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Saturday September 21st 2019

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Genius loci – dov’era… com’era

“Genius loci – dov’era… com’era. A quarant’anni dal terremoto scritto e diretto da Andrea Collavino con Omero Antonutti, Riccardo Maranzana e Maria Grazia Plos è l’evento con cui il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia – in collaborazione con la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e l’Associazione dei Comuni terremotati e sindaci della Ricostruzione del Friuli – ricorda il quarantesimo anniversario del terremoto. Lo spettacolo – cui prenderà parte la Corale Renato Portelli di Mariano del Friuli diretta dal M° Fabio Pettarin – si terrà all’interno della Caserma Manlio Feruglio di Venzone il 27 e il 28 maggio”.

Antonutti2 Antonutti foto fornita dal Teatro Stabile del FVG

GLI ARTISTI

ANDREA COLLAVINO

Friulano, classe 1969, diplomato alla “Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi” di Milano nel 1992, approfondisce negli anni la propria formazione partecipando a laboratori e workshop con Anatolij Vasilev, Eimuntas Nekrosius, per il quale è stato anche assistente alla regia, Peter Brook, Thomas Ostermeier.

Ha seguito da subito un percorso teatrale poliedrico lavorando come attore, regista, drammaturgo e tenendo numerosi seminari in Italia e all’estero. Come attore ha lavorato tra gli altri con Giorgio Strehler, Klaus Michael Gruber, Carlo Battistoni, Stefano de Luca, Gabriele Vacis, Marco Gagliardo, Cesare Lievi, Eimuntas Nekrosius, Gigi Dall’Aglio, Francois Kahn, Serena Senigaglia. Come co-autore (con Deniz Ozdogan) e regista ha messo in scena nel 2009 Zets!, Ossa e Zoran e il cane di porcellana (2015). Ha curato le regie di numerosi spettacoli tra i quali Il sogno di una cosa, tratto dal romanzo di Pier Paolo Pasolini (Mittelfest 2005) e Di razza sostanzialmente umana testo di Gianni Bisacca, con il quale è co-regista, tratto dal Sistema periodico di Primo Levi (2009), Il Metodo di Jordi Galceran (2013), coprodotto dallo Stabile del Friuli Venezia Giulia.

Ha scritto il romanzo A metà della matita (2005) e, per il teatro, i testi Richter: il circo delle meraviglie (2006, del quale è stato anche regista), Pagine a due, Il sogno di una cosa, L’insolito tran tran, oltre al canovaccio dello spettacolo Mustafa Gyere Haza che ha debuttato nel 2008 al Festival di Zsambek in Ungheria.

Ha lavorato al cinema, tra gli altri, con Alessandro D’Alatri (Caso mai) e Carlo Mazzacurati (La giusta distanza) e ha realizzato numerosi programmi radiofonici in qualità di regista, attore e co- autore.

OMERO ANTONUTTI

C’è un forte legame fra Omero Antonutti e il Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia. L’attore, friulano di nascita (è originario di Basiliano), ha avviato giovanissimo la propria formazione a Trieste presso la Scuola di Recitazione “Silvio D’Amico”, attiva come diretta emanazione dello Stabile a partire dalla seconda metà degli anni Cinquanta. Sono dunque i saggi della Scuola ad offrire ad Antonutti le prime opportunità di misurarsi con il palcoscenico (va ricordato fra gli altri il Re Cervo di Gozzi, affrontato nel 1959 con la Compagnia della Scuola): naturale il passaggio alla Compagnia del Teatro Stabile, con cui interpreta numerosi spettacoli, fino ai primi anni Sessanta (Così è se vi pare di Pirandello, La vedova scaltra e l’Arlecchino servitore di due padroni di Goldoni, le Liriche di Brecht). Ma è forse da ravvisare ne I due gemelli veneziani di Goldoni – messo in scena per la regia di Squarzina dallo Stabile di Genova – il suo vero, importante esordio. Antonutti s’impone per la sua intensa presenza scenica e per la precisione tecnica e interpretativa, per un garbo e una raffinatezza che lo distinguono tuttora. Affronta via via ruoli sempre più impegnativi:è protagonista del goldoniano I Rusteghi (1974), poi offre ottime prove in spettacoli pirandelliani quali Questa sera si recita a soggetto (1973) e Il fu Mattia Pascal (1975), sempre per la regia di Squarzina e ne L’anitra selvatica di Ibsen diretto da Luca Ronconi (1977).

