Blog interculturale del Centro delle Culture di Trieste
Monday January 21st 2019

Pages

Insider

Archives

Trieste Film Festival

30. TRIESTE FILM FESTIVAL

18-25 gennaio 2019

www.triestefilmfestival.it

 

 

 

Tutte le edizioni di un festival sono speciali, ma qualcuna è più speciale di altre. Soprattutto se si sommano due anniversari storici: i trent’anni della caduta del Muro di Berlino, e quelli – ci sia permesso il confronto impari – del Trieste Film Festival, che proprio in quel 1989 vedeva la luce “ufficialmente” (dopo un’incoraggiante edizione pilota), da un’intuizione di Annamaria Percavassi.

 

Da allora, Trieste e il suo festival (il primo e più importante appuntamento italiano con il cinema dell’Europa centro orientale, oggi diretto da Fabrizio Grosoli e Nicoletta Romeo) continuano ad essere da quasi trent’anni un osservatorio privilegiato su cinematografie e autori spesso poco noti – se non addirittura sconosciuti – al pubblico italiano, e più in generale a quello “occidentale”. Più che un festival, un ponte che mette in contatto le diverse latitudini dell’Europa del cinema, scoprendo in anticipo nomi e tendenze destinate ad imporsi nel panorama internazionale.

 

L’edizione del trentennale non poteva che aprirsi all’insegna della Storia, quella con la S maiuscola: e così, venerdì 18 gennaio, a inaugurare il programma al Politeama Rossetti sarà MEETING GORBACHEV, il film che segna l’incontro tra il grande Werner Herzog (co-regista insieme ad André Singer, che introdurrà la proiezione) e Michail Gorbačëv, offrendo uno sguardo inedito su alcuni degli eventi più significativi della fine del XX secolo – dal disarmo nucleare all’unificazione della Germania – e mettendo allo stesso tempo in prospettiva la stagione dei populismi che (non solo) l’Europa sta attraversando. Herzog e Gorbačëv si incontrano per tre volte nell’arco di sei mesi, e nonostante l’ultimo Presidente dell’Unione Sovietica sia un uomo provato dalla malattia, la sua mente è lucida: il suo calore e il suo umorismo, uniti all’abilità di Herzog di scavare in angoli inaspettati della sua vita, rendono questi incontri coinvolgenti e commoventi.

 

A seguire, nella stessa serata, si apre anche la retrospettiva che il festival dedica al Muro, con un titolo più che simbolico. POSSESSION è infatti non solo il capolavoro più giustamente celebrato di un amico storico del festival, Andrzej Żuławski, ma anche in qualche misura il “protagonista” dell’immagine scelta per il manifesto di questa edizione: una foto scattata della grande Dominique Issermann in una pausa di lavorazione del film, e che ritrae la protagonista Isabelle Adjani mentre salta la corda, proprio accanto al Muro.

 

Un discorso speciale merita il film di “chiusura”: THE WHITE CROW, il nuovo film di Ralph Fiennes dedicato alla giovinezza di Rudolf Nureyev, non chiuderà il festival ma accompagnerà la cerimonia di premiazione, eccezionalmente anticipata a martedì 22 gennaio, così da permettere di partecipare anche ai numerosi ospiti – italiani e internazionali – di When East Meets West (vedi sotto).

 

Nucleo centrale del programma si confermano i tre concorsi internazionali dedicati a lungometraggi, cortometraggi e documentari: a decretare i vincitori, ancora una volta, sarà il pubblico del festival.

