Miracoli metropolitani 🗓

La pluripremiata compagnia Carrozzeria Orfeo, fra le più innovative della scena italiana, racconta,

con il consueto divertente sarcasmo, la solitudine sociale e individuale delle nostre città.

(mercoledì 2 febbraio ore 20.45)

Miracoli metropolitani© Laila Pozzo-foto fornita da Teatro Comunale di Monfalcone

La drammaturgia contemporanea trova spazio al Comunale con un altro spettacolo dalla rassegna “AltroTeatro”: mercoledì 2 febbraio alle ore 20.45 è di scena Miracoli metropolitani, pièce di e con Carrozzeria Orfeo, realtà fra le più pop e dissacranti della nuova scena italiana. Dopo Thanks for vaselina, Animali da bar (i testi più esistenzialisti, già ospiti delle nostre Stagioni) e il distopico Cous Cous Klan, in Miracoli metropolitani il calco umano e drammatico risulta essere più profondo. L’alimentazione, il rapporto con il cibo come forma di compensazione al dolore, come alienazione di un Occidente decadente e sovralimentato, sempre più distratto e imprigionato dai suoi passatempi superflui, la questione ambientale, la solitudine e la responsabilità: sono questi i temi attorno ai quali di sviluppa il mondo di Miracoli metropolitani. Un mondo stupido. Sarà uno spettacolo dove si riderà tanto, ma dove non si sta ridendo affatto.

Gabriele Di Luca (sua la drammaturgia) orchestra la regia, a sei mani con Massimiliano Setti e Alessandro Tedeschi, degli straordinari quanto irresistibili attori di Carrozzeria Orfeo (Elsa Bossi, Ambra Chiarello, Federico Gatti, Pier Luigi Pasino, Beatrice Schiros, Massimiliano Setti e Federico Vanni). Otto personaggi si muovono all’interno di una vecchia carrozzeria riadattata a cucina, specializzata in cibo a domicilio per intolleranti alimentari. Fuori imperversa l’allarme di una guerra civile. Il mondo è diventato un luogo inaffidabile, intollerante e meschino dove anche la sanità e la scuola si stanno trasformando in istituzioni ogni giorno più decadenti e incuranti del futuro. Come se non bastasse, la popolazione è terrorizzata da un pericolo imminente: le fogne della città, ormai sature di inquinamento, spazzatura e rifiuti tossici stanno per esplodere raccontandoci di un pianeta affaticato dalla nostra presenza irresponsabile ma, al tempo stesso, più metaforicamente, di una società che sta per essere sepolta dai suoi stessi escrementi, simbolo di pensieri e azioni malate, di un capitalismo culturale orribile, di un’umanità alla deriva. Nella loro cucina sgangherata, i protagonisti devono vedersela con ricette assurde per soddisfare le richieste di un mercato globale che vuole nutrirsi sempre di più e pagare sempre di meno. In questo senso, il tema del cibo non vuole essere una critica a chi soffre realmente di intolleranze alimentari, ma la metafora di un consumismo assurdo, il racconto di come nella modernità ogni cosa venga esasperata, persino il cibo, nostro bisogno primario. Per restituire al pubblico la concretezza delle tematiche trattate, in Miracoli Metropolitani si cucina davvero, favorendo così anche una forte connessione emotiva fatta di rumori, odori e sapori immaginati.

Miracoli metropolitani è il racconto di una solitudine sociale e personale dove ogni uomo, ma in fondo un’intera umanità, affronta quotidianamente quell’incolmabile vuoto che sta per travolgere la sua esistenza. Siamo di fronte al disfacimento di una civiltà, alla dissoluzione delle relazioni e dell’amore inteso in tutte le sue accezioni, all’azzeramento del ragionamento e del vero “incontro” a favore di dinamiche sempre più malate tra le quali un’insensata autoreclusione nel mondo parallelo del Web, pericoloso sostituto del mondo reale. Il risultato è la più totale solitudine esistenziale. I personaggi sono un’oasi di diversità apparente. Partendo da un’esasperazione di sentimenti di fallimento, solitudine e fragilità spesso trattati in modo bizzarro e al confine con il grottesco, alla fine si riconnettono con noi svelando il loro nucleo più reale e umano: restano madri frustrate, figli disadattati, amori infranti, solitudini disperate. Si tratta di un gruppo di perdenti in cerca, ognuno, delle proprie verità nel tentativo di soddisfare i propri desideri più profondi. Con questo testo, Gabriele Di Luca è stato selezionato come autore italiano per la terza edizione (2020/22) del progetto americano “Italian Playwrights Project” finalizzato alla promozione della scrittura creativa contemporanea.

I biglietti sono in vendita presso la Biglietteria del Teatro, l’ERT di Udine, i punti vendita Vivaticket e su www.vivaticket.it; la Biglietteria accetta prenotazioni telefoniche (tel. 0481 494 664, da lunedì a sabato, ore 17.00-19.00). Sono inoltre aperte le prevendite per tutti gli appuntamenti in cartellone nei mesi di gennaio e febbraio.

[foto in allegato: Carrozzeria Orfeo / Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti, Alessandro Tedeschi]

Scheduled Arte e spettacolo >Italia

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