Blog interculturale del Centro delle Culture di Trieste
Thursday September 19th 2019

Pages

Insider

Archives

Iniziative Pasoliniane del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia

“Proseguono le iniziative ispirate a Pier Paolo Pasolini, nel 40° della scomparsa. Il 24 novembre alle 17.30 all’Auditorium del Museo Revoltella la Compagnia del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia interpreta letture da Pasolini e dai poeti triestini. La professoressa Cristina Benussi introdurrà e commenterà la serata. Alle 20.30 al Politeama Rossetti debutto della coproduzione Porcile di Pasolini, regia di Valerio Binasco”.

Nel pomeriggio di martedì 24 novembre, nell’ambito delle iniziative ispirate al 40° anniversario della morte di Pasolini, all’Auditorium del Museo Revoltella con inizio alle 17.30 si terrà la lettura Pasolini e i poeti triestini introdotta dalla professoressa Cristina Benussi.
Ne saranno protagonisti gli attori della Compagnia del Teatro Stabile regionale, composta da Filippo Borghi, Adriano Braidotti, Ester Galazzi, Andrea Germani, Lara Komar, Riccardo Maranzana, Francesco Migliaccio, Maria Grazia Plos.

Alle 20.30 alla Sala Assicurazioni Generali del Politeama Rossetti debutta invece Porcile di Pier Paolo Pasolini per la regia di Valerio Binasco con Valentina Banci, Francesco Borchi, Fulvio Cauteruccio, Pietro d’Elia, Elisa Cecilia Langone, Mauro Malinverno, Fabio Mascagni, Franco Ravera. Lo spettacolo, coprodotto dal Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e dal Teatro Metastasio Stabile della Toscana, ha debuttato con ottimo esito lo scorso giugno al Festival dei Due Mondi di Spoleto e pone in scena un dramma in undici episodi che Pasolini ha scritto nel 1966, e nel 1969 ha trasposto nel film omonimo, per raccontare l’impossibilità di vivere secondo le proprie coordinate, i propri istinti, preservando l’intima natura di sé stessi dal mondo cannibale.

Funerale Pasolini, Foto Claudio Ernè, foto fornita daTeatro Stabile FVG Funerale Pasolini, Foto Claudio Ernè, foto fornita daTeatro Stabile FVG
“Una settimana di eventi dedicati ed ispirati a Pier Paolo Pasolini, nel 40° della scomparsa. Dal 23 al 29 novembre il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia propone spettacoli di produzione, incontri e letture, film, mostre, musica. Da Porcile all’applaudito monologo di Herlitzka, dal rapporto con Giuseppe Zigaina, alla proiezione de I Turcs tal Friùl e Calderon, alla musica di Remo Anzovino. Si inizia alla Sala Bartoli il 23 novembre con la mostra fotografica a cura dell’Associazione Cizerouno e si prosegue fra il Politeama Rossetti e il Museo Revoltella che apre alle iniziative pasoliniane il proprio Auditorium”.
Una settimana di spettacoli ed iniziative dedicate e ispirate alla figura, all’opera e al ricordo di Pier Paolo Pasolini: il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia celebra in questo modo il quarantennale della sua scomparsa. Unendosi alla massima parte delle istituzioni culturali regionali e nazionali – e collaborando con  il Comune di Trieste e il Museo Revoltella, la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, l’Associazione Cizerouno Trieste – lo Stabile regionale infatti propone al pubblico un progetto dedicato all’opera del grande intellettuale dalle origini friulane: un progetto che attraversa – rispecchiando in qualche modo la sua versatilità artistica e culturale – l’opera teatrale, letteraria, poetica di Pasolini e che si svilupperà fra il 23 ed il 29 novembre, a chiusura del mese in cui ricorre l’anniversario della morte.
Accanto ai due spettacoli di produzione – il premiato Una giovinezza enormemente giovane con Roberto Herlitzka e il nuovo, applaudito allestimento di Porcile per la regia di Valerio Binasco, realizzato assieme al Teatro Metastasio di Prato – il calendario prevede un succedersi di letture, incontri proiezioni di film, riflessioni, una mostra, addirittura musica…
 