 

Nove i film, tutti in anteprima italiana, che compongono il Concorso internazionale lungometraggi. Molte le storie al femminile: dall’adolescente ALICE T., vivace e impertinente, raccontata dal rumeno Radu Muntean (a interpretarla Andra Guți, Pardo come migliore attrice all’ultimo Festival di Locarno), alla quarantenne Anna che in EGY NAP (Un giorno / One Day) dell’ungherese Zsófia Szilágyi, presentato alla Semaine de la Critique dell’ultimo Festival di Cannes, cerca di salvare dalla frenesia del quotidiano ciò che di fragile e unico c’è nella sua vita; da Ana, che in IZBRISANA (I cancellati / Erased) di Miha Mazzini e Dušan Joksimović scopre all’indomani del parto, nella Slovenia dei primi anni ‘90, di non esistere più per il sistema, colpevole di essere nata nella parte sbagliata di un Paese che non esiste più, alla giovane Saltanat, che nel kazako LASKOVOEBEZRAZLIČIE MIRA (La gentile indifferenza del mondo / The Gentle Indifference of the World) di  Adilchan Eržanov si trova costretta a un matrimonio combinato – e alla vita crudele della città – per saldare i debiti di famiglia. E ancora, dalla Polonia, la Alicja di FUGA (Fugue) di Agnieszka Smoczyńska, sospesa dopo aver perso la memoria tra la sua nuova identità e una vecchia vita che forse nasconde un segreto…

Da sempre al centro delle attenzioni del TsFF (che, primo in Italia, gli dedicò una retrospettiva), SergejLoznica torna al festival con il suo personalissimo manuale di sopravvivenza nel DONBASS in 13 lezioni, che gli è valso il premio per la migliore regia al Certain Regard di Cannes; mentre un altro amico storico di Trieste, il grande Jiří Menzel (Oscar nel ‘66 per Treni strettamente sorvegliati), sarà il protagonista – stavolta davanti alla macchina da presa – dello slovacco TLUMOČNÍK (L’interprete / The Interpreter) di Martin Šulík, nei panni di uninterprete ottantenne deciso a trovare l’ex ufficiale nazista responsabile della morte dei genitori.

Per finire, due storie che aprono e chiudono gli anni ‘90: l’albanese DELEGACIONI (La delegazione / The Delegation) di Bujar Alimani, sull’estremo tentativo del regime comunista – siamo sul finire del 1990 – di “convincere” l’opinione pubblica internazionale dei progressi di Tirana in tema di diritti umani; e il serbo TERET (Il carico / The Load) di Ognjen Glanović, ambientato durante i bombardamenti Nato del 1999, dove il viaggio di un camionista – e del suo carico misterioso – dal Kosovo a Belgrado si fa riflessione sottile sulle responsabilità di un Paese e di una generazione.

Fuori concorso, infine, ÁGA del bulgaro Milko Lazarov, in “trasferta” nelle terre innevate del Nord per raccontare il conflitto di una famiglia Inuit divisa tra modernità e tradizione.

 

Tra gli Eventi Speciali trovano posto – oltre ai citati Meeting Gorbachev e The White Crow – altri cinquetitoli: dalla Polonia il nuovo film di Krzysztof Zanussi, ETER (Etere / Ether), che trova nel mito di Faust, ambientato nel primo Novecento, il terreno ideale per una nuova riflessione su etica e scienza; e il campione d’incassi KLER (Clero / Clergy) di Wojtek Smarzowski, uno sguardo sulla Chiesa cattolica inaspettatamente scomodo e senza sconti. Non potevano mancare il controverso Orso d’oro della scorsa Berlinale, TOUCH ME NOT di Adina Pintilie, che tra documentario e finzione offre un intenso ritratto dell’intimità di tre personaggi, e – unico titolo di tutto il programma già uscito nelle sale italiane, salutato purtroppo da un’attenzione di molto inferiore ai suoi meriti – SUMMER (Leto) di Kirill Serebrennikov, scatenato affresco della scena rock underground nella Leningrado dei primi anni ‘80.

Per finire, in consonanza con una stagione che sempre più spesso vede gli autori cinematografici confrontarsi con la tv, il festival è felice di ospitare USPJEH (Success), la prima serie diretta dal premio Oscar Danis Tanović e prodotta da HBO Europe, che sarà proiettata giovedì 24 nel corso di un’autentica maratona, dalle 22 alle 3.30 di notte.

