L’Oreste 🗓

Tintarella di luna
Tintarella color latte
Tutta notte sopra il tetto
Sopra il tetto come i gatti
E se c’è la luna piena
Tu diventi candida

 

Una splendida canzonetta, quella di Mina, che contestualizza il periodo nel quale si svolge la storia.

La luna, come amica fedele e silenziosa, la luna come madre e come sogno di un viaggio meraviglioso in quanto impossibile. La luna che splende e si fa trovare sempre al suo posto, rassicurante e fedele.

Splendida prova d’attore quella di Claudio Casadio ne “L’Oreste” spettacolo che rimane alla Sala Bartoli per il cartellone “Scena Contemporanea” del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia dall’11 al 16 gennaio .

Il testo, scritto per lui da Francesco Niccolini è portato in scena in una singolare forma di contaminazione fra teatro e graphic novel.

Un monologo che dialoga con i personaggi delle illustrazioni di Andrea Bruno che prendono vita e popolano la scena, raccontando la storia di questo uomo sfortunato fin dall’infanzia, che l’ha visto partecipe di visioni estremamente crude e violente, e che di conseguenza ha segnato la sua psiche portandolo a gesti atroci, che l’hanno visto rinchiudere in un manicomio carcere.

Un racconto crudele ma allo stesso tempo delicato, di una visione che mantiene un animo fanciullesco dentro un corpo dove è cresciuta una rabbia feroce.

Una storia che vede uno spiraglio di libertà, incapace da gestire dal protagonista, che viene abbandonato a se stesso.

Un discorso noto in una città dove i manicomi vennero aperti senza un reale successivo supporto. Una storia attuale in un momento dove un contributo all’assistenza psicologica viene negato in una fase così difficile di crescita in un mondo di mascherine e paure.

Uno spettacolo interessante e di grande bellezza, nella sua crudezza, e purtroppo, fin troppo attuale.

Laura Poretti Rizman

foto fornita da Teatro Stabile del FVG

L’ORESTE

di Francesco Niccolini
con Claudio Casadio
illustrazioni di Andrea Bruno
scenografia e animazioni Imaginarium Creative Studio
musiche originali Paolo Coletta
collaborazione alla drammaturgia Claudio Casadio
regia Giuseppe Marini

voci di Cecilia D’Amico (sorella), Andrea Paolotti (Ermes),

Giuseppe Marini (dottore) e Andrea Monno (infermiere)

uno spettacolo co-prodotto da Società per Attori e Accademia Perduta/Romagna Teatri

in collaborazione con Lucca Comics & Games

«A prima vista “L’Oreste” può sembrare un monologo, dato che in scena c’è un solo attore in carne e ossa. Ma quel che attende lo spettatore è ben altro: grazie alla “mano” di Andrea Bruno, uno dei migliori illustratori italiani, e alla collaborazione con il Festival Lucca Comics, lo spettacolo si popola di personaggi attraverso una continua interazione tra presenza scenica e disegno animato» spiega Francesco Niccolini, autore dello spettacolo che debutta alla Sala Bartoli dall’11 gennaio alle ore 19.30 e replica fino a domenica 16 per il cartellone “Scena Contemporanea” del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.

L’attore a cui si fa riferimento è Claudio Casadio, bravissimo e toccante, ironico e sfumato nel ruolo del titolo: un uomo recluso nel manicomio dell’Osservanza a Imola, che vive degli incontri e con i dialoghi vivaci con i medici, una sorella che gli fa visita, soprattutto con l’Ermes, il suo compagno di stanza, uno schizofrenico convinto di essere un ufficiale aeronautico di un esercito straniero tenuto prigioniero in Italia. Si scopre però che Ermes non esiste e forse non vengono a fargli visita nemmeno le altre figure che hanno punteggiato la sua vita, che sono rimaste nel suo cuore e nella sua mente, ma che forse lo hanno lasciato solo.

Una solitudine che lo perseguita fin dall’infanzia sfortunata, e che connota ora la sua situazione di malato psichiatrico, una condizione di cui lo spettacolo ha il dono di saper parlare… pur parlando di altro.
In primo piano sono infatti la vita e l’immaginario di Oreste, i personaggi che forse inventa e forse no e che appaiono sullo sfondo e dialogano con lui grazie a una felice e interessante contaminazione fra linguaggio del teatro e della graphic novel, perfettamente concertata in scena dal regista Giuseppe Marini.

«I sogni dell’Oreste, i suoi incubi, i suoi desideri e gli errori di una vita tutta sbagliata – continua Niccolini – trasformano la scenografia e il teatro drammatico classico in un caleidoscopio di presenze che solo le tecniche del ”Graphic Novel Theater” rendono realizzabile: un impossibile viaggio tra Imola e la Luna attraverso la tenerezza disperata di un uomo abbandonato da bambino, e che non si è più ritrovato».

Oggi infatti probabilmente l’Oreste sarebbe trattato semplicemente come un “bambino difficile”, ma non era così nell’Italia che lo ha visto bambino: un’età in cui ha dovuto sopportare traumi terribili, come la partenza del padre per la guerra, il suo ritorno dalla campagna di Russia tre anni dopo la fine di tutto e poi la sua nuova partenza, di nuovo per la Russia, per una fantastica carriera come cosmonauta, e – come se tutto questo non bastasse – la morte violenta della madre, una madre che lo ha rifiutato quando era ancora ragazzino con i primi problemi psichici. Poi la morte della sorella prediletta… traumi che sembra aver rimosso ma che continuano a condizionarlo.

Così, da un orfanotrofio a un riformatorio, da un lavoretto a un oltraggio a un pubblico ufficiale, Oreste è arrivato al manicomio di Imola e da trent’anni questa è la sua realtà: una realtà che però lui accetta e resta sempre allegro, canta, disegna, non dorme mai, scrive alla sua fidanzata (che ha conosciuto a un “Festival della Canzone dei Matti”). “L’Oreste” è una riflessione sull’abbandono e sull’amore negato. Su come la vita spesso non faccia sconti e sia impietosa. E su come, a volte, sia più difficile andare da Imola a Lucca che da Imola sulla Luna.

“L’Oreste” va in scena alla Sala Bartoli alle ore 19.30 martedì 11 e venerdì 14 gennaio, alle ore 21 il mercoledì, giovedì e sabato e replica alle ore 17 domenica 16 gennaio. Per biglietti e prenotazioni si suggerisce di rivolgersi alla Biglietteria del Politeama Rossetti, agli altri consueti punti vendita, o via internet sul sito www.ilrossetti.it. L’ingresso in sala sarà consentito solo ai titolari di certificazione “Super Green Pass” ed è necessario indossare la mascherina FFP2. Informazioni anche al numero del Teatro 040.3593511.

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