Viaggiare per un sogno

monte Pindon - 1.200 metri s.l.m. panorama dalla piccola cappella dedicata a San Nicola
monte Pindon - 1.200 metri s.l.m. panorama dalla piccola cappella dedicata a San Nicola

È partito il 13 agosto u.s. il Primo Viaggio di Pietro Rosenwirth per promuovere la lotta alla violenza sotto forma di discriminazione ed il superamento delle barriere architettoniche e specialmente mentali. Pietro Rosenwirth vive attualmente a Trieste, ha 41 anni ed è invalido civile. Dal 1987 ad oggi, come volontario, ha promosso e partecipato ad iniziative per diffondere i valori della non-violenza e della non-discriminazione riconoscendosi nella nuova sensibilità e nelle idee del Movimento Umanista Siloista.

Questo viaggio si snoda a bordo di uno scooter Suzuki Burgman 150, attraverso la Grecia, Turchia e parte dell’Italia toccando alcune località come Corfù, Kalambaka, Edessa, Thassos, Istanbul, Ankara, Samothraki, Salonicco, Atene, Momenvassia, Sparta, Patrasso, Ancona, Attigliano (TR), Firenze e si concluderà il 22 settembre 2010 a Trieste. A Corfù ed a Edessa ha rilasciato delle interviste ai media locali.

Ma da dove nasce l’idea di questa “avventura”?

Questo Viaggio nasce per portare un altro esempio di come un handicappato messo nelle migliori condizioni possibili con la fornitura dei necessari ausili e l’adeguata assistenza socio-sanitaria, possa non solo elevare la propria qualità di vita ma anche dimostrare come si possano superare la violenza, la discriminazione, il dolore e la sofferenza se si scommettesse più spesso sul “Sì!” invece che sul “No!”.

Pietro con l'èquipe dell'Ufficio Informazioni Turistico che lo hanno aiutato facendogli fare un'intervista per il quotidiano locale "Edessaiki"
Pietro con l’èquipe dell’Ufficio Informazioni Turistico che lo hanno aiutato facendogli fare un’intervista per il quotidiano locale “Edessaiki”

In particolare le proposte di Rosenwirth sono:

– l’ampliamento delle possibilità delle cure farmacologiche ortodosse ed alternative;

– la fornitura di tutti gli ausili necessari per permettere una sempre maggiore e libera espressione nel mondo.

Intervistato prima della partenza Pietro ha dichiarato: “Disabile? No. Diversamente-abile? No. Handicappato? Sì. Vivessimo in una Società realmente civile, in una Società che abbia nelle necessità dell’Essere Umano la principale preoccupazione e perciò la soluzione dei quotidiani bisogni delle persone come priorità, forse le prime due definizioni perderebbero il retro-gusto di ipocrisia che le contraddistingue. Ma fino a quando le persone saranno considerate un “costo” dalle Pubbliche Amministrazioni e non una risorsa; fino