Prosegue inoltre la collaborazione del Festival con il Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani (SNCCI), che a Trieste premierà DOGMANdi Matteo Garrone come miglior film italiano del 2018 (alla presenza del protagonista Marcello Fonte), e IL FILO NASCOSTO di Paul Thomas Anderson come miglior film internazionale.

 

Il Concorso internazionale Documentari propone undici titoli, tra anteprime italiane, internazionali e assolute. Dialoga da vicino con il Gorbačëv di Herzog il nuovo film di Vitalij Manskij, SVIDETELI PUTINA (I testimoni di Putin / Putin’s Witnesses), esclusivo “dietro le quinte” del primo anno al potere di Vladimir Putin – eletto presidente della Russia il 31 dicembre 1999 – attraverso le immagini spesso inedite custodite nell’archivio del regista.

Due le opere che mescolano sapientemente documentario e animazione: MAŁA ZAGŁADA(Un genocidio minore / A Minor Genocide) di Natalia Koryncka-Gruz, storia di un trauma di guerra – un pogrom pressoché dimenticato al confine tra la Polonia e l’odierna Ucraina – che si tramanda di madre in figlia dal 1° giugno 1943; e CHRIS THE SWISS, con cui Anja Kofmel cerca di far luce sul mistero che ancora oggi circonda la morte di suo cugino, nella Croazia in guerra del 1992.

Nell’anno in cui il festival celebra la caduta del Muro di Berlino, a ricordare l’Europa divisa ci pensano DISTANȚA DINTRE MINE ȘI MINE (La distanza tra me e me / The Distance Between Me and Me) di Mona Nicoară e Dana Bunescu, ritratto della poetessa Nina Cassian, intellettuale scomoda tanto nella Romania di Ceaușescu quanto nell’America dell’esilio; mentre a ricordare la repressione della Primavera di Praga ecco OKUPACIA 1968(Occupazione 1968 / Occupation 1968), film a episodi affidato a cinque registi (E. Moskvina, L. Dombrovszky, M. Szymków, M. E. Scheidt, S. Komandarev) di altrettanti Paesi aderenti al Patto di Varsavia che occuparono la capitale cecoslovacca. Altre “occupazioni”: DIE BAULICHEMASSNAHME (Il confine recintato / The Border Fence) di Nikolaus Geyrhalter ci racconta cosa ne è stato della recinzione sul Brennero “minacciata” – e mai realizzata – dal governo austriaco nella primavera del 2016 in risposta ai previsti mutamenti delle rotte dei migranti; e non è un caso che Vienna sia il luogo da cui parte la nuova riflessione di uno dei massimi cineasti serbi, Želimir Žilnik, che in DAS SCHÖNSTE LAND DER WELT (Il più bel paese del mondo / The Most Beautiful Country In The World) contrappone il disorientamento dei nuovi arrivati che, costretti a lasciare i loro Paesi, cercano di adattarsi a un mondo nuovo, e le paure dei molti abitanti che pensano di doversi difendere dall’escalation dell’immigrazione. Paure che ritroviamo nel “laboratorio” di tutti i nuovi sovranismi d’Europa, l’Ungheria di Viktor Orbán, che Eszter Hajdú racconta in HUNGARY 2018 – BEHIND THE SCENES OF DEMOCRACY.

Due luoghi simbolici delle due guerre mondiali che hanno insanguinato il Novecento: DEN’ POBEDY(Il giorno della vittoria / Victory Day) di Sergej Loznica elegge il Treptower Park di Berlino, dove ogni anno una piccola folla si riunisce all’ombra del Monumento ai Caduti dell’Armata Rossa per celebrare la vittoria dell’Unione Sovietica sulla Germania nazista, a luogo ideale per svelare vecchi e nuovi nazionalismi; mentre Christian Carmosino Mereu mette a confronto le immagini in apparenza indifferenti della KOBARID di oggi con le storie terribili e inumane della Caporetto di ieri, che rivivono nella voce di Alessio Boni.

