La memoria e la scelta 🗓 🗺

“UN UOMO BANALE”

Nella penultima ora di colloquio fra la giornalista ed il suo intervistato, ancora una volta la Sereny chiede a Stangl se si sente colpevole della morte degli ebrei del suo campo.
La sua risposta immediata fu automatica, e automaticamente incrollabile. “Per quello che ho fatto, la mia coscienza è pulita”

Gitta Sereny
In quelle tenebre
Adelphi, Milano, 1994

Andrea Germani e Romina Colbasso ci accolgono in piedi, completamente immersi nel loro ruolo. Lei sarà la giornalista Gitta Sereny e lui Franz Stangl.

Lo spettacolo Un uomo banale nasce per la quarta edizione de “La memoria e la scelta” ,il progetto a cura di Paola Pini e su idea del direttore Franco Però, ed è una produzione del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. Narra l’intervista avvenuta nel 1971 presso il carcere di Düsseldorf, luogo in cui l’uomo scontava la condanna all’ergastolo, tra i due e dal quale risultato, ampliata da molte altre testimonianze, nascerà il libro “In quelle tenebre”.

Che si potesse fumare in quel luogo è testimoniato da una fotografia che li ritrae, ma che la cortina di fumo che si sarebbe prodotta a teatro, ricreando una sorta di scena in terza dimensione, esaltata dalla luce dei fari che proiettavano la luce, non era aspettata; eppure, nonostante il fastidio, voluto certamente, a questa esposizione alla quale non siamo più abituati essendo vietato il fumo negli ambienti pubblici ormai da anni,  tutto il pubblico si ritrovava a soffermarsi su quella scia, mentre il racconto delle “gasificazioni” si faceva più crudo. Il fumo, era di fondamentale importanza, così come il luciccare del rosso acceso delle innumerevoli sigarette che si consumavano nel buio. Bruciavano, come il racconto fatto nelle quasi due ore di lettura a leggio e di mirabile interpretazione da parte dei  protagonisti.

Intenso e drammatico, sempre in bilico tra l’orrore e la compassione di quegli anni: anni che non debbono ritornare, anni che spaventano per la ferocia dei gesti e della capacità di non vedere  quello che stava accadendo da parte della maggior parte della popolazione.
Come non tendere una mano a chi sta per affogare.

Lo spettacolo appartiene alla quarta edizione del progetto “La memoria e la scelta” che il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia dedica ai temi della Shoah. La messa in scena, comprensiva della regia e di tutto l’allestimento scenico dai costumi alle luci, è stata curata dai protagonisti, Andrea Germani e Romina Colbasso.

Oltre ad “Un uomo banale” in scena alla Sala Bartoli fino al 26 gennaio, alla Risiera di San Sabba nel pomeriggio del 26 gennaio ci sarà l’evento “La Risiera racconta” con i ragazzi dei licei di Trieste .

Laura Poretti Rizman

La memoria e la scelta foto fornita da Teatro Stabile del FVG

Giunge alla quarta edizione “La memoria e la scelta” il progetto a cura di Paola Pini e su idea del direttore Franco Però, che lo Stabile dal 23 al 26 gennaio declina sui temi della Shoah, offrendo al pubblico – nel periodo della Giornata della Memoria – un’occasione di conoscenza e riflessione su una pagina inquietante del Novecento, che va presa a monito perché non si cada mai più in simili gorghi di odio insensato.

Il progetto quest’anno raddoppia: oltre all’evento finale che – come nelle passate edizioni – vedrà protagonisti i ragazzi dei licei Carducci/Dante, Galilei, Oberdan, Petrarca, Prešeren, in un simbolico perpetuare il messaggio presso le generazioni future, l’edizione 2020 prevede anche quattro repliche alla Sala Bartoli dello spettacolo “Un uomo banale”, interpretato da Andrea Germani e Romina Colbasso.

La giornalista Paola Pini cura entrambe le parti de “La memoria e la scelta/4”, che avrà inizio alla Sala Bartoli il 23 gennaio alle 19.30 con la prima di “Un uomo banale” (repliche alla stessa ora fino a domenica 26 gennaio) e domenica 26 gennaio alle ore 16 culminerà nell’evento intitolato “La Risiera racconta” con i ragazzi dei licei, in scena proprio alla Risiera di San Sabba alle ore 16.

Ne “La Risiera racconta” si affronteranno le figure di di Friedrich Rainer e Odilo Globočnik attraverso letture intervallate a interventi musicali.