Mentre si costruisce una notevole carriera teatrale, inizia negli anni Settanta a impegnarsi come attore cinematografico, ottenendo anche in quel contesto rilevanti risultati. Fra i film cui ha preso parte, vanno menzionati Farinelli – Voce regina di Gérard Corbiau, Un eroe borghese di Michele Placido, Padre padrone, Kaos, Tu ridi dei fratelli Taviani, Il maestro di scherma di Pedro Olea (candidato per la Spagna all’Oscar nel 1993); El Dorado di Carlos Saura, Genesi di Ermanno Olmi… In televisione ha regalato un’intensa interpretazione fra gli altri in Mio figlio non sa leggere (1983) e ne La Frontiera di Franco Giraldi (1996). È un apprezzatissimo doppiatore: ha dato voce fra gli altri a Omar Sharif, Christopher Lee, lavorando in film come Star Wars e Il Signore degli Anelli. Per il pubblico dello Stabile regionale nel 1999 è stato protagonistadi Opera 1999 dividendo la scena con Goran Bregovic e nel 2002 di Storie delle Maldobrie.

MARIA GRAZIA PLOS

Diplomata presso la Civica Scuola di Recitazione Nico Pepe di Udine nel 1982, comincia subito la sua carriera in Poema a fumetti per la regia di Luisa Crismani, prodotto dal Teatro La Contrada. Da Macedonio lavora in Atto Unico e ne Le Ire di Giuliano di Svevo e in Ballando con Cecilia e Capriole in Salita di Pino Roveredo.

La dirigono inoltre Patrick Rossi Gastaldi in Non ti conosco più e in Sorelle Materassi, Orietta Crispino ne L’Ospite desiderato, La roccia e i monumenti e Quasi d’Amore; Mario Licalsi ne La Presidentessa, O di uno o di nessuno, Mia Fia e Galina Vecia. Con la regia di Giorgio Pressburger recita in Prologhi e Il formaggio e i vermi di Ginzburg e in Microcosmi di Magris al Mittelfest. È inoltre diretta da Salines ne L’avventura di Maria di Svevo; da Zacchigna in Una specie di Alaska di Pinter e ne L’Abberrazione delle stelle fisse di Santanelli; da Somaglino in Infin el Cidinor di Hubay. Con la regista Sabrina Morena recita in Un marito di Svevo e in Ellis Island. Con lo Stabile del Veneto lavora in Tramonto diretta da Damiano Michieletto. Con Elia Dal Maso è in Vera Verk di Tomizza, con Ulderico Manani in Alcesti. Nel 2008 è protagonista di Caracreatura di Pino Roveredo diretta da Franco Però.

La melodia del corvo di Roveredo per la regia di Marko Sosic, dà inizio alla collaborazione col Teatro Stabile regionale. Recita infatti in Una di Luttman per la regia di Marco Casazza. Recentemente è applaudita ne Il Metodo di Galceran per la regia di Andrea Collavino e in Trst mesto v vojni- Trieste una città in guerra diretta da Igor Pison. Entra nella Compagnia del Teatro Stabile regionale e interpreta nell’ultima stagione Rosso Venerdì di Cavosi sempre per la regia di Pison, Tre Alberghi di Jon Robin Baitz per la regia di Serena Sinigaglia e diretta da Fausto Paravidino Souper di Ferenc Molnàr e A Sarjaevo il 28 giugno di Gilberto Forti.

RICCARDO MARANZANA

Diplomato alla Scuola di Recitazione del Teatro Stabile di Genova nel 1988, si è perfezionato ulteriormente con vari maestri, tra cui Pierre Byland, Yves Lebreton, Enrico Bonavera, Philip Hottier, Alessandra Galante Garrone, Dario Fo, John Strasberg, Ludwik Flaszen, Jerzy Grotowski. Nel 1989, in occasione del “Premio Montegrotto/Europa per il Teatro”, vince il “Premio alla Vocazione”. Ha lavorato in importanti produzioni nazionali con i Teatri Stabili di Genova, Trieste, Bologna, Parma, Milano, con attori quali Giulio Bosetti, Mario Scaccia, Renzo Montagnani, Massimo Girotti, Elisabetta Pozzi, Ottavia Piccolo, diretto dai registi Marco Sciaccaluga, Nanni Garella, Giorgio Pressburger, Gigi Dall’Aglio, Katie Mitchell, Eugenio Allegri.

