Monsieur Choufleuri 🗓 🗺

Inaspettata e piacevole serata, quella di venerdì 19 luglio alle ore 21, nella splendida cornice del Bastione Rotondo al Castello di San Giusto, luogo nel quale si è svolta l’operetta “Monsieur Choufleuri”.

L’operetta in forma semiscenica di Jacques Offenbach, a 200 anni dalla sua nascita, è una delle più divertenti e famose del padre di questo genere: la coproduzione internazionale dell’Associazione Internazionale dell’Operetta con la Chapelle Reine Elisabeth di Brussells e con il Piccolo Festival del FVG, in collaborazione con l’Opera di Monte-Carlo e con il patrocinio dell’Ambasciata del Belgio, ha portato un tocco di internazionalità nel Bastione del Castello cittadino.

Si sono esibiti egregiamente in lingua francese, donando un tocco leggiadro non soltanto grazie al canto con accompagnamento al pianoforte, ma anche grazie alla recitazione e non da ultimo per chi deve affrontare esibizioni canore impegnative, al ballo e agli spostamenti degli arredi di scena.

I giovani artisti protagonisti della serata sono stati i cantanti Pierre Emmanuel Roubet, Fabien Hyon, Mathilde Legrand, Dania El Zein, Alexandre Artemenko e la maestra Kira Parfeevets al pianoforte; la regia è stata di di Yves Coudray.

L’Operetta di Offenbach al Castello di San Giusto nell’ambito di Triestestate,
manifestazione promossa dal Comune di Trieste è stata decisamente apprezzata dal pubblico e applaudita a lungo.

L’operetta in lingua francese era aiutata alla comprensione dalla traduzione del testo dalla proiezione di sottotitoli in italiano realizzati con la collaborazione dell’Alliance Française di Trieste

Laura Poretti Rizman

foto fornita da Associazione Internazionale dell’Operetta

Una graffiante satira sull’arrivismo borghese è Monsieur Choufleuri…, operetta buffa su libretto del Duca de Morny (sotto lo pseudonimo di M.de St.Remy) a cui collaborarono anche Ludovic Halévy, Hector-Jonathan Crémieux e Erneste L’Élpine. L’operetta venne rappresentata per la prima volta in forma privata a Parigi il 31 maggio 1861 alla presenza di Napoleone III. La prima rappresentazione per il pubblico ebbe luogo al Théâtre des Bouffes Parisiens di Parigi il 14 Settembre 1861. Protagonista è Monsieur Cheufleuri, ricco “parvenu”, il quale invita la crème parigina a una serata musicale privata nel suo salotto borghese, arredato con pessimo gusto. Astri della serata i cantanti famosi Enrichetta Sontag, Giovanni Battista Rubini e Antonio Tamburini, tre star in carne ed ossa dell’opera italiana. I quali, però, si danno malati all’ultimo momento. La figlia di Choufleuri, Ernestine, salva la serata impersonando la Sontag, con il suo innamorato Babylas nelle vesti di Rubini e Choufleuri travestito da Tamburini. L’inganno si rivela un successo: gli invitati sono impressionati dai grandi cantanti italiani e Choufleuri, per ringraziare il giovane innamorato, gli concede la mano della figlia.
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E’ partita intanto la prevendita per gli spettacoli d’Operetta al Castello di San Giusto, prodotti dall’Associazione Internazionale dell’Operetta che saranno in scena il 6 e 11 agosto prossimo nel piazzale delle Milizie: L’Impero dell’Operetta e “dal Paese dei Campanelli all’ombra del Campanon”. Il 6 agosto va in scena un Galà dedicato a “L’Impero dell’Operetta” con un programma che celebrerà i maggiori compositori del genere, da Offenbach e Suppè, dei quali quest’anno ricorre il duecentesimo dalla nascita, a Strauss e Lehár. Principi, duchi, contesse, nobiltà di imperi europei, da quello di Napoleone III a Francesco Giuseppe, compaiono usualmente nei compositori del concerto, vivono nei palazzi di Parigi e Vienna, trascorrono il loro tempo tra feste, balli e banchetti, si intrattengono con belle signore. L’11 agosto sarà la volta del concerto scenico “dal Paese dei Campanelli all’ombra del Campanon”, liberamente ispirato all’operetta di Carlo Lombardo e Virgilio Ranzato, L’intreccio ruota attorno ad una vicenda di incroci di coppie, ironico, bonario e pieno di leggerezza. Le abitazioni hanno sopra la casa un campanello magico che suona nel caso in cui all’interno della stessa l’angelo del focolare cada in tentazione… e i campanelli suonano, come si accendono le luci del famoso detto triestino “se tutti i bechi gavessi un lampion, mamma mia, che illuminazion”. Sul palco Maria Giovanna Michelini, Marzia Postogna, Ilaria Zanetti, Andrea Binetti, anche regista degli eventi, Alessio Colautti, Gualtiero Giorgini, Mathia Neglia e Corrado Gulin al pianoforte, con le coreografie di Artinscena.

Arte e spettacolo
Castello di San Giusto, Via Tommaso Grossi, Città Nuova-Barriera Nuova-San Vito-Città Vecchia, Trieste, UTI Giuliana, Friuli Venezia Giulia, 34131, Italia Mappa

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