Rumori fuori scena 🗓 🗺

“Rumori fuori scena” di Michael Frayn, è andata in scena al Politeama Rossetti dal 20 al 24 novembre nella regia di Valerio Binasco che ne è anche interprete assieme agli affiatati attori della Compagnia dello Stabile di Torino.

L’esilarante commedia, ospite del cartellone Prosa del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, dal debutto a Londra nel 1982 è costantemente portata in scena in tutto il mondo.

Tre sono i cambi di scena in un assurdo mondo teatrale che ricalca esagerando, le situazioni difficili della vita, creando comicità e divertendo il pubblico che si immedesima ma si eleva allo stesso tempo, compatendo la stupidità comportamentale dei protagonisti.

Gli attori si esprimo al meglio in tutta la loro capacità professionale che mette in scena il loro migliore lato comico. Allo stesso tempo, la regia scelta da Valerio Binasco, permette di vivere la stessa scena sotto tre punti di vista completamente diversi che offrono una visione completa di una situazione che fa certamente ridere, ma anche permette al pubblico di soffermarsi a considerare le diverse sfaccettature della vita.

All’ingresso della sala il tempo di durata dello spettacolo spaventa non poco con le sue tre ore, ma in molti si stupiscono nel ritrovarsi ad applaudire alla fine, data la bellezza che regala uno spettacolo di risate.

Ricevere leggerezza in un tempo di difficoltà e di disagio, anche solleticando opinione politiche diverse, ti porta a sorridere con tenerezza allo scambio proficuo tra un piatto di purea di banane con uno alici…ops, sardine.

Laura Poretti Rizman

 

Rumori fuori scena, foto fornita da Teatro Stabile del FVG

Primo atto: una sgangherata compagnia d’attori è alle prese con la prova generale di un nuovo lavoro teatrale, un’esilarante pochade. Gli spettatori, per una volta, dalla platea vengono messi a parte di un momento che di solito resta segreto, e sorridere delle tensioni, dei vuoti di memoria e delle esilaranti improvvisazioni degli interpreti durante le prove.

Secondo atto: lo spettacolo è in scena e il pubblico è invitato a sbirciare il “dietro le quinte” di una replica. La scenografia – firmata da Margherita Palli – si “rovescia” e il backstage svela tutto ciò che – dalla platea – non si potrebbe mai immaginare: tic, isterie, rivalità fra gli attori, ripicche, errori che rischiano continuamente di compromettere la riuscita dello spettacolo.

Terzo atto: la prospettiva è nuovamente quella “regolare”, il pubblico è in platea e vede lo spettacolo… durante la tournée. È una replica ormai stanca, con la pièce resa quasi irriconoscibile dalle nevrosi e dai comportamenti sconsiderati dei membri del cast. A partire dal regista, rigoroso ed esigente, ma troppo incline ad amoreggiare con le giovani attrici, per arrivare all’attricetta bella ma sciocca, all’interprete impegnato – anche troppo – ad analizzare ogni gesto e ogni sillaba della propria parte, all’attore frustrato e incline all’alcol… Si salverà il lavoro o si è destinati al naufragio?

Tre cambi di prospettiva e tre visioni diverse, ma sempre molto esilaranti, sul mondo del teatro e sui suoi protagonisti – che altro non sono che un “campione” di umanità in cui ritrovarsi con leggerezza – fanno di “Rumori fuori scena” un testo davvero speciale, che intreccia il metateatro ad una scrittura comica perfetta, capace di non perdere nessuna sfumatura, gioco di equivoci, occasione di divertimento, battuta…

L’autore, Michael Frayn, è uno dei più interessanti e versatili scrittori inglesi contemporanei: giornalista e opinionista per “The Observer”, è anche autore di una decina di romanzi, traduttore molto apprezzato di Cechov, e se non bastasse, ha firmato opere filosofiche e molto teatro, passando – in quest’ambito – da perfette macchine comiche (come “Rumori fuori scena”) a testi di tutt’altro tenore (basti pensare alle dissertazioni profonde di “Copenhagen”) e mantenendo costanti un’ammirevole capacità di scrittura e una notevolissima raffinatezza stilistica.

“Rumori fuori scena” ha debuttato a Londra nel 1982 ed è stato subito un trionfo: il testo, amato dagli attori per le mille possibilità che l’autore offre al loro talento e dal pubblico che ne esce esilarato, è diventato un cult internazionale. Dieci anni dopo ne è stata tratta una bella edizione cinematografica diretta da Peter Bogdanovich e interpretata tra gli altri da Michael Caine e Christopher Reeve.

