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Tuesday October 24th 2017

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Coop: un’ingiustificabile pretesa

Capita – ahimè, sempre più spesso – di non credere ai propri occhi, e di dover rileggere un articolo di giornale per accertarsi di averne ben capito il contenuto, tanto la notizia, o il messaggio, ci appaiono assurdi, alieni, fuori dal mondo.
Siamo rimasti sbalorditi, di recente, nell’apprendere che le Cooperative operaie di Trieste, Istria e Friuli hanno chiesto 500 euro di risarcimento, a titolo di presunto “danno morale”, ad un’anziana signora sorpresa a sottrarre, in un supermercato di Barriera, la bellezza di due arance e due bistecche, per un valore commerciale di venti euro scarsi (poi regolarmente pagati).
Sembrava un pesce d’aprile marzolino, invece era la cruda realtà, confermata dal presidente Marchetti, che si è “giustificato” affermando che quella di denunciare alla magistratura tutti i furti scoperti e di costituirsi parte civile in giudizio è una precisa scelta aziendale, perché, indipendentemente dalla loro entità, consistenza e valore, “i furti ci danneggiano e danneggiano anche i nostri soci e i nostri clienti” e “spesso ci vengono rubati superalcolici, profumi, creme per il corpo, non solo arance o mele”.
Fatto sta che la cliente, settantasettenne, non intendeva ubriacarsi o farsi bella alle spalle delle COOP: desiderava soltanto, immaginiamo, cucinarsi qualcosa per cena. Ha commesso un reato? Quasi certamente sì. Possiamo rimproverarle qualcosa? Forse soltanto la “colpa” di vivere in un’epoca in cui, all’oscena ricchezza esibita da pochi, fa riscontro la crescente miseria di una fetta sempre più larga della popolazione.
Noi non siamo giudici, ma siamo soci delle Cooperative operaie, e non ci sentiamo “danneggiati” dal furto, commesso per bisogno, di due agrumi e due fettine di carne; proviamo, invece, viva e profonda indignazione per una pretesa che nulla ha a che fare con lo spirito mutualistico che dovrebbe essere alla base dell’azione delle cooperative, sorte, oltre cent’anni fa, non per infierire sugli indigenti, ma per migliorare le loro condizioni di vita.
Le società cooperative non sono imprese come le altre, tese unicamente al profitto: hanno una finalità sociale, che pretendiamo sia rispettata – così come pretendiamo l’immediata rinuncia a questa ingiustificabile pretesa risarcitoria.
Le COOP e tutta questa nostra società impoverita hanno bisogno di qualche manager in meno, e tanta umanità in più: se i vertici, presidente in testa, la pensano diversamente, sarebbe opportuno che i consumatori giuliani chiedano, a voce alta, le loro dimissioni, visto che l’attuale politica è incompatibile con la funzione che una società mutualistica ha l’obbligo – anzitutto morale – di svolgere.
 
Norberto Fragiacomo
Segretario Lega dei Socialisti Nordest
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