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Monday November 11th 2019

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In Giardino

– Privilegiamo la coltivazione di piante locali. Quelle esotiche richiedono troppa acqua e un’alta dose di fertilizzanti, prodotti a base di fosfati e nitrati che a lungo andare inquinano le falde acquifere.

– Usiamo la quantità indispensabile di pesticidi ed erbicidi. Questi prodotti non uccidono soltanto i parassiti, mettono in pericolo la vita di molte specie di insetti o invertebrati. Per esempio le api, che col tempo rischiano di estinguersi.

– Quando tagliamo l’erba non rasiamola ma lasciamo un’altezza di 5-8 cm, che dà ombra al terreno e trattiene l’umidità. Annaffiando di meno risparmieremo l’energia necessaria al trattamento che rende l’ acqua potabile e che la fa arrivare al rubinetto. Il che significa produrre meno biossido di carbonio (CO2).

– Teniamo affilata la lama del tagliaerba: l’erba strappata è più fragile nei confronti delle malattie. Eviteremo di impiegare antiparassitari e fertilizzanti nocivi all’ambiente.

– Annaffiamo le piante con l’acqua (non salata) utilizzata per la cottura delle verdure. Con l’energia necessaria per pompare, trattare e purificare l’acqua si immette nell’atmosfera CO2 (biossido di carbonio o anidride carbonica), responsabile dell’effetto serra. Per ogni 4 mila litri d’acqua si disperdono 2,5 Kg di CO2.

– Quando fa caldo lasciamo l’erba tagliata sul prato: trattiene l’umidità ed é un ottimo fertilizzante naturale. I diserbanti chimici e  i concimi filtrano nel suolo contaminando le falde: questo comporta un aumento di spese per rendere l’acqua di nuovo potabile.

– D’estate annaffiamo il giardino solo dopo il tramonto. Eviteremo gli sprechi, durante la stagione invernale servono per mezzo ettaro di prato 120 mila litri d’acqua ogni settimana.

– Ammucchiamo in un angolo del giardino foglie, erba falciata e pezzi di legno: dopo sei mesi diventeranno fertilizzante. Eviteremo fertilizzanti chimici che una volta bruciati nelle discariche diventano metano. Un gas che contribuisce per il 15-20% all’effetto serra. E la cui concentrazione aumenta del 1% all’anno.

Ketty Coslovich

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