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Due dozzine di rose scarlatte

Ad aprire lo spettacolo, Diego Matuchina, direttore organizzativo de La Contrada, saluta il pubblico annunciando lo spettacolo finale della stagione Teatro a Leggìo degli Amici della Contrada. Spiega che il testo è di un autore molto caro all’organizzazione e invita il pubblico a partecipare all’Assemblea dei Soci fissata per il 17 aprile alle ore 17.

“Amore, amor, portami tante rose” con questa canzone di Bixio e Galdieri dell’anno 1934, inizia lo spettacolo. La scenografia è composta da un’allestimento che copre la scena dello spettacolo serale che  solo un occhio attento riesce a intravedere. Ci troviamo all’interno di una casa, quella dell’avvocato Alberto Verani, interpretato dal regista Massimiliano Borghesi, e di sua moglie Marina Verani, interpretata da Roberta Colacino.

Valentino Pagliei sarà l’innamorato della moglie dell’amico, nel ruolo di Tommaso Savelli e Enza De Rose sarà la cameriera Rosina.

Interpreti d’eccezione per la lettura di un testo spassosissimo che è stato impreziosito di interventi musicali scelti con cura.

La storia racconta di una moglie stufa della solita noia di routine quotidiana e pronta a partire con la cugina per una Cortina d’Ampezzo, così lontana da Roma, dove sogna di ballare ogni sera, convinta che un pò di separazione non può far altro che bene alla vita di coppia, non sapendo che anche il marito non vede l’ora che lei parta per iniziare a corteggiare la più bella dama di Roma.

” Ogni petalo di queste rose è una parola d’amore che penso ma non vi dico “: è questa la frase con la quale farà breccia nel cuore della donna, peccato che il fiorista sbaglia destinatario e consegni il mazzo col relativo bigliettino alla moglie creando una escalation di fraintendimenti e colpi di scena, spesso divertenti, ma  a tratti anche tristi.

Amore, amor,
portami tante rose,
stasera ancor
tu dimmi tante cose.

Soffocherò il mio cuor,
come pretendi tu.
Potrai mentir ancor,
non piangerò mai più.
Amore amor
non piangerò mai più.

Si innamora di uno sconosciuto la signora Verani, non sapendo che è proprio del marito che si sta innamorando, un marito che a lei non aveva mai prima d’ora riservato le attenzioni e le parole d’amore che ora riceve. I due uomini si ritrovano a considerare che tutto questo amore era sprecato, in quanto solo ed esclusivamente virtuale.

Cosa c’era ne ‘l fior che m’hai dato?
forse un filtro, Un arcano poter?
Nel toccarlo, il mio core ha tremato,
m’ha l’olezzo turbato il pensier.
Ne le vaghe movenze, che ci hai?
Un incanto vien forse con te?
Freme l’aria per dove tu vai,
spunta un fiore ove passa ‘l tuo piè.

Malia (1887)
Versi di R.E. Pagliara
Musica di F. Paolo Tosti (1846-1916)

©Laura Poretti Rizman

 

La Contrada
La Contrada

Ultimo appuntamento con il Teatro a Leggìo degli Amici della Contrada con  “Due dozzine di rose scarlatte” di Aldo De Benedetti.

Lunedì 31 marzo 2014, alle ore 17.30, presso il Teatro Orazio Bobbio, andrà in scena l’ultimo appuntamento per la stagione 2013/14 di “Teatro a Leggio” organizzata dall’Associazione Amici della Contrada con  “Due dozzine di rose scarlatte”, di Aldo De Benedetti. A dare vita a un testo molto amato saranno Massimiliano Borghesi, che firma anche la regia, Roberta Colacino, Valentino Pagliei ed Enza De Rose.

Scritto nel 1936 da Aldo De Benedetti per Vittorio De Sica e Giuditta Rissone, “Due dozzine di rose scarlatte” è una pièce arguta ed elegante in cui il gioco delle coppie si mostra come un imprescindibile motore narrativo, un testo umoristico e brillante che è uno dei più rappresentati in Italia.

In un matrimonio tranquillo e sereno, la moglie comincia a sentire voglia di evasione e organizza un viaggio con un’amica, il marito ne approfitta per tentare di avvicinare una bella contessa inviando due dozzine di rose scarlatte con lo pseudonimo “mistero” con la complicità del suo amico avvocato. Ma il mazzo per errore arriverà alla moglie. Da questo equivoco si sviluppa una storia parallela sul desiderio e la necessità di sognare che rischierà di portare alla deriva la coppia.

Una commedia affascinante, giocata da personaggi straordinariamente disegnati, che fa della sua leggerezza, del linguaggio dinamico ed effervescente, della trama mai superficiale, del gioco degli equivoci, condotto con raffinata abilità i suoi punti di forza. Un testo che nasconde quell’infelicità e quell’insoddisfazione che spesso accompagnano l’essere umano costringendolo ad una vita priva di emozioni, in attesa che, prima o poi, arrivi qualcosa di nuovo.

L’ingresso alla lettura è riservato ai soci degli Amici della Contrada. Le sottoscrizioni all’Associazione possono essere rinnovate presso il Teatro Orazio Bobbio il giorno stesso della manifestazione, dalle 16.00 alle 17.00. La quota associativa è di euro 18 (15 per gli abbonati alla Contrada e 10 per chi presenta un nuovo socio).

Informazioni: 040.390613; info@amicicontrada.it; www.amicicontrada.it.

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