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Tuesday December 12th 2017

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Quello che non ho

“Neri Marcorè è il grande protagonista di “Quello che non ho” in scena al Politeama Rossetti il 21 e 22 marzo: una serata di teatro-canzone che riflette sulla contemporaneità attraverso l’opera di Pasolini e De Andrè. Lo spettacolo è un appuntamento della stagione altripercorsi del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia”.

foto fornita dal Teatro Stabile del FVG

«Entrambi hanno una grande capacità di guardare la realtà da una prospettiva diversa» ha spiegato Neri Marcoré a proposito di Fabrizio De André e Pier Paolo Pasolini, che nel suo ultimo spettacolo “Quello che non ho” diretto da Giorgio Gallione, fa “camminare assieme”. «Sono provocatori e anticonformisti» continua. «Quando Pasolini diceva che bisogna abolire la televisione o eliminare la scuola dell’obbligo ovviamente era sua intenzione provocare, bisognava scalfire in qualche modo la cultura generalizzata. Aveva, come De André, una visione diversa delle cose. Tant’è che sono stati tutti e due dei personaggi scomodi, fastidiosi per la società. Il guaio è che la società di oggi non è molto diversa da quella di allora».

“Quello che non ho” sarà in scena alla Sala Assicurazioni Generali del Politeama Rossetti il 21 e 22 marzo alle 20.30. per il cartellone altripercorsi.

Nello spettacolo, l’opera di Fabrizio De André e Pier Paolo Pasolinia diviene la chiave per interrogarsi sulla nostra epoca, secondo la forma del “teatro-canzone” ormai perfetta per le corde artistiche di Marcoré, che ne è l’eccellente protagonista.
L’ispirazione principale viene proprio dalle canzoni di De Andrè – in particolare quelle del concept album “Le nuvole” – e dalle visioni lucide e sarcastiche di Pier Paolo Pasolini contenute nel poema filmico “La rabbia”, in cui l’intellettuale sfodera tutta la sua forza profetica per scuotere e raccontare una “nuova orrenda preistoria” che sta minando politicamente ed eticamente la società contemporanea. Solo che la società contemporanea a Pasolini, riecheggia molto, troppo addirittura, il tempo che stiamo vivendo.

Così non è difficile per i drammaturghi di “Quello che non ho” – lo stesso Giorgio Gallione con la collaborazione di Giulio Costa – trovare storie del presente che parlino di sfruttamento dell’uomo, di violazione dell’ambiente, di illegalità, di esclusione, di guerra.

Una collana di parabole del presente, restituite da Neri Marcoré con un ghigno grottesco che colpisce nel profondo. E inizia così – con lui alla guida – questo viaggio in “direzione ostinata e contraria” punteggiato di musica e di riflessioni, e scandito da visioni talvolta ironiche, spesso lancinanti: come quella del “Sesto continente”, un’isola di rifiuti di plastica ormai più grande dell’Italia che galleggia nell’Oceano con conseguenze irrimediabili per la salute dell’ambiente; oppure quella delle guerre civili scatenate in nome del coltan, un minerale divenuto indispensabile perché è parte fondamentale dei nostri telefonini…

Il clima si alleggerisce spesso, e così si scherza su Clarabella o sulla decrescita felice con la proposta della pizza margherita da un euro (…nel senso che sarà grande come un euro!), fino a completare un mosaico che parla di noi, di un’umanità che da secoli mostra di saper produrre devastanti miserie, ma anche opere meravigliose: il miracolo dei colori di Monet, della musica di Mozart, del genio di Leonardo, anche delle provocazioni di Pasolini, delle canzoni di De André. Perché bisogna guardare alla capacità di creare bellezza e a quella di “svegliarci” dal torpore, con lo strumento della provocazione e magari con qualche pugno allo stomaco, per mantenere la rotta – come fa questo spettacolo – “fra ansia del presente e speranza del futuro”.

“Quello che non ho” si avvale delle canzoni di Fabrizio De Andrè, della drammaturgia e regia di Giorgio Gallione. Ne è protagonista Neri Marcorè, affiancato sul palcoscenico da Giua, Pietro Guarracino e Vieri Sturlini (voci e chitarre).

Gli arrangiamenti musicali sono di Paolo Silvestri, ha collaborato alla drammaturgia Giulio Costa, le scene e i costumi sono di Guido Fiorato e le luci di Aldo Mantovani.
Firma la produzione il Teatro dell’Archivolto.

Lo spettacolo va in scena alla Sala Assicurazioni Generali del Politeama Rossetti martedì 21 e mercoledì 22 marzo alle ore 20.30 per il cartellone altripercorsi.

Per abbonamenti “con le stelle” e per i posti ancora disponibili ci si può rivolgere presso tutti i punti vendita dello Stabile regionale, i consueti circuiti o accedere attraverso il sito www.ilrossetti.it alla vendita on line. Ulteriori informazioni al tel 040-3593511.

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