Dì che ti manda Picone

Suono di grilli e luci di lucciole invadono il teatro per creare una scena incantata.

Una bellissima scenografia su due livelli si apre alla visione del pubblico mentre gli attori entrano in scena pian piano.

La bravura e la simpatia di Biagio Izzo è supportata dalle capacità del resto della compagnia Enfi Teatro che lo affianca in questo spettacolo che sotto la regia di Giuseppe Miale di Mauro porta in scena il seguito teatrale di un successo cinematografico di Nanni Loy, con la sceneggiatura di Elvio Porta alla quale memoria è dedicato lo spettacolo.

La commedia tocca argomenti tristemente comuni negli scandali politici italiani, ma è raccontata con una simpatia e una leggerezza che permea tutto lo spettacolo, tranne nel finale, momento nel quale la capacità di Izzo fa mutare improvvisamente tono alla storia, rendendola umana e propositiva.

L’uso dei microfoni rende a tratti più vicino la teatralità alla cinematografia, ma l’unione con la parte musicale e la godibilità per tutto il pubblico ne trae vantaggio. La colonna sonora risulta essere la canzone Pensami di Julio Iglesias  che porta una nota di dubbio e di gialla gelosia nell’amore tra i protagonisti, ma veste altrettanta importanza la scelta rock dell’Inno d’Italia nel cambio di tono da scherzoso a serio dello spettacolo, mentre i saluti festosi con un sottofondo di musica balcanica, rendono circense il senso della vita.
La brillante commedia che merita la visione per queste ultime battute in finale di un cartellone La Contrada che si è rivelato essere d’ottima qualità, rimane in scena a Trieste al Teatro Orazio Bobbio fino a mercoledì 11 aprile 2018.

Laura Poretti Rizman

Foto fornita da La Contrada

Di’ che ti manda Picone”

Da venerdì 6 aprile
AL TEATRO ORAZIO BOBBIO

 

Dal 6 aprile, alle 20.30, al Teatro Bobbio di Trieste Biagio andrà in scena la commedia “Di’ che ti manda Picone”, uno spettacolo di denuncia firmato dalla comicità di Biagio Izzo che rende la pièce leggera e divertente insieme a Rocio Munoz Morales. Dedicato ad Elvio Porta, lo spettacolo è stato realizzato dalla compagnia Enfi Teatro con la regia di Giuseppe Miale di Mauro.

Antonio Picone ha quarant’anni ed è un orfano illustre. Suo padre Pasquale, operaio dell’Italisider di Bagnoli, era l’uomo che si immolava davanti al municipio di Napoli, dandosi fuoco sotto gli occhi della moglie e del loro bambino per protestare contro il licenziamento. La sua vicenda era raccontata in uno strepitoso film di Nanni Loi, “Mi manda Picone”, del 1983, con Giancarlo Giannini, Lina Sastri, Carlo Giuffrè e Leo Gullotta.
Elvio Porta, che allora firmava con Loi la sceneggiatura, ha immaginato un seguito teatrale insieme con Lucio Aiello e questi l’ha realizzato completando il lavoro interrotto nel 2016 per la scomparsa di Porta. “Di’ che ti manda Picone” vede appunto protagonista Antonio, ormai diventato adulto ma solo dal punto di vista anagrafico, poiché si è sempre rifiutato di crescere e di assumersi responsabilità. Vive nella cadente casa di famiglia, ha sposato la spagnola Mara dalla quale aspetta un figlio, ed è disoccupato. Intravede una svolta quando gli viene proposto di entrare in un affare immobiliare. Un senatore e la moglie di questo, una bruna piacente, in combutta con un parroco, vogliono realizzare un doppio centro commerciale al posto di un istituto per orfani, ciechi e anziani. Antonio fiuta l’imbroglio e resiste alle insistenze del cugino Raffaele, sedotto dalla consorte del parlamentare. Ma intanto si fa infinocchiare su un altro fronte: accoglie in casa l’orfano Nicolino (uno stravagante teorico della cottura prolungata del ragù) e il giovanotto a suon di botti e rumori prodotti in modo furtivo riuscirà a convincerlo che nell’appartamento aleggia lo spirito del padre. Tra truffe sventate, sughi e fantasmi, Antonio riuscirà a trovare in modo sorprendente la strada del successo politico, anche grazie alla memoria del celebre papà. Da segnalare la colonna sonora del lavoro didascalico con i più profondi leit motiv di Pino Daniele e la voce di Lina Sastri. Completano il cast Mario Porfito, Lucio Aiello, Agostino Chiummariello, Rosa Miranda, Antonio Romano, Arduino Speranza, Angela Tuccia.

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