 
Il programma viene illustrato mercoledì 18 novembre alle ore 11 nel corso della conferenza stampa organizzata al Museo Revoltella, alla presenza di Miloš Budin, Presidente del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, , Maria Masau Dan, Direttrice del Museo Revoltella, Franco Però, Direttore del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e Massimiliano Schiozzi, Presidente dell’Associazione Culturale Cizerouno, non ha potuto essere presente l’assessore Tassinari ed invece sono intervenuti Claudio Ernè, Angelo Battel, Massimiliano Schiozzi.
Ad inaugurare la settimana pasoliniana – lunedì 23 novembre alle ore 19 – sarà alla Sala Bartoli la mostra fotografica I funerali di Casarsa che raduna gli emozionanti scatti effettuati in quell’occasione dal giornalista e fotografo triestino Claudio Erné ed è curata da Anna Krekic e Massimiliano Schiozzi dell’Associazione culturale Cizerouno. La mostra rimarrà aperta a ingresso libero ogni giorno fino al 29 novembre (23 novembre dalle 19 alle 22; dal 24 al 28 novembre dalle 19.30 alle 22.30  ed il 29 novembre dalle 15 alle 18).
In occasione del vernissage, lunedì 23, Francesco Migliaccio – attore della Compagnia del Teatro Stabile – leggerà la toccante orazione funebre che Padre David Maria Turoldo pronunciò in occasione dei funerali tenutisi il 6 novembre 1975 nella chiesa di Santa Croce a Casarsa della Delizia, cittadina d’origine della madre dello scrittore tragicamente ucciso nella notte tra l’1 e il 2 novembre all’idroscalo di Ostia.
Subito dopo, sempre il 23 novembre alle ore 20.30 andrà in scena per una serata unica, alla Sala Assicurazioni Generali Una giovinezza enormemente giovane produzione andata in scena con assoluto successo nell’estate 2013 al Mittelfest e da allora in tournée nazionale: straordinaria l’interpretazione di Roberto Herlitzka, diretto da Antonio Calenda sulla drammaturgia partecipe e profondamente colta di Gianni Borgna. Un monologo presago, quasi divinatorio che da un lato fa omaggio al pensiero del grande  artista e intellettuale – attraverso l’evocazione della sua opera letteraria e poetica, e dall’altro sancisce la grande capacità profetica dello scrittore, sul piano sociale e politico.
Nel pomeriggio di martedì 24 novembre all’Auditorium del Museo Revoltella con inizio alle 17.30 gli attori della Compagnia del Teatro Stabile regionale – Filippo Borghi, Adriano Braidotti, Ester Galazzi, Andrea Germani, Lara Komar, Riccardo Maranzana, Francesco Migliaccio, Maria Grazia Plos – saranno protagonisti della lettura Pasolini e i poeti triestini introdotta dalla professoressa Cristina Benussi.
Debutterà il 24 novembre alle 20.30 per replicare fino a domenica 29 alla Sala Assicurazioni Generali del Politeama Rossetti Porcile di Pier Paolo Pasolini per la regia di Valerio Binasco. Ne sono interpreti Valentina Banci, Francesco Borchi, Fulvio Cauteruccio, Pietro d’Elia, Elisa Cecilia Langone, Mauro Malinverno, Fabio Mascagni, Franco Ravera. Lo spettacolo, coprodotto dal Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e dal Teatro Metastasio Stabile della Toscana, ha debuttato con ottimo esito lo scorso giugno al Festival dei Due Mondi di Spoleto e pone in scena un dramma in undici episodi che Pasolini ha scritto nel 1966, e nel 1969 ha trasposto nel film omonimo, per raccontare l’impossibilità di vivere secondo le proprie coordinate, i propri istinti, preservando l’intima natura di sé stessi dal mondo cannibale.