Dalla Georgia arriva SANAM MAMA DABRUNDEBA (Prima che papà torni / Before Father Gets Back) di Mari Gulbiani, che per la prima volta racconta non la violenza dei jihadisti ma la vita delle famiglie lasciate a casa, attraverso la storia di due ragazze che l’Islamismo radicale cerca di reprimere nel momento in cui vogliono esprimersi ed esplorare il mondo.

 

Quattro i documentari fuori concorso: LA CITTÀ CHE CURA, in cui Erika Rossi conferma il suo interesse per i temi della salute (non solo) mentale; I LEONI DI LISSA di Nicolò Bongiorno, che si immerge nel cuore dell’Adriatico per esplorare i relitti della storica battaglia navale del 1866, disastrosa il neonato Regno d’Italia; SRBENKA di Nebojša Slijepčević, il teatro come psicoterapia collettiva per i traumi nascosti di un’intera nazione; e GREETINGS FROM FREE FORESTS di Ian Soroka, che nei boschi della Slovenia meridionale medita sulla permanenza della Storia.

 

Sono tredici i cortometraggi in concorso per il Premio Fondazione Osiride Brovedani, con l’Italia rappresentata da IL GRANDE FREDDO di Cristiano Bendinelli, e la presenza – tra gli altri – del lituano KAUKAZAS di Laurynas Bareiša, già in concorso a Locarno, e dell’animazione serbo-slovacca UNTRAVEL di Ana Nedeljković e Nikola Majdak Jr.

 

Promossa in collaborazione con Sky Arte, che premierà uno dei film della sezione attraverso l’acquisizione e la diffusione sul canale, Art&Soundpropone quest’anno cinque titoli in anteprima che esplorano i più diversi ambiti artistici: KING SKATE di Šimon Šafránek ricostruisce, con straordinari materiali d’archivio e una trascinante colonna sonora punk, la nascita dello skateboarding nella Cecoslovacchia degli anni ’70, e la sua carica eversiva in una società soffocata dal regime comunista; LP FILM LAIBACH di Igor Zupe, terzo capitolo del progetto “Music is the Art of Time”, rievoca le origini di un gruppo mitico della scena musicale jugoslava; POSLEDNJA AVANTURA KAKTUS BATE (L’ultima avventura di Kaktus Kid / The Final Adventure of Kaktus Kid) di Đorđe Marković è un’autentica “spy-story” nel mondo del fumetto jugoslavo, con un investigatore d’eccezione (il disegnatore Aleksandar Zograf) impegnato a far luce sulla tragica fine, nel dopoguerra, di un giovane e geniale collega; diretto da Milorad Krstić – anche pittore e artista multimediale – il cartoon RUBEN BRANDT, A GYŰJTŐ (Ruben Brandt, il collezionista / Ruben Brandt, Collector) unisce psicanalisi e storia dell’arte immaginando un luminare costretto a svaligiare i più importanti musei del mondo per mettere a tacere i propri incubi.

 

Confermata anche quest’anno la formula del Premio Corso Salani 2019 supported by Parovel, che presenta cinque film italiani completati nel corso del 2018 e ancora in attesa di distribuzione: la dotazione del Premio (2mila euro) va intesa quindi come incentivo alla diffusione nelle sale del film vincitore. Immutato il profilo della selezione: opere indipendenti, non inquadrabili facilmente in generi o formati e per questo innovative, nello spirito del cinema di Salani.

I titoli: GLI INDOCILI di Ana Shametaj, MY HOME, IN LIBYA di Martina Melilli, LIKEMEBACK di Leonardo Guerra Seràgnoli, L’ORA D’ACQUA di Claudia Cipriani e LA REGINA DI CASETTA di Francesco Fei.

