Premio teatrale Tantadruj

Sono stati consegnati i premi Tantadruj:

oltre all’attore Anton Petje (premio alla carriera) premiati l’attrice Ana Facchini e l’attore Kristijan Guček

Trieste, 29 maggio 2014 – Sul palcoscenico del Teatro Stabile Sloveno, il teatro professionale del litorale di più antica tradizione, sono stati proclamati i vincitori della quarta edizione del Premio teatrale sloveno del litorale Tantadruj. Al vincitore del premio Tantadruj alla carriera, l’att0re Anton Petje, si sono aggiunti i vincitori dei due ulteriori premi. Il Tantadruj per i meriti artistici è stato assegnato all’attrice Ana Facchini nel concerto di poesie Postani obcestna svetilka (Srečko Kosovel) (Diventa lampione stradale – Srečko Kosovel), prodotto dal teatro nazionale SNG Nova Gorica, il Tantadruj per la migliore prova d’attore è stato conquistato dall’attore Kristijan Guček per il ruolo di Bérenger nell’Assassino senza movente di Ionesco, anche questo prodotto dal teatro nazionale SNG Nova Gorica.

Per la migliore interpretazione e i meriti artistici, la giuria dei premi tantadruj 2014, composta da Milena Zupančič (presidente), Gregor Butala e Ana Perne (membri), ha scelto tra 15 lavori candidati dai tre teatri del litorale, in gran parte creati per la stagione che sta volgendo al termine: quattro spettacoli prodotti dal Teatro Stabile Sloveno di Trieste, sette dal teatro Slovensko narodno gledališče Nova Gorica e quattro dal teatro di Capodistria.

Dušan Mlakar, Majda Suša e Marij Čuk sono stati i membri della giuria che ha assegnato il premio Tantadruj alla carriera. La maschera di bronzo dello scultore Jakov Brdar per l’attività artistica ricca e riconoscibile, che ha segnato incisivamente la scena teatrale del litorale, è stata assegnata all’unanimità all’attore Anton Petje.

 

Anton Petje, foto fornita da TSS
Anton Petje, foto fornita da TSS
Gucek, portret, nov2013, foto fornita da TSS
Gucek, portret, nov2013, foto fornita da TSS
Portret Facchini, foto fornita da TSS
Portret Facchini, foto fornita da TSS

 

 

 CONCLUSIONI DELLA GIURIA IN OCCASIONE DEL CONFERIMENTO DEI PREMI TANTADRUJ 2014
per la migliore interpretazione e per i meriti artistici

Per la migliore interpretazione e i meriti artistici, la giuria dei premi tantadruj 2014, composta da Milena Zupančič (presidente), Gregor Butala e Ana Perne (membri), ha scelto tra 15 lavori candidati dai tre teatri del litorale, in gran parte creati per la stagione che sta volgendo al termine: quattro spettacoli prodotti dal Teatro Stabile Sloveno di Trieste, sette dal teatro Slovensko narodno gledališče Nova Gorica e quattro dal teatro di Capodistria.

Dopo aver visionato tutti i lavori candidati, la giuria è stata dell’opinione che, pur essendoci stati nella corrente stagione dei singoli spettacoli di alto livello, nessuno si è imposto in maniera dirompente. Nella selezione dei progetti presentati, comunque variegati nei generi e nei temi, la giuria ha quindi tenuto conto soprattutto delle diverse forme di espressione teatrale, e in particolar modo di quegli approcci che non si inoltrano su strade già battute, ma ne sperimentano di nuove. Nel valutare alcuni tentativi in tal senso, che non hanno però mai convinto del tutto, la giuria ha scelto come miglior spettacolo un contributo che s’imprime fortemente nella memoria per la sua forza espressiva: l’interpretazione musicale e attoriale di Ana Facchini nel concerto di poesie Postani obcestna svetilka (Srečko Kosovel) (Diventa lampione stradale – Srečko Kosovel), prodotto dal teatro nazionale SNG Nova Gorica. Per quanto riguarda la migliore interpretazione della stagione, la giuria ha scelto di premiare Kristijan Guček per il ruolo di Bérenger nell’Assassino senza movente di Ionesco, anche questo prodotto dal teatro nazionale SNG Nova Gorica.

