Sesta Edizione di Link 🗓 🗺

TRIESTE – Ancora una volta il Premio Luchetta racconta il mondo e le sue prime trincee: dai bambini soldato in Afghanistan ai siriani vittima di una guerra civile infinita, dai bimbi malnutriti in Congo ai piccoli massacrati nello Yemen. È l’infanzia a pagare un prezzo gravissimo e inaccettabile per le emergenze, i conflitti, i rivolgimenti epocali sul pianeta. Un allarme che il Premio giornalistico internazionale Marco Luchetta lancia dal 2004 per ricordare il lavoro in prima linea dei colleghi uccisi 25 anni fa mentre stavano lavorando per dar voce proprio ai bambini di Bosnia: la troupe RAI composta da Marco Luchetta, Alessandro “Sasha” Ota e Dario D’Angelo, uccisa da una granata a Mostar nel gennaio ’94. E pochi mesi dopo, a Mogadiscio, il telecineoperatore Miran Hrovatin veniva brutalmente ucciso insieme alla giornalista Ilaria Alpi. 

Ecco dunque i vincitori di questa 16^ edizione del Premio giornalistico internazionale Marco Luchetta, cinque giornalisti e cinque testate che compongono un puzzle straordinario del nostro tempo: li annuncia la Giuria della 16^ edizione, presieduta dal Direttore di Rainews24 Antonio Di Bella. Va innanzitutto a Diego Bianchi, più familiare al grande pubblico come ‘Zoro’, il Premio Luchetta 2019 nella categoria “reportage”, per l’emozionante diario di viaggio in Congo in onda su Propagandalive La7, nel quale ha testimoniato l’emergenza che colpisce in particolare i più indifesi: i bambini, allo stremo per la malnutrizione, le epidemie, gli scontri armati, i conflitti. Per sopravvivere possono ormai contare solo sull’aiuto di associazioni umanitarie. In Congo esistono circa 300 tribù, ciascuna ha la propria lingua e le proprie tradizioni ed ognuno possiede un’arma. Nella categoria Tv News il Premio Luchetta 2019 va ad Orla Guerin per la corrispondenza diffusa da BBC News sui 42 bimbi massacrati nell’agosto 2018 nello Yemen, vittime di un bombardamento aereo da parte delle forze di coalizione. Sono troppe le morti di civili in Yemen che non vengono annunciate e neppure ricordate. Questo servizio vuole ricordare i piccoli trucidati da un bombardamento aereo: le nazioni Unite lo hanno definito il più devastante attacco contro bambini da marzo 2015, quando il conflitto si è esacerbato. La coalizione ha inizialmente sostenuto la tesi secondo la quale l’autobus fosse un obiettivo militare legittimo, per poi scusarsi e riconoscere l’errore definendolo come un “danno collaterale”. Per la stampa italiana il Premio Luchetta 2019 va a Daniele Bellocchio che ha raccontato per L’Espresso l’odissea dei cittadini del Ciad in fuga da Boko Haram e la storia di Halima Adama, a 12 anni vittima di un matrimonio forzato e poi obbligata dal marito ad effettuare una missione suicida. La crisi umanitaria, insieme alla pressione terrorista di Boko Haram, ha trasformato il bacino del lago Ciad nell’ultima frontiera della jihad in Africa. Nella realtà drammatica dei campi profughi, Bellocchio ha trovato la giovane Halima Adama, rimasta priva di entrambe le gambe ed oggi tornata a vivere con la sua famiglia nel villaggio natale.

Per la stampa internazionale vince Margaux Benn, corrispondente del quotidiano francese Le Figaro dall’Afghanistan. Ha documentato le storie dei bimbi soldato dell’Isis nella provincia orientale di quel Paese: giovani dagli 11 ai 16 anni, reclutati e indottrinati e già a 5 anni costretti a partecipare alle esecuzioni. Margaux Benn è riuscita ad ottenere il permesso di accedere al carcere minorile di Jalalabad: il reclutamento dei bambini soldato, in particolare da parte degli IS-K, è una delle preoccupazioni maggiori delle Nazioni Unite e del governo locale ed è oggetto di un programma di “deradicalizzazione” in alcuni centri di detenzione giovanili.

Infine per la sezione fotografia dedicata a Miran Hrovatin il Premio Luchetta va ad Alessio Romenzi per lo scatto pubblicato da L’Espresso che ritraeun padre in arrivo al check point di Quayyara in Siria, insieme alle sue bambine, circondato dal fumo nero in cielo, pozzi di petrolio incendiati dai miliziani dell’Isis.