Un altro importante momento di riflessione, e allo stesso tempo di teatro è in programma mercoledì 25 novembre alle ore 17.30 all’Auditorium del Museo Revoltella, quando – preceduto dall’introduzione sapiente di Angelo Battel  – verrà proiettato I Turcs tal Friul, lo spettacolo dal testo di Pasolini, diretto da Elio de Capitani con protagonista Lucilla Morlacchi e prodotto dal Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia assieme a Teatridithalia e  la Biennale di Venezia nel 1996. Vi vengono raccontati il dramma, l’attesa e la paura per l’invasione dei turchi in Friuli,  avvenuta nel 1499 che, secondo una leggenda locale, evitò però Casarsa per l’improvviso alzarsi di un enorme e turbinoso polverio che sbarrò loro il passaggio.
Sempre nella cornice dell’Auditorium del Museo Revoltella, giovedì 26 novembre alle17.30 sarà la volta di un altro grande spettacolo pasoliniano, prodotto dallo Stabile regionale: il Calderon, di cui vedremo l’edizione cinematografica realizzata dallo stesso regista, Giorgio Pressburger. Fra i protagonisti Paolo Bonacelli, attorniato da un notevole cast d’interpreti.
Introdurrà alla visione dello spettacolo il professor Paolo Quazzolo.
Scritto da Pasolini nei primi anni Settanta, Calderon è una tragicommedia ambientata in Spagna verso la fine degli anni Sessanta. Vi si immagina che tre donne diverse subiscano un eguale destino, giacché risvegliandosi nel loro letto non riconoscono più loro stesse, la realtà che le circonda, le abitudini, la famiglia e il passato.
Maria Grazia Plos e Francesco Migliaccio, saranno invece interpreti – all’Auditorium del Museo Revoltella venerdì 27 novembre alle 17.30 – di Pasolini e Zigaina: letture da testi di Giuseppe Zigaina e Pier Paolo Pasolini. Un doppio omaggio allo scrittore e al pittore da poco scomparso, che furono legati da una forte amicizia.
Introdurrà i diversi brani il direttore del Teatro Stabile regionale, Franco Però.
Sarà nel segno della musica, la conclusione di questo interessante ciclo pasoliniano: la Sala Bartoli del Politeama Rossetti, infatti, sabato 28 novembre alle ore 18 ospiterà la presentazione dell’album di Remo Anzovino L’alba dei tram – dedicato a Pasolini 
Sarà presente Remo Anzovino, che regalerà al pubblico l’esecuzione di alcuni brani, modererà Mitja Gialuz Presidente della Barcolana.
Ad esclusione dei due spettacoli in cartellone al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, tutti gli altri appuntamenti pasoliniani al Museo Revoltella ed alla Sala Bartoli, saranno a ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.
Per acquistare i biglietti per Porcile e Una giovinezza enormemente giovane,  e per informazioni ci si può rivolgere presso tutti i punti vendita dello Stabile regionale, i consueti circuiti o accedere attraverso il sito www.ilrossetti.it alla vendita on line. Ulteriori informazioni al tel 040-3593511.
Dedica a Pasolini. I funerali a Casarsa
fotografie di Claudio Ernè
mostra a cura di Anna Krekic e Massimiliano Schiozzi
nell’ambito di Varcare la frontiera (identità #3)
un progetto a cura di Mila Lazić e Massimiliano Schiozzi
promosso da Cizerouno associazione culturale
con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia
mostra realizzata in collaborazione con Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia
Nell’ambito del progetto multidisciplinare Varcare la frontiera (identità #3), sostenuto dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, l’associazione culturale Cizerouno di Trieste organizza una mostra fotografica dedicata ai funerali di Pier Paolo Pasolini, lucido intellettuale che varcò e demolì molte «frontiere» fondate sul pregiudizio e sulle facili scorciatoie del luogo comune.
Le fotografie, scattate dal triestino Claudio Ernè, allora giovane fotoreporter, documentano in una sequenza drammaticamente toccante i funerali tenutisi il 6 novembre 1975 nella chiesa di Santa Croce a Casarsa della Delizia (Pordenone), cittadina d’origine della madre dello scrittore tragicamente ucciso nella notte tra l’1 e il 2 novembre all’idroscalo di Ostia.