 

Più volte evocato, il crollo del Muro di Berlino è protagonista di questa edizione sin dal manifesto: una foto scattata dalla grande Dominique Issermann in una pausa di lavorazione di Possessiondi Andrzej Żuławski. Uno scatto che ritrae la protagonista Isabelle Adjani – che un anno più tardi avrebbe vinto la Palma per la migliore attrice a Cannes – mentre salta la corda, proprio accanto al Muro.

 

Accanto al manifesto ufficiale, il Muro sarà al centro di una breve e per molti versi eccentrica rassegna, Tales from the Berlin Wall, che – spiegano i direttori artistici del festival – “porta con sé un pizzico di quell’umorismo, quello jüdischer Witz, che contraddistingue la cultura mitteleuropea, che mescola l’alto e il basso, il dramma e la commedia, e che offre uno sguardo sbilenco e anti-celebrativo di un momento storico da cui è nata anche la nostra manifestazione. 4 i titoli in programma:  UNO, DUE, TRE! di Billy Wilder (1961), realizzato a Berlino proprio nell’estate in cui il Muro fu eretto; TOTÒ E PEPPINO DIVISI A BERLINO di Giorgio Bianchi (1962), “instant comedy” scritta da Age e Scarpelli con le scene del muro ricostruite all’ippodromo di Tor di Valle di Roma; il documentario candidato all’Oscar RABBIT À LA BERLIN di Bartosz Konopka (2009), che racconta la vita quotidiana della Berlino del muro attraverso gli occhi della colonia di leprotti che per decenni abitò la striscia della ‘no zone’; naturalmente POSSESSION di Andrzej Żuławski (1981), potente e orrorifica metafora del male nell’uomo e nella società contemporanea. E per finire LA SCELTA DI BARBARA (2012), il film di Christian Petzoldpremiato con l’Orso d’argento a Berlino“.

 

L’altra “retrospettiva” del 30. Trieste Film Festival vuole omaggiare… il Trieste Film Festival. La sezione Wind of Change riproporrà infatti alcuni titoli e autori che hanno segnato la storia del TsFF. Undici titoli – ma sarebbero potuti essere molti di più, e solo la felicità dei festeggiamenti compensa il dispiacere per le esclusioni – provenienti dai Paesi “d’elezione” su cui il festival puntò lo sguardo sin dalle sue origini.

I film in programma: SONO SEDUTO SUL RAMO E MI SENTO BENE di Juraj Jakubisko (1989), KRHOTINE – KRONIKA JEDNOG NESTAJANJA (Frammenti – Cronaca di una scomparsa / Fragments – Chronicle of a Vanishing) di Zrinko Ogresta (1991), PRIMA DELLA PIOGGIA di Milcho Manchevski (1993), KNOFLÍKÁŘI (Maniaci di bottoni / Buttoners) di Petr Zelenka (1997), LA POLVERIERA di Goran Paskaljević (1998), NORDRAND di Barbara Albert (1999), SIMON MÁGUS (Simon il mago / Simon the Magician) di Ildikó Enyedi (1999), NO MAN’S LAND di Danis Tanović (2001) in collaborazione con Fabrica, REZERVNI DELI(Pezzi di ricambio / Spare Parts) di Damjan Kozole(2003), MOARTEA DOMNULUI LĂZĂRESCU(La morte del signor Lazarescu / The Death of Mr. Lazarescu) di Cristi Puiu (2005), SOLIDARNOŚĆ,SOLIDARNOŚČ di F. Bajon, J. Bromski, R. Bugajski, J. Domaradzki, F. Falk, R. Gliński, A. Jakimowski, J. J. Kolski, J. Machulski, M. Szumowska, P. Trzaskalski, A. Wajda, K. Zanussi (2005)

 