Ulteriore riconoscimento 2019, come già annunciato, è il Premio Speciale della Fondazione Luchetta che va a Riccardo Iacona, testimonial esemplare del giornalismo del nostro tempo, premiato per un approccio giornalistico in cui l’ascolto della voce dei cittadini si integra all’inchiesta e a una visione pragmatica di miglioramento. E per l’intuito e la lungimiranza che, 25 anni fa, lo hanno portato a guardare ai tragici fatti di Mostar come a una chance di solidarietà concreta per i bambini vittime della guerra

Le premiazioni dei vincitori sono in programma sabato 11 maggio a Link, il Festival del buon giornalismo in programma a Trieste, in Piazza Unità: un’agorà con i protagonisti dell’informazione del nostro tempo dedicata ai temi di attualita’. La consegna del Premio Speciale a Riccardo Iacona sarà invece l’evento inaugurale della prima giornata di Link 2019, giovedì 9 maggio alle 19.30. Il Premio Luchetta 2019 è promosso dalla Fondazione Luchetta Ota D’Angelo Hrovatin con la RAI ed è organizzato da Prandicom.  Info     www.premioluchetta.it     www.fondazioneluchetta.eu

TRIESTE – Anche quest’anno l’attualità va in scena a Trieste con la 6^ edizione di Link, il Festival del #buongiornalismo del Premio Luchetta: proprio nel cuore di Trieste, la centralissima piazza Unità d’Italia, Link Festival riparte da giovedì 9 a domenica 12 maggio, in una location di straordinaria suggestione. Uno spazio fortemente interattivo e innovativo, la Fincantieri Newsroom, progettato per dialoghi e videodirette con la notizia. Una vera officina del ‘buon giornalismo’ in cui si alterneranno interviste d’autore, presentazioni dedicate alle novità editoriali e talk con grandi protagonisti dell’informazione del nostro tempo.

Tanti i temi di indagine per Link Festival 2019, promosso dalla Fondazione Luchetta, organizzato da Prandicom con la partnership di Fincantieri e della Regione Friuli Venezia Giulia, realizzato a cura di Francesca Fresa per la direzione editoriale di Giovanni Marzini, con il patrocinio del Comune di Trieste che ha concesso la sua piazza più bella e scenografica. Link 2019 si conferma vivacissima agorà intorno ai fatti che viviamo, la 6^ edizione innanzitutto ospiterà i vincitori del Premio Luchetta 2019, e con loro un grande giornalista al quale va il Premio Speciale della Fondazione Luchetta: è Riccardo Iacona, testimonial esemplare del giornalismo del nostro tempo. Spiega la presidente della Fondazione, Daniela Luchetta che il Premio vuole riconoscere «un metodo di lavoro che, come nel fortunato format di PresaDiretta, entra nel cuore delle questioni attraverso indagini rigorose e contestualmente indica i modelli positivi con cui confrontarsi e verso i quali tendere per un’evoluzione ‘sostenibile’ delle criticità. La Fondazione Luchetta ha voluto premiare un approccio giornalistico in cui l’ascolto della voce dei cittadini si integra all’inchiesta e a una visione pragmatica di miglioramento. E soprattutto, attraverso il Premio Speciale, ringraziamo Riccardo Iacona per l’intuito e la lungimiranza che, 25 anni fa, lo hanno portato a guardare ai tragici fatti di Mostar come a una chance di solidarietà concreta per i bambini vittime della guerra: un grande incendio divampa sempre da una prima scintilla e Riccardo Iacona è stato stato quella scintilla, 25 anni fa, per la nascita e la crescita della Fondazione Luchetta». La consegna del Premio Speciale sarà l’evento inaugurale della prima giornata di Link 2019, giovedì 9 maggio alle 19.30. «Sono onoratissimo per questo premio che si incrocia con la mia storia professionale e con l’esperienza di inviato, parecchio tempo fa – ha dichiarato Riccardo Iacona – Ringrazio la Fondazione Luchetta, che oggi ha una rilevanza di primo piano grazie alle molteplici iniziative umanitarie di altissimo livello che ha portate avanti negli ultimi due decenni. Questa intensa attività è senz’altro il modo migliore per ricordare i colleghi che 25 anni fa perdevano la vita a Mostar e Mogadiscio».

La prima giornata di Link chiuderà con un “Gala” decisamente imperdibile: alle 21 l’appuntamento è infatti con Beppe Severgnini, negli ultimi due anni direttore del magazine 7-Corriere della Sera, alle soglie di una rinnovata carriera di inviato. Al festival si racconterà attraverso un intimo e appassionato “Diario sentimentale”: Un viaggio ironico, delicato e istruttivo: dalla scuola di Montanelli a via Solferino, dal primo articolo per «La Provincia» di Cremona al «New York Times», dai libri alla radio, dalla televisione alla direzione di 7. Una narrazione intima, una sorprendente messa in scena musicale che traspone in scena il libro “Italiani si rimane” e racconta il tempo che passa, il legame con la terra e la famiglia, il piacere di insegnare e veder crescere nuovi talenti.  Il racconto e le letture saranno accompagnati da una colonna sonora: perché i Talking Heads e Bruce Springsteen, The National e Franco Battiato sono anche occasioni professionali. E hanno riempito la vita di molti. Sul palco con Severgnini ci sarà anche Serena Del Fiore, giovanissima artista radiofonica.

Gli incontri di Link Festival sono aperti al pubblico gratuitamente, fino ad esaurimento dei posti disponibili. Il programma del festival sarà reso pubblico nel mese, info www.luchettaincontra.it

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Trieste
Trieste, UTI Giuliana, Friuli Venezia Giulia, Italia Mappa

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