Dal 1996, diretto da Giorgio Gallione, é l’ attore protagonista di numerosi allestimenti del Teatro Dell’Archivolto di Genova (L’occhio del lupo, Il mare in un imbuto, Snaporaz-Fellini, Giardini d’acqua, La Storia di One-Hand Jack, Peter Uncino, Spoon River-De Andrè, La Commedia delle Ceneri: dedicato a P.P.Pasolini).Realizza inoltre alcuni spettacoli in qualità di autore, regista e interprete: Uomini di confine (1993), La conquista del Messico (Festival di Pierrefonde, Francia, 1997), Distants, siamo italiani nel mondo (Festival di Huy, Belgio 2003). Con Massimo Somaglino mette in scena Cercivento (Mittelfest 2003). Lavora in Sentieri selvaggi di Susanna Grigoletto (Festival del Cinema di CANNES 1998). Recentemente ha interpretato il personaggio di Ernesto nel film Zoran, il mio nipote scemo di Matteo Oleotto. Nel 2011, con CinemaTeatroEden, realizza il film-documentario

Carnia 1944, un’estate di libertà.
Nelle recenti stagioni in teatro è stato diretto da Andrea Collavino ne Il metodo e in Ossa, mentre con la regia di Franco Però ha partecipato agli spettacoli Caracreatura e A Sarjaevo il 28 giugno. Entrato a far parte della compagnia del Teatro Stabile regionale nell’ultima stagione ha recitato in Scandalo di Schnitzler diretto da Franco Però, in Rosso Venerdì di Cavosi per la regia di Igor Pison, in Doktor Šuster di Dušan Kovacević per la regia di Helena Petković e diretto da Fausto Paravidino in Souper di Ferenc Molnàr.

TEATRO STABILE DEL FRIULI VENEZIA GIULIA

Il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, fondato nel 1953 è uno fra i più antichi e importanti Teatri Stabili italiani: ne è Presidente Milos Budin, direttore Franco Però.
Ha sede dal 1969 al Politeama Rossetti di Trieste, che con i suoi 1530 posti, è uno dei più grandi teatri di prosa in Europa. Vi sono passati più di trecento spettacoli di produzione e migliaia di titoli ospiti con i più prestigiosi registi, scenografi, musicisti e attori internazionali.

Fondamentale l’attività di produzione: fra i successi recenti figurano allestimenti shakespeareiani (Re Lear con Roberto Herlitzka), di grandi autori contemporanei (Lei dunque capirà di Claudio Magris applaudito anche all’estero), classici come Vita di Galileo di Brecht o Hedda Gabler di Ibsen per la regia di Antonio Calenda, nell’ultima stagione il mitteleuropeo Scandalo di Arthur Schnitzler per la regia di Franco Però, il pasoliniano Porcile firmato da Valerio Binasco. Dal 2015 è stato creato un nucleo stabile d’attori che lavorano continuativamente nelle molte produzioni del Teatro. Nell’ultima stagione l’attenzione è stata particolarmente volta alla drammaturgia contemporanea: la Compagnia del Teatro Stabile ha recitato in Rosso Venerdì di Roberto Cavosi per la regia di Igor Pison, Tre Alberghi di Jon Robin Baitz diretto da Serena Sinigaglia, A Sarajevo il 28 giungo di Gilberto Forti da un’idea di Paolo Rumiz, Doktor Šuster di Dušan Kovacević per la regia di Helena Petković, oltre che in Souper di Ferenc Molnàr diretto da Fausto Paravidino.

