Blog interculturale del Centro delle Culture di Trieste
Thursday October 23rd 2014

Una sanatoria generalizzata per combattere la clandestinità

A Trieste, come in molte città d’Italia, da più di un anno si sta portando avanti la battaglia contro la sanatoria-truffa.

A novembre dello scorso anno, la vicenda è balzata agli onori della cronaca grazie soprattutto alle lotte dei migranti sulla gru a Brescia e sulla torre a Milano. In questi giorni nuovamente i migranti truffati a Padova sono in presidio permanente e alcuni di loro sono saliti sulla Basilica di Sant’Antonio.

Ma chi sono queste persone?

Sono cittadini non italiani, ma che in questo paese vivono e lavorano da anni, senza un regolare permesso di soggiorno, che nella sanatoria del settembre 2009 avevano visto una possibilità di emergere dalla loro situazione di “clandestinità”.

Perché erano clandestini?

Perché in Italia è praticamente impossibile arrivare in maniera regolare. Perché non può avere un permesso di soggiorno chi non ha un lavoro regolare e non può avere un lavoro regolare chi non ha un permesso di soggiorno. Perché nella quasi totalità dei casi, i cittadini non italiani che abitano questo paese vogliono “essere in regola”, ma non possono. È proibito dalla legge.

Nel settembre 2009 il Governo ha varato una sanatoria. Una truffa. Una doppia truffa. Primo perché non era possibile regolarizzare la propria posizione se si aveva un lavoro, ma solo se si aveva un lavoro come “colf o badante” per almeno 20 ore settimanali presso un unico datore e questi era disposto a fare la domanda.

E gli operai, i braccianti, gli artigiani i commercianti?

Nulla.

Ma almeno colf e badanti alla fine sono stati regolarizzati?

Alcuni sì ed altri no a causa di un ennesimo trucco: è ovvio che se “esci dalla clandestinità” è perché sei clandestino. Ma, fatta la legge trovato l’inganno, le regole cambiano in corsa e nel marzo del 2010 una circolare del capo della polizia comunica che non può essere sanato chi è stato condannato perché, essendo irregolare, non ha lasciato il paese. La situazione di partenza è la stessa per tutti e il criterio diviene puramente casuale e beffardo. Ancora oggi, dopo 17 mesi, migliaia di persone attendono di conoscere la loro sorte, pur continuando a lavorare e a pagare i regolari contributi.

È IL MOMENTO DI CHIEDERE A GRAN VOCE:

che vengano conclusi tutti i procedimenti di regolarizzazione ancora aperti, con rilascio del permesso di soggiorno per lavoro o per attesa occupazione;

che venga estesa immediatamente a tutti gli ambiti lavorativi la possibilità per gli stranieri presenti in Italia e occupati al lavoro irregolarmente di regolarizzare la propria posizione;

che venga ritirata la circolare del Ministero dell’Interno del 17 marzo 2010 che prescrive alle questure di negare la regolarizzazione per coloro che siano stati condannati per inottemperanza all’ordine di espulsione;

che la possibilità di regolarizzazione non sia preclusa a coloro che hanno ricevuto un precedente decreto di espulsione in un altro paese europeo.

Combattiamo la clandestinità: sanatoria generalizzata!

Comitato Primo Marzo Trieste

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