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Loreto Aprutino e Zarechny, tra paesaggio urbano e naturale

S’inaugura, sabato 15 dicembre 2018, alle ore 18.00, a Trieste, nello spazio espositivo del Mini mu (a Trieste, all’interno del comprensorio del parco di san Giovanni, via E.Weiss n. 15), una mostra della fotografa Evgenia Tolstykh, dal titolo “Loreto Aprutino > Zarechny, tra paesaggio urbano e naturale”.

 

Evgenia Tolstykh e una fotografa russa, e risiede a Trieste. Dal 1999 incomincia a occuparsi di fotografia, poi si iscrive all’Università di San Pieroburgo, per poi completare gli studi all’ISIA di Urbino. Il suo è un lavoro molto variegato e tocca molti aspetti: da quello documentaristico a quello sociale a quello creativo, che in altri anni, all’interno di una professione fotografica legata a sbocchi commerciali e pertanto a tematiche e soggetti determinati dalla committenza, si sarebbe chiamata “ricerca personale”. 

L’autrice lavora spesso non sul dettaglio, ma anche su riprese di largo respiro: in definitiva sullo slittamento del significato di qualsiasi immagine da cui trae ispirazione. Uno dei suoi attuali canali di ricerca personale è l’interpretazione della forma urbana della città di Trieste. In questo senso la mappatura (sebbene non da intendersi in senso scientifico e pragmatico) ricorre come la pedina di questo gioco formale. Il tutto diviene una scrittura continua, un insieme di frammenti da cui bisogna risalire per comporre l’immagine del puzzle. I temi di cui si è occupata fino ad oggi sono: i colori del territorio, le icone, le persone e i paesaggi come appartenenza a un luogo di antica origine.

In particolare, in questa occasione vengono presentate circa una ventina di stampe fotografiche che pongono in relazione la città russa di Zarechny (a 40 km da Ekaterinburg, capoluogo regionale), con  la cittadina abruzzese di Loreto Aprutino. In definitiva si tratta di una ricerca sulla loro complessità identitaria, comprendendo anche la nostalgia di un passato edenico ormai perduto. La prima è, infatti, legata strettamente alla storia della centrale nucleare costruita nell’ambito del programma statale degli anni Cinquanta a cui seguì l’abbattimento dell’intera foresta che circondava il borgo,  mentre la seconda è ancora oggi caratterizzata da un territorio collinare coltivato prevalentemente con  ulivi e vigne.

La serata, realizzata sotto l’egida del Parco delle Idee e del Gruppo Immagine, è stata organizzata con il concorso dell’Associazione Juliet. 

Il rinfresco del vernissage sarà offerto da Girardi Spumanti. 

La mostra sarà visitabile fino al 16 gennaio 2019, con orario di visita il lun / mer / ven dalle 16.00 alle 18.00.  

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