Presentazione del nuovo Centro Mittelcult Palazzo della Cultura Mitteleuropea 🗓

Presentazione del nuovo Centro Mittelcult Palazzo della Cultura Mitteleuropea con intitolazione delle Sale Formative a Raffaello de Banfield, Pietro Garinei, Alexander Moissi e Carpinteri e Faraguna e presentazione dell’Accademia Garinei Mittelcult, del Trieste Teatro Sport Festival dedicato al binomio arte-sport e della rassegna dedicata al Centenario di Raffaello de Banfield “RdB 100” con grandi ospiti, tra cui la soprano Raina Kabaivanska

Un progetto ambizioso ma dal grande valore storico e culturale: la restituzione alla città del prestigioso Palazzo Eintracht di via del Coroneo 15, già sede del centro Culturale Germanico, attraverso la creazione del Centro culturale Mittelcult che si propone di diventare centro formativo e performativo delle Arti per i giovani e non solo, con la realizzazione di spettacoli nelle sue ampie sale, che verranno intitolate a importanti personaggi della storia culturale di Trieste e l’organizzazione di mostre e concerti.

La presentazione è avvenuta oggi presso la sede del neocostituito Centro e nell’occasione sono state anche presentate le prime due importanti iniziative: il Trieste Teatro Sport Festival in programma dal 12 al 14 maggio e la rassegna musicale RdB 100, dal 19 al 26 giugno, dedicata al Centenario della nascita di Raffaello de Banfield a cui sarà dedicato un Gran Galà benefico alla vigilia della ricorrenza.

La prima edizione di Trieste Teatro Sport Festival che si terrà dal 12 al 14 maggio nelle sale del Palazzo Mittelcult, proporrà tre giorni di spettacoli teatrali, gare di poesia a tema sportivo, presentazione di libri (con ospiti  il drammaturgo e scrittore Giuseppe Manfridi che presenterà il suo libro “Tra i legni – I voli taciturni di Dino Zoff” (TEA, 2022) e Sergio Mari, attore ed ex calciatore, autore di “Racconti” (Edizioni Gutenberg, 2017), un convegno sul tema – che avrà per relatori gli scrittori Elena Marinelli, Giuseppe Manfridi e Sergio Mari e il regista programmista della sede Rai del Fvg, Mario Mirasola – e un torneo giovanile dedicato a Ferruccio Valcareggi, l’allenatore della Nazionale Italiana della famosa partita Italia – Germania 4 a 3 – anche al centro di un paio di spettacoli teatrali – con l’intento di svelare la connessione esistente tra teatro e sport. Il torneo gode del patrocinio della FIGC che per l’occasione ha anche deciso di donare 20 palloni dei 120 anni.

L’organizzazione del festival è a cura dell’attore e scrittore Andrea Mitri, ex calciatore di Triestina e Monza negli anni ‘80.

Il 9 maggio (anniversario della scomparsa di Pietro Garinei) verrà a lui intitolata una sala del nuovo Centro Culturale Palazzo Mittelcult. E’ prevista la presenza del fratello, il noto attore Enzo Garinei.

Sarà dedicata a un’altra figura cardine della storia culturale e imprenditoriale triestina la rassegna RdB 100, Raffaello de Banfield. Il progetto intende celebrare il centenario della nascita di un uomo di cultura, poliglotta, compositore e già presidente di quello che fu il Gruppo Tripcovich, protagonista della storia recente di Trieste su più versanti, da quello economico – con lo splendore prima e il tracollo poi dell’impero Tripcovich – a quello artistico.

La rassegna si articolerà nell’esecuzione di quattro concerti e di un’opera, a cui fungeranno da corollario una mostra e un convegno: il momento centrale delle celebrazioni sarà costituito dal Galà benefico del 1° giugno con la rappresentazione di “Colloquio con il Tango” in versione da camera con la soprano Jadranka  Jovanović, ex membro del Parlamento serbo, la regia di Tommaso Tuzzoli, le scene di Pier Paolo Bisleri e i costumi della notissima Nicoletta Ercole. Al termine si svolgerà un grande brindisi celebrativo per il compleanno di “Falello” – come veniva affettuosamente chiamato Raffaello de Banfield – che cade il 2 giugno.  Attesa tra gli ospiti del Convegno anche la notissima soprano Raina Kabaivanska.

Gli incassi della Serata di Gala, per la quale sarà obbligatorio indossare lo smoking nel rispetto dell’eleganza del festeggiato, saranno devoluti all’Associazione de Banfield. Prenotazioni presso il Ticket Point di Corso Italia.

I concerti saranno costituiti da due Lieder Abend composti dallo stesso de Banfield, con interpreti le vincitrici del Concorso SOI Fiorenza Cedolins: la soprano Gaja Pellizzari il 26 maggio, in duo con Alessandro Del Gobbo alle ore 18.00 e la soprano giapponese Sumika Kanazawa, il 28 maggio alle ore 17.00. La rassegna proseguirà il 17 giugno alle 20.30 con lo spettacolo Balkcanikaos e si concluderà il 18 giugno con il Concerto per fisarmonica di Tanghi Argentini “Mi Pasion” con Sylvia Pagni. Infine, il 19 giugno, a fine competizione, allo Yacht Club Adriatico avrà luogo la premiazione della migliore e del miglior skipper alla Regata G. de Banfield Junior.