Il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia circuita gli spettacoli di propria produzione in regione e su tutto il territorio nazionale verso produzioni europee di alta qualità: ospita da Roberto Bolle a Simon Callow, dai balletti di Matthew Bourne a grandi show come Cats, Mamma Mia!, Chess. Notevolissimo nella stagione 2015-2016 il successo registrato dall’Hamlet di Shakespeare prodotto dal Globe Theatre di Londra e ospitato in esclusiva per l’Itali

CORALE RENATO PORTELLI DI MARIANO DEL FRIULI

La Corale di Mariano del Friuli e’ stata fondata nel lontano 1928.
L’ obiettivo della Corale e’ quello di creare un ambiente sereno, nel quale giovani e meno giovani possano trovare nella musica corale un momento di crescita culturale ed umana.
Svolge da allora una costante ed ininterrotta attività, sia nell’ambito della Parrocchia che partecipando a numerose manifestazioni corali in Regione, in Italia ed all’Estero.
Organizza annualmente a Mariano rassegne e concerti che hanno visto la partecipazione di numerosi complessi di grande prestigio nazionale ed internazionale provenienti dalla Spagna, Svezia, Finlandia, Belgio, Croazia, Slovenia, Austria, Germania, Polonia, Russia, Argentina e Philippine.
E’ promotore di corsi “Voce dell’Estate” per Direttori di Coro giunti alla terza edizione (Docente M.o. Werner Pfaff (Ger) ed Ateliers con compositori di fama internazionale – nel 2004 è stato ospite il Mo Javier Busto (SPA) – nel 2005 il compositore Lituano Mo Vytautas Miskins.
Nel 2005 e 2011 ha partecipato e si è classificato con la fascia di eccellenza alla edizione CoroVivo; in entrambe tali occasioni ha ricevuto il primo premio per il miglior progetto musicale presentato. Nel 2006 ha partecipato al Corso Superiore per Direttori sul Romanticismo tenutosi a Cividale sotto la direzione del Mo Georg Grün (Ger). Nel 2011 il coro è stato protagonista come coro laboratorio del corso per direttori intitolato “Il respiro è già Canto” organizzato dalla accademia musicale di Torino con docente Mo. Tabbia. In tale occasione sono stato ospiti a Mariano 23 maestri di direzione corale provenienti da tutta Italia.
Negli ultimi anni la Corale ha proposto interessanti produzioni musicali strumentali, tra le quali: il“Requiem pro Defunctis” di Javier Busto per soli, coro e sax con la direzione dello stesso compositore Javier Busto, “L’Homme Armè – A Mass for Peace” di Karl Jenkins per coro, soli ed orchestra eseguito in oltre 15 rappresentazioni ad Aquileia, Trieste, Gorizia (inaugurazione di èStoria), Austria, Veneto, Udine. Il “Gloria” di John Rutter per brass ensamble, coro e soli eseguito in Italia e Slovenia, il “Mass of the Children” di John Rutter per doppio coro, soli ed orchestra (la prime esecuzione si è svolta nella basilica di Aquileia con una presenza di oltre 2500 persone), poi “Eternity Atmosphere – il Minimalismo Sacro” per coro, soli ed orchestra (2014), “Sunrise Mass” di Ola Gjielo per doppio coro e orchestra d’archi (2014), prima esecuzione in Italia, il “Gloria” di Francoise Poulenc per coro ed orchestra (progetto USCI multicorale con l’orchestra del Conservatorio di Udine) (2014), il “Requiem for the Living” del compositore americano Dan Forrest per soli, coro ed orchestra, prima esecuzione in Italia (2016).

La Corale ha organizzato serate di Musica ed Astrologia nell’ambito del progetto “Musica e stelle” presso l’osservatorio di Farra, con la possibilità di ascoltare musiche corali dedicate alle stelle e di osservare il cielo con gli strumenti in dotazione dell’osservatorio.

Ha al suo attivo la produzione di 4 CD a ricordo e testimonianza dei progetti realizzati.
Nel 2014 è stata invitata come unico coro a rappresentare l’Italia alla Rassegna Internazionale di Musica Sacra di Loreto.

M° FABIO PETTARIN

Fabio Pettarin, di professione ingegnere imprenditore, è musicalmente autodidatta.
Animato da una grande passione per la musica corale, può vantare una notevole esperienza acquisita sia come corista che come partecipante a numerosi corsi di perfezionamento in direzione e tecnica di canto corale sotto la guida di valenti maestri tra i quali P.G. Righele, G. Mazzuccato, A. Veneration, W. Pfaff, G. Graden, S. Kuret, G. Grün ed altri.

 

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