Tra gli Eventi Collaterali, oltre ai talk e gli incontri di Varcare la Frontiera #6 Nemo propheta in patria, un progetto di Associazione Cizerouno, verranno presentati ALLA RICERCA DI EUROPA (2019, Looking for Europe) di Alessandro Scillitani con la partecipazione di Paolo Rumiz, scrittore e viaggiatore e Piero Tassinari, storico e skipper, evento in collaborazione con Società Triestina della Vela e Yacht Club Adriaco; CITTÀ VISIBILE(2019), progetto di video partecipativo all’interno di tre aree periferiche della città di Trieste, ideato dall’associazione Maremetraggio e finanziato da Siae Sillumina con la direzione artistica di Erika Rossi e il tutoraggio di Filippo Gobbato, Margherita Panizon e Laura Samani.

 

(continua nei comunicati allegati)

I Paesi della 30. edizione
Albania
Austria – Belgio – Bulgaria – CanadaCroaziaEstonia – Francia – Germania – Grecia –  ItaliaLettonia – Lituania – Macedonia – Mexico – Montenegro – Paesi Bassi  –  Polonia – Portogallo – Regno Unito – Repubblica Ceca –Romania – RussiaSerbiaSlovacchiaSloveniaSvezia – Svizzera – UcrainaUngheria

 

I luoghi del Festival

 

Politeama Rossetti (largo Giorgio Gaber, 1)
Cinema Ambasciatori (viale XX settembre, 35)
Teatro Miela (piazza Duca degli Abruzzi, 3)

 

 

Per la sua 30. edizione

Il TRIESTE FILM FESTIVAL

 regala il cinema agli under 30

 

www.triestefilmfestival.it

 

Una ricorrenza importante va accompagnata da iniziative straordinarie, così il Trieste Film Festival ha deciso di invitare gratuitamente al cinema tutti i nati dopo la Caduta del Muro di Berlino.

L’iniziativa dal significato fortemente simbolico è rivolta a tutti: ai cinefili appassionati e a coloro che non frequentano mai le sale cinematografiche, prediligendo magari una fruizione individuale dei film e delle serie televisive sulla rete.

L’obiettivo del Festival è da una parte portare i millennials in sala per potersi immergere in un’esperienza collettiva, dall’altra incoraggiare la visione di film d’autore di una specifica area, quella dell’Europa Centro-Orientale, di cui il Festival è stato osservatorio privilegiato per oltre 30 anni e che a questa fascia d’età possono risultare poco noti. Nel programma del Festival ci saranno pellicole firmate da grandi maestri che hanno fatto la storia del Festival – e più ampiamente del cinema – accanto a produzioni contemporanee, incontri e numerose masterclass.

Abbiamo la fortuna infatti di operare in una regione, il Friuli Venezia Giulia, che da decenni custodisce, restaura, promuove e crea cinema e il Trieste Film Festival ritiene che questo patrimonio di conoscenza e grande passione per la settima arte vada difeso, diffuso nelle sue specificità e aperto il più possibile ai giovani che avranno il compito di continuare e far evolvere l’opera di chi li ha preceduti.

Per poter accedere alle proiezioni e agli incontri in programma, gli Under 30, nati rigorosamente dopo la Caduta del Muro di Berlino – 9 novembre 1989 – sono quindi invitati a ritirare un braccialetto che consentirà loro di entrare nei luoghi del Trieste Film Festival gratuitamente. Il ritiro avverrà previa registrazione presso gli Uffici del Trieste Film Festival in Casa del Cinema, in piazza Duca degli Abruzzi 3. Una rappresentanza del Festival sarà presente anche domenica 16 dicembre all’interno della manifestazione “Barbacan Produce” in piazzetta Barbacan a Trieste e anche in questa occasione sarà possibile registrarsi e ritirare il proprio braccialetto.

 

***

AL TRIESTE FILM FESTIVAL I PREMI DEI CRITICI DEL SNCCI AI MIGLIORI FILM DEL 2018
Dogman di Matteo Garrone è il miglior film italiano; Il filo nascosto di Paul Thomas Anderson il miglior film internazionale.