I locali del Palazzo MIittelcult ospiteranno inoltre una mostra e, il 13 giugno, una tavola rotonda su de Banfield e Trieste e il ‘900 musicale che avrà per relatori Gianni Gori, Rino Alessi e Raina Kabaivanska.

“Stiamo restituendo alla città il Centro Culturale Germanico, costruito dalla Comunità Germanica di Trieste nel 1903 a Palazzo Eintracht di via Coroneo – ha spiegato Alessandro Gilleri -, ricordando l’accordo sottoscritto dalla Golden Show Srl – Impresa Sociale di Trieste con l’Associazione Culturale Schiller, che ha permesso la riapertura della Sala Beethoven in via Coroneo 17 a Trieste, martedì 27 ottobre 2020, in occasione della festa nazionale austriaca, con il recital del pianista Sebastiano Gubian dal Neve: “il suono del silenzio”.

“Il Palazzo ospita una sala Concerti e Sala teatrale da 250 posti denominata Sala Beethoven al secondo piano e al pianterreno consta di cinque sale per complessivi 500 metri quadri dove attiveremo una variegata attività formativa”.

“Ogni sala – prosegue l’ideatore del progetto – sarà dedicata a un illustre personaggio della cultura triestina: Raffaello de Banfield, Alexander Moissi, Carpinteri e Faraguna (che stanno alla tradizione della commedia istroveneta come Garinei e Giovannini stanno alla Commedia musicale italiana) e Pietro Garinei.

“E’ nostra intenzione – ha continuato Gilleri – mantenere viva la tradizione MItteleuropea e, al tempo stesso, preservare l’italianità della città attraverso l’intitolazione a personaggi come Pietro Garinei, che nasce a Trieste e da Trieste innova la vita musicale italiana, rappresentando un legame che unisce la tradizione musicale mitteleuropea alla commedia musicale italiana, fino ad arrivare a Broadway. “A Pietro Garinei – ricorda Gilleri – mio padre fu molto legato visto che dirigeva il Teatro Verdi ed ebbi l’onore di consegnargli anche un premio dell’Operetta in una memorabile serata all’Hotel Riviera”. Abbiamo deciso pertanto di intitolare a Pietro Garinei la Sala e la Scuola di recitazione, canto e danza Accademia Garinei Mittelcult Trieste, ricordando così sia Pietro che l’attività attoriale del fratello Enzo, che conta di poter essere a Trieste il 9 maggio per presenziare alla cerimonia, in attesa di poter presentare in città anche il suo nuovo libro che rappresenta anche un pezzo di storia di Trieste”.

“La rassegna musicale RdB 100 – riprende Gilleri – intende omaggiare i cento anni dalla nascita di Raffaello de Banfield Tripcovich, personaggio al centro della vita e della storia culturale e imprenditoriale di Trieste e della regione e grande uomo di cultura del Novecento triestino e non solo, che scrisse pagine importanti anche della storia delle Assicurazioni Generali.

Il momento di maggior richiamo sarà il Gran Galà del 1° giugno con la rappresentazione dell’opera “Colloquio con il Tango” i cui proventi andranno all’Associazione de Banfield. Verranno eseguiti dalle vincitrici del Concorso SOI di Fiorenza Cedolins anche due Lieder Abend scritti da de Banfield stesso, il premio RdB 100 sarà assegnato al miglior skipper e uno, nel nome di Pinki Mosters de Banfield, alla migliore skipper del Trofeo Baron Banfield. All’interno delle celebrazioni del centenario – aggiunge Gilleri – organizzeremo inoltre una mostra su “Falello” e un convegno a lui dedicato incentrato su Trieste e la musica del Novecento con ospiti illustri come Raina Kabaivanska”.
“Le nostre – conclude Gilleri – saranno inoltre attività attente alla sostenibilità, come testimonia anche lo spettacolo a impatto zero “Mi abbatto e sono felice” a cura di Mulino ed Arte.
“Iniziamo questa avventura come stimolo culturale nella città e per la città, che ricordi alcuni tra i suoi figli più illustri (de Banfield, Garinei, Moissi, Carpinteri e Faraguna) perché chi non ha coscienza della propria storia non ha futuro”.

Di seguito il programma nel dettaglio con le schede degli spettacoli proposti e le biografie dei protagonisti.

Programma

9 maggio Inaugurazione e intitolazione di una sala del nuovo Centro Culturale Palazzo Mittelcult a Pietro Garinei nell’anniversario della scomparsa, alla presenza di Enzo Garinei

12 – 14 maggio

Trieste Teatro Sport Festival
Tre giorni di eventi a tema sportivo, Spettacoli teatrali, Tornei di calcio, Presentazione di libri e Poetry Slam, a cura di Mittelcult – Teatro Musica Arte Danza Formazione

12 maggio ore 20.30 – Spettacolo di apertura “Atletico Short Stories, Dodici brevi monologhi per raccontare lo sport” di e con Andrea Mitri

13 maggio ore 17.30 Presentazione del libro “Tra i legni. I voli taciturni” di Dino Zoff di Giuseppe Manfridi
13 maggio ore 20.30 Spettacolo “Mi abbatto e sono felice” Monologo a impatto “0” a cura di Mulino ed Arte
13 maggio ore 22.15 Poetry Slam Sport

