Nel tempo degli dei 🗓 🗺

Marco Paolini veste i panni di Ulisse, raccontandosi e lo fa accompagnato da una compagnia di valenti professionisti che come un coro, svestono i panni da protagonisti ai quali sarebbero designati, per vestire quelli degli Dei.

Lo spettacolo di Marco Paolini e Francesco Niccolini, porta la regia di Gabriele Vacis, che per chi ama il teatro, equivale a dire successo già assicurato, considerate le numerose rappresentazioni di successo presentate su questo palcoscenico.
Il ruolo principale è di Marco Paolin, ma al suo fianco spicca la talentuosa cantante e performer Saba Anglana, che un paio di anni fa ha dato prova delle sue doti canore e di rappresentazione ad un famoso festival di musica sacra come ospite speciale, tenendo un concerto in regione che rimarrà nella storia. A lei si aggiungono i musicisti, cantanti ed attori Elisabetta Bosio, Vittorio Cerroni, Lorenzo Monguzzi e Elia Tapognani.

Le musiche originali sono di Lorenzo Monguzzi con il contributo di Saba Anglana e Fabio Barovero e aggiungono fascino antico ad un racconto che si mescola ironicamente con il nostro vivere quotidiano. Ecco che Ulisse si ritrova a risalire una montagna con un sottofondo di traffico cittadino stradale, mentre gli Dei lo deridono, accompagnandolo nel percorso del racconto della sua vita, sul Cammino degli Dei.

La lingua cantata è antica e dimenticata, ma splende ancora nell’ascoltarla, come la luce delle stelle morte. L’Ilva di Taranto viene associata alla Torre di Babele, in un dialogare tra i millenni, contaminando le terminologie più comuni.

Uno spettacolo che scorre lento, ma pregno di sentimento, rabbia e poesia.

Sentimento dato dalle emozioni umane così imperfette, rabbia data dalla consapevolezza della stupidità umana e poesia data dall’arte con la quale ogni umano abbellisce la propria vita.

Jim Morrison si mescola ai sacchi che piovono dal cielo ma che inevitabilmente ci riportano in fondo al mare. La rock star si sveste anche per questo degli abiti luccicanti per abitare in quelli di un umile calzolaio.

Lo spettacolo rimane in scena al Politeama Rossetti fino al primo dicembre. Giovedì 28 novembre alle 17.30 al CaféRossetti si terrà l’incontro GALASSIA PAOLINI. CONVERSAZIONE MIGRANTE tra MARCO PAOLINI e ROBERTO CANZIANI, a ingresso libero.

Laura Poretti Rizman

Il nuovo spettacolo di Marco Paolini è in scena al Politeama Rossetti, dal 27 novembre all’1 dicembre: l’artista, amatissimo dal pubblico dello Stabile regionale non poteva mancare dalla programmazione con questo “Nel tempo degli dei. Il Calzolaio di Ulisse” che lo vede coautore assieme a Francesco Niccolini, immerso nelle musiche dal vivo di Lorenzo Monguzzi, diretto da Gabriele Vacis e attorniato sul palco da Saba Anglana, Elisabetta Bosio, Vittorio Cerroni, Lorenzo Monguzzi, Elia Tapognani. Lo spettacolo è ospite del cartellone di Prosa del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.

Marco Paolini studia da anni la figura di Ulisse e – come spesso accade nell’iter creativo di questo artista – un’evoluzione molto articolata lo ha condotto a “Nel tempo degli déi”. Un primo racconto dal titolo “U” va in scena addirittura nel 2003 nel sito archeologico di Carsulae e vede il racconto di Paolini intrecciarsi alle improvvisazioni musicali di Giorgio Gaslini e Uri Cane. Poi un lungo momento di riflessione e nel 2013, in occasione del progetto “Odyssey” di Robert Wilson al Piccolo Teatro di Milano, Marco Paolini si occupa nuovamente di Odissea in una rilettura al Teatro Strehler. È il volano di un intenso periodo di ricerca, di una forte ispirazione e di un’urgenza creativa che sfociano nel 2017 nei primi studi per trovare la lingua e la storia della “Piccola Odissea Tascabile”. Nel 2018 all’Estate Teatrale Veronese va in scena “Il Calzolaio di Ulisse” in forma d’oratorio, che fonde parola recitata e cantata e dopo un’altra pausa in cui decantare l’esperienza, ecco che per l’artista – affiancato dal coautore Francesco Niccolini e dal regista Gabriele Vacis – arriva il momento di varare “Nel tempo degli dèi”, che nel marzo scorso è stato presentato al Teatro Strehler, coprodotto con il Piccolo di Milano, e che ora viene applaudito a Trieste e in tutta Italia.

