della gola (orofaringe) negli Stati Uniti. La percentuale di tumori HPV correlati è sostanzialmente aumentata: nel 1980 solo il 16% dei pazienti con tumore della gola risultava HPV positivo mentre negli anni 2000 la percentuale è salita al 73% fonte Pytynia et Al Oral Oncology 2014. Si stima che in Europa i casi di tumore della testa e del collo siano 146805, con 66993 decessi legati a questa patologia (stime incidenza  2020, dati Globocan Europa; in Italia, l’incidenza stimata per il 2017 è di 9400 nuovi casi, 7200 fra gli uomini e 2200 fra le donne (Airtum 2017). I tumori della testa e del collo rappresentano la quinta neoplasia più diffusa in Italia. Il Nord Italia è la zona in cui i tumori della testa e del collo sono maggiormente diffusi, con una prevalenza nell’area del Nord Est. Nel periodo 1998-2002 i tumori della testa e del collo hanno rappresentato il 4,1% di tutte le neoplasie tra gli uomini e l’1,1% tra le donne; nelle donne l’incidenza è in crescita, legata ad un aumento dei tumori della cavità orale e della faringe  (Airtum 2017).

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