14 maggio ore 09.00 Calcio d’inizio 1° Memorial Ferruccio Valcareggi, Torneo di Calcio riservato a ragazze e ragazzi di 12 anni, organizzato da A.S.  San Luigi
14 maggio ore 11.00 Convegno “Teatro e Sport” (si parlerà di scrittura, comunicazione, analogie tra l’attore e il calciatore, dei vari modi di raccontare lo sport di oggi e quello di ieri) con Elena Marinelli, Giuseppe Manfridi, Sergio Mari, Mario Mirasola e altri ospiti del mondo dello sport
14 maggio ore 17.30 Presentazione del libro “Racconti” di Sergio Mari
14 maggio ore 19.00  Premiazione 1° Memorial Ferruccio Valcareggi
14 maggio ore 20.30 Spettacolo “Wakefield” di e con Giuseppe Manfridi
14 maggio ore 22.15 Poetry Slam Sport – Ripescati dalla Piena

Biglietti in vendita presso Ticket Point Corso Italia 6  Trieste (Tel. 040 349 8276)

Spettacoli  Ingresso 12/10 euro

Poetry Slam  Ingresso  5  euro

26 maggio – 19 giugno

“RdB 100
Rassegna musicale dedicata a Raffaello de Banfield con quattro concerti e l’opera “Colloquio con il Tango” di Raffaello de Banfield, con Jadranka Jovanović (regia di Tommaso Tuzzoli, scene di Pier Paolo Bisleri, costumi di Nicoletta Ercole)

26 maggio ore 18.00

Lieder Abend con la soprano Gaja Pellizzari vincitrice del Concorso SOI Fiorenza Cedolins

“Souvenirs d’Europe”

Gaja Vittoria Pellizzari – soprano

Alessandro Del Gobbo – pianoforte

Musiche di de Banfield, V. Bellini, F. Mendelsson, F. Schubert  C.  Loewe, J. Brahms, C. Nielsen, W. Stenhammar,  E. Grieg

28 maggio ore 17.00

Lieder Abend con la soprano  Sumika Kanazawa vincitrice del Concorso SOI Fiorenza Cedolins

Musiche di  de Banfield,  F. P. Tosti, O. Respighi, P. Mascani, Y. Nakata, Y. Makita, G. Verdi e G. Puccini

1 giugno ore 20.30

“Colloquio con il Tango” di Raffaello de Banfield  con Jadranka Jovanović e la partecipazione di Samuele Fragiacomo e Andrea Binetti. Regia Tommaso Tuzzoli, scene Pier Paolo Bisleri, costumi Chiara Barrichello, luci Mau Willy Tell, maestro collaboratore Elia Macrì

13 giugno ore 18.00

Convegno “Musica e Teatro di un gentleman europeo” con relatori Gianni Gori, Rino Alessi, Raina Kabaivanska e Alessandro Gilleri

17 giugno ore 20.30

Guascone Teatro presenta

“Balcanikaos”

di e con Andrea Kaemmerle

Accompagnato dagli ottimi musici Klezmer Balcanici Ras Kornica (violino), Ivo Andreevic (fisarmonica), Branka Ceperac (contrabbasso), Danko Jugovic (sax e clarinetto), Jan Milo (basso tuba) e Iugo Osmanovic (trombone)

Musiche di Bregovic, Kusturica, Kočani Orkestar e molti altri duettano con  altrettanti autori di “parola” come Hasek, Hrabal, Kafka e Rilke

18 giugno ore 20.30

“Mi Pasiòn” fisarmonica Sylvia Pagni

Concerto“Tanghi Argentini”

19 giugno

Premiazione regata  G. de Banfield young  presso Yacht Club Adriaco

 Trieste Teatro Sport Festival

tre giorni di eventi a tema sportivo

Spettacoli teatrali

Tornei di calcio

Presentazione libri

Poetry Slam

a cura di Mittelcult Teatro Musica Arte Danza Formazione

con il sostegno di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia

Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo

Associazione Culturale Friedrich Schiller

Presentazione

Sport e teatro potrebbero sembrare due mondi distanti, sia dal punto di vista culturale, sia dal punto di vista del pubblico che partecipa agli eventi dell’uno o dell’altro.

In realtà i punti di contatto tra i due ambiti sono molto stretti.

In fin dei conti sono tra i pochi riti collettivi rimasti, entrambi sono dispensatori di emozioni forti e condivise, ed anche lo sport di fatto si apparenta sempre più al mondo dello “spettacolo”.

Ultimamente poi lo sport è entrato fortemente nella narrazione letteraria ed in quella che avviene sul web, trovando nuove forme di diffusione rispetto a quelle tradizionali.

Svelare questi punti di contatto è l’idea della prima edizione di Trieste Teatro Sport Festival che si terrà dal 12 al 14 maggio nella città giuliana nelle sale della neonata Mittelcult di Alessandro Gilleri.

Tre giorni di spettacoli teatrali, gare di poesia a tema sportivo, presentazione di libri, un convegno sul tema ed un torneo giovanile dedicato a Ferruccio Valcareggi, l’allenatore della Nazionale Italiana della famosa partita Italia – Germania 4 a 3 che, tra parentesi, è stata anche tema di un paio di spettacoli teatrali.

