Non solo Selfie! 🗓 🗺

CINEMA E SCUOLA

STRUMENTI PER UNA CULTURA DELLA PARTECIPAZIONE

Mercoledì 20 novembre alle ore 10.00

Teatro Miela

Piazza Duca degli Abruzzi 3 Trieste

Inaugurazione della mostra fotografica

NON SOLO SELFIE!

FOTOGRAFANDO RACCONTIAMO

Proiezione del video

PERCORSO VERSO IL CINEMA ITALIANO Il progetto “Cinema e scuola, strumenti per una cultura della partecipazione”, è un’ iniziativa realizzata nell’ambito del Piano Nazionale Cinema per la Scuola promosso dal MIUR E MIBAC, che ha visto la partecipazione dei corsisti del Centro Provinciale dell’ Istruzione degli adulti di Trieste confrontarsi per un anno scolastico con il linguaggio fotografico e cinematografico.

Il progetto è iniziato con la partecipazione degli studenti al Trieste
Film Festival, la più ricca e specializzata manifestazione italiana dedicata alle cinematografie dell’Europa centro orientale: sono state organizzate visioni di film, incontri con gli autori, workshop con gli esperti di Alpe Adria Cinema, ma anche degli stage di partecipazione attiva al Festival per far acquisire ai partecipanti competenze professionali. Esperienza gratificante ed arricchente soprattutto per quelle persone provenienti dall’est Europa che hanno ritrovato nei film proposti immagini e racconti a loro famigliari.
Ma l’utilità del cinema è risultata importante anche nella mediazione delle differenze, come possibile filtro nel confronto tra soggetti appartenenti a mondi diversi: un’opportunità di riflettere sugli stereotipi attraverso i quali l’immagine dell’ “altro” viene comunemente veicolata.

Alcuni laboratori sullo specifico del linguaggio cinematografico, realizzati in collaborazione con gli esperti de La Cappella Underground, hanno permesso agli studenti di assumere un atteggiamento “disincantato” cioè critico rispetto a quelli che sono i messaggi che li circondano.

Momento caratterizzante del progetto è stata l’analisi della lingua e della cultura italiana attraverso il cinema.
In particolare ci si è focalizzati sulla storia dell’Italia dagli anni 60’ ai giorni nostri.
Molto spesso infatti persone provenienti da altri Paesi, pur scolarizzati e di un buon livello culturale, ignorano eventi importanti che hanno condizionato la storia italiana degli ultimi decenni.

Il cinema così, espressione di un profondo nucleo unitario nel quale si fondono una pluralità di idee e di comportamenti che raccontano la cultura del Paese rappresentato, è diventato una sorta di dizionario visivo del contesto socioculturale dell’italiano.
Una grande opportunità per conoscere meglio l’Italia, la policromia delle sue varietà sociolinguistiche, la bellezza del suo patrimonio naturale e artistico, la ricchezza delle sue tradizioni locali e dei personaggi che l’hanno resa unica e inconfondibile nel panorama mondiale.
Sono stati visionati film come La dolce vita di Federico Fellni, 1960 di Gabriele Salvatores, La meglio gioventù di Marco Tullio Giordana, C’era una volta la città dei matti di Marco Turco, Buongiorno Notte di Marco Bellocchio Notti magiche di Paolo Virzì e La grande bellezza di Paolo Sorrentino.

Tutto il percorso è stato documentato in un video realizzato e montato dagli stessi studenti sotto la guida di Hari Bertoia e Diego Cenetiempo che sarà proiettato mercoledì mattina al Teatro Miela di Trieste.

Creatività e fantasia sono state le tracce portanti del progetto soprattutto a partire dall’immagine fotografica che spesso invece viene collegata erroneamente alla riproduzione fedele, realista della realtà, alla trasmissione di mere informazioni, agli innumerevoli selfie che le persone si scattano e invece, come racconta la sua storia e soprattutto quella più recente, riesce a raggiungere vette altissime di inventiva e genialità.

E così è stato realizzato anche un laboratorio e una mostra fotografica, a cura di Marisa Ulcigrai, che viene inaugurata sempre mercoledì alle 10.00 al Teatro Miela e visibile dal 20 al 25 novembre durante l’orario di apertura del Teatro, che rivela come corsisti provenienti da luoghi e culture diverse hanno intrapreso un percorso visionario comune. Si sono confrontati con la potenza del colore, hanno sperimentato l’importanza della luce come momento fondamentale del linguaggio fotografico per lasciarsi abbagliare dalla sua forza, hanno affrontato l’oscurità dell’ombra e dei suoi significati simbolici per poi immergersi nella trasparenza di acque calme e limpide ma a volte anche agitate, nere e profonde.

Il lavoro con la Polaroid che rivela il piacere di raccontare storie per immagini ha acceso il desiderio di autenticità, di vita spontanea e originale che solo la fotografia istantanea, per le sue intrinseche caratteristiche, riesce a realizzare.
Il desiderio di scoprire, la voglia di emozionare, il gusto di catturare ha indotto ogni corsista a iniziare e a sviluppare un lavoro personale seguendo istinto e creatività.

E ancora il collage per potenziare visioni divergenti e poi l’incontro con la scrittura e l’inizio della narrazione.
Un breve percorso per condividere sguardi, emozioni ma anche per mettersi in gioco, raccontare più punti di vista, trasmettere il proprio pensiero, attestare il proprio passaggio, lasciare un segno, una traccia.

La mostra che viene presentata ne è la testimonianza.

Scheduled Scuola
Teatro Miela, 3, Piazza Luigi Amedeo Duca degli Abruzzi, Città Nuova-Barriera Nuova-San Vito-Città Vecchia, Trieste, UTI Giuliana, Friuli Venezia Giulia, 34132, Italia Map

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.