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Thursday August 22nd 2019

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Picasso e la ragazza rapata

 

Si riaffronta Picasso dunque, allo Stabile di Trieste, chiedendo alla scrittrice Dacia Maraini di comporre un testo per una rappresentazione teatrale. E Dacia Maraini risponde all’appello, creando un racconto di un’ipotetico incontro tra Picasso ed una sua modella, una modella diversa dalle altre, una che usa la parola e la testa e che va contro le sue regole del silenzio.

Perchè sembra che Picasso così volesse le sue modelle, silenziose e accondiscendenti, in modo da potergli lasciare esprimere tutta la sua “arte”.

Ma questo rapporto è altra cosa rispetto alla sua consuetudine. Questa risulta essere la sua parte più intima, le sue domande più nascoste. Questa modella pur rinunciando tutto per lui, tagliandosi i suoi meravigliosi capelli e non volendo denaro nonostante la fame di quel periodo di guerra, sa dirgli no ad una sua richiesta che va oltre l’impegno artistico. Questa giovane donna è al suo pari artista, e da tale si comporta. Lui, il maestro, alla fine, la ripudia come modella, ma le apre la porta come pittrice, invitandola a ritornare con le sue tele per un confronto.

Poco importa se la ragazza rapata, una volta che le saranno ricresciuti i capelli e simbolicamente avrà riconquistato la sua forza, ritornerà. Il messaggio principale che la scrittriche ha voluto trasmettere, quasi a ridare dignità alla  figura femminile, è stato proprio quello di una auspicabile parità di diritti, perchè come Picasso stesso riporta: E’ così difficile per un pittore affermarsi,  e se questo avviene quasi mai è donna.

Il risultato della combinazione di lavoro di questo spettacolo è stata davvero ottima. Il testo, la regia, l’interpretazione, tutto si è integrato in maniera ottimale, anche le letture finali di un’ipotizzato dialogo tra Picasso e Einstein, che pur essendo distanti dal racconto, hanno saputo illuminare un’ulteriore visione dell’arte.

Laura Poretti Rizman

foto dal sito ILROSSETTI

Picasso e la ragazza rapata” di Dacia Maraini va in scena alla Sala Bartoli per il cartellone altripercorsi da giovedì 2 febbraio a domenica 12: lo spettacolo prodotto dallo Stabile regionale e interpretato da Angelo Campolo e Adele Tirante arricchisce il progetto dedicato al pittore spagnolo. Chi acquista il biglietto o ha in abbonamento lo spettacolo “Cercando Picasso” ha diritto ad assistere alla piéce della Maraini a prezzo speciale”.

 

La figura di Pablo Picasso è profondamente carismatica, ed ha ispirato artisti e opere, molte delle quali nel campo cinematografico e teatrale, oltre ad averne scritte egli stesso (come dimostra in Cercando Picasso – in scena ora al Teatro Verdi – la parte conclusiva dello spettacolo, tutta incentrata su Le désir attrapé par la queue, scritto proprio di suo pugno)…

A coronamento del progetto legato al grande pittore, dunque, lo Stabile regionale ha commissionato ad un’autrice raffinata e colta come Dacia Maraini di comporre un nuovo, breve lavoro drammaturgico dedicato a questo personaggio, per darne un ritratto ulteriore, in una rifrazione mai esaustiva di punti di vista e sguardi sulla sua straordinaria personalità.

Nasce così Picasso e la ragazza rapata messo in scena assieme all’Ente Autonomo Teatro di Messina a cura di Antonio Calenda e interpretato da Angelo Campolo (già applaudito in spettacoli di produzione come Ultimo giorno ed Edipo re) e Adele Tirante.

L’autrice ha concepito in Picasso e la ragazza rapata un’affascinante indagine nell’animo del pittore, nei vortici della sua arte, nel suo rapporto con gli altri. Vi immagina il dialogo umano e profondo fra Pablo Picasso e una giovane modella: ci troviamo nello studio parigino del pittore, negli anni Quaranta, quando ancora la città è sconvolta dalla distruzione bellica e dalla fame.

Ciononostante Picasso continua fervidamente a dipingere, quasi a voler opporre la forza, la vitalità e la speranza dell’arte a tanta distruzione.

Lo incontriamo appassionato e cinico, seduttivo e sapiente, così come ce lo restituiscono le sue opere e i suoi biografi, mentre dipinge una tela solo ancora abbozzata. La ragazza che posa per lui indossa soltanto una maglietta strappata, tiene le braccia alzate e la testa – completamente calva – all’indietro. Ricorda immediatamente una delle figure di Guernica, forse il più dolente, indignato, toccante grido del pittore contro la guerra e la violenza. La giovane, che si scoprirà essere un’aspirante pittrice, ha rinunciato ai propri lunghissimi capelli corvini pur di fare da modella a Picasso e conoscere quello che reputa un fondamentale Maestro.

Ma, al di là di questo, la ragazza rapata non è intimidita da Picasso, con il quale innesca un dialogo serrato, a cui il Maestro risponde talvolta stizzito, talaltra sorpreso e incuriosito dalla capacità critica e di pensiero della sua interlocutrice. Parlano così soprattutto di pittura, di creazione, di cosa si cerca in un quadro, della potenza e del senso dell’arte, dell’eterna lotta dell’uomo per comprenderla e forse dell’impossibilità di riuscirvi…

«La pittura non s’impara, bambina» dirà Picasso alla modella «Si fa. Si gode. Si inventa».

Ma il genio, l’arte di Picasso è un tutt’uno con la sua vita, con la sua personalità… egli lavora «direttamente sulla carne delle cose»: ecco allora che, come attraverso pennellate a volte leggere, a volte più pastose, la conversazione ci rivela molto dell’universo del pittore spagnolo. Il suo rapporto con le donne, il suo pensiero sui contemporanei e sulle giovani generazioni, il suo odio per la violenza, le dittature, il nazismo, la guerra, la fame che attanaglia anche la sua giovane e sottile modella.

Interpretano i due protagonisti Angelo Campolo (che con il regista ha già lavorato di recente nell’Edipo Re e in Ultimo Giorno di Dario Tomasello) e Adele Tirante, attrice di riferimento del Teatro di Messina sotto la cui egida ha recitato fra gli altri ne Il vitalizio di Pirandello, diretta da Walter Manfré; di recente ha interpretato Scantu, testo finalista al Premio Riccione 2005 di cui è anche l’autrice.

Picasso e la ragazza rapata di Dacia Maraini va in scena a Trieste, alla Sala Bartoli, ospite del cartellone altripercorsi dello Stabile regionale da giovedì2 a domenica 12 febbraio. Le repliche sono tutte serali con inizio alle 21 tranne quelle di domenica che sono pomeridiane e iniziano alle ore 17.

Si ricorda che gli spettatori che avranno acquistato un biglietto o avranno in abbonamento (per il Teatro Verdi o per lo Stabile) lo spettacolo “Cercando Picasso” avranno diritto di acquistare con speciale riduzione (a solo 10 euro, presso la biglietteria del Politeama) il biglietto per assistere a Picasso e la ragazza rapata alla Sala Bartoli. I biglietti ancora disponibili si possono acquistare presso i consueti punti vendita dello Stabile regionale e attraverso il sito www.ilrossetti.it.

La Stagione2011-2012 del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia va in scena grazie al sostegno della Fondazione CRTrieste.

Tutta la stagione e le possibilità di adesione ai diversi cartelloni sono illustrate anche sul sito www.ilrossetti.it; inoltre il Teatro può essere contattato telefonicamente al centralino 040.3593511.

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