L’organizzazione del festival è a cura di Andrea Mitri, ex calciatore di Triestina e Monza negli anni 80, attualmente attore e scrittore.

Giuseppe Manfridi sarà presente al Festival Teatro Sport di Trieste per presentare nella giornata del 13 maggio il suo libro “”Tra i legni. I voli taciturni di Dino Zoff” (TEA, 2022) e, il giorno seguente, per portare in scena il proprio testo “Wakefield – L’uomo che volò oltre se stesso” presso la Sala Beethoven del Palazzo Mittelcult.

 LE SCHEDE DEGLI SPETTACOLI

ATLETICO SHORT STORIES

Di Andrea Mitri

Con Roberta Sabatini e Andrea Mitri

Regia: Jean Philippe Pearson

“Atletico Short Stories” è un progetto nato nell’estate del 2018, intorno al monologo che racconta la storia di Peter Norman, il secondo classificato nei 200 metri alle Olimpiadi di Città del Messico ’68, e che si è allargato a parlare di Kornelia Ender e del doping di stato in Germania Est e della grinta di Kathy Schwitzer, la prima donna a correre la Maratona di Boston, sotto falsa identità. Ma anche della sregolatezza del pugile Carlos Monzon, della fragilità di Nadia Comaneci e della tenacia di Wilma Rudolph; fino ad inglobare tra le altre, la meravigliosa storia del ragazzino autistico innamorato del basket.

Gli attori Roberta Sabatini ed Andrea Mitri danno vita ad una serie di figure di sportivi che in qualche modo, oltre alla loro storia, raccontano il periodo storico ed il contesto in cui si è sviluppata, fornendo spunti di discussione che vanno oltre lo spettacolo.

La regia è di Jean Philippe Pearson, regista cinematografico e teatrale canadese, da tempo residente in Italia.

ANDREA MITRI

Andrea Mitri si è diplomato al Laboratorio 9 di Barbara Nativi e Silvano Panichi nel lontano 1987. Dal 1990 in poi si è dedicato al teatro di improvvisazione che ancora oggi frequenta con il suo progetto FirenzeLongform e con spettacoli in vari teatri italiani. Dal 2005 ha incominciato a dedicarsi anche al teatro di testo lavorando sia in spettacoli altrui sia su testi di sua scrittura dedicati allo sport, quali “Fuorigioco di Rientro “ ( ispirato alla sua esperienza di calciatore professionista ) , “Undici ragazzi più 1” e “Ite Missa Est”, quest’ultimo scritto e interpretato insieme a Mauro Monni.

ROBERTA SABATINI

Roberta Sabatini si avvicina alla recitazione nel 1999 frequentando i corsi organizzati dalla scuola di cinema “Immagina” tenuti da Giuseppe Ferlito e Alessandro Riccio. In seguito si perfeziona frequentando workshop con Karpov, Massini, Capuano, Morganti, Deflorian, Palminiello, Brie, Santagata, Baracco e Musso.

Ha lavorato in vari spettacoli per la regia di Massimo Salvianti (Arca azzurra teatro), Renata Palminiello, Alberto Di Matteo, Riccardo Massai e Michele Andrei
.
Nel 2016 ha vinto, con il monologo “Gertrude”, il secondo premio al concorso di corti teatrali “Visioni shakespeariane” presso il Teatro Comunale di Antella a Firenze.

JEAN PHILIPPE PEARSON

Canadese, regista cinematografico e sceneggiatore molto conosciuto nel suo paese, dove ha vinto premi e riconoscimenti, risiede da tempo in Italia dove continua a scrivere sceneggiature per la televisione canadese e a realizzare cortometraggi.

“Atletico Short Stories” è la sua terza regia teatrale, dopo “Ite Missa Est” e “Undici ragazzi più 1”.

 

 

Presentazione del Libro

Tra i legni. I voli taciturni di Dino Zoff” di Giuseppe Manfridi (TEA, 2022)

Genere

Narrativa generale

Collana

TEA Varia

Numero di pagine

288

Formato

Cartonato con sovraccoperta

Su licenza di

Limina

Ean

9788850262397

Un grande campione, un atleta rispettato e ammirato, una carriera inimitabile raccontata con passione e partecipazione

Grande campione, atleta esemplare e rispettato, che ha trasformato il ruolo più misterioso del gioco del calcio in una filosofia di vita, volto serio stampato nella memoria di tanti tifosi, uomo di pochissime e misurate parole ma capace di gesti anche molto eloquenti, sul campo e fuori, Dino Zoff (classe 1942) è il più grande portiere della storia del calcio italiano, se non «il più grande portiere di tutti i tempi», come ebbe a dire una volta Trapattoni. Le sue origini friulane, profonde, i centimetri di statura che non aumentavano e i primi provini; la provincia (Udinese e Mantova) e poi Napoli; l’approdo alla Juventus e una striscia brillante di vittorie; ancora la maglia azzurra e, su tutto, il capolavoro: l’epica vittoria dei Mondiali di Spagna nel 1982: una carriera inimitabile, costellata di record tuttora imbattuti e una vita eccezionale ma vissuta come se fosse normalissima, scorrono appassionanti nelle pagine ricche, sentite, precise di questo libro frutto di lunghe ricerche e di numerose conversazioni. Un’avventura unica che Giuseppe Manfridi ha saputo raccontare con il polso del vero narratore e con quel pizzico di affettuosa faziosità che tutti i narratori hanno quasi il dovere di avere… «sennò farebbero i notai».