KRISTIJAN GUČEK
premio tantadruj per la migliore interpretazione 2014

Kristijan Guček abbozza Bérenger, caratteristico modello dell’uomo qualunque di Ionesco, come un uomo semplice, pressoché estraneo, nel suo candore e ingenuità primordiali, all’attuale mondo a carte scoperte, ancora capace di stupirsi di fronte alle incredibili bellezze del quartiere cittadino luminoso, nella sua apparenza paradisiaca così diverso dal suo rione scuro, e capace anche di sentire, nella propria espressione verbale e fisica, seppure in un tempo che è fugace, l’ardore e la potenza dell’esistere. In una società pervasa dalla freddezza e dominata dal cinismo si presenta come la calda rappresentazione di colui che ha deciso di contrapporsi all’immobile stato delle cose con un atto e di trovare quindi l’assassino, portatore del male; si presenta inoltre come un individuo che, ancora affascinato dalle possibilità del bene, con un impellente bisogno di intravvedere la luce immediata, risponde all’assurdità del mondo con una ricerca instancabile. Questo modo di affrontare le cose, interpretato in maniera convincente con un’incessante agitazione fisica e una ricerca dei significati profondi profusamente condita da parole, alla fine, nell’affrontare i più diversi ostacoli, deve comunque fare i conti con quell’impotenza che oggi ci è fin troppo familiare.

ANA FACCHINI
premio tantadruj per i meriti artistici 2014

Succede piuttosto raramente che in una messinscena connotata dal collettivismo quanto il concerto di poesie Postani obcestna svetilka (Srečko Kosovel) (Diventa lampione stradale – Srečko Kosovel) un attore emerga in modo così evidente come nel caso dell’interpretazione musicale e attoriale di Ana Facchini; il suo contributo, al contempo pervaso da una grazia quasi eterica e da un’impegnata determinazione, rimane impresso nella memoria a lungo per la sua straordinaria forza espressiva, nonostante l’attrice operi all’interno della concezione globale dello spettacolo e conviva alla pari con gli altri interpreti. Si potrebbe persino dire che questo effetto inusuale sia raggiunto proprio grazie all’incondizionata sottomissione alla collettività, a un’immersione totale nella logica interna del progetto, e indubbiamente anche grazie a un dosaggio ben misurato dei mezzi attoriali e alla loro assoluta padronanza. Il detto, frequentemente usato, e quasi altrettanto abusato, secondo cui non ci sono ruoli grandi o piccoli, in questo caso trova sorprendente, rara conferma.

L’ATTORE ANTON PETJE
VINCITORE DEL PREMIO TANTADRUJ ALLA CARRIERA 2014
Istintivo, ricercatore dello spirito umano e dei segreti del palcoscenico, dedito fino all’estremo alla parola e all’espressività teatrale, intellettuale che rispetta il messaggio del drammaturgo e il testo scritto senza mai spingersi oltre i suoi limiti e quadri fondamentali, pur rielaborandolo e interpretandolo artisticamente, fino a conferirgli una nota e una visione personale ed esprimere tutte le sfumature necessarie a comporre e modellare un personaggio unico. Così l’artista drammatico Anton Petje considera se stesso e il proprio lungo lavoro creativo.
Dopo gli studi presso l’accademia di Ljubljana e ulteriori tre anni di studio di medicina, la sua vita da attore professionista è iniziata con il teatro Slovensko ljudsko gledališče di Celje, con un ruolo ne I commedianti di Kranj di Bratko Kreft. Correva l’anno 1959. Da allora, Anton Petje ha interpretato decine di ruoli, donando ai propri personaggi dimensioni particolarissime, avvicinandoli al pubblico prima di Maribor, poi di Trieste. Ha lavorato nel Teatro Stabile Sloveno dal 1970, quando ha debuttato nell’Amphitruo diretto da Jože Babič, fino al pensionamento. Per lunghi 36 anni, Petje ha trasmesso la propria maestria al pubblico sloveno d’Italia e all’intera area della Primorska e della Slovenia. È stato tra i pilastri dell’allora nota e numerosa compagnia di attori triestina, e con la sua galleria di personaggi ha dimostrato di essere un virtuoso del dettaglio e di saper riconoscere i tratti caratteriali più delicati. Anton Petje ha modellato uno stile interpretativo assolutamente personale, che Dušan Moravec e Vasja Predan hannod definito così: nei ruoli di Petje, che siano drammatici o comici, si nasconde una particolare espressività, del tutto “petjana” – l’inclinazione e l’amore per le più svariate espressioni, anche grottesche, con cui, nell’ambito della compagnia di Trieste, è sempre stato primo tra uguali.
È vero, Petje ha dato vita a molti personaggi complessi, psicologicamente particolari, sia nella dimensione drammatica che in quella comica. In tal senso vanno menzionati in particolare i ruoli di Osvald negli Spettri di Ibsen, di Ščuka in Per il bene del popolo di Cankar, di Geroge in Chi ha paura di Virginia Woolf di Albee, di Stalin nella Master Class di Pownall e molti altri. Inoltre, non va dimenticato il suo grande contributo alla creazione di personaggi nati dalla penna di autori della comunità nazionale slovena in Italia.
Anton Petje è stato attivo anche sulla scena cinematografica slovena. Nel 1962 ha iniziato a “collaborare” con la macchina da presa per il lavoro Quel bellissimo giorno – Tistega lepega dne di France Štiglic, e da allora è apparso in ben 67 lungometraggi e serie televisive, anche straniere o realizzate in coproduzione. Va menzionato anche il suo ruolo nei radiodrammi e nella lettura delle opere di poeti sloveni contemporanei. L’accademico Boris Paternu lo annovera tra gli interpreti più pregnanti delle opere poetiche.
Per lo straordinario opus creativo, la riconoscibilità e qualità artistica, per le tracce indelebili che lascia nella storia del teatro sloveno, Anton Petje riceve il premio Tantadruj 2014.

