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Thursday August 22nd 2019

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Doktor šuster

I ricordi sono fatti di nebbia.
Una fastidiosa nebbia rende un effetto scenico strepitoso. La nebbia avvolge ogni cosa  estendendosi fino al pubblico e allo stesso modo lo ingloba le racconto.
Una volta al diavolo si nascondeva ora si espone.
Racconti assurdi di crudeltà al limite dell’ironia e del surreale.
Molti i personaggi,   in scena quasi tutta la compagnia del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.
La perdita della memoria rende tutta la vita paradossalmente più facile.
Effetti scenici e sonori: bombe e spari creano emozioni fortissime che riportano nella storia e nei luoghi di una guerra non troppo lontana che prosegue anche al di fuori del conflitto, del luogo e del tempo.
La scenografia risulta essere molto picevolmente strutturata e permette cambi radicali di ambientazioni
 
La vecchiaia mi offende.
Uno spettacolo di grande spessore che mette in risalto le abilità della compagnia stabile del Friuli Venezia Giulia.
Da vedere assolutamente, per permettersi una meditazione accompagnata da un piacevole sorriso.

©LauraPorettiRizman

 
foto dal sito ilrossetti foto dal sito ilrossetti
“Prima nazionale martedì 12 gennaio per la nuova produzione del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia Doktor šuster di Dušan Kovačević, prestigioso autore e regista serbo, noto in Italia soprattutto come sceneggiatore del film Palma d’Oro di Kusturica Underground. La surreale commedia sarà interpretata dagli attori della Compagnia Stabile diretti dalla eccellente regista croata Helena Petković. Il divertente spettacolo – inserito nel cartellone Prosa – replica alla Sala Bartoli fino al 31 gennaio 2016.
Prosegue nel nuovo anno l’intenso lavoro di produzione del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, che dopo i successi di Scandalo di Arthur Schnitzler – tuttora in tournée –  e di Rosso Venerdì di Roberto Cavosi, si volge ora verso il mondo artistico e creativo dell’est, guardando con interesse e simpatia ai talenti mitteleuropei dei Paesi vicini.
Di un eclettico e prestigioso autore, regista, sceneggiatore serbo come Dušan Kovačević (noto in Italia soprattutto per aver scritto il film Palma d’Oro di Kusturica Underground) è infatti la commedia che apre l’attività alla Sala Bartoli per il 2016: Doktor šuster. Opera del 2001, molto applaudita in patria e non solo, è stata affidata all’interpretazione della Compagnia del Teatro Stabile guidata in quest’occasione da Helena Petković, interessante regista emergente croata. Si prospetta come un debutto nel segno della creatività fantasiosa, della drammaturgia surreale, divertente e venata da una lieve malinconia, che sa alludere alla nostalgia per la gioventù perduta e per un mondo che non c’è più: con tutto il bene e il male che questa scomparsa ha portato.
Doktor šuster debutta alla Sala Bartoli in prima nazionale martedì 12 gennaio e replica fino al 31 gennaio: vi applaudiremo la Compagnia Stabile quasi al completo, con Riccardo Maranzana, Lara Komar, Ester Galazzi, Francesco Migliaccio, Filippo Borghi, Andrea Germani e Adriano Braidotti.
La commedia si apre in una notte di nebbia fitta sulle rive del Danubio: il fiume scorre quieto ma non altrettanto si può dire di ciò che accade lungo le sue rive.
L’autore fa sfilare infatti, accanto a un isolato approdo, un mondo surreale di personaggi, ognuno imprevedibile e divertente a proprio modo, ognuno pronto a incrociare con gli altri il proprio destino. Innanzitutto il Dottor Nikola šuster, che sarà interpretato da Riccardo Maranzana: è stato un eccellente chirurgo, ma ora è forzatamente in pensione. Scopriremo che il luminare non è più molto in sé: vive in un proprio mondo strampalato e si diletta a fare il calzolaio (“šuster” significa appunto “calzolaio”), mestiere che gli aveva permesso di mantenersi all’Università a Vienna. Sulle sponde del fiume cerca disperatamente il cane della figlia che non risponde ai suoi richiami, semplicemente perché lo chiama con il nome sbagliato… Contemporaneamente si aggirano lì due loschi individui: Lele (che avrà il volto di Filippo Borghi) è un malfattore di piccolo calibro, un logorroico a cui per punizione è stata mozzata la lingua. Il suo modo di esprimersi è perciò assurdamente divertente. Lo accompagna – nell’intento di eliminare le prove di un assassinio recentemente commesso da Lele – suo fratello, Branko Brezdan cui darà