Capita così che il padre gli chieda ragione di un gol preso di recente. «Non mi aspettavo che tirasse», si giustifica il giovane e il papà: «Che c’entra? Non fai mica il farmacista!». Questa la frase. Concreta e asciutta. Il pensiero che la esprime è in realtà ben più vasto: «Ti sei messo tra i legni? Deve essere questo il tuo lavoro? Per cui hai il dovere di aspettarti un tiro che un farmacista avrebbe tutto il diritto di non aspettarsi. Lui! Tu no!»

L’Autore

Giuseppe Manfridi

Giuseppe Manfridi è nato a Roma, dove attualmente vive dopo molti anni trascorsi a Parigi. Considerato uno dei massimi drammaturghi italiani, è autore di commedie rappresentate in tutto il mondo. Fra i suoi titoli di maggior successo figurano ‘Giacomo, il prepotente’, ‘Ti amo, Maria’, ‘Elettra’, ‘La cena’, ‘La partitella’, ‘Teppisti!’. Ha firmato le sceneggiature di Ultrà, Maniaci sentimentali e Vite strozzate. Più volte finalista al premio Strega, il suo romanzo più recente è Anja, la segretaria di Dostoevskij.

WAKEFIELD L’UOMO CHE VOLO’ OLTRE SE STESSO

Di e con Giuseppe Manfridi

Un breve racconto di Hawthorne che narra di un uomo che prende in affitto una stanza di fronte casa sua per osservare la propria famiglia vivere senza di lui, è lo spunto narrativo che consente a questo reading di Giuseppe Manfridi di addentrarsi in un discorso sulle devianze, da cui, come per l’avvenire di un autentico colpo di scena, la narrazione dirotterà improvvisamente altrove, focalizzandosi sulle straordinarie Olimpiadi messicane del ’68, quelle di Fosbury e del pugno alzato di Tommy Smith.

Al fine di raccontare una prodigiosa impresa sportiva: quella che portò Robert Beamon a stabilire un prodigioso record nel salto in lungo, e in contemporanea, una tragedia di quei tempi da molti dimenticata e da pochissimi raccontata.

Racconti di Sergio Mari (Edizioni Gutenberg, 2017)

Solo uno era per me e così lo mordevo lento. Non volevo che quei giorni finissero in fretta. Avevo un pallone e avevo Teo, un amico che ascoltava tutta la musica del mondo. Un giorno Teo disse che i Pavesini erano finiti. Era vero. Quando me ne accorsi ero già per campi di calcio.

Come ho fatto quel giorno a salvare il posto in squadra? Per chi sono le azalee che ho comprato prima della partita? Mi sono trovato sulla spiaggia di Vietri sul Mare con una domanda da fare; ho corso la mia infanzia con la più bella musica del mondo, quella dei Genesis, dei Pink Floyd e degli Osanna; c’è stata una domenica in cui la città di Como ha avuto due laghi; un quadro mi ha fatto paura e un ritratto mi si è stampato nella memo-ria. Poi una volta fui un assassino e piansi, tentai di diventare un fantino e risi, ma è con le poesie tro-vate nel cerchio del centrocampo che mi sono ab-bandonato alla bellezza. Giovane, mi sono invola-to sulla fascia laterale scorgendo immondizia sul ciglio della strada; vecchio, sono arrivato sulla linea di fondo accorgendomi che i giorni erano cambiati; per fortuna avevo Teo. Chi è Teo?

Introduzione

Eccoli qui, in queste pagine, i brandelli di una vita; gli stracci che mi erano rimasti addosso, le pezze che cercavo di nascondere, di occultare, e che invece ho preso a conservare con cura. Sono le memorie di quando il sole era alto, le piogge non mi bagnavano affatto e solo caldo e dolce mi era il vento sui campi di pallone. Il futuro che mi era ancora davanti, quando in punta di piedi ho dato le spalle al pallone, mi prometteva altre stelle, una luna splendida e un mare dove nuotare tutti i giorni. Decisi quindi di riporre tutto in un armadio con la certezza di non doverlo più aprire. Quanto di più sbagliato! Così oggi, o solo l’altroieri, ho schiuso lentamente quelle ante di mogano e con meraviglia ne è uscita tutta la mia gioielleria: ragazzi da ricordare, perle da accarezzare ogni volta che ho freddo, allenatori che mi sono stati educatori quasi paterni. Brillanti posseduti per lungo tempo della mia gioventù e che ho portato addosso inconsapevolmente. Eccoli qui i panni stesi di una vita di pallone. Le magliette di tutti quelli che le hanno sudate con onore. I colori di chi li ha saputi indossare con orgoglio. Racconti brevi, leggeri, delicati. Come dei Pavesini che si sciolgono in bocca, lasciando riassaporare il gusto buono di un pallone ormai lontano.