Lo spettacolo “Un uomo banale” invece è liberamente tratto da “In quelle tenebre”, risultato dell’intervista, ampliata da molte altre testimonianze, che Gitta Sereny fece a Franz Stangl nel 1971 presso il carcere di Düsseldorf, luogo in cui l’uomo scontava la condanna all’ergastolo.
Stangl poteva sembrare proprio “un uomo qualsiasi” e per questo la sua storia colpisce tanto: nasce ad Altmünster, in Austria, nel 1908.

Poliziotto nel 1938 e in seguito ufficiale delle SS, è parte attiva nel Progetto Eutanasia, attraverso il quale saranno uccise tra le 60.000 e le 100.000 persone con minorazioni mentali o fisiche, tristemente noto come Aktion T4; nel 1942 dirige i campi di sterminio di Sobibor prima e di Treblinka poi; dal 1943 al 1945 è infine trasferito in Italia, dove risulta impiegato nei territori della Zona Operativa del Litorale Adriatico (l’Adriatisches Küstenland), in particolare a Udine e a Fiume, ma la sua presenza è testimoniata anche a Trieste, alla Risiera di San Sabba.

Di fronte a quello che lui stesso descrisse come “l’inferno di Dante materializzato” non seppe rifiutare l’incarico di comandante del campo di sterminio di Treblinka, annegando nell’alcol la propria vigliaccheria.

Gitta Sereny nasce a Vienna nel 1921. Nel 1934 assiste, a Norimberga, a un rastrellamento di massa operato dai nazisti; dopo l’Anschluss del 1938, emigra in Francia dove opera nella Resistenza e, alla fine della Guerra, si unisce alle forze dell’UNRRA (l’Amministrazione delle Nazioni Unite per l’assistenza e la riabilitazione delle popolazioni danneggiate dalla guerra) per occuparsi di riunire ai familiari i bambini superstiti a Dachau.

Quello che avviene in scena assomiglia a una partita a scacchi molto particolare: Gitta Sereny e Franz Stangl si fronteggiano in uno scambio verbale ed emozionale carico di tensione, un gioco di cui è lei a dettare le regole.
«A Gitta Sereny – spiega Paola Pini, autrice del testo – importa analizzare, scandagliando i ricordi e provocando le reazioni improvvise, spesso sconvolgenti dell’interlocutore non tanto perché, ma piuttosto come si sia potuti arrivare a quell’orrendo sterminio su scala industriale che è stata la Shoah. Il pubblico ha così l’occasione di comprendere quali meccanismi possano portare una persona comune, qual era Stangl all’inizio della sua carriera di burocrate della morte, a trasformarsi nell’uomo giudicato responsabile della morte di 900.000 persone, complice attivo dei veri carnefici, dei seminatori di odio e di violenza (…) Se tutto sommato può essere relativamente semplice cercare di identificarsi con la sofferenza delle vittime, o giudicare mostri i boia più efferati e pazzi i loro mandanti, risulta molto più complesso e difficile cogliere i pericoli che si nascondono nella potenziale somiglianza fra noi stessi e persone come Franz Stangl».

I semi del razzismo vanno consapevolmente eliminati dalla nostra vita, dalla quotidianità e riconosciuti nel loro pericolo, fin da subito. È questo il senso del progetto “La memoria e la scelta”: l’idea di essere forti dell’esperienza dolorosa del passato e capaci di “scegliere” sempre e consapevolmente la via della giustizia. Sembrano proferite proprio per questo le recenti parole della Senatrice Liliana Segre: « (…)Ritengo però che non si debba mai disgiungere la lotta all’antisemitismo dalla più generale ripulsa del razzismo e del pregiudizio che cataloga le persone in base alle origini, alle caratteristiche fisiche, sessuali, culturali o religiose. Questa visione mi pare tanto più necessaria in questa fase storica, in cui le condizioni di disagio sociale spingono tanti a indirizzare la propria rabbia verso un capro espiatorio, scambiando la diversità per minaccia…».

Per “Un uomo banale” il prezzo del biglietto è unico, a 5 euro e la prevendita dei biglietti è già in corso, mentre per l’evento “La Risiera racconta” l’ingresso è libero.

 

“LA RISIERA RACCONTA”

di Paola Pini
con i ragazzi dei licei di Trieste Carducci/Dante, Galilei, Oberdan, Petrarca, Prešeren progetto a cura di Paola Pini
parte musicale a cura della Sezione Musicale del Liceo Carducci Dante
realizzato dal Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia
in collaborazione con Comune di Trieste e Civici Musei di Storia e Arte

 

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Arte e spettacolo
Politeama Rossetti, 1, Largo Giorgio Gaber, Città Nuova-Barriera Nuova-San Vito-Città Vecchia, Trieste, UTI Giuliana, Friuli Venezia Giulia, 34126, Italia Mappa

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