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Tuesday March 19th 2019

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Filumena Marturano 🗓 🗺

Qualsiasi femmina dopo 25 anni vicino a te si mette in agonia!

Il sipario del Teatro Politeama Rossetti di Trieste, alla prima di Filumena Marturano, si apre su una scena raffigurante una camera da letto di un’abitazione borghese di Napoli. Le scene sono molto curate in entrambi i cambi, così come i vestiti, le luci e le musiche.

In scena i due protagonisti Geppy Gleijeses e Mariangela D’Abbraccio per la regia di Liliana Cavani sono nel pieno di una accesa discussione mentre i due domestici  mesti e in silenzio,  assistono senza scomporsi.

Finita la sfuriata da parte dell’uomo, Filumena prende la parola e contrasta contrattaccando. Quella che sembra una tragedia, diviene a tratti un’opera comica, allegerita da una traduzione sapiente nei tratti dialettali più difficili.

La sacralità della femminilità e della maternità si colora di toni forti e che neppure il fuoco della passione per la gioventù riesce a spegnere.

I figli so’ figli e so’ tutt’eguale

E’ una donna del popolo, Filumena, ed è proprio per questo che chiunque riesce a comprenderla. Vuole vendicarsi, vuole la giustizia, vuole l’amore totale solo per se stessa e per i suoi figli, spartita in equa maniera.

Si evince continuamente la diversità tra l’essere maschio e l’essere femmina  nel perseguire obiettivi diversi.

Filumena non punta sulla bellezza, ma sulla appartenenza d’anima.

Filumena veste una vestaglia per quasi tutto il tempo.

A vita è tosta e nisciuno ti aiuta, o meglio c sta chi t’aiuta , ma na vota sola, per poter dire “taggio aiutato… poi ti saluta e nun se ne parla più.

Filumena è interpretata in maniera egregia da una grande interprete che ha avuto la fortuna di avere al suo fianco professionisti al suo pari che hanno saputo vestire perfettamente i panni a loro designati.

Lo spettacolo replica fino a domenica 11 novembre, ospite della Stagione di Prosa del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia

 

 

 

Laura Poretti Rizman

Filumena Marturano, foto fornita da Teatro Stabile del FVG

“Il capolavoro di Eduardo De Filippo “Filumena Marturano” dal 7 novembre va in scena al Politeama Rossetti nella premiata edizione diretta da Liliana Cavani e interpretata da Mariangela D’Abbraccio e Geppy Gleijeses. Lo spettacolo replica fino a domenica 11 novembre, ospite della Stagione di Prosa del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia”.

Uno dei classici più amati del Novecento arriva sul palcoscenico del Teatro Stabile regionale: Filumena Marturano di Eduardo De Filippo nella premiata edizione firmata da Liliana Cavani con protagonisti Mariangela D’Abbraccio e Geppy Gleijeses.
L’appuntamento per la Stagione di Prosa è al Politeama Rossetti da mercoledì 7 a domenica 11 novembre.

«È un’opera di grande impegno morale e oltretutto in anticipo sui tempi e scritta senza retorica, ma con la naturalezza della vita. Un capolavoro» scrive nelle sue note Liliana Cavani una delle più sensibili e ammirate registe del cinema contemporaneo, che dopo felici esperienze nella lirica (fra tutte la memorabile “Traviata” del 1993 alla Scala, con Tiziana Fabbricini e Roberto Alagna, e la direzione di Riccardo Muti) ha esordito nel teatro di prosa proprio con questa “Filumena Marturano”.

Un debutto che è stato un successo italiano e internazionale, premiato e ripreso per tre stagioni consecutive e che arriva ora sul palcoscenico del Politeama Rossetti: «Filumena e Domenico – spiega la regista – sono al centro di un problema etico antichissimo e sempre attuale: di chi sono i figli, i figli nati fuori dal matrimonio? Al tempo di questa scrittura (1946), la legge non proteggeva questi “figli” considerati “illegittimi” (fuori dalla legge), una legge ferma al Medioevo. Filumena vi si ribella con la lucidità e una forza così generose da riuscire a trascinare l’ignaro borghese Domenico a capire il valore degli affetti fondamentali delle nostre vite. Sono stata fortunata ad avere due attori perfetti per il ruolo. Mi ci sono appassionata ed ho lavorato con la felicità che provo con i film».