“Pensavo di aver riposto per sempre gli stracci che il calcio mi aveva lasciato, per fortuna riaprendo un giorno quell’armadio, con sorpresa, ho visto luccicare perle di ricordi. Impossibile non renderle pubbliche. Ecco, questi miei Racconti”. Sergio Mari

Sergio Mari

Sergio Mari è stato calciatore professionista dal 1979 al 1993. Tra gli allenatori che gli hanno insegnato a giocare a calcio e il modo di vivere ricorda Santin, il Viciani dal gioco corto, il professor Scoglio dalla zona sporca e Liguori il pragmatico. Negli anni successivi ha voluto invece conoscere maestri come Mimmo Paladino e Jannis Kounellis, leggendone le gesta artistiche e vendendone le opere nella galleria MB47, dalle iniziali dei suoi due figli. Negli ultimi anni, invece, si è imbattuto in Joseph Ragno dell’Actor’s Studio e in Gary Brackett del Living Theatre, entrambi di New York; oltre che in Emma Dante, Renato Carpentieri e Nayra Gonzales. Tutti maestri internazionali che sono riusciti ad insegnargli a come salire su un palco per raccontare le cose che scrive. L’incontro con Gaspare Nasuto, burattinaio internazionale, gli ha fatto sapere della bellezza delle piazze quando nel mezzo viene montato un teatrino e oggi, spesso, lo si incontra per strada tra i bambini ridenti.

All’alba del 2007 ha scritto – Quando la palla usciva fuori –  suo primo libro; nel 2015, in una notte insonne, ha terminato il romanzo – Sei l’odore del borotalco –  e nel mezzo di una colazione a base di Pavesini, due anni dopo, ha avuto l’intuito di scrivere – Racconti –  suo terzo libro. Oggi, scende presto al mattino col suo cane, per cercare di ritrovarsi: invano.

IL CONVEGNO TEATRO SPORT

SERGIO MARI

Sergio Mari è stato calciatore professionista dal 1979 al 1993. Tra gli allenatori che gli hanno insegnato a giocare a calcio e il modo di vivere ricorda Santin, il Viciani dal gioco corto, il professor Scoglio dalla zona sporca e Liguori il pragmatico. Negli anni successivi ha voluto invece conoscere maestri come Mimmo Paladino e Jannis Kounellis, leggendone le gesta artistiche e vendendone le opere nella galleria MB47, dalle iniziali dei suoi due figli. Negli ultimi anni, invece, si è imbattuto in Joseph Ragno dell’Actor’s Studio e in Gary Brackett del Living Theatre, entrambi di New York; oltre che in Emma Dante, Renato Carpentieri e Nayra Gonzales. Tutti maestri internazionali che sono riusciti ad insegnargli a come salire su un palco per raccontare le cose che scrive. L’incontro con Gaspare Nasuto, burattinaio internazionale, gli ha fatto sapere della bellezza delle piazze quando nel mezzo viene montato un teatrino e oggi, spesso, lo si incontra per strada tra i bambini ridenti.

All’alba del 2007 ha scritto – Quando la palla usciva fuori – suo primo libro; nel 2015, in una notte insonne, ha terminato il romanzo – Sei l’odore del borotalco –  e nel mezzo di una colazione a base di Pavesini, due anni dopo, ha avuto l’intuito di scrivere – Racconti –  suo terzo libro. Oggi, scende presto al mattino col suo cane, per cercare di ritrovarsi: invano.

Giuseppe Manfridi

Giuseppe Manfridi, romano, è drammaturgo, romanziere e sceneggiatore.

Da oltre vent’anni il suo teatro è costantemente rappresentato in Italia e all’estero.

Fra le sue commedie di maggior successo: ‘Giacomo, il prepotente’, ‘Ti amo, Maria’, ‘Elettra’, ‘La cena’, ‘La partitella’, ‘Teppisti!’, “L. Cenci” e “Marlene”.

Numerosi i testi di Manfridi che sono andati in scena in Francia, a New York, in Finlandia, in Grecia, in Canada e in Sudamerica.

‘La partitella’, ‘Giacomo, il prepotente’ e ‘L’osso d’oca’ sono state trasmesse da RAI DUE nella serie Palcoscenico. ‘L’orecchio’ da RAI SAT.

Tra le sue sceneggiature, ricordiamo ‘Ultrà’, film che, con la regia di Ricky Tognazzi, ha vinto l’Orso d’argento al Festival di Berlino nel 1991. Nel 2006 l’editore Gremese ha mandato alle stampe il romanzo ‘Cronache dal paesaggio’, debutto di Manfridi nella narrativa, e più di recente, ‘La cuspide di ghiaccio’, Entrambi i romanzi sono entrati nella selezione finale del Premio Strega.

Sempre attento al mondo dello sport ha pubblicato anche “Tra i legni – I voli taciturni di Dino Zoff” (TEA, 201) che presenterà al Festival.

Elena Marinelli

Elena Marinelli è nata in Molise vicino a un passaggio a livello. Vive a Milano, scrive di libri per ilLibraio.it e di sport per l’Ultimo Uomo e racconta il calcio femminile insieme a Giorgia Bernardini su Goleadora, il podcast di Zarina. È autrice di Steffi Graf (66thand2nd) e Il terzo incomodo (Baldini + Castoldi).