Non è facile immaginare quanto intenso, travagliato, entusiasmante, possano essere il percorso creativo che conduce a uno spettacolo e la profondità di lavoro di un artista come Paolini.

Ma perché Marco Paolini si interessa proprio a quest’icona della cultura occidentale? E in quale prospettiva la tratteggerà? Il taglio scelto è singolare. «Con quanti, ma soprattutto con quali dèi ha a che fare un uomo oggi?» si chiede infatti. «Non penso ovviamente alle solide convinzioni di un credente, ma al ragionevole dubbio di chi guardando al tempo in cui vive, pensa con stupore e disincanto alle possibilità di accelerazione proposte alla razza umana. Possibilità di lunga vita, possibilità di potenziamento mentale e fisico, possibilità di resistenza alle malattie, eccetera… Restare umani sembra uno slogan troppo semplice e riduttivo, troppo nostalgico e rassicurante quando diventare semi-dèi appare un traguardo possibile, almeno per la parte benestante del pianeta. Ulisse per me è qualcuno che di dèi se ne intende e davanti alle sirene dell’immortalità sa trovare le ragioni per resistere».

Intessendo musica, canto e parole, non più solo sul palco, Marco Paolini allora presenta un Ulisse lontano dall’immaginario comune: non è l’Ulisse del cavallo di Troia o del canto delle Sirene. È un eroe stanco, che incontriamo dopo la gara dell’arco e una volta compiuta la strage dei principi achei che gli insidiavano la moglie e delle ancelle che si erano loro concesse. Atena e Zeus lo appoggiano in quest’atroce ecatombe e gli assicurano protezione. Ma egli comprende il peso della propria vendetta e si condanna all’esilio. Vaga sotto le mentite spoglie del “calzolaio di Ulisse” e si racconta a un giovane capraio, incontrato sul sentiero che si inerpica fino allo “Chalet Olimpo”…

«Da una parte gli dèi, dall’altra gli uomini. E in mezzo c’è Ulisse – sottolinea Gabriele Vacis nelle note di regia – un uomo che ha un rapporto privilegiato con gli dèi grazie alla sua intelligenza, alla sua arguzia. L’Ulisse che vorremmo raccontare è quello che ha già vissuto tutte le sue peripezie, è un vecchio di oggi: ancora molto in gamba, consapevole ma senza futili illusioni. È un saggio confuso e disorientato che ha bisogno di continuare a comprendere, nonostante tutto. È un Ulisse che, finalmente, prova ad ascoltare sua moglie, suo figlio, che prova a comprendere persino gli dèi capricciosi che si sono giocati il suo destino. Per questo, in scena, Marco non sarà solo. Sartre diceva che l’inferno sono gli altri. Questo anziano Ulisse ha bisogno di comprendere quell’inferno che sono gli altri».

Giovedì 28 novembre alle 17.30 al CaféRossetti si terrà l’incontro GALASSIA PAOLINI. CONVERSAZIONE MIGRANTE tra MARCO PAOLINI e ROBERTO CANZIANI in cui si parlerà dello spettacolo ma anche dei vent’anni di “Jolefilm” luogo di elaborazione e di produzione dell’attività di Marco Paolini. L’ingresso sarà libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.

A Trieste lo spettacolo replica alle ore 20.30 dal 27 al 30 novembre e domenica 1 dicembre alle ore 16. Per biglietti e prenotazioni si suggerisce di rivolgersi alla Biglietteria del Politeama Rossetti agli altri consueti punti vendita, o via internet sul sito www.ilrossetti.it. Informazioni anche al numero del Teatro 040.3593511.

NEL TEMPO DEGLI DEIIl calzolaio di Ulisse

di Marco Paolini e Francesco Niccolini
regia di Gabriele Vacis
con Marco Paolini
e con Saba Anglana, Elisabetta Bosio, Vittorio Cerroni, Lorenzo Monguzzi, Elia Tapognani musiche originali di Lorenzo Monguzzi con il contributo di Saba Anglana e Fabio Barovero scenofonia, luminismi, stile Roberto Tarasco

luci di Michele Mescalchin
fonica Piero Chinello
prodotto da Michela Signori
co-produzione Jolefilm e Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa
con la collaborazione di Estate Teatrale Veronese e Teatro Stabile di Bolzano

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Scheduled Arte e spettacolo
Politeama Rossetti, 1, Largo Giorgio Gaber, Città Nuova-Barriera Nuova-San Vito-Città Vecchia, Trieste, UTI Giuliana, Friuli Venezia Giulia, 34126, Italia Map

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