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Sunday October 20th 2019

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No Scorie Trisaia, l’acqua pubblica e la proposta di legge-farsa del PD

È quanto si evince dalla proposta di legge sulla gestione del servizio idrico recentemente presentata da Bersani in tema di privatizzazione dell’acqua. Il Partito Democratico vuole che la proprietà dell’acqua sia pubblica (e ci mancherebbe, mica si può privatizzare un bene della natura), ma contestualmente dispone anche che la gestione possa essere a scelta: pubblica, pubblica-privata o sostanzialmente privata. Questa scelta, sempre secondo il progetto bersaniano pdiellino, va espletata di volta in volta e secondo valutazioni di efficienza della gestione della rete idrica pubblica e del bene comune che vi passa all’interno. Sono infatti previste gare che dovranno portare efficienza nella gestione, a partire dai costi sostenuti dall’utente. La novità del rapporto con il privato – per noi di No Scorie Trisaia inutile e costoso – è nel decorso temporale del contratto, con l’obbligo di verificare ogni due anni i risultati prodotti in termini sempre di efficienza e di costi.

Con questa proposta di legge non si nega ai privati la gestione dell’acqua pubblica, ma in nome dell’efficienza si ipotizzano contratti con i gestori privati, promettendo anche più tutele per i consumatori. Se il PD vuole rendere efficiente il sistema idrico pubblico, non ha certo bisogno di fare una proposta di legge per inserire le multinazionali dell’acqua con contratto a tempo determinato, rinnovabile sulla base dei risultati prodotti. È sufficiente attivarsi per fare efficienze nelle strutture pubbliche che gestiscono il servizio idrico, che, tra l’altro, in Basilicata, ci risulta già di buon livello.

Sempre migliorabile nel settore della depurazione e dei costi di efficienza, ma riteniamo che sia solo questione di buona volontà. Se in pochi casi le strutture pubbliche del servizio idrico non rendono al meglio, non è certo colpa dei lavoratori, ma delle dirigenze gestite dal potere politico e dalle pretese clientelari dello stesso potere. Questa del PD è una proposta di legge farsa che fa entrare tranquillamente il privato dalla porta secondaria nella gestione del servizio idrico utilizzando i luoghi comuni di un’efficienza e una produttività che, dovunque sia già andato il privato, non si sono mai verificate. A differenza, invece, di corposi aumenti delle tariffe. A danno delle utenze e dei cittadini beffati due volte. D’altronde, il privato non può garantire il bene acqua al minor costo, dato che dovrà fare utili sulla gestione del servizio, con il rischio di socializzare le perdite nei casi peggiori. Contestualmente, in Regione Basilicata ci sarebbe invece bisogno di una maggiore tutela del bene acqua dagli insediamenti industriali, dalle trivellazioni petrolifere e dai progetti di discariche senza regole (Senise) che potrebbero mettere a repentaglio la qualità e la potabilità delle acque lucane per uso irriguo e alimentare, acque che dissetano due Regioni. La presenza di bario nelle dighe lucane e quanto accaduto nei mesi scorsi nel bacino del Pertusillo con l’alga è un pericoloso campanello di allarme sulla tutela degli ecosistemi. Magari con una legge regionale a tutela dei bacini idrici e dei fiumi meno tutelati dall’attuale normativa rispetto alle sorgenti di acque minerali contro insediamenti industriali, discariche o trivelle petrolifere.

Movimento No Scorie Trisaia

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