Mario Mirasola

Mario Mirasola, autore programmi, conduttore e regista radiotelevisivo inquadrato al primo livello aziendale, si occupa dal 1996 di programmi teatrali e prosa, dopo aver frequentato una scuola biennale di teatro (Istituto d’arte drammatica di Trieste). Si occupa di sceneggiati radiofonici e radiodrammi in genere, avendo prodotto oltre cento puntate per conto della sede rai per il Friuli Venezia Giulia, produzioni trasmesse anche da altre reti radiofoniche della rai. Per il versante televisivo ha collaborato dal 2000 al 2011 con la testata giornalista Raisport occupandosi di regie di calcio, pallamano, biliardo e ippica. Inoltre ha prodotto, sempre per la sede Rai per il FVG, diverse produzioni musicali e teatrali di commedie e spettacoli di intrattenimento. Ha insegnato “teorie e tecniche del linguaggio radiofonico” all’Università degli studi di Trieste,presso la facoltà di lettere e filosofia (2003-2009). Ha collaborato con il ministero della P.I. dal 2008 al 2012 partecipando con animazioni e letture drammaturgiche all’interno di seminari a Torino, Castel Gandolfo (Roma), Ischia, Abano terme e Ancona con il coinvolgimento di dirigenti scolastici, insegnanti e studenti. Ha partecipato come animatore ed esperto in radiodrammi al campus di Tribl nel 2011 e nel 2013.

Come riconoscimento delle attività svolte nei vari settori e, nello specifico, per la drammatizzazione del lavoro radiofonico, ha ricevuto il premio Eurocommunication 2010, a Bologna, nell’ottobre del 2010, rilasciato dall’associazione italiana della comunicazione pubblica ed istituzionale. Dal 2016 è insegnante di dizione presso il CUT – Trieste.

RIPESCATI DALLA PIENA – SPORT POETRY SLAM

l Poetry Slam sono una specie di sport teatrale, una competizione poetica in cui alcuni performer si affrontano in una sfida a più manches, presentando al pubblico loro poesie originali.

Le regole del poetry slam sono poche, lineari, concise:

  1. La giuria è categoricamente popolare, composta da 5 giurati scelti tra il pubblico.
  2. Le poesie recitate devono essere autografe, scritte dal partecipante di proprio pugno.
  3. Non sono ammessi supporti materiali come basi musicali, vestiti di scena, oggetti o altro.
  4. La performance non può durare più di 3 minuti, con una tolleranza di massimo 10 secondi.
  5. La libertà di espressione in un poetry slam è potenzialmente infinita, totale.

Per le due serate del Festival una manche sarà dedicata al tema sport.

I Ripescati dalla Piena

I Ripescati dalla Piena sono un collettivo di artisti formatosi a Firenze nel 2021 dallʼiniziativa di Gabriele Bonafoni, Max Di Mario e Marco DellʼOmo, dopo l’esperienza dallʼestate 2020 con la rassegna di poesia performativa, improvvisazione e spoken word “Poesiaininterrotta” alla Limonaia di Villa Strozzi per l’Estate Fiorentina.

Dal giorno della fondazione a oggi il collettivo ha cercato di creare una rete di collaborazioni con locali e associazioni culturali sul territorio toscano per promuovere i poetry slam, la poesia performativa e il teatro in modo innovativo e coinvolgente.

Nel 2022 hanno iniziato a girare per l’Italia con i loro spettacoli.

Al Festival si uniranno a loro Luca Bernardini, Daniele “Gnigne” Vaienti e Antigone.

MI ABBATTO E SONO FELICE

di e con Daniele Ronco

Regia di Marco Cavicchioli

 Fare sport in maniera equilibrata porta benessere, produzione di energia positiva per il corpo, mantenimento in forma dello stesso. Elemento importante in un’era come questa in cui la felicità dell’uomo occidentale pare essere direttamente proporzionale solo a quanto produce e a quanto consuma. E a impatto quasi O sul pianeta visto che l’energia utilizzata proviene direttamente dallo sforzo effettuato dal nostro corpo.

“Mi abbatto e sono felice” è un monologo autoironico, dissacrante, che per le luci di scena utilizza l’energia ottenuta grazie allo sforzo fisico prodotto dall’attore Daniele Ronco che pedala su di una bicicletta.

E che rifacendosi ai principi etici della Decrescita Felice, accompagna il pubblico in un viaggio che fa la spola fra un passato intriso di freschezza e genuinità e un presente frenetico e stanco di correre solo per produrre.

DANIELE RONCO

Dopo essersi diplomato nel 2011 presso la Scuola di Teatro di Bologna “Alessandra Galante Garrone” lavora in teatro con diversi registi, tra i quali: Renata Palminiello, Vittorio Franceschi, Riccardo Bellandi, Marco Lorenzi, Daniele Salvo, Emiliano Bronzino, Gabriele Tesauri, Giordano Amato, Carlo Roncaglia,. Con il suo lavoro ottiene diversi premi e riconoscimenti: Cassino Off 2016, Maldipalco 2014 e 2015, Le strade degli altri 2017, Voce della società giovanile 2017 e miglior spettacolo green&smart nazionale 2018.