 

 
La premiazione il prossimo 22 gennaio in occasione del 30. Trieste Film Festival

 

 
 

 

 
 

 

 
Prosegue la collaborazione tra il Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani (SNCCI) e il Trieste Film Festival, in programma dal 18 al 25 gennaio 2019, ancora una volta uniti per premiare all’inizio dell’anno nuovo i migliori titoli usciti nelle sale italiane nell’anno appena trascorso.

 

 
 

 

 
Due i riconoscimenti, al miglior film italiano e al miglior film internazionale, che saranno assegnati martedì 22 gennaio.

 

 
 

 

 
Tra gli italiani, a “imporsi” è stato Dogman di Matteo Garrone: il film è infatti risultato il più votato nel referendum promosso dal Sindacato tra tutti i propri soci.
 

 

 
Il filo nascosto di Paul Thomas Anderson è invece il il miglior film in assoluto fra tutti quelli distribuiti in sala nel nostro Paese nel corso del 2018. In questo caso a votare è stata la commissione incaricata di segnalare i Film della Critica, composta da Massimo Causo, Adriano De Grandis, Francesco Di Pace, Simone Emiliani, Fabio Ferzetti, Beatrice Fiorentino, Federico Gironi, Roberto Manassero, Raffaele Meale, Paolo Mereghetti, Giona A. Nazzaro, Anna Maria Pasetti e Giulio Sangiorgio.
 
 

 

Nato alla vigilia della caduta del Muro di Berlino, il Trieste Film Festival è il primo e più importante appuntamento italiano con il cinema dell’Europa centro orientale: da trent’anni un osservatorio privilegiato su cinematografie e autori spesso poco noti – se non addirittura sconosciuti – al pubblico italiano, e più in generale a quello “occidentale”.

Tutte le informazioni sul sito www.triestefilmfestival.it

 

Il festival sui social

Facebook: TriesteFilmFest; Instagram: triestefilmfestival; Twitter: TriesteFilmFest 

Foto Laura Poretti Rizman, conferenza stampa 12\01\2019
Share
Previous Topic:

Nella stessa categoria


Warning: mime_content_type(/freaks/wp-content/uploads/2019/01/OBLIVION_LA-BIBBIA_SA907911_©Paolo-Galletta-150x150.jpeg) [function.mime-content-type]: failed to open stream: No such file or directory in /web/htdocs/www.freaksonline.it/home/freaks/wp-content/themes/antisnews/cropper.php on line 401

Warning: finfo_file(/freaks/wp-content/uploads/2019/01/OBLIVION_LA-BIBBIA_SA907911_©Paolo-Galletta-150x150.jpeg) [function.finfo-file]: failed to open stream: No such file or directory in /web/htdocs/www.freaksonline.it/home/freaks/wp-content/themes/antisnews/cropper.php on line 409
La Bibbia riveduta e scorretta
La Bibbia riveduta e scorretta

“Dal 23 gennaio ritornano al Politeama Rossetti gli Oblivion ne “La Bibbia riveduta e scorretta” per la regia [Read More]

La memoria e la scelta/III – Le Scelte
La memoria e la scelta/III – Le Scelte

“Giunge alla terza edizione “La memoria e la scelta/III - Le Scelte”, progetto curato dalla giornalista Paola [Read More]

La prosa On off 2019 al teatro Miela
La prosa On off 2019 al teatro Miela

La prosa On off 2019 al teatro Miela [Read More]

Sonora – Profili Musicali
Sonora – Profili Musicali

CONCERTO DI GALA: Karel Moor e “Fram! Il Vascello del ‘900” Domenica 20 gennaio 2019 alle ore 19 [Read More]

Tra poesia e musica
Tra poesia e musica

Il giorno 18 gennaio, alle ore 20.45,  alcuni poeti e musicisti, provenienti da più città italiane, [Read More]