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Wednesday January 24th 2018

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Trieste – I Fotografi – Oggi

Alinari Image Museum

“Trieste – I Fotografi – Oggi”

AIM presenta la nuova mostra dedicata ai fotografi triestini contemporanei

dal 15 dicembre al 15 marzo 2018

Al Bastione Fiorito del Castello di San Giusto di Trieste

un percorso espositivo tradizionale e multimediale-interattivo

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La Fratelli Alinari Fondazione per la Storia della Fotografia in co-organizzazione con il Comune di Trieste presenta la sua prossima mostra all’Alinari Image Museum dal titolo “Trieste – I Fotografi – Oggi”.

Una mostra collettiva che celebra la fotografia a Trieste e i suoi protagonisti la cui inaugurazione è prevista per il 15 dicembre 2017.

Alla conferenza stampa che si terrà venerdì 15 dicembre 2017 alle ore 10:30 all’Alinari Image Museum (Castello di San Giusto di Trieste) interverranno l’Assessore alla Cultura del Comune di Trieste, Giorgio Rossi, il presidente di Fratelli Alinari Fondazione per la Storia della Fotografia, Claudio de Polo Saibanti, il curatore dell’ala multimediale Massimiliano Pinucci – MbVision e il curatore, storico della fotografia, Italo Zannier.

La mostra è curata da Italo Zannier e da Emanuela Sesti, dirigente scientifico di AIM, e proviene da un’attenta selezione di nominativi del ricco panorama di fotografi a Trieste.
La mostra intende presentare per la prima volta a Trieste un focus sui maggiori protagonisti contemporanei della fotografia triestina, privilegiando in questa prima esposizione i fotografi impegnati in progetti artistici.
In una prossima mostra AIM presenterà i fotografi di reportage in città, nella regione e in giro per il mondo.

Nell’esposizione sono presenti gli autori contemporanei che occupano un ruolo importante nella storia della fotografia triestina e nazionale, come Mario Sillani Djerrahian e le sue
sperimentazioni a partire dagli anni ’70, Enzo Gomba e la fotografia metafisica, la
ritrattistica di Geri Pozzar, Donato Riccesi e il suo sguardo rivolto all’architettura, i Polaroid Transfer di Ennio Demarin, i paesaggi e i giardini di Adriano Perini, i portfoli di Giulio
Bonivento, la ricerca interiore nei ritratti di Fabio Rinaldi e Lorella Klun, le fotoincisioni e la fotografia stenopeica di Luigi Tolotti, le sperimentazioni sulla Polaroid di Massimiliano
Muner, la Trieste di Marino Sterle e di Umberto Vittori, le fotografie stenopeiche di Andrej Furlan e Viljam Lavrenčič.

Un percorso inedito che, come Aim ha ormai abituato il suo pubblico, spazierà tra l’analogico e il digitale, con stampe originali esposte nella Temporanea, unitamente a testi esplicativi, biografie e informazione storiche e critiche, accompagnate da oggetti e documenti.
L’ala multimediale invece, curata da MBVision, permetterà di approfondire alcuni momenti della fotografia triestina e coinvolgere i visitatori con oltre 150 immagini digitali ad alta risoluzione con proiezioni scenografiche, infografiche, postazioni interattive, interviste, ologrammi e registrazioni audio per la visione immersiva della fotografia.
A conclusione della mostra le fotografie digitali degli autori rimarranno consultabili ad alta risoluzione attraverso un computer del Museo, come peraltro nella postazione installata ad hoc presso il Comune di Trieste.

C’era una volta
Italo Zannier

In un giorno di novembre, per nulla sereno a Trieste, ma “non povero di luce”, il giovane Carlo Fontana, senza “farne mistero”, sistemò l’ “apparato” giuntogli da Parigi per corriere, in una carrozza velocifera, respirò profondamente un fresco e generoso sospiro di bora, in un tornante di Strada Romagna, dove Carlo abitava al numero 10, e da lì era possibile godere di un panorama tra i
più suggestivi allora, della città e del suo mare.
Era il 1839, credo il 20 di quel mese, pressappoco a dieci mesi dal fatidico giorno parigino, il 6 gennaio, in cui il mago Daguerre aveva presentato con ansia la sua invenzione all’Accademia delle Scienze di Parigi, presenti tre Saggi ( Arago, Biot, Humboldt !), avviando quindi un percorso – sociologico, tecnologico, estetico -, che avrebbe modificato il nostro tempo, e persino il concetto di realtà, durante il frenetico passaggio dal dagherrotipo alle perfezionate tecniche foto-chimiche della
– calotipia, del collodio. E, via via, verso il cinématographe, e finalmente si ottenne il colore “reale”, dopo il minimale monocromatismo del bianco-nero. Poi la televisione, internet, il cellulare…
Carlo Fontana, intellettuale benestante, figlio del garibaldino Guido segretario di Mazzini a Londra, si era subito incuriosito alla notizia parigina e quel giorno di novembre riuscì, non senza apprensione e qualche problema tecnico, a ottenere, dopo varie prove che richiesero due giorni causa il tempo atmosferico, un’immagine “maravigliosa” della città, impressa nitidamente nello “specchio dotato di memoria”, come vennero chiamati i dagherrotipi ( lastre di rame placcate d’ argento !) e quella immagine fu la prima Fotografia della nostra luminosa città, purtroppo introvabile, oltre l’immaginazione.