CONSEGNA DEI PREMI TANTADRUJ 2014

 

GIOVEDÌ 29 MAGGIO ALLE 20.00 AL TEATRO STABILE SLOVENO DI TRIESTE

 

Zlati Zmaj-foto Agnese Divo 2, foto fornita da TSS
Zlati Zmaj-foto Agnese Divo 2, foto fornita da TSS

La giuria del quarto Premio teatrale del Litorale Tantadruj, formata dalla leggendaria attrice slovena Milena Zupančič e dai critici teatrali Gregor Butala e Ana Perne, consegnerà giovedì 29. maggio alle ore 20.00 nella sala principale del Teatro Stabile Sloveno di Trieste i premi 2014 per meriti artistici.

L’attore Anton Petje salirà invece sul palcoscenico sul quale per molti anni è stato uno dei protagonisti delle produzioni del TSS come vincitore del premio alla carriera, conferito dalla giuria speciale formata dal noto regista sloveno Dušan Mlakar, dai giornalisti Marij Čuk e Majda Suša. La giuria ha definito Petje come un »istintivo ricercatore dello spirito umano e dei segreti del palcoscenico, dedito fino all’estremo alla parola e all’espressività teatrale, intellettuale che rispetta il messaggio del drammaturgo e il testo scritto senza mai spingersi oltre i suoi limiti fondamentali, pur rielaborandolo e interpretandolo artisticamente, fino a conferirgli una nota e una visione personale ed esprimere tutte le sfumature necessarie a comporre e modellare un personaggio unico

I vincitori e la motivazione dei premi per meriti artistici conseguiti nella stagione corrente per le produzioni dei teatri del Litorale (Teatro Stabile Sloveno di Trieste, Teatro nazionale di Nova Gorica e Teatro Capodistria) verranno invece resi noti nel corso della cerimonia di consegna dei premi, condotta da Danijel Malalan.

La serata inizierà con lo spettacolo Il drago d’oro di Roland Schimmelpfennig, produzione del Teatro Stabile Sloveno nella regia di Januzs Kica, scelto come omaggio e ricordo del regista Primož Bebler, cofondatore insieme a Ira Ratej e Katja Pegan del premio Tantadruj.

 

Slovensko stalno gledališče / Teatro Stabile Sloveno
Stiki z javnostmi / Ufficio stampa
T. +39 040 632664/5
mail: press@teaterssg.com
web. www.teaterssg.com

CONSEGNA DEI PREMI TANTADRUJ 2014

GIOVEDÌ 29 MAGGIO ALLE 20.00 AL TEATRO STABILE SLOVENO DI TRIESTE

Giovedì 29 maggio alle 20.00 il palcoscenico del Teatro Stabile Sloveno di Trieste ospiterà la cerimonia di consegna del Premio teatrale Tantadruj.

La festa che unisce i teatri del Litorale inizierà con lo spettacolo Il drago d’oro di Roland Schimmelpfennig, produzione del Teatro Stabile Sloveno nella regia di Januzs Kica, scelto come omaggio e ricordo del regista, direttore artistico e fondatore del premio Tantadruj Primož Bebler, scomparso nel novembre 2013. Lo spettacolo andrà in scena con sovratitoli in italiano.

Dopo lo spettacolo la commissione composta dal celebre regista Dušan Mlakar, dal poeta e giornalista Marij Čuk e dalla giornalista Majda Suša consegnerà il premio alla carriera all’attore Anton Petje, la commissione, composta dall’attrice Milena Zupančič, il presidente dell’Associazione dei critici teatrali sloveni Gregor Butala e la critica Ana Perne annuncerà invece i nomi dei vincitori dei premi Tantadruj 2014 per la migliore prova attoriale e il migliore spettacolo della stagione.

