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Tuesday June 18th 2019

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Il contrabbasso

FOTO©MAX TESSARIS

“Il contrabbasso” di Patrick Süskind con Adriano Giraldi
chiude la prima rassegna della Contrada al Teatro dei Fabbri.


Martedì 8 maggio debutta al Teatro dei Fabbri l’ultimo appuntamento della prima edizione de “La Contrada ai Fabbri”, la rassegna che lo Stabile privato triestino ha proposto da gennaio nella piccola sala dietro Piazza Hortis. Nata come stagione alternativa a quella del Teatro Bobbio, la rassegna ha presentato in questi mesi una programmazione più innovativa, sperimentale, realizzata con testi atti a mettere in luce le capacità espressive degli attori in scena, siano essi spettacoli di cabaret, commedie o drammi, testi innovativi di autori contemporanei o grandi classici come Shakespeare e Feydeau rivisitati in chiave moderna.

Ben 5 (su tredici) gli spettacoli prodotti dalla Contrada e affidati alle corde recitative degli attori della compagnia stabile: “1, 2 e 3” di Vadim Levanov, “Essere o non essere Amleto” di Francesco Macedonio, “Un specie di Alaska” di Harold Pinter, “Buone vacanze” di Carlo Tolazzi, che hanno visto cimentarsi sul palcoscenico dei Fabbri Maria Grazia Plos, Maurizio Zacchigna, Elke Burul e alcuni ex allievi dell’Accademia Teatrale “Città di Trieste”, diretti di volta in volta da registi come Franco Però, Francesco Macedonio, Marcela Serli e lo stesso Zacchigna.

L’ultima produzione della Contrada, che chiuderà l’edizione 2012 della rassegna, è “Il contrabbasso” di Patrick Süskind, interpretato da Adriano Giraldi con il contrabbassista Giovanni Maier. Lavoro d’esordio di Süskind (classe 1949), lo scrittore bavarese impostosi all’attenzione della critica e del pubblico internazionali con il successo del suo primo romanzo, “Il profumo” (1985), “Il contrabbasso” è stato scritto nel 1981 e pubblicato nel 1984. In questo testo l’autore mette in scena, con commovente ironia e combattiva rassegnazione, aspirazioni e delusioni, slanci e frustrazioni del musicista chiamato a suonare lo strumento più grave ed ingombrante dell’orchestra, “di gran lunga lo strumento più importante dell’orchestra. Anche se non sembra”.

Peculiarità dello spettacolo è il gioco, diverso ogni sera, che si sviluppa fra attore e musicista, dove la libertà interpretativa del contrabbassista jazz accompagna, s’intreccia e si scontra con le evoluzioni dell’attore, interprete dei tormenti artistici ed esistenziali di un contrabbassista di fila in una grande orchestra. Il monologo si sviluppa in scena in un dialogo fra l’attore-musicista e il suo doppio musicista-attore, in una coinvolgente jam session che si trasforma in un corpo a corpo musicalverbale sul fil rouge dell’improvvisazione jazzistica.

Adriano Giraldi, attore della compagnia stabile della Contrada, impersona l’attore-musicista aggiungendo un nuovo introspettivo ed originale personaggio alla lunga galleria di ruoli interpretati. Dal debutto sul palcoscenico nel 1981, lavorando con registi del calibro di Giorgio Pressburger, Luigi Squarzina, Sandro Sequi, Leo De Berardinis, Krzystof Zanussi, Roberto Guicciardini, Giuseppe Patroni Griffi, Gabriele Lavia, Franco Però e Sandro Bolchi, Giraldi approda allo Stabile di Trieste nel 1986. Partecipa alla maggior parte degli allestimenti prodotti dalla Contrada negli ultimi 25 anni, lavorando sotto la direzione di Francesco Macedonio, Antonio Calenda, Mario Licalsi, Patrick Rossi Gastaldi, Tonino Pulci e altri. Sempre per la Contrada è direttamente coinvolto nell’organizzazione di progetti teatrali legati alla realtà culturale triestina, come ad esempio le rassegne estive dedicate alle figure di Italo Svevo e James Joyce, dove è fra i protagonisti di tutti gli spettacoli realizzati.
Nelle ultime stagioni ha partecipato alle tournée di “Italiani si nasce” e “L’apparenza inganna” accanto a Maurizio Micheli e Tullio Solenghi, all’allestimento di “Daddy blues” con Marco Columbro e Paola Quattrini ed è stato protagonista de “L’aberrazione delle stelle fisse” di Manlio Santanelli.

Nel ruolo del musicista-attore troviamo invece Giovanni Maier, diplomato in contrabbasso nel 1988 al Conservatorio Tartini di Trieste. Nel 1991 partecipa ai Seminari Jazz di Siena e nel 1993 prende parte ad un Workshop con Roscoe Mitchell e Muhal Richards Abrams. Seguono la realizzazione della colonna sonora del film “Ketchup” (Primo Premio al Festival di Venezia nella sezione Cortometraggi), la partecipazione ad una “Conduction” di Butch Morris al Teatro Podewil di Berlino, le collaborazioni con l’orchestra del Teatro Verdi di Trieste e con il Laboratorio Lirico di Alessandria, la selezione per l’Orchestra Internazionale di Alpe Adria. Ha inoltre suonato con numerosi musicisti di fama internazionale e ha preso parte a svariati festival e rassegne sia in Italia che all’estero. Fa parte stabilmente dei gruppi Rava Electric Five, Italian Instabile Orchestra, Gianluigi Trovesi nonet, Italian String Trio, Nexus, Quatuor, Claudio Lodati “Vocal Desires”, Daniele Cavallanti Quartet, Umberto Petrin Trio, Lauro Rossi Quartet, Ettore Fioravanti “Belcanto”, Open Sound Ensemble.

Già rappresentato come lettura scenica la scorsa estate da Giraldi e Maier nell’ambito della diciassettesima edizione di “Musei di Sera”, la rassegna promossa dal Comune di Trieste-Assessorato alla Cultura e dall’Area Cultura dei Civici Musei di Storia ed Arte, “Il Contrabbasso” di Süskind viene oggi ripreso dalla Contrada in una nuova messinscena curata da Maria Grazia Plos. Lo spettacolo debutta ai Fabbri martedì 8 maggio e rimane in scena fino a domenica 13: serali dal martedì al sabato ore 21.00; domenica ore 16.30.

Ingresso intero: 15 euro; ridotti (over 60 e abbonati della Contrada) 12 euro; ridotto giovani (fino ai 26 anni) 10 euro. Informazioni e prevendita dei biglietti presso la biglietteria del Teatro Bobbio (tel. 040.390613/948471 – orari: 8.30-13.00; 15.30-18.30) o al TicketPoint di Corso Italia 6/C (tel. 040.3498276/3498277 – orari: 8.30-12.30; 15.30-19.00).

Informazioni: 040.390613; contrada@contrada.it; www.contrada.it.

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