L’aberrazione delle stelle fisse

Foto©Max Tessaris
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L’aberrazione delle stelle fisse è lo spostamento apparente delle stelle sulla volta celeste, dovuto al moto di rivoluzione della Terra e al fatto che la velocità della luce è finita.
Nessun punto di osservazione in realtà ci porta ad una visione definitiva, perchè tutto è in continuo movimento. Così per lo scritto di Manlio Santanelli, nessuna verità è la verità. I protagonisti continuano a raccontarsi le loro gesta senza mai definire una certezza nel racconto. In fondo poi, che importanza può avere la realtà? Io ti ho dato due possibili risposte, prenditi quella che più ti fa star bene, dice la sorella prima di venire ammazzata dal fratello. Una morte che porta in seno una dubbio sulla morte degli stessi genitori, una morte che in fondo non porterà comunque pace. Il racconto è tragico, ma con la regia di Maurizio Zacchigna e con la mirabile interpretazione degli attori non riesce a far smettere di sorridere il pubblico, perchè in fondo, sotto questa esagerata storia strampalata, si celano piccole forme maniacali presenti in ogni famiglia. In fondo, chi di noi non ha mai pensato di vivere a contatto con una realtà assurda, dove i comportamenti umani sono difficilmente capibili?
In un teatro che è teatro a cominciare dal pubblico che lo frequenta nel suo colloquiare con gli attori come si usava in tempi lontani, ritrovo il sorriso attraverso una chiara forma di pazzia.
Splendide le scene dell’infallibile Andrea Stranisci ed azzeccati i costumi, soprattutto nella scelta dell’abito nuziale che tanto ricorda il dramma non così lontano delle Sorelle Materassi. Un abito che la congiungerà alla morte.
 
Laura Poretti Rizman
 
 

Foto©Max Tessaris

La Contrada presenta nella Stagione di Prosa del Teatro Bobbio
“L’aberrazione delle stelle fisse” di Manlio Santanelli.


Dopo il successo della passata stagione al Teatro dei Fabbri, dove fu allestito in forma di “work in progress”, la Contrada presenta nella Stagione di Prosa del Teatro Orazio Bobbio “L’aberrazione delle stelle fisse” di Manlio Santanelli.
Commedia originale e ricca di ironia, “L’aberrazione delle stelle fisse” ha per protagonisti due fratelli di mezza età, enfant prodige mancato lui, sposa e madre mancata lei. Vivono assieme dalla morte prematura dei genitori e la lunga convivenza ha trasformato il loro rapporto in un mènage soffocante e morboso. Antonino sogna da sempre la fuga e si seppellisce pinguemente in una marea di mappe e carte geografiche pianificando irrealizzabili viaggi in motocicletta attraverso il mondo. Priscilla occhieggia languidamente il dirimpettaio Ramon, ex domatore di circo, ma è terrorizzata all’idea che il fratello la lasci sola.
Anche l’ingresso in casa di due improbabili fidanzati – la prostituta Passiflora per Antonino e lo scansafatiche Ramon per Priscilla – rende ancor più chiaro a tutti che il legame più forte è quello fra i due fratelli. Sui quali pesa come un macigno il mistero di un intero mese in cui entrambi sparirono da casa…
Giocato sul sottile filo dell’ironia e dello humour, “L’aberrazione delle stelle fisse” è tratto dall’omonimo libro di Manlio Santanelli pubblicato nel 1987, in cui la famiglia moderna viene osservata al microscopio e diventa l’area di conflitto per eccellenza. Nel violento scontro psicologico fra i due protagonisti osserviamo la smania di entrambi di rendersi indipendenti, ostacolata dalla paura predominante di restare soli; questo li spinge ad una sindrome di controllo reciproco, dove spiandosi di continuo cercano di scoprire quel “buco nero” di un mese quando Antonino sparì da casa costringendo Priscilla, incapace di restarci da sola, ad andarsene anche lei.
In questo continuo processo che nasce da una reciproca gelosia e un inconsapevole desiderio incestuoso, Antonino e Priscilla sviluppano patologie somatiche, conseguenze inevitabili delle loro fobie che si manifestano in lei con la mania di disinfettare tutto quello che tocca e in lui con crisi d’ansia durante le quali rischia di soffocarsi con la sua stessa lingua.
Prolifico autore napoletano, Manlio Santanelli ha lavorato in RAI per oltre vent’anni prima di dedicarsi alla scrittura. Dal debutto nel 1978 con “Uscita d’emergenza” ha composto trenta opere teatrali, fra le quali la prima a dargli una certa notorietà è stata proprio “L’aberrazione delle stelle fisse”: diventata una pièce teatrale nel 1988, è stata portata sui palcoscenici di mezza Europa; la prima versione italiana risale al ’90 ed era interpretata da Marina Confalone e Sergio Fantoni.
A riportare in scena a Trieste questo originale testo di Santanelli è la compagnia della Contrada, con Adriano Giraldi e Maria Grazia Plos nei ruoli dei due fratelli e Maurizio Zacchigna nei panni di Ramon con Roberta Colacino in quelli di Passiflora. Dirige lo spettacolo Maurizio Zacchigna, con le scenografie ideate da Andrea Stanisci e le musiche per contrabbasso e voce dei “Musica Nuda”.
Terzo spettacolo in abbonamento, “L’aberrazione delle stelle fisse” debutta venerdì 25 novembre alle 20.30 e rimane in scena fino a domenica 4 dicembre con i consueti orari del Teatro Bobbio: serali 20.30, martedì e festivi 16.30, lunedì riposo. Parcheggio gratuito all’interno della Fiera di Trieste (ingresso principale in P.le De gasperi) per tutte le recite.
Prevendita dei biglietti, prenotazione dei posti e cambi turno presso la biglietteria del Teatro Bobbio (tel. 040.390613/948471 – orari: 8.30-13.00; 15.30-18.30) o al TicketPoint di Corso Italia 6/C (tel. 040.3498276/3498277 – orari: 8.30-12.30; 15.30-19.00). Prevendita On Line: Circuito VIVATICKET by Charta (vivaticket.it).
Informazioni: 040.390613; contrada@contrada.it; www.contrada.it.

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