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Wednesday May 22nd 2019

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Regalo di Natale 🗓 🗺

Proprio il giorno che si omaggia la Giornata internazionale della donna a ricordo sia delle conquiste sociali, economiche e politiche, sia delle discriminazioni e le violenze di cui le donne sono state e sono ancora oggetto in quasi tutte le parti del mondo va in scena per la stagione della Contrada, al Teatro Bobbio di Trieste, l’adattamento teatrale del film del 1986 di Pupi Avati Regalo di Natale in cui Marcello Cotugno dirige Gigio Alberti, Filippo Dini, Giovanni Esposito, Valerio Santoro e Gennaro Di Biase.

Grande prova di recitazione da parte dei cinque interpreti protagonisti, per un testo che mette in scena il massimo della pochezza di genere maschile: dipendenza dal gioco, nulla considerazione nel genere femminile trattato solo come oggetto o fornitore di denaro, mancanza di rispetto nei confronti dell’amicizia e frode e ancora, ambientandolo ai giorni nostri, mancanza totale di rispetto in chi pubblicizza gli spettacoli lottando e mantenendo viva l’affluenza a teatro parlandone sui blog spesso in maniera totalmente gratuita a fronte di un’esclusivo amore pluridecennale per quest’arte che simboleggia la libertà e, nonostante tutto questo, proprio grazie alla simpatia e alla capacità attoriale, riesce a mantenere viva l’attenzione per le oltre due ore di spettacolo in una scena minimale ma di grande ricercatezza.

Laura Poretti Rizman

Regalo di Natale, foto fornita da La Contrada

Quattro amici di vecchia data, Lele, Ugo, Stefano e Franco, si ritrovano la notte di Natale per giocare una partita di poker. Con loro vi è anche il misterioso avvocato Sant’Elia, un ricco industriale contattato da Ugo per partecipare alla partita. Franco è proprietario di un importante cinema di Milano ed è il più ricco dei quattro, l’unico ad avere le risorse economiche per poter battere l’avvocato, il quale è noto nel giro per le sue ingenti perdite. Tra Franco e Ugo, però, i rapporti sono tesi; la loro amicizia, infatti, è compromessa da anni, al punto tale che Franco, indispettito dalla presenza dell’ormai ex amico, quasi decide di tornarsene a casa. La sola prospettiva di vincere la somma necessaria alla ristrutturazione del cinema lo fa rimanere. La partita si rivela ben presto tutt’altro che amichevole: sul piatto, oltre a un bel po’ di soldi, c’è il bilancio della vita di ognuno, i fallimenti, le sconfitte, i tradimenti, le menzogne, gli inganni. È uno tra i più bei film di Avati, lucido, amaro, avvincente. «Originariamente ambientato negli anni ’80 – spiega il regista – il testo è stato trasposto nel 2008, anno in cui la crisi economica globale si è abbattuta sull’Europa segnando profondamente la società italiana. In risposta a recessione e precariato, il gioco d’azzardo vive una stagione di fulminante ascesa, e – dalle slot che affollano i bar e al boom del poker texano – si moltiplicano i luoghi e le modalità in cui viene praticato. In scena i cinque attori, di grande livello, si calano in una partita che probabilmente lascerà i loro personaggi tutti sconfitti, a dimostrazione di come alcuni valori fondamentali delle relazioni umane – amicizia, lealtà e consapevolezza di sé – stiano dolorosamente tramontando dal nostro orizzonte. D’altro canto, già Aristotele, tra i primi filosofi a riconoscere il valore dell’amicizia- “l’amicizia è una virtù indispensabile all’uomo: nessuno sceglierebbe di vivere senza amici” – metteva in guardia gli uomini nello scegliere bene i propri amici, poiché interessi materiali possono facilmente prendere il sopravvento sul sentimento. Con la sua stringente contemporaneità e la sua universalità fuori dal tempo, la parabola di Regalo di Natale è allora il trionfo del singolo sul collettivo, è la metafora del successo di uno conquistato a spese di tutti, è il simbolo di una teatralità doppia e meschina, è un’amara una riflessione su come stiamo diventando. O su come forse siamo già diventati. Se il poker è lo specchio della vita, il teatro è il luogo dove attori e spettatori si possono rispecchiare gli uni negli altri. E due specchi messi uno di fronte all’altro generano immagini. Infinite». Lo spettacolo dura 2 ore e si avvisano gli spettatori che il parcheggio presso Coop Alleanza 3.0 in Via della Tesa non è più disponibile.

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Arte e spettacolo
Teatro Orazio Bobbio, 12/A, Via del Ghirlandaio, Barriera Vecchia-San Giacomo, Trieste, UTI Giuliana, Friuli Venezia Giulia, 34138, Italia Mappa

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