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Wednesday July 17th 2019

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Maratona di New York

 

Una musica d’impatto associata a delle splendide  immagini di sfondo che illustrano il paesaggio di un sentiero nella notte, sotto un cielo stellato, dove due amici si ritrovano per iniziare il loro solito allenamento. Una corsa di preparazione alla grande Maratona di New York , che i due protagonisti, amici da sempre, si prefiggono di fare nel prossimo anno. 

Uno a sostegno dell’altro, iniziano a correre come sempre incitandosi e parlando di tutto quello che gli passa tra la testa: la storia, il tempo, le donne, lo sport.

A tratti l’uno lascia il passo all’altro, alternandosi nel rallentare e nell’accelerare, ed allo stesso modo alternando rabbia ed affetto l’uno verso l’altro.

Un racconto che pone in evidenza il fanatismo e la bulimia che assale tutti nel vivere freneticamente la vita, in una corsa senza fine e senza risposta, per cercare di andare sempre oltre il limite concesso.

A tratti delle immagini che stridono come ricordi in sottofondo, fanno presagire una realtà che viaggia con la visione degli ultimi istanti di vita, racchiuse  tutta dentro due domande che possono riunirsi in una sola: Ma noi, perchè corriamo? (e quale notizia dobbiamo portare?)

Una splendida interpretazione di due grandi attori e, è proprio il caso di dirlo, di due grandissimi atleti. Belle le fotografie di sfondo alla scena, che unite alla musica ed agli effetti di proiezione, hanno saputo avvalorare lo spettacolo di una forza maggiore.

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©Laura Poretti Rizman

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foto fornita da Il Rossetti foto fornita da Il Rossetti

“La metafora dello sport e il racconto di due vite in Maratona di New York, pluripremiato testo di Edoardo Erba in cui si fondono competizione e introspezione sfida fisica e forza attoriale. Dirigono e interpretano lo spettacolo Cristian Giammarini e Giorgio Lupano, ospiti di altripercorsi allo Stabile regionale. Repliche alla Sala Bartoli da martedì 14 a domenica 19 gennaio”.

È un classico e un’icona nell’universo sportivo la Maratona di New York: 42 km e 195 metri da correre attraverso la Grande Mela, una gara a cui si iscrivono ogni anno non meno di 100.000 partecipanti… Nella sua particolare “dimensione teatrale” è allo stesso modo un classico della scena e uno straordinario esempio di drammaturgia contemporanea Maratona di New York, il testo di Edoardo Erba che dalla celebre competizione trae il nome e l’ispirazione. Pluripremiato fin dall’esordio, è stato infatti tradotto in 17 lingue, pubblicato in 8 e rappresentato in tutto il mondo.

Dal 14 al 19 gennaio lo spettacolo arriva alla Sala Bartoli del Politeama Rossetti, inserito nell’abbonamento altripercorsi.

I due protagonisti dell’applaudita messinscena sono Cristian Giammarini e Giorgio Lupano impegnati anche “a quattro mani” nella regia di un testo incalzante proprio come una corsa: e come una corsa, capace, nel finale, di lasciare senza fiato.
Una condizione in qualche modo prevedibile per i protagonisti, che – come si sa – l’autore obbliga non solo a recitare, ma a correre davvero, sul posto, per tutta la durata dello spettacolo.

La piéce infatti raffigura la conversazione fra due amici, uno scambio intenso e profondo che avviene durante l’allenamento di corsa per la Maratona di New York, miraggio di entrambi gli sportivi. Le parole, lente all’inizio, pesanti come il rumore dei passi sulla strada, si fanno via via più fitte: da qualche battuta di mutuo sostegno scandita più che altro per compagnia, si passa a un dialogo palpitante, di ricordi, confidenze, malintesi…
È notte, il ritmo del corpo e del respiro dei maratoneti si confonde con il buio, il ricordo con il presente, fino a una potente rivelazione. Che confonde le prospettive e lascia il pubblico con un pugno allo stomaco.

Una drammaturgia potente e tessuta con grande competenza da Edoardo Erba, le cui opere – ha scritto il Los Angeles Time «contengono l’humor di Gogol, con lo charme di Italo Calvino e Fellini» e – secondo un compianto maestro della critica come Ugo Ronfani – « (…) colpiscono per la capacità satirica, il ritmo incalzante delle situazioni, l’abilità di evocare umoristiche catastrofi e di collegare gli archetipi della commedia brillante di Simon e Coward ai modi del ridere e dell’irridere 
del nostro tempo».

A regalare sudore, fatica, ma anche emozioni, alle figure dei due amici maratoneti saranno i già citati Cristian Giammarini e Giorgio Lupano, due volti che intrecciano successi cinematografici a belle prove teatrali e che hanno saputo cogliere ed enfatizzare le potenzialità del testo.
Ne è convinto l’autore che dopo aver visto la messinscena ha commentato: «la regia è modernissima, magistrale: passa indenne dai momenti comici, senza sottolinearli e senza averne paura, e arriva diretta al cuore del dramma fondendo incubo e realtà in una sola dimensione, un’unica grande notte stellata. La prova atletica sul palco è notevole, Lupano e Giammarini non si risparmiano, si partecipa alla loro fatica. La loro corsa è un gesto iperreale e tuttavia compone un disegno preciso, espressivo, rigoroso. Che ipnotizza e coinvolge, lasciandoti alla fine un grumo d’amore e di dolore da portare a casa, da elaborare con calma».

Interpretato e diretto da Cristian Giammarini e Giorgio Lupano, Maratona di New York di Edoardo Erba conta sulle luci di Mauro Marasà e dei video di Massimo Federico. La produzione è di a.Artisti Associati in collaborazione con il Teatro Stabile delle Marche AMAT ed il Comune di San Benedetto del Tronto.

Maratona di New York debutta alla sala bartoli martedì 14 gennaio alle ore 21 e replica alla stessa ora tutte le sere fino a sabato 18. Domenica 19 gennaio è in programma l’unica pomeridiana con inizio alle ore 17.

I biglietti si possono acquistare nei consueti punti vendita e agenzie del Teatro Stabile regionale o attraverso il sito del Teatro, www.ilrossetti.it. Per informazioni è attivo anche il numero telefonico dello Stabile 040-3593511.

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