Per il cinema e la tv lavora con diversi registi, tra i quali: Paolo Severini, Marco Bellocchio, Yuri Storasi, Luca Ribuoli, Takashi Minamoto, Riccardo Donna, Alice Filippi.

Nel 2020 è autore e interprete dello spettacolo “Il grande giorno” che debutta alla 42*edizione del Festival Asti Teatro.

Nel 2021 è autore e interprete, insieme a Ugo Dighero, dello spettacolo “Un pianeta ci vuole”.

Mulino ad Arte

Un teatro che pensa, progetta e produce green

Il percorso all’interno della sostenibilità è iniziato nel 2015 con la creazione dello spettacolo “Mi abbatto e sono felice”, un monologo ad impatto zero alimentato dall’attore in scena che in sella ad una vecchia Bianchi produce l’energia necessaria ad auto-illuminarsi.

Nel 2017 ha fatto seguito “Chaos – Humanoid B12”, spettacolo che suona come un monito per l’umanità, immersa in un mondo in cui la storia si ripete ciclicamente mettendo a repentaglio la sopravvivenza della specie.

Successivamente è stato ideato il progetto innovativo “Teatro a pedali”, un format esperienziale che permette di alimentare un evento live grazie alla pedalata del pubblico.

Il 2020 è stato l’anno del debutto di “Il grande giorno”. In scena, una reclusione forzata accompagnata dalla domanda: che cosa accadrebbe se improvvisamente fossimo costretti a rallentare?

Nel corso dello stesso anno è stato presentato anche un primo studio di “Un pianeta ci vuole”, che affronta i temi cardine per un futuro sostenibile: alimentazione, trasporto e sovraffollamento.

I Memorial Ferruccio Valcareggi

Dal 13 al 14 maggio 2022 nell’ambito del  Trieste Teatro Sport Festival si svolgerà a Trieste il 1° Memorial Ferruccio Valcareggi riservato a ragazze e ragazzi di 12 anni.

Il torneo, organizzato dalla A.S. San Luigi, prevede la partecipazione – oltre che dell’organizzatore – dell’Udinese Calcio, della squadra di Koper (Capodistria-SLO) e del San Giovanni Trieste.

La connotazione culturale della struttura che ospita il Mittelcult ci ha indotto a onorare un grande e storico ct della nazionale, triestino di nascita, che portò la nazionale alla vittoria in Messico dopo l’indimenticabile semifinale con la Germania. Nonostante il suo indubbio valore tecnico e sportivo, a Valcareggi non era ancora stato intitolato alcun torneo. Da qui l’idea del progetto.

Le squadre saranno composte da 16 giocatori e due portieri per squadra e si spera di poter avere al troneo anche una rappresentanza nazionale per contribuire così a rilanciare le nuove leve del calcio italiano nel nome di un glorioso tecnico degli Azzurri.

RdB 100

SYLVIA PAGNI

Nata a Pescara il 16 maggio 1967. Direttore Artistico, compositrice musicale, responsabile sezione musica di SLM SRL.

Pianista (classica-jazz-pop), Fisarmonicista, Cantante, Direttore d’orchestra e arrangiatrice diplomata con il massimo dei voti sotto la guida del padre Giuseppe Pagni, Martha Argerich, Arnaldo Garziosi, Antonio Piovano, Filomena Tornese, presso il Santa Cecilia in Roma, continuando corsi di perfezionamento come pianista classica con Martha Argerich e, per direzione d’orchestra e composizione, con Arnaldo Garziosi.

Vince la borsa di studio come pianista classica presso il teatro di Milano “ALLA SCALA” accompagnando nomi come Pavarotti- Domingo-Carreras sotto la guida del Maestro Riccardo Muti.

Oltre alla musica classica ama profondamente il mondo jazz decidendo, sotto la “buona parola del padre”, di partire per Miami dove studia e pratica il “vero jazz” nei suoi arrangiamenti per piccole e grandi big band.

Con la sua Fisarmonica è stata protagonista al grande avvenimento “memorial per Gorni Kramer”, alla rassegna Internazionale Jazz, per volontà delle due figlie del Maestro dove è stata definita “la Kramer in gonnella”.

Ha avuto l’onore di effettuare il Calco della sua mano destra come migliore fisarmonicista jazz internazionale, presso il museo internazionale di Recoaro terme, vicino al notissimo Gorni Kramer e Wolmer Beltrami.

Formò un “quartetto jazz” affiancando nomi di assoluto rilievo come Wolmer Beltrami, Frank Marocco, Art Van Damme, Path Matthin, Tullio De Piscopo, Frank Marocc, Richard Galliano etc…. toccando alcuni dei più importanti teatri italiani ed esteri. Con il tempo, questa formazione è diventata una Big Band di 28 elementi orchestrali, dove è proprio la stessa Sylvia Pagni a dirigere l’orchestra e creare gli arrangiamenti per ogni singolo elemento.

Sponsorizza nei 5 continenti un marchio di Fisarmonica di Castelfidardo, noto a livello mondiale “Excelsior”.

Entra a far parte della grande orchestra Rai come primo strumento, per il programma “Scommettiamo che.” regia Michele Guardi e condotta da Valeria Mazza e Fabrizio Frizzi.

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