Ora sul palcoscenico del Rossetti lo spettacolo arriva in una ricca edizione firmata da Valerio Binasco. Fin dalla recente prima nazionale, la stampa ha registrato il divertimento del pubblico e gli applausi a scena aperta per la piéce: un’accoglienza che non stupisce, se si pensa alla qualità dell’affiatata compagnia dello Stabile di Torino e alla perizia di un regista (qui anche interprete, proprio nel ruolo del regista) che ha una lunga e felice frequentazione con i meccanismi della commedia e con grandi autori come Goldoni, Shakespeare, Molière.

Direttore artistico del Teatro Stabile di Torino, Valerio Binasco ha spesso orientato le sue scelte registiche verso il teatro contemporaneo, con lavori da Pinter, Fosse, Paravidino, McPherson, che si sono alternati ai grandi classici, come il “Don Giovanni” di Molière, programmato nella stagione 2017/2018 con grande successo di critica e pubblico. Ha vinto cinque premi Ubu, tra cui quello del 1998 per la sua interpretazione del personaggio di Amleto diretto da Carlo Cecchi e quello del 2004 per il ruolo di Polinice nell’“Edipo a Colono” diretto da Mario Martone, e due Premi dell’Associazione Nazionale dei Critici di Teatro. La giuria del Premio “Le Maschere del Teatro Italiano 2018” gli ha conferito il premio per la migliore regia per lo spettacolo “La Cucina” di Arnold Wesker. Nella sua carriera è stato diretto dai più importanti registi italiani (Martone, Comencini, Giordana, Ozpetek), nel 2016 Binasco è stato nominato per il David di Donatello come miglior attore non protagonista per il film “Alaska” di Claudio Cupellini.

Una interessante prolusione allo spettacolo sarà tenuta dal direttore della British School del Friuli Venezia Giulia, Peter Brown, domani – martedì 19 novembre – alle ore 17.30 al Café Rossetti. Come sempre, l’ingresso è libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.

A Trieste lo spettacolo replica alle ore 20.30 fino al 23 novembre e domenica 24 novembre alle ore 16. Per biglietti e prenotazioni e per acquistare nuovi abbonamenti si suggerisce di rivolgersi alla Biglietteria del Politeama Rossetti agli altri consueti punti vendita, o via internet sul sito www.ilrossetti.it. Informazioni anche al numero del Teatro 040.3593511.

RUMORI FUORI SCENA di Michael Frayn
traduzione Filippo Ottoni regia Valerio Binasco

con (in ordine alfabetico):
Francesca Agostini, Valerio Binasco, Fabrizio Contri, Andrea Di Casa, Giordana Faggiano, Elena Gigliotti, Milvia Marigliano, Nicola Pannelli, Ivan Zerbinati
scene Margherita Palli
costumi Sandra Cardini
luci Pasquale Mari
produzione Teatro Stabile Torino – Teatro Nazionale
con il sostegno di Fondazione CRT

DISTRUBUZIONE

Milvia Marigliano – Dotty Otley/Sig.ra Clackett
Andrea Di Casa – Garry Lejeune/Roger Tramplemain Francesca Agostini – Brooke Ashton/Vicki
Nicola Pannelli – Frederick Fellowes/Philip Brent/Uno sceicco Elena Gigliotti – Belinda Blair/Flavia Brent
Fabrizio Contri – Selsdon Mowbray/Uno scassinatore
Valerio Binasco – Lloyd Dallas, regista
Ivan Zerbinati – Tim Allgood, direttore di scena
Giordana Faggiano – Poppy Norton Taylor, assistente

LA TOURNÉE

20 26 5 – 10 12 18

– 24 novembre 2019 – Politeama Rossetti, Trieste novembre – 1 dicembre 2019 – Teatro Della Corte, Genova 8 dicembre 2019 – Teatro Comunale, Bolzano
dicembre 2019 – Teatro Sanzio, Urbino
– 15 dicembre 2019 – Teatro Delle Muse, Ancona
– 22 dicembre 2019 – Teatro Toniolo, Mestre

from to
Arte e spettacolo
Politeama Rossetti, 1, Largo Giorgio Gaber, Città Nuova-Barriera Nuova-San Vito-Città Vecchia, Trieste, UTI Giuliana, Friuli Venezia Giulia, 34126, Italia Mappa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.