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Friday December 14th 2018

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Science&theCity 2018 🗓 🗺

Ritorna a Trieste il ciclo di incontri di divulgazione scientifica Science&theCity, ideato da ICGEB, Centro Internazionale di Ingegneria Genetica e Biotecnologie, che opera dal 1987 a Trieste, oltre che a New Delhi e Cape Town, sotto la direzione generale di Mauro Giacca, Professore ordinario di Biologia Molecolare all’Università di Trieste e esperto a livello internazionale nel campo della ricerca sulle malattie cardiovascolari.

La quarta edizione della manifestazione Science&theCity – realizzata con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia, il contributo del Comune di Trieste, le media-partnership di RAI Cultura, RAI FVG e del quotidiano Il Piccolo – porterà ancora una volta la scienza in centro città a Trieste, con una formula di quattro incontri organizzati quest’anno al Teatro Miela (mercoledì 3, mercoledì 10, mercoledì 17 e mercoledì 24 ottobre), sempre alle ore 18.00. Un quinto incontro avrà luogo a Udine martedì 23 ottobre, alle ore 18.00, nella Sala Ajace del Palazzo d’Aronco.

Sul fatto che stiamo vivendo una vera e propria rivoluzione genetica rimangono pochi dubbi. Sequenze genetiche personalizzate, tecniche per correggere i difetti ereditari, embrioni costruibili su misura, frammenti di DNA come veri e propri farmaci per curare le malattie del cuore. Cos’altro ci riservano queste tecnologie per il nostro benessere e quello dei nostri figli? Ma anche: fino a che punto è etico ingegnerizzare la natura?

La risposta a queste e a molte altre domande arriverà da alcuni tra i massimi esperti italiani e internazionali della ricerca bio-medica che a Science & the City si confronteranno su tematiche di grande attualità, tra cui l’impatto delle nuove scoperte della genetica, la terapia genica per le malattie ereditarie e i tumori, la possibilità di costruire un cuore artificiale in laboratorio e le ultime scoperte sull’evoluzione della specie umana nel suo cammino fuori dall’Africa.

Obiettivo della manifestazione si conferma quello di raccontare la scienza al pubblico dei non addetti ai lavori. Ad ogni appuntamento, come in un talk show televisivo, un parterre di esperti si confronterà su un tema di attualità scientifica per 60 minuti. Tutti gli appuntamenti di Science & the City_4 saranno moderati dal Direttore Generale di ICGEB Mauro Giacca. Alla fine di ogni incontro, il pubblico in sala avrà la possibilità di rivolgere domande ai relatori.

Come nella scorsa edizione, contribuirà all’iniziativa Rai Cultura con il programma scientifico Memex, offrendo suggestioni e spunti di ispirazione ai diversi temi trattati attraverso filmati dedicati e letture in sala dell’attrice Chiara Buratti. Dagli eventi saranno realizzate otto puntate da trenta minuti ciascuna, con messa in onda sul canale tematico nazionale Rai Scuola (CH 146) da martedì 30 ottobre per otto martedì fino al 18 dicembre alle 21.30. Successivamente gli incontri saranno trasmessi su Rai3 a diffusione regionale. La regia delle riprese sarà a cura di Rai FVG, che successivamente produrrà una serie di trasmissioni radiofoniche sulla rete regionale che riprenderanno e espanderanno le tematiche trattate. Mediapartner dell’evento sarà anche il quotidiano Il Piccolo, che settimanalmente riprenderà le tematiche trattate con approfondimenti e interviste con i relatori.

