Fuori dove la parità non esiste al Mercato Coperto di Trieste 🗓

Mostra fotografica

FUORI DOVE LA PARITA’ NON ESISTE

MERCATO COPERTO DI TRIESTE
Via G. Carducci, 36 – Trieste
Visitabile da venerdì 18 settembre a sabato 10 ottobre 2020 durante gli orari di apertura del Mercato Coperto

Un percorso fra i luoghi di Trieste dedicati alle figure femminili: una libera interpretazione fotografica di spazi riscoperti e ritrovati, e una riflessione storica sulla città e sulla vita delle donne a cui questi luoghi sono stati dedicati.

Il Comune di Trieste, Assessorato Pari Opportunità, e l’Associazione Fotografaredonna ripropongono alla cittadinanza il progetto sulla Toponomastica Femminile “Fuori dove la parità non esiste”, un problema attuale, e non solo quantitativo, avvertito in tutta Italia perché crea un immaginario collettivo composto quasi unicamente da personaggi illustri maschili.

Le immagini vengono esposte al Mercato Coperto di Trieste, un luogo particolarmente significativo proprio perché Sara Davis, l’ultima discendente di una ricca famiglia londinese stabilitasi a Trieste nel 1819, nel suo testamento, redatto ai primi del novecento, nominò il Comune di Trieste suo erede universale, vincolando l’amministrazione comunale all’erogazione di somme di denaro di varia entità a favore di istituzioni benefiche cittadine, sia pubbliche che private.

Dispose anche che “Giunte al loro termine, le sovvenzioni, tanto il capitale che gli interessi nel frattempo accumulati a seguito del progressivo decesso dei beneficiari, dovranno essere impiegati nell’erezione in buona pietra di un mercato coperto in posizione centrale della città.”
Fu in esecuzione di questa volontà di Sara Davis, morta nel 1904, che venne costruito l’attuale mercato coperto di via Carducci, negli anni di ristrutturazione e modernizzazione urbanistica della città, mentre era podestà a Trieste Enrico Paolo Salem: l’architetto Camillo Iona eresse l’edificio di stile razionale nel 1935. L’amministrazione cittadina così, come riconoscimento alla benefattrice intitolò una via a suo nome.

La mostra e il volume dedicati alle vie al femminile da parte di sedici fotografe e da dodici storiche rappresentano il felice coronamento di un percorso creativo e di un approfondimento storico e artistico che prende in considerazione lo sbilanciamento fra le piazze, le vie e i luoghi dedicati agli uomini e quelli intitolati alle donne. Solo nella città di Trieste, infatti si evince che il rapporto è fra 1305 luoghi intitolati al sesso maschile contro 43 dedicate a quello femminile.

La mostra fotografica, inserita nel piano di iniziative promosse dall’Amministrazione Comunale per celebrare la Giornata Internazionale delle Donne l’8 marzo 2020, per i problemi di emergenza sanitaria causati dal Covid 19 è stata rimandata più volte e finalmente può essere realizzata.
Il progetto, curato da Marisa Ulcigrai e Sandra Grego, valorizza anche il lavoro di donne fotografe e delle storiche che diventano autrici delle immagini e degli scritti della città testimoniando così la loro presenza attiva sul territorio.

Durante l’esposizione verrà organizzata una visita guidata alla mostra, un workshop, e la creazione di un set fotografico per riprendere sia il sito che le persone che lo popolano e che desidereranno essere fotografate. Il risultato sarà una riflessione per immagini dove la cornice urbana delineerà non solo un paesaggio urbano, ma umano, segnato dall’appartenenza ad una realtà di “comunità”.

L’Associazione Fotografaredonna opera da dieci anni sul territorio provinciale, regionale, nazionale ed estero (progetto Femminilereale al Museo etnografico di Lubiana, 2013), collaborando con enti pubblici (Comune, Regione, Provincia, Commissioni Pari Opportunità – Università) e privati ed ha al suo attivo mostre fotografiche, pubblicazioni, conferenze, corsi di formazione e convegni.

Il progetto, la mostra e il libro sono stati realizzati nell’anno 2016 con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e hanno avuto il patrocinio di Provincia, Comune, Università degli Studi, CUG (Comitato Unico di Garanzia dell’Università di Trieste) e Commissione Pari Opportunità della Regione Friuli Venezia Giulia e la collaborazione dell’ex Consigliera di Parità della Provincia di Trieste.

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