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Sunday August 19th 2018

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La memoria e la scelta/II Vedem Un giornale a Terezín

Con “La memoria e la scelta/II – Vedem Un giornale a Terezín” giunge alla seconda edizione il progetto a cura della giornalista Paola Pini che il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia ha ideato e realizza in collaborazione con il Comune di Trieste e con la Mediateca – La Cappella Underground. L’evento si compne di cinque serate – dal 23 al 27 gennaio alla Sala Bartoli – di cui saranno protagonisti alcuni allievi dei licei della città, in un collage di letture, video e momenti musicali. Per ribadire nel Giorno della Memoria che si può scegliere di difendere la dignità dell’Uomo, anche davanti al peggiore degli abissi

foto di scena fornita da Teatro Stabile del FVG

Giunge alla seconda edizione “La memoria e la scelta”, iniziativa che – dopo il notevole riscontro ottenuto lo scorso anno – va in scena alla Sala Bartoli, da martedì 23 a sabato 27 gennaio.
“La memoria e la scelta/II – Vedem Un giornale a Terezín” è un progetto a cura di Paola Pini, realizzato dal Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia in collaborazione con il Comune di Trieste e, per la parte cinematografica, con la Mediateca – La Cappella Underground, che ha la particolarità di avere quali protagonisti gli allievi di alcuni licei di Trieste: quest’anno partecipano i licei “Carducci/ Dante”, “Galilei”, “Oberdan”, “Petrarca” e “Prešeren”.

I ragazzi divengono così significativamente i portatori – verso le generazioni future – di un messaggio fondamentale da ribadire sempre, e in particolare in occasione del Giorno della Memoria: quello che dimostra come davanti all’abisso, anche il più cupo, ci sia sempre la possibilità di scegliere e difendere la dignità umana.

Fra il 23 e il 27 gennaio, dunque, la Sala Bartoli ospiterà cinque diversi momenti di spettacolo – un interessante collage di letture, musica, canto e contributi video – che quest’anno si concentreranno sulla storia del campo di Terezín.

La resistenza alla volontà nazista di annientare il popolo ebraico, sarà raccontata attraverso la prospettiva di quel che avvenne a Terezín, il campo di concentramento che i carnefici mostrarono più volte al mondo come “Ghetto modello”, ma che si rivelò l’apoteosi delle mistificazioni e di propaganda, essendo in verità un campo di transito verso i campi di sterminio a partire dal 26 ottobre 1942, data del primo trasporto con destinazione Birkenau.

Per sviare l’opinione pubblica tedesca e mondiale dalle notizie che fin dal principio trapelavano, i nazisti decisero di creare una gigantesca messinscena a Terezín. Fecero ristrutturare dagli internati stessi alcuni edifici nascondendone altri, imposero la creazione di aiuole e giardini con lo spazio per un’orchestrina e furono realizzati addirittura l’asilo,

Vi furono trasportati prima tutti gli ebrei cecoslovacchi, poi i berlinesi più noti e poi anche quelli provenienti dalla Danimarca e dall’Olanda.
Lì fu invitata la Croce Rossa Internazionale per dimostrare la falsità delle notizie sullo sterminio del popolo ebraico. Vi fu addirittura girato un film da proiettare in Germania, in cui le persone che lì vivevano di stenti, mostravano quello che la propaganda voleva far credere.

A dispetto dei carnefici, anche a Terezín la resistenza fu capillare e si realizzò cercando in ogni modo di mantenere viva la speranza attraverso una scuola clandestina, il canto, la musica, l’arte e la cultura.
Tra gli altri, un gruppo di adolescenti, sollecitati e sostenuti dal loro insegnante, il maestro Valtr Eisinger, pubblicò per due anni, fino alla loro uccisione ad Auschwitz, un settimanale clandestino in copia unica, Vedem, scritto a mano o con la macchina da scrivere, ricco di disegni, racconti o poesie, attraverso il quale si narrava la vita nel ghetto. Riuscirono a nasconderne i numeri che dopo la guerra furono ritrovati.

Matteo Corradini, nel suo libro “La repubblica delle farfalle” prende spunto da questi fatti per raccontare la realtà del ghetto attraverso le voci di questi coraggiosi ragazzi – giovani nell’età ma già duramente provati e maturi nell’esperienza – e a tutto ciò saranno ispirate le cinque serate che comporranno “La memoria e la scelta – Vedem Un giornale a Terezín”.

Mentre gli allievi della scuola “Carducci /Dante” saranno presenti ogni sera quali musicisti, in formazioni diverse, nelle cinque serate gli “attori” apparterranno ogni volta a licei diversi. Martedì 23 gennaio alle ore 21 reciteranno i ragazzi del liceo “Petrarca”: Carla Oriani, Sophie Hellner, Giovanna Gulli, Matilde Piccoli, Gabriele Bossi, Mattia Vodopivec.

Mercoledì 24 gennaio sarà la volta degli allievi dell’“Oberdan”: Tommaso Bratina, Erica Brussi, Alberto Cecot, Chiara Dordolo, Linda Mauro, Maria Santuzzo.
Giovedì 25 gennaio reciteranno gli studenti del liceo “Prešeren”: Gabriel Milič, Arianna Moro, Lucille Protti, Antje Gruden, Irene Solaro, Simone Genzo.

Venerdì 26 gennaio saranno in scena Ludwig Rot, Caterina Lavagnini, Matilda Sain, Silvia Zappa, Piero Ocello, Daniele Andri del liceo “Carducci/Dante.
Infine Sabato 27 gennaio – Giorno della Memoria – sarà protagonista un cast misto di allievi del “Galilei” – Simone Valente, Iacopo Bertotti, Giulia Imbriaco – e del “Petrarca”: Caterina Cesario, Guido Cimino, Raffaele Ficiur. I nomi dei musicisti saranno comunicati prima di ogni spettacolo.

I biglietti per i cinque spettacoli si acquistano in prevendita al prezzo di €3 presso i punti vendita del Teatro Stabile regionale. Si possono comperare – fino a esaurimento della disponibilità – anche alla Biglietteria del Politeama fino all’inizio dello spettacolo.

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