vita Francesco Migliaccio. Lo hanno soprannominato il Filosofo per gli studi in filosofia purtroppo abbandonati per desiderio della madre che lo voleva poliziotto in modo da “proteggere” il problematico fratello. Dell’iniziale aspirazione intellettuale, al Filosofo sono rimasti solo un’innata eleganza e l’eloquio sapiente, il resto è un mix di frustrazione, corruzione e violenza. Con incredibile e divertente velocità la commedia intreccia i traffici malsani dei due fratelli, i passaggi del dottore (per il quale il Filosofo ha gran rispetto, dato che da medico gli ha salvato la vita) e della figlia di lui, Anna (Lara Komar), celebre giornalista, accompagnata da un improbabile fidanzato cantante d’opera cui darà vita  Andrea Germani.
Di Anna – già nota ai malviventi per averli spesso denunciati nei suoi articoli di cronaca – si innamorerà il Filosofo e in un estremo tentativo di riscattare il proprio destino e la propria dignità, tenterà di lasciare i loschi giri di Lele (mandandolo su tutte le furie), di sposare la donna (non troppo convinta della scelta), di salvare il Dottore (che intanto è stato raggirato da un malvivente, cui avrebbe venduto la propria casa)… A questo bailamme si aggiungono le incursioni della sorella del Dottore, Bella Kos Donski (interpretata da Ester Galazzi) – anche lei un po’ stordita e persa nel nostalgico amore per il marito cantante, morto da tempo –, le apparizioni di un prezioso costume d’opera, i passaggi “stonati” e inutili del povero fidanzato-cantante di Anna, Elicriso Stefanović, geloso, tradito e sempre frainteso, i vani lamenti di un “compare” ferito – ruolo che, assieme a diversi altri andrà ad Adriano Braidotti – (che Lola e il Filosofo cercano di far curare dal Dottore).
Il risultato è una baraonda rumorosa ed esilarante, ricca di battute e situazioni surreali, ma venata anche di una malinconica vena poetica, che invita a riflettere sulla fragilità della condizione umana, e soprattutto evoca la nostalgia per la gioventù perduta e per un mondo che non c’è più: con tutto il bene e il male che questa scomparsa ha portato.
Dušan Kovačević – per la prima volta allestito al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia – è un commediografo, sceneggiatore e regista serbo, molto noto anche all’estero per la sua drammaturgia ed i film, fra i quali figura il pluripremiato Underground, Palma d’oro nel 1995 al Festival di Cannes – diretto da Emir Kusturica, con le celeberrime musiche di Goran Bregovic, che nasce  dall’adattamento curato dallo stesso Kovačević di una propria precedente commedia.
Laureato in drammaturgia all’Università di Belgrado nel 1973, Kovačević è stato immediatamente assunto come autore alla TV Beograd, dove ha lavorato per cinque anni, prima di impegnarsi nel mondo del teatro, quale direttore artistico dello Zvezdara Teatar. Scrive contemporaneamente e con successo sia per il palcoscenico che per il cinema, e nel 2003 firma il proprio primo film da regista,  intitolato Profesionalac.
Prolifico e instancabile, Dušan Kovačević è molto famoso ed amato in Serbia ma la sua fama ha largamente superato quei confini: le sue commedie sono state tradotte fino ad oggi in 17 lingue diverse. È membro dell’Accademia Serba delle Scienze e delle Arti e per il suo Paese è stato anche ambasciatore, in Portogallo.
Doktor  šuster di Dušan Kovačević viene messo in scena nella traduzione di Dragan Mraović, per la regia di Helena Petković. Ne sono interpreti gli attori della Compagna del Teatro Stabile: Riccardo Maranzana, Lara Komar, Ester Galazzi, Francesco Migliaccio, Filippo Borghi, Andrea Germani e Adriano Braidotti. Ha curato l’adattamento ed è stata il dramaturg Mila Lazić, le scene ed i costumi sono di Silvio Vujičić. Helena Petković e Mila Lazić hanno curato le scelte musicali, mentre le luci sono di Davide Comuzzi ed il suono è di Carlo Turetta.
Doktor  šuster di Dušan Kovačević debutta in prima nazionale a Trieste, alla Sala Bartoli martedì 12 gennaio alle 19.30, le repliche proseguiranno fino al 31 gennaio: di martedì e venerdì lo spettacolo si terrà alle 19.30, la domenica alle ore 17, nelle altre recite (mercoledì, giovedì e sabato) lo spettacolo inizierà alle ore 21.
Per prenotazioni e per l’acquisto dei posti ancora disponibili ci si può rivolgere presso tutti i punti vendita dello Stabile regionale, i consueti circuiti o accedere attraverso il sito www.ilrossetti.it alla vendita on line. Ulteriori informazioni al tel 040-3593511.
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