I ventidue scatti esposti, in parte già oggetto di una piccola pubblicazione del 2005 (E venne il giorno della resurrezione), vengono esposti al pubblico per la prima volta, fornendo una straordinaria documentazione su un evento dalla risonanza internazionale cui parteciparono, oltre alla famiglia di Pasolini e ai cittadini di Casarsa, anche grandi nomi del mondo culturale e cinematografico del tempo, fra cui Laura Betti, Ninetto Davoli e Sergio Citti, legati al poeta da profonda amicizia.
Una giovinezza enormemente giovane
di Gianni Borgna
ispirato ai testi di Pier Paolo Pasolini
con Roberto Herlitzka
regia di Antonio Calenda
Produzione: Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia
in collaborazione con Mittelfest 2013, con il sostegno della Fondazione CRTrieste
Uno spettacolo singolare, costruito attorno a un monologo presago, quasi divinatorio che da un lato fa omaggio al pensiero di Pier Paolo Pasolini – nel quarantesimo anniversario della morte – attraverso l’evocazione della sua opera letteraria e poetica, e dall’altro sancisce la grande capacità profetica dello scrittore, sul piano sociale e politico.
Una giovinezza enormemente giovane che il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia ha costruito sulla figura di Pier Paolo Pasolini, si sviluppa attorno a questo nucleo concettuale, all’idea – condivisa dall’autore Gianni Borgna e dal regista Antonio Calenda – di riflettere, attraverso le parole di Pasolini, sul mondo attuale, che egli aveva in qualche modo già intuito e adombrato nei suoi scritti. Ne nasce una messninscena rievocativa ma anche profondamente evocativa della sua capacità di “vedere politicamente” la società ed i suoi mutamenti.
Un “vedere politicamente” di cui l’autore del monologo Gianni Borgna – recentemente scomparso – è stato un vero testimone culturale. Egli infatti – da segretario della FGC romana – ebbe modo di essere molto vicino a Pasolini, di sperimentare la generosità con cui si dedicava ai giovani di sinistra, nei quali ravvedeva il virgulto di una realtà allora in forte divenire. Successivamente Borgna si è dedicato con profonda attenzione allo studio della figura e del pensiero pasoliniano.
E proprio dalla sua morte – sempre rimasta oscura – inizia lo spettacolo: una musica, un colpo nel buio, un corpo a terra. Un’immagine forte da cui il protagonista avvia il propio monologare. Come se Pasolini stesso fosse testimone della propria fine e in quel misterioso istante, si lasciasse andare a un flusso di riflessioni sul mondo che ha lasciato e sulle sue evoluzioni di cui non potrà più essere testimone critico e acuto, pur avendole intuite: l’immagine di una Roma così diversa dalla sua, città multietnica, con l’idea che il bene più grande sia la ricchezza, che la storia e la cultura non possano essere che quelle borghesi… Temi con cui oggi quotidianamente ci confrontiamo, e che il suo pensiero, la sua ricchezza poetica, ci insegnano ancora ad attraversare con la necessaria consapevolezza.
I riferimenti a tale pensiero pasoliniano, e al corpo della sua opera letteraria pervadono il monologo, affidato a Roberto Herlitzka, uno degli interpreti di più intenso spessore poetico e drammatico della scena italiana, inserito proprio per questo spettacolo nella terna del miglior interprete di monologo al Premio Le Maschere 2015. Al debutto al Mittelfest 2013 lo spettacolo è stato accolto da un pieno successo e l’esito si è ripetuto durante le repliche a Trieste, in tournée in Italia (sold out al Piccolo Teatro di Milano, al Teatro Argentina di Roma) e all’estero.
Porcile_Francesco-Borchi_Valentina-Banci_Foto-Luca-Del-Pia, foto fornita daTeatro Stabile FVG Porcile_Francesco-Borchi_Valentina-Banci_Foto-Luca-Del-Pia, foto fornita daTeatro Stabile FVG

