Inferiorità

 

IL 30 DICEMBRE ALLE 20.30, ONLINE SUI CANALI YOUTUBE E FACEBOOK DELLA CONTRADA “INFERIORITÀ” DI SVEVO,  PRODOTTO DALLA CONTRADA E REGISTRATO NELL’AMBITO DI “TRIESTE IN SCENA/SERATE SVEVIANE”

foto fornita Daniela Sartogo per La Contrada

Ultimo appuntamento online della Contrada per celebrare il compleanno di Svevo, mercoledì 30 dicembre alle 20.30, con lo spettacolo “Inferiorità”, pièce sveviana andata in scena, e registrata, nel 2007 in occasione di TRIESTE IN SCENA / SERATE SVEVIANE, manifestazione estiva nata nel ’98 da Elena Vitas, organizzata dal Comune di Trieste e dalla Biblioteca Civica-Museo Sveviano e realizzata dalla Contrada-Teatro Stabile di Trieste. 

“Inferiorità”, testo fra i meno noti di Svevo, dimostra ancora una volta come l’autore sia stato precursore di stili e tematiche che avrebbero trovato pieno realizzo nei decenni successivi. Lo spettacolo della Contrada andata in scena nel 2007 è stato realizzato con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia e con il Patrocinio del Comune di Trieste e dei Civici Musei di Storia ed Arte.

A tarda notte due giovani nobili, il Barone Squatti e il Conte Alberighi, si precipitano a casa del ricco borghese Alfredo Picchi, loro amico, sapendolo assente; il loro intento infatti è di combinare una burla ai danni dell’uomo con la complicità del suo domestico Giovanni. Lo scherzo ruota attorno ad una scommessa volta a dimostrare come Picchi sia una persona molto paurosa: dietro la minaccia di una pistola, lo stesso Giovanni dovrà derubare il suo padrone, che i due amici sanno avere il portafogli pieno di soldi.Inizialmente titubante, Giovanni cede alla lusinga della ricompensa: una somma di denaro che gli permetterà di lasciare il lavoro di domestico e tornare al suo paese. Ma al ritorno di Picchi la burla subdolamente concepita da Squatti e Alberighi degenera in un gioco di ruoli fra servo e padrone ed esce da ogni controllo, precipitando nella tragedia. 

Dietro alla trama ben congegnata, si nasconde come in un continuo rimando di specchi la lotta fra i quattro protagonisti, volti ognuno a far valere a suo modo lo stato di inferiorità degli altri. Squatti, Alberighi e Picchi sono per status sociale superiori a Giovanni, ma ne diventano inferiori quando si tratta di usare la forza bruta. Se Alberighi, la mente del piano, non esita a mettere in soggezione davanti a Giovanni il suo stesso complice Squatti, Picchi, ancor più soggiogato degli altri dalla superiorità fisica di Giovanni, pur soccombendo davanti al domestico non rinuncia a rivalersi della sua superiorità economica. 

Ecco quindi come l’“Inferiorità” del titolo indichi la condizione sociale e psicologica dei quattro uomini, usata come espediente per rimandare al pubblico un poliedrico gioco di sottomissione di ordine interiore.Unica pièce sveviana a prevedere solo ruoli maschili (dimostrando una volta di più l’interesse analitico e autobiografico che l’autore esprimeva nelle sue opere), “Inferiorità” anticipa un certo tipo di teatro che si presenta su due piani di lettura, scenico e psicologico, il quale troverà la sua espressione soprattutto nel dopoguerra (ad esempio con Le serve di Genet).Protagonisti della pièce: Adriano Giraldi e Maurizio Zacchigna che vestono i panni rispettivamente di Alfredo Picchi e di Giovanni. 

Nei ruoli del Conte Alberighi e del Barone Squatti troviamo invece Manuel Fanni Canelles e Lorenzo Zuffi. Ha diretto l’allestimento Ulderico Manani, regista, scenografo e coreografo.

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