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Tuesday December 12th 2017

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Giovani, Cultura, Istituzioni

AL VIA LA QUARTA EDIZIONE DELLE GIORNATE DI STUDIO “GIOVANI, CULTURA, ISTITUZIONI”
 
Il Futuro al centro delle riflessioni di 20 giovani studiosi provenienti da tutto il mondo e quattro illustri esperti. Dal primo al 3 dicembre a Trieste.
foto fornita da Giulia Basso
TRIESTE – Comunemente sentito come una dimensione del Tempo, il Futuro è parte integrante del fare e del pensare. Ciò che si trova sul teatro della storia come un “fatto” ha alle sue spalle il tempo del “fare” e del pensare, che ha indirizzato la mente degli uomini verso un produrre e un agire, secondo determinate regole e statuti. Partono da questi spunti le riflessioni sul Futuro che saranno al centro delle tre Giornate di StudioGiovani, Cultura, Istituzioni”, in programma da venerdì 1 a domenica 3 dicembre a Trieste, nel Dipartimento di Scienze Giuridiche, del Linguaggio, dell’Interpretazione e della Traduzione di via Filzi 14. Organizzate dal Centro Internazionale di Studi e Documentazione per la Cultura Giovanile (iSDC), sotto la direzione scientifica della Prof. Gabriella Valera, le Giornate di Studio proporranno in questa quarta edizione, dal titolo “Dialoghi sul futuro: statuti del fare e del pensare”, una ventina di contributi di giovani studiosi provenienti da Italia, Ucraina, Vietnam, Francia, Arabia Saudita, India, Russia, Ungheria e una tavola rotonda conclusiva affidata a un prestigioso pool di personalità provenienti da diversi campi del sapere: uno storico, un sociologo, un fisico e un drammaturgo con alle spalle un passato di fisico teorico. 
I lavori saranno introdotti dalla Prof. Gabriella Valera: “Se è vero, come qualcuno sostiene – ci dice –  che la percezione del presente dura solo sette secondi, come si ricorda nella pièce teatrale “La domanda della Regina” da cui trarrà spunto l’intervento di Guido Chiarotti, suo autore, allora è il futuro a dominare, con la sua incontrollabilità e complessità. Concetti astratti come il Futuro, la Storia, il Passato, rischiano di diventare soggetti autonomi che rubano la nostra soggettività. L’obiettivo di queste giornate sarà dare vita a un grande dibattito sulla cultura del tempo, del fare, del pensare, su quei profili storico-culturali che percorrono tutta la ‘questione contemporanea’. Lo faremo esplorando prima il punto di vista, le ricerche e le esperienze di giovani studiosi provenienti da tutto il mondo, poi con il contributo di studiosi di grande valore, chiamati a tirare le somme (o a rilanciare i problemi) in una tavola rotonda aperta al pubblico”.
 
Nelle prime due giornate si discuterà dunque di “Fare il futuro: paradigma naturalistico e tecniche”,  “Il potere del Futuro”,  “Pensare il futuro: progetto, memoria, utopia”,  “Vivere il futuro: forme del tempo” e  “Globale e Futuro: metamorfosi delle istituzioni e degli uomini e della cultura tra micro e macro sistemi”. In particolare va segnalata, sabato alle 15, la conferenza di Matteo Marsili, Senior Reaserch Scientist all’ICTP, che parlerà su “L’irragionevole efficacia della matematica. L’esperienza di un fisico interessato a fenomeni economici e sociali”.
 
La domenica, a partire dalle 9.30 e fino alle 13.30, sarà dedicata alla tavola rotonda conclusiva aperta al pubblico affidata a illustri studiosi, sul tema “La performatività del futuro sullo scenario della complessità”. Il sociologo Paolo Jedlowski, dell’Università della Calabria, parlerà del ruolo permanente delle utopie del passato, ovvero della memoria dei futuri immaginati. Il filosofo Fabio Corigliano, con un intervento dal titolo “Non attualizzare Leibniz? O dell’utopia del migliore dei mondi possibili” tornerà sul tema dell’utopia e della forza con cui ha agito (forse agirà?) nella storia, anche tentando di mettere in atto ipotesi come quella leibniziana. Roberto Cammarata, filosofo politico dell’Università degli Studi di Milano, rappresenterà l’ “ente” istituzione in “Cosa sono le istituzioni e come pensano? Fra tradizione e innovazione”. Infine il fisico e drammaturgo Guido Chiarotti, prendendo spunto dalla pièce teatrale “La domanda della regina“, da lui scritta a quattro mani con Giuseppe Manfridi e rappresentata anche allo Stabile di Trieste, affronta i temi della complessità, delle aspettative, della finanza, e delle relazioni dialogiche, spaziando da Darwin a Keynes, da Turing e Wittgenstein a Gadda e Leopardi. 
I contributi e i dibattiti saranno proposti con traduzione inglese/italiano.
 
Per il programma completo dei lavori: www.centroculturagiovanile.eu.
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