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Thursday December 14th 2017

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Emilio e Janja conti Auersperg a Elisabetta Sgarbi

PREMIO STORICO-LETTERARIO INTERNAZIONALE

“EMILIO E JANJA CONTI AUERSPERG

EDIZIONE 2016

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ANNUNCIATA  NEL CORSO DI UNA CONFERENZA STAMPA TENUTA ALLO STORICO CAFFÈ SAN MARCO DI TRIESTE DALLA CURATRICE DEL PREMIO PATRIZIA CUTRUPI, LA VINCITRICE DELL’EDIZIONE 2016 DEL PREMIO LETTERARIO INTERNAZIONALE AUERSPERG: IL RICONOSCIMENTO VA AD ELISABETTA SGARBI PER LA SUA OPERA “TRIESTE”, CHE COMPRENDE UNA PUBBLICAZIONE E I DUE FILM-DOCUMENTARIO, IL VIAGGIO DELLA SIGNORINA VILA E TRIESTE LA CONTESA

 

CONSEGNA UFFICIALE, MERCOLEDÌ 16 NOVEMBRE MILANO, PALAZZO SPINOLA

Torna anche quest’anno il Premio Storico – Letterario InternazionaleEmilio e Janja conti Auersperg“, un appuntamento nato, su iniziativa e curatela di Patrizia Cutrupi, per onorare la memoria della contessa di origini slovene Janja Auersperg, mancata nel 2013. Per disposizione testamentarie il premio viene assegnato annualmente all’autore di una pubblicazione meritevole inerente “la scienza o la storiografia o la letteratura slovena o del Friuli Venezia Giulia”, con l’intento di valorizzare la cultura di quella parte della Mitteleuropa di cui entrambi i conti Auersperg erano originari.

Emilio Auersperg, della nobile famiglia dei Conti di Turjak, Conte del Sacro Romano Impero, nacque nel 1916 a Lubiana mentre la consorte Janja Novak era nata nel ’22 a Maribor. Dopo gli studi liceali e universitari a Lubiana, fu costretta nel ’41 a trasferirsi a Milano dove frequentò la Facoltà di Lettere all’Università Statale. A Milano in quegli anni Janja prese contatti con gli antifascisti milanesi e si impegnò attivamente come staffetta partigiana. Rimase a Milano fino alla laurea conseguita nel ’44, rientrò a Lubiana per il suo matrimonio con il conte Emilio quindi la coppia si trasferì prima a Trieste e poi a Milano. In seguito a vicende travagliate del dopo guerra, si stabilirono a Cormòns, in provincia di Gorizia, e si dedicarono all’insegnamento nei licei di lingua slovena “France Prešeren“, a Trieste.

La contessa Janja, oltre allo sloveno, parlava l’italiano, il tedesco, il serbo, il francese e l’inglese e capiva bene il croato e il russo. E, durante gli anni universitari a Milano, preludendo ampiamente i tempi, si cimentò con lo studio della lingua araba. Nel 2003 venne a mancare il conte Emilio nel dicembre 2013 anche la contessa Janja.

Da quando è stato istituto, il Premio Internazionale viene organizzato dalla curatrice Patrizia Cutrupi che, assieme, al Comitato d’Onore del Premio, ha decretato vincitrice di questa edizione, Elisabetta Sgarbi per la sua opera “Trieste”, che comprende la pubblicazione e due film, Il viaggio della signorina Vila e Trieste la contesa.

Regista, scrittrice, editrice letteraria, Elisabetta Sgarbi sarà premiata a Milano a Palazzo Spinola mercoledì 16 novembre in una serata organizzata con la Società del Giardino e la Federazione Nazionale dei Consoli. La città di Milano è stata scelta quale luogo amato tanto da Elisabetta Sgarbi che dalla contessa Janja, che qui ha vissuto alcuni degli anni più intensi della sua vita, svolgendo il suo intero percorso universitario, fino alla laurea del 1944, e i primi anni di matrimonio.

Elisabetta Sgarbi, figura di spicco della cultura italiana e internazionale, incarna e conferma lo stretto legame tra il linguaggio della letteratura e quello del cinema, mai mera sequenza di immagini, ma, invece, strumento di cui l’Autrice si serve per ricercare, approfondire, scavare i singoli temi che determinano il divenire dell’umanità.

La Motivazione del Premio sottolinea che “con l’opera TRIESTE, l’autrice firma una pubblicazione che, assieme ai due film compresi – ‘Viaggio della signorina Vila’ e ‘Trieste la contesa’ -, costituisce un unicum straordinario in cui si propone un discorso artistico, storico e letterario, determinato da un linguaggio profondo e da un messaggio di grande valore etico, oltre che estetico”. “Il suo lavoro intraprende un viaggio che, attraverso visioni oniriche, scaturite dalla mitica parola di Scipio Slataper e, in parte, da quella di Angelo Vivante, due autori fondamentali per comprendere la peculiarità della storia di Trieste e del suo entroterra, approda a una riflessione complessa su una città dal valore straordinario nell’immaginario collettivo di tutto il Novecento. Il racconto non evolve attraverso un singolo genius loci, ma proponendo la ricerca di quell’intreccio di memorie e racconti che costituiscono l’unicità triestina. Elisabetta Sgarbi è riuscita a rimarcare, con la puntualità che la caratterizza, mai scevra, però, della sua continua ricerca della bellezza, questo mosaico che, pur costituito da memorie, esperienze, origini diverse, si presenta nella sua valenza mitica in un’opera di grande respiro”.

Nella motivazione del Premio si evidenzia anche “la sensibilità e l’attenzione che Elisabetta Sgarbi dimostra non solo come autrice, ma anche come editore, per gli autori di questa terra di confine tra Italia, Slovenia, Croazia, comprendendone molto bene le peculiarità culturali e linguistiche, messe a confronto con sapienza e determinazione nel contesto dell’editore Bompiani, così come alla fondazione della casa editrice La Nave di Teseo, di cui è Direttore generale e Direttore editoriale”. Ne è testimonianza il premio della passata edizione: nel 2015, infatti, al Castello di Spessa di Capriva del Friuli il riconoscimento venne attribuito alla scrittrice e saggista Tatjana Rojc per la monografia “Boris Pahor. Così ho vissuto. Biografia di un secolo”, pubblicata in Italia da Bompiani, proprio per iniziativa di Elisabetta Sgarbi.

A svolgere la laudatio per la vincitrice 2016 un nome d’eccellenza del panorama culturale ed editoriale italiano: Mario Andreose, traduttore, redattore, direttore editoriale, storico editore di Umberto Eco, attuale Presidente della casa editrice La Nave di Teseo.

Atteso per la serata di consegna del Premio a Palazzo Spinola (Milano, mercoledì 16 novembre, ore 18.30) un numeroso parterre di ospiti nazionali e internazionali, tra scrittori, intellettuali, figure istituzionali, accademiche e diplomatiche.

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