 

Porcile
di Pier Paolo Pasolini
con Mauro Malinverno,Valentina Banci, Francesco Borchi, Elisa Cecilia Langone, Franco Ravera, Fulvio Cauteruccio, Fabio Mascagni, Pietro d’Elia
regia di Valerio Binasco
produzione Teatro Metastasio Stabile della Toscana / Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia con la collaborazione di Spoleto58 Festival dei 2Mondi
Porcile è un dramma in undici episodi che Pasolini ha scritto nel 1966 e che poi, nel 1969, ha trasposto nel film omonimo per raccontare l’impossibilità di vivere secondo le proprie coordinate, i propri istinti, preservando l’intima natura di se stessi dal mondo cannibale.
«In Porcile – scrive Valerio Binasco – la trama si sviluppa nella Germania del dopo nazismo, nel momento in cui la borghesia con il suo modo globalizzante di intendere la democrazia ha preso il Potere e lo gestisce. Julian, figlio «né ubbidiente né disubbidiente» di una coppia della borghesia tedesca, trova nel porcile paterno un amore ‘diverso’ e ‘non naturale’ che, tuttavia, lui riconosce come scintilla di «vita pura». La passione misteriosa che segna il personaggio fin dal suo ingresso diviene simbolo del disagio di chi non si riconosce nella società coeva, e si rifugia in qualcosa di istintuale ma segreto.
Porcile non fa prigionieri. Condanna tutti, dal primo all’ultimo. Non c’è redenzione, non c’è possibilità di salvezza in questo mondo soggiogato in modo, oramai, antropologico. Non c’è speranza in questo porcile dove tutti mangiano tutto, dove il solo deve essere il tutto».
Valerio Binasco, attore e regista, si diploma alla Scuola del Teatro Stabile di Genova. Mentre ne è ancora allievo, all’età di 25 anni, inizia anche la sua attività di insegnamento, che lo porta nelle scuole più importanti d’Italia: Scuola Civica Paolo Grassi di Milano, Teatro Stabile delle Marche, Accademia Silvio D’Amico, Teatro Stabile di Genova, Teatro Due di Parma. Dal 2006 al 2007 è stato Direttore del Teatro Stabile delle Marche. Dal 2012 è Direttore artistico del Teatro di Novi Ligure. Nello stesso anno fonda la Popular Shakespeare Kompany, una compagnia che si autoproduce e che ha portato in scena con enorme successo di pubblico La tempesta (2012), Il mercante di Venezia (2013), Il bugiardo (2014). Come attore, oltre alla collaborazione decennale con la compagnia di Carlo Cecchi, ha recitato in numerosi spettacoli di Shakespeare, Beckett, Gogol’, Pinter. Come regista ha firmato dal 2005 a oggi più di 20 spettacoli, fra i quali Bar, Cara Professoressa, La chiusa, Romeo e Giulietta, premiati con il Premio Ubu. Al cinema ha lavorato con Guido Chiesa, Cristina Comencini, Fausto Paravidino, Gianluca Tavarelli, Ferzan Ozpetek, Mario Martone, Alina Marazzi e Claudio Cupellini.
Remo Anzovino
L’alba dei tram  – Dedicato a Pasolini
 (Incipit Records/Egea Music)
L’album “L’Alba dei Tram” (Incipit Records/Egea Music), è un progetto speciale del pianista compositore pordenonese Remo Anzovino per rendere omaggio al più grande intellettuale del 900 italiano e non solo, Pier Paolo Pasolini.
Un racconto sonoro, un percorso musicale immaginario che a ogni fermata del tram, ovvero a ogni passaggio della vicenda pasoliniana che più ha emozionato Anzovino, abbina una sua musica che, a suo tempo, è nata sotto la stessa influenza.
Il progetto ha mosso i suoi primi passi poco più di due anni fa dopo una visita notturna ad Ostia, all’Idroscalo, nel luogo dove Pasolini fu assassinato. Quella notte iniziò a prendere forma una musica chiamata “Inilosap”, pensando al nome del poeta al contrario, come se riavvolgendo la pellicola della sua vicenda intellettuale e umana il film restasse ogni volta ancor più intatto e più potente. Alcuni mesi dopo la musica diventò “L’Alba dei Tram”, una canzone per voce, pianoforte, viola solista e orchestra d’archi con i versi scritti da Giuliano Sangiorgi dei Negramaro e interpretati dall’intensa voce di Mauro Ermanno Giovanardi con uno dei più grandi solisti classici, Danilo Rossi, prima viola dell’Orchestra de La Scala Milano e l’Orchestra d’Archi Italiana, diretta dal Maestro Stefano Nanni. La canzone apre il disco e la versione strumentale lo chiude. Nel mezzo tante tappe che hanno caratterizzato la storia di Pasolini abbinate a delle musiche di Anzovino nate a suo tempo sotto la stessa influenza: dall’abbandono forzoso della sua Casarsa (Aria) alle grandi opere che scrisse (Spasimo), dal suo arrivo a Roma (Metropolitan) alla prima volta a New York (Transoceano), dal primo film girato in Africa alla ricerca di un’altra incontaminata cultura degli analfabeti (Natural mind) alla lucida solitudine di “Supplica a mia madre” (Dove sei), passando per il primo processo per vilipendio alla religione dello Stato (tabù), la fascinazione per il lontano oriente nell’esperienza de “Il fiore delle Mille e una notte” (Orient Island), la passione bruciante per il gioco del calcio (Giostra), le canzonette facili da gettonare nel juke-box per ballare (Due dita), le passeggiate notturne (Cammino nella notte) e tanti altri aneddoti. Le musiche raccolte nell’album “L’Alba dei Tram – dedicato a Pasolini” sono state usate per la colonna sonora di “Pasolini, maestro corsaro”, il docufilm curato dalla giornalista Emanuela Audisio, prodotto da Repubblica e Sky Arte, andato in onda in prima tv lo scorso 2 novembre, il giorno del 40esimo anniversario della scomparsa del Poeta, e ancora disponibile online su Repubblica.it
Il disco è impreziosito da una copertina davvero unica con uno scatto capolavoro – che immortala Pasolini all’alba – del Maestro Dino Pedriali, il celebre autore di tutti gli scatti negli ultimi giorni di vita di Pasolini, definito dalla critica il “Caravaggio della fotografia del Novecento” e da un libretto contenente i commenti dei giornalisti Tommaso Cerno, Jonathan Giustini e di Angela Felice,  direttrice del Centro Studi Pasolini.
Ilaria Lucari 
Responsabile Ufficio Stampa 
Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia
Viale XX Settembre 45
34126 TRIESTE
Tel +39-040-3593530
Mob +39-335-7825160
Share

