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Monday August 19th 2019

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L’arancia nel cesto

TRIESTE   Dal “come eravamo” all’attualità dei nostri giorni. Quasi cinquant’anni di vita, fra ricordi personali e aneddoti professionali, sul filo rosso di un’”arancia” che, rimbalzando, scandisce «una vita bellissima, trascorsa quasi interamente nel mondo che avevi sognato, facendo il lavoro che hai sempre voluto e amato». E’ lo sport, infatti, a cominciare dal basket, l’intenso filo rosso de “L’arancia nel cesto” il libro autobiografico di Giovanni Marzini in uscita giovedì 22 novembre per Prandicom edizioni (250 pag. €15, proventi a favore della Fondazione Luchetta), con prima presentazione già fissata per sabato 24, alle 11.30, nella Sala Ridotto del Teatro Verdi di Trieste. Giovanni Marzini, dialogherà con Massimo Cirri, autore e voce del programma cult Caterpillar, di Radio2 Rai. “L’arancia nel cesto” sarà disponibile nelle librerie trivenete e sarà raccontato attraverso molte presentazioni: dopo Trieste è già in calendario l’incontro di Cormons domenica 2 dicembre, in dialogo con Bruno Pizzul.

«Arriva un momento nella vita in cui ti accorgi che desideri più di ogni altra cosa sfogliare il tuo album dei ricordi – spiega Marzini, giornalista familiare al grande pubblico, volto televisivo sino al culmine della carriera RAI chiusa alla direzione della TGR Friuli Venezia Giulia – Perché il passato non è malinconia: è leggerezza, se lo hai vissuto quasi sempre col sorriso. E allora lo rileggi con gioia, volendolo condividere con quelli che accanto a te sono stati i protagonisti di questi meravigliosi cinquant’anni. Gli amici, i colleghi, la tua famiglia allargata che ha sempre fatto il tifo per te, quando toccavi il cielo con un dito, così come quando credevi di aver smarrito la giusta strada».

Giovanni Marzini ci consegna dunque “L’arancia nel cesto”, un libro in cui sfilano quasi cinquant’anni di vita “triestina” trascorsa dietro ad un microfono ed una telecamera: un album dei ricordi, del detto e non detto, pieno di aneddoti e storie mai raccontate, viste con gli occhi curiosi del cronista. Filo rosso, naturalmente, è quell’ “arancio basket” caparbiamente intrecciato alla vita di Giovanni Marzini: prima come giovane giocatore, poi come giornalista sportivo, editorialista e telecronista, e nella stagione più recente come presidente della Pallacanestro Trieste, catalizzatore di migliaia di tifosi e appassionati che proprio dal suo insediamento si sono aggiunti sugli spalti del PalaRubini.  Ma è tutt’altro che un libro di puro “amarcord”: tanti i piani di riflessione per il lettore. Quello legato alla professionalità giornalistica, innanzitutto, dagli anni Settanta ad oggi un mestiere evoluto di pari passo con la tecnologia, linguaggi nuovi o rinnovati come quello televisivo: news e talk show meno ingessati grazie all’arrivo delle “private” come Telequattro, capitolo portante degli esordi professionali dell’autore. Ma anche nuovi scenari in rapporto alla creatività e curiosità delle giovani generazioni che, nell’Italia di oggi, trovano certo meno opportunità rispetto alle pionieristiche “praterie” del giornalismo di cinquant’anni fa.  E poi i grandi fatti di cronaca, dal terremoto in Friuli del ’76 al caso Eluana Englaro: pietre miliari che intrecciano la grande storia alle vicende personali, determinando l’evoluzione storico-sociale delle nostre vite. E ancora lo sport, tanto sport a partire dal calcio, oltre al basket: perché nel corso di una carriera davvero lusinghiera e stimolante sfilano le emozionanti dirette per 90mo minuto, i servizi per la Domenica Sportiva, le telecronache al fianco di Bruno Pizzul, l’avventura degli Europei in Olanda seguiti per Rai Sport. Il tutto annotato con dovizia di aneddoti, nomi ed episodi nelle pagine del libro. “L’arancia nel cesto”, allora, diventa una sorta di leggiadro “stream of consciousness”, un affettuoso flusso di memorie ed episodi che “zampillano” in dialogo con un amico, durante un lungo ed inatteso fine settimana di vacanza rubato all’impegnativo tran-tran di ogni giorno. Una fuga infarcita di chiacchiere che diventano confessioni e ricordi, molti condivisi, altri inediti. «I rimbalzi dell’arancia – spiega ancora Giovanni Marzini – hanno sullo sfondo tanto basket, un po’ di calcio, ma soprattutto la passione per un mestiere, iniziato da subito, attraverso i giornali, la radio e alla fine la televisione. E’ la storia di una vita, delle scelte, degli ostacoli, delle gioie, dei dolori e delle ferite di un gruppo di ultrasessantenni di oggi, che si dichiarano fortunati per come han saputo crescere in un Paese che adesso è tanto diverso da quello raccontato in questo libro. Un viaggio nel passato che voglio dedicare ai giovani e al loro futuro, alla sfida che ora li attende: è la loro partita di basket, da giocare con coraggio, cercando di mandare l’arancia dentro quel cesto per segnare i punti che decideranno poi le sorti delle loro vite. Una partita da vincere, per raccontarcela magari in futuro con la stessa felicità e quel pizzico di ottimismo che ho messo in queste pagine».

Giovanni Marzini nasce a Bassano del Grappa il 31 gennaio del 1954. Si avvicina da subito al giornalismo, dopo aver conseguito il diploma di maturità scientifica al liceo Oberdan di Trieste, città dove ha sempre vissuto e attualmente vive. Inizia a collaborare nel 1974 con la redazione triestina della Gazzetta dello Sport e quella del Piccolo. Nel 1976 è tra i fondatori dell’emittente radiofonica Radio Sound Trieste 102. Nel 1977 approda a Telequattro, dove rimarrà per dieci anni esatti, gli ultimi tre in qualità di direttore responsabile. Nel gennaio del 1988 viene assunto presso la sede regionale della RAI, dove rimarrà per 25 anni percorrendo tutte le tappe della carriera all’interno della redazione: capo servizio, vicecapo redattore e, dopo una parentesi romana di alcuni mesi a RAI Sport, come responsabile della redazione calcio, rientrerà a Trieste nell’ottobre del 2000, per assumere la direzione del tg regionale. Manterrà questo incarico per 13 anni. Nel luglio del 2013 decide di lasciare anzitempo l’azienda, presentando le proprie dimissioni. Nel novembre dello stesso anno viene nominato presidente del Corecom Fvg (comitato regionale per le telecomunicazioni, emanazione regionale di AGCOM, l’autorità di garanzia delle comunicazioni). Il suo mandato di cinque anni al Corecom scade (con il cambio di legislatura) il prossimo 26 novembre. Tra il 2015 ed il 2017, per 18 mesi ricopre il ruolo di presidente della Pall. Trieste, chiamato dai soci del club per contribuire al rilancio della squadra. Quando si insedia, al palasport non vanno quasi mai più di 2.500-3.000 tifosi. Lascerà la presidenza nell’estate del 2017, dopo la finale promozione con Bologna e con una media spettatori nei play-off vicina alle 7000 presenze a partita.

 

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