Qualche giorno dopo, il felice Fontana, riprese al dagherrotipo anche la Borsa e il Teatro, come ha raccontato un cronista dell’epoca, Francesco dell’Ongaro, nel giornale locale di “Scienze, Lettere, Arti, Varietà e Teatri”, “La Favilla”.
Trieste era allora, come oggi, all’avanguardia europea anche nella contemporaneità tecnologica, come emblematicamente, in quel giorno dell’esordio fortunato di Fontana, venne intesa la Dagherrotipia.
Cari amici;”C’era una volta…” ma oggi si ripropone nuovamente quella magia, con la fotografia elettronica (banalmente definita digitale!), dopo quasi centottant’anni da quella storica, a sua volta eterea, del dagherrotipo baluginante e fanico, che scompariva misteriosamente al minimo movimento della lastra, per riapparire però con un altro anche minimo spostamento.
Fanica immagine, ossia un’apparenza iconico-luminosa, filtrata con un gesto dalla realtà lì di fronte, che invece è palpabile, percorribile, termica, odorosa come la terra, che nel frattempo, mediante le immagini fotografiche e le sue derivate, sta configurandosi, giorno per giorno, in altra cosa, come un sogno di realtà.
Una realtà evanescente, basta il tocco di un interruttore e scompare.
Domani è un altro giorno, e i fotografi triestini – “uno, dieci, centomila” dopo Carlo il singolo Fontana-. corrono imperterriti a cogliere, come il pioniere di Strada Romagna, splendide ma illusorie immagini della realtà, della quale si intende benevolmente affermare la memoria.
E la memoria, come ha detto il filosofo, è l’anima della vita.

AIM in numeri
1 ora la durata prevista di una visita
1 motore di gestione e aggiornamento dei contenuti digitali che, in locale o in remoto, gestisce 35 postazioni di visualizzazione
1 dotazione hardware dotata di apparecchi di ultima generazione fatta di schermi ad altissima risoluzione (4k), videoproiettori scenografici, lavagne interattive, postazioni immersive, schermi olografici e cinema 3d
9 gli anni di concessione, da parte del Comune di Trieste, degli spazi al Castello di San Giusto
500mq la superficie espositiva
50mila le immagini ad alta risoluzione del database AIM
10mila visitatori nel primo anno

AIM – Alinari Image Museum
Uno spazio reale per contenuti virtuali. A Trieste, tra Europa e Mediterraneo. Un museo che cambia volto con l’alternarsi delle mostre di grandi fotografi. Proiezioni, immagini a video ma anche esposizione di originali in cornice e vetrine con apparecchi fotografici e oggetti che hanno segnato la storia della fotografia.
Il Museo conduce il visitatore prima nello spazio dedicato alla fotografia stampata, da osservare in modo tradizionale, e poi nella sezione multimediale, in cui è protagonista l’immagine. Un confronto a contrasto fra due universi grazie a cui si potrà far esperienza della loro profonda differenza.

Fratelli Alinari. Fondazione per la Storia della Fotografia
La Fratelli Alinari nel settembre del 1998 ha costituito la “Fratelli Alinari. Fondazione per la Storia della Fotografia”, al fine di svolgere un fondamentale ruolo di tutela, promozione e valorizzazione di tutto ciò che è riferito all’ambito della fotografia e alla sua storia, nonché alle arti figurative in genere.
Ha il compito di promuovere e realizzare le attività espositive oltre che di gestire le attività museali sia scientifiche che didattiche del Museo Alinari della Fotografia a Firenze e dell’AIM-Alinari Image Museum, nella sua sede al Bastione Fiorito del Castello di San Giusto di Trieste.

Fratelli Alinari
Fondata a Firenze nel 1852, la Fratelli Alinari è la più antica azienda al mondo operante nel campo della fotografia, dell’immagine e della comunicazione. La nascita della fotografia e la storia dell’Azienda sono legate da un percorso comune di evoluzione e crescita, testimoniato oggi dall’immenso patrimonio di 5.000.000 di fotografie di proprietà, raccolto negli attuali Archivi Alinari.
È un patrimonio che si va sempre più ampliando e che, grazie a una ragionata politica di nuove acquisizioni e alle nuove campagne fotografiche, spazia dai dagherrotipi alla fotografia digitale.

Informazioni utili:
Date: 15 dicembre – 15 marzo 2018
Orari: 10 – 17, chiuso il lunedì (ultimo ingresso ore 16.30)
Chiusure anticipate straordinarie: 24 dicembre e 31 dicembre ore 13.00
Sede: AIM-Alinari Image Museum, Castello di San Giusto
Indirizzo: Castello di San Giusto, Piazza della cattedrale, 3 Trieste
Biglietteria:
Intero: Biglietto Alinari 3€ + 3€ prezzo ingresso al Castello = 6€
Ridotto: Biglietto Alinari 3€ + 2€ prezzo ingresso al Castello = 5€

Per ulteriori informazioni:

Comunicazione e Ufficio Stampa
Fratelli Alinari. Fondazione per la Storia della Fotografia
press@imagemuseum.eu
ph: +39 040 – 631978

Contatti online:

www.imagemuseum.eu

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