Nella stessa categoria

La voce di  chi ragiona
La voce di chi ragiona

SABATO 21 E DOMENICA 22 SETTEMBRE TRA SAN DORLIGO DELLA VALLE E AURISINA DUE CONCERTI IN LUOGHI “SEGRETI” [Read More]

XXI stagione degli Amici  della Contrada
XXI stagione degli Amici della Contrada

LA NUOVA STAGIONE DI TEATRO A LEGGÌO  Una stagione di qualità, con nuovi titoli e testi inediti, il tutto [Read More]

Incontro multimediale con Umberto Saba
Incontro multimediale con Umberto Saba

INCONTRO MULTIMEDIALE CON UMBERTO SABA La libreria antiquaria del poeta compie cent’anni: a Trieste il 19 settembre [Read More]

Refluxus
Refluxus

Il 21 SETTEMBRE, in occasione della 26ª GIORNATA MONDIALE ALZHEIMER, ci sarà l’INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA [Read More]

Stagione 2019/20 della Società dei Concerti Trieste
Stagione 2019/20 della Società dei Concerti Trieste

SOCIETÀ DEI CONCERTI TRIESTE STAGIONE 2019-2020 DIRETTA DA DEREK HAN Teatro Verdi di Trieste alle 20.30 88° [Read More]