Il premio teatrale Tantadruj, che prende nome dal protagonista dall’omonima novella dello scrittore sloveno Ciril  Kosmač, è stato istituito dal Teatro Stabile Sloveno di Trieste, il Teatro nazionale di Nova Gorica e il Teatro Capodistria con il desiderio di unire lo spazio teatrale del territorio in cui operano, valorizzare le proprie eccellenze e i contributi apportati con il lavoro di una vita dagli artisti teatrali, che hanno lasciato un segno nella vita culturale del Litorale.

logo tantandruj

ANTON PETJE
PREMIO TANTADRUJ 2014 ALLA CARRIERA
MOTIVAZIONE

Istintivo, ricercatore dello spirito umano e dei segreti del palcoscenico, dedito fino all’estremo alla parola e all’espressività teatrale, intellettuale che rispetta il messaggio del drammaturgo e il testo scritto senza mai spingersi oltre i suoi limiti e quadri fondamentali, pur rielaborandolo e interpretandolo artisticamente, fino a conferirgli una nota e una visione personale ed esprimere tutte le sfumature necessarie a comporre e modellare un personaggio unico. Così l’artista drammatico Anton Petje considera se stesso e il proprio lungo lavoro creativo.
Dopo gli studi presso l’accademia di Ljubljana e ulteriori tre anni di studio di medicina, la sua vita da attore professionista è iniziata con il teatro Slovensko ljudsko gledališče di Celje, con un ruolo ne I commedianti di Kranj di Bratko Kreft. Correva l’anno 1959. Da allora, Anton Petje ha interpretato decine di ruoli, donando ai propri personaggi dimensioni particolarissime, avvicinandoli al pubblico prima di Maribor, poi di Trieste. Ha lavorato nel Teatro Stabile Sloveno dal 1970, quando ha debuttato nell’Amphitruo diretto da Jože Babič, fino al pensionamento. Per lunghi 36 anni, Petje ha trasmesso la propria maestria al pubblico sloveno d’Italia e all’intera area della Primorska e della Slovenia. È stato tra i pilastri dell’allora nota e numerosa compagnia di attori triestina, e con la sua galleria di personaggi ha dimostrato di essere un virtuoso del dettaglio e di saper riconoscere i tratti caratteriali più delicati. Anton Petje ha modellato uno stile interpretativo assolutamente personale, che Dušan Moravec e Vasja Predan hannod definito così: nei ruoli di Petje, che siano drammatici o comici, si nasconde una particolare espressività, del tutto “petjana” – l’inclinazione e l’amore per le più svariate espressioni, anche grottesche, con cui, nell’ambito della compagnia di Trieste, è sempre stato primo tra uguali.
È vero, Petje ha dato vita a molti personaggi complessi, psicologicamente particolari, sia nella dimensione drammatica che in quella comica. In tal senso vanno menzionati in particolare i ruoli di Osvald negli Spettri di Ibsen, di Ščuka in Per il bene del popolo di Cankar, di Geroge in Chi ha paura di Virginia Woolf di Albee, di Stalin nella Master Class di Pownall e molti altri. Inoltre, non va dimenticato il suo grande contributo alla creazione di personaggi nati dalla penna di autori della comunità nazionale slovena in Italia.
Anton Petje è stato attivo anche sulla scena cinematografica slovena. Nel 1962 ha iniziato a “collaborare” con la macchina da presa per il lavoro Quel bellissimo giorno – Tistega lepega dne di France Štiglic, e da allora è apparso in ben 67 lungometraggi e serie televisive, anche straniere o realizzate in coproduzione. Va menzionato anche il suo ruolo nei radiodrammi e nella lettura delle opere di poeti sloveni contemporanei. L’accademico Boris Paternu lo annovera tra gli interpreti più pregnanti delle opere poetiche.
Per lo straordinario opus creativo, la riconoscibilità e qualità artistica, per le tracce indelebili che lascia nella storia del teatro sloveno, Anton Petje riceve il premio Tantadruj 2014.

Anton Petje KONTRABAS sez. 1986-1987 (2) (905x1280), foto fornite da TSS
Anton Petje KONTRABAS sez. 1986-1987 (2) (905×1280), foto fornite da TSS
Anton Petje VSI MOJI SINOVI sez. 98-99 (2) (1058x1280)
Anton Petje VSI MOJI SINOVI sez. 98-99 (2) (1058×1280), foto fornite da TSS

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