Questa edizione ha diversi punti di forza: da un lato rimane interessante e universale il tema trattato da Eduardo in questo capolavoro, concepito per il talento della sorella Titina e inserito nella “Cantata dei giorni dispari” che raccoglie le sue opere più complesse e rappresentative delle utopie e dei contrasti dell’Italia del dopoguerra. Dall’altro è altrettanto fondamentale il modo in cui tali argomenti vengono proposti in scena.

La critica è stata concorde nel lodare l’interpretazione di Mariangela D’Abbraccio in un personaggio che è stato banco di prova per le maggiori attrici del Novecento e che lei ha restituito in modo personale e in tutti i suoi accenti, dall’istintualità materna e popolare, alla passione e alla forza degne di un’eroina classica. Ottimo è anche il Domenico Soriano di Geppy Gleijeses, uomo dalla vita facile che fatica ad assumersi le responsabilità di marito e di padre.
Ma la regista riesce anche a sbalzare le figure minori della commedia, ognuna con un proprio spazio, una propria significativa portata, in un affresco che coinvolge il pubblico fino alla commovente conclusione, con quelle lacrime di Filumena che danno sostanza al lato più intimo e fragile della sua femminilità.

Questa immensa protagonista, infatti, è continuamente in lotta: fin dal primo istante in cui compare in scena. E combatte con il coraggio e la rabbia di una fiera: per i suoi figli innanzitutto, ma anche per il suo amore, per la sua dignità.
Ex prostituta, vissuta per 25 anni al fianco di Domenico Soriano, amandolo e subendone le intemperanze, senza chiedere nulla, Filumena si ribella quando scopre che per una sua nuova avventura l’uomo intenderebbe darle il benservito. Gli estorce allora il matrimonio in articulo mortis, fingendosi malata e quando Domenico si scioglie dalla promessa, gli rivela l’esistenza di tre figli uno dei quali è un Soriano. Domenico naturalmente vorrebbe sapere quale è il suo, ma Filumena, nemmeno da sposata glielo rivelerà, perché «’E figlie so’ ffiglie… E so’ tutte eguale».

Lo spettacolo si avvale della regia di Liliana Cavani, delle scene e dei costumi di Raimonda Gaetani, delle musiche originali di Theo Teardo e delle luci di Luigi Ascione.

Nel cast accanto ai già citati Mariangela D’Abbraccio (Filumena Marturano) e Geppy Gleijeses (Domenico Soriano) recitano Mimmo Mignemi (Alfredo Amoroso), Nunzia Schiano (Rosalia Solimene), Ylenia Oliviero (Diana), Elisabetta Mirra (Lucia), Agostino pannone (Umberto, studente), Gregorio Maria De Paola (Riccardo, commerciante), Adriano Falivene (Michele, operaio), Fabio Pappacena (L’avvocato Nocella).

Lo spettacolo è una produzione di Gitiesse Artisti Riuniti.

“Filumena Marturano” va in scena al Politeama Rossetti da mercoledì 7 novembre a sabato 10 novembre alle ore 20.30 e domenica 11 novembre va in scena la recita pomeridiana alle 16.

I biglietti ancora disponibili si possono acquistare nei consueti punti vendita e circuiti oppure in internet accedendo direttamente dal sito del Teatro, www.ilrossetti.it. Per ogni informazione ci si può rivolgere al numero 040. 3593511.

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Arte e spettacolo
Politeama Rossetti, 1, Largo Giorgio Gaber, Città Nuova-Barriera Nuova-San Vito-Città Vecchia, Trieste, UTI Giuliana, Friuli Venezia Giulia, 34126, Italia Mappa

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