Il primo appuntamento, in programma mercoledì 3 ottobre (ore 18.00 Teatro Miela), intitolato “Genetica di Frontiera” sarà incentrato sull’impatto delle nuove scoperte della genetica e della ricerca sulle cellule staminali sulla medicina. Dal completamento del Progetto Genoma Umano nel 2001, c’è stata una straordinaria accelerazione nel ritmo delle scoperte genetiche, accompagnato anche dalla constatazione che ciascun individuo è diverso l’uno dall’altro e che questa diversità ne condiziona le malattie ma anche i tratti somatici e il comportamento. Ne parlerà Francesco Cucca, direttore dell’Istituto IRGB del CNR di Sassari e Professore di Genetica Medica all’Università di Sassari. Cucca è uno dei genetisti più noti in Italia, in particolare per avere coordinato una vasta ricerca di sequenziamento del DNA della popolazione della Sardegna. Vista la relativa omogeneità genetica dei sardi, per motivi segregazione geografica, la ricerca ha consentito di scoprire dei nuovi geni le cui variazioni sono responsabili di alcune malattie autoimmunitarie e del diabete. Il secondo ospite sarà Michele De Luca, Professore ordinario di Biochimica, Università di Modena e Reggio Emilia, il principale esperto a livello internazionale di cellule staminali della pelle e della cornea dell’occhio. Sono sue le scoperte relative alla possibilità di ottenere lembi di pelle e cornee in laboratorio, per la cura, rispettivamente, delle grandi ustioni e della cecità dovuta a opacità della cornea. Recentemente ha avuto molta notorietà per la terapia genica del cosiddetto “bambino farfalla”, un bambino con un difetto ereditario che causa la desquamazione della pelle, curato con il trasferimento del gene corretto nelle cellule staminali della pelle. E’ stato in prima linea nella battaglia contro il metodo Stamina.

Mercoledì 10 ottobre, sempre alle 18.00 al Teatro Miela, si parlerà invece di cuore in un incontro dal titolo evocativo, “Cuori in Provetta”. Muore oggi un terzo dell’umanità a causa delle malattie cardiovascolari e c’è un disperato bisogno di sviluppare nuove modalità di trattamento per queste malattie e nuovi farmaci, in particolare con lo scopo di stimolare la riparazione del cuore quando questo ha subito un danno. Mark Mercola, professore all’Università di Stanford in California, è uno dei massimi esperti internazionali nel campo dello sviluppo del cuore a partire dalle cellule dell’embrione. Grazie a sofisticati robot ha condotto una serie di screening in cui ha saggiato centinaia di migliaia di composti chimici per cercare nuovi farmaci in grado di stimolare la rigenerazione cardiaca dopo l’infarto, uno dei traguardi più ambiziosi della ricerca moderna, vista l’incapacità del cuore di riparare i danni che subisce nella vita adulta. Aldo Ferrari, professore al prestigioso Politecnico di Zurigo (ETH) dirige uno dei laboratorio di punta a livello internazionale nel campo delle applicazioni della strumentazione fisica e della nanofabbricazione in ambito biologico. In particolare, è responsabile della parte legata alla formazione dei vasi sanguigni di un grande progetto a livello nazionale in Svizzera, finalizzato alla costruzione di un cuore completamente artificiale di nuova concezione, da utilizzare in alternativa al trapianto cardiaco.

Mercoledì 17 ottobre sarà invece la volta di uno dei temi più affascinanti della storia dell’uomo, quella delle sue origini, nell’incontro intitolato “Da dove veniamo”. Circa 200mila anni fa, in Africa, accadde qualcosa per cui nacque Homo sapiens; 70mila anni fa uscì dall’Africa per conquistare il pianeta, eliminando tutte le altre specie di ominidi allora presenti, a partire da Neanderthal. Dove sta la forza evolutiva di Homo sapiens? Quali i passaggi del suo travolgente successo sul pianeta? Ne parlerà Claudio Tuniz, fisico di formazione, già scienziato del Centro Internazionale di Fisica Teorica di Trieste (ICTP), uno dei massimi esperti nel campo delle applicazione delle metodiche della fisica alla paleoantropologia. Grande divulgatore scientifico nel campo dell’evoluzione umana, nel suo ultimo libro “La scimmia vestita. Dalle tribù dei primati all’intelligenza artificiale” con Patrizia Tiberi Vipraio affronta l’ultimo passaggio dell’evoluzione, quello che ci porta a integrarci anche con le macchine che abbiamo creato. Il secondo protagonista della puntata sarà David Caramelli, Direttore del Dipartimento di Biologia dell’Università di Firenze. Professore ordinario di Antropologia, è uno dei principali esperti di antropologia molecolare a livello internazionale. Recupera il DNA dai reperti fossili conservati nel tempo e, applicando le moderne tecniche della genetica molecolare, studia i passaggi dell’evoluzione umana. Le sue scoperte che l’uomo di Neanderthal aveva una carnagione chiara e i capelli rossi hanno fatto il giro del mondo. Caramelli collabora anche con il RIS dei Carabinieri di Roma da anni, per risalire alle identità di persone decedute in passato.

A concludere il ciclo triestino di questa quarta edizione di Science&The City, mercoledì 24 ottobre al Teatro Miela, un nuovo appuntamento sull’affascinante tema della terapia genica, intitolato “Geni come farmaci”. L’applicazione delle tecniche dell’ingegneria genetica all’uomo consentono oggi di affrontare e curare diverse malattie ereditarie e alcuni tumori, in un crescendo entusiasmante di progresso negli ultimi 30 anni. Fino giungere oggi alla possibilità di introdurre variazioni genetiche mirate, un vero e proprio editing genetico preciso che promette applicazioni sempre più sofisticate. Primo protagonista dell’incontro è Alberto Auricchio, dell’Istituto Telethon di Genetica e Medicina (TIGEM) di Napoli. Medico pediatra di formazione, Auricchio è uno dei massimi esperti mondiali nell’utilizzo dei virus modificati con l’ingegneria genetica per la terapia genica delle malattie ereditarie che causano cecità. Ha contribuito all’entusiasmante sviluppo della terapia genica per una forma di cecità congenita, l’amaurosi di Leber, culminata quest’anno nell’approvazione del primo prodotto commerciale di terapia genica per le malattie ereditarie della retina. Con lui sul palco ci sarà Anna Cereseto, un’altra esperta nel campo dei virus usati come vettori per la terapia genica. Dopo un periodo di oltre 10 anni in prestigiosi istituti di ricerca negli Stati Uniti, Cereseto è rientrata in Italia, prima all’ICGEB a Trieste e poi alla Scuola Normale Superiore a Pisa, per diventare infine Professore di Biologia Molecolare al Centro di Biologia Integrata (CIBIO) dell’Università di Trento. Quest’anno ha pubblicato su Nature Biotechnology la scoperta di evoCas9, la rivoluzionaria variante della proteina Cas9 che consente di modificare il DNA con una precisione assoluta. Questa proteina permette ora la correzione precisa dei difetti genetici nelle malattie ereditarie.

Per il suo quinto incontro, Science&The City4 si sposta quest’anno anche a Udine il giorno mercoledi 23 ottobre, presso la Sala Ajace del Palazzo d’Aronco.

Tema di questo incontro “Manipolare i geni” saranno le nuove tecnologie che oggi consentono di ottenere modificazioni genetiche in maniera relativamente semplice e precisa, con la promessa di applicazioni rivoluzionarie nel campo della medicina, dell’agricoltura e negli altri settori delle scienze della vita. Ma fino a che punto la natura può essere ingegnerizzata? Quali le implicazioni etiche, sociali, economiche dell’applicazione di queste tecnologie? Saranno tre gli esperti chiamati a discuterne. Michele Morgante, Professore Ordinario di Genetica all’Università di Udine e Direttore Scientifico dell’Istituto di Genomica Applicata di Udine, uno dei centri di sequenziamento più attivi in Italia, ha partecipato ai grandi progetti di sequenziamento del DNA della vite, del pesco e degli alberi da agrumi, parlerà delle applicazioni delle modificazione genetiche in ambito agricolo, discutendo delle rilevanze scientifiche, sociali e economiche che circondano la problematica dei nuovi OGM ottenuti con le tecniche di editing preciso. Serena Zacchigna, Professore di Biologia Molecolare, Università di Trieste e coordinatore delle attività sugli animali geneticamente modificati presso l’ICGEB, esperta a livello internazionale nella ricerca sulle malattie cardiovascolari, parlerà delle applicazioni mediche delle modificazioni genetiche, discutendone le problematiche tecniche ma anche gli aspetti etici. Infine, Anna Cereseto, dell’Università di Trento, riprenderà il tema dell’editing genetico preciso, ora sempre più realizzabile grazie alla variante della proteina Cas9 che il suo laboratorio ha sviluppato e che consente di modificare il DNA con precisione assoluta.

 

 

L’ingresso agli incontri è libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.

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Trieste
Teatro Miela, Corso Cavour, Città Nuova-Barriera Nuova-San Vito-Città Vecchia, Trieste, UTI Giuliana, Friuli Venezia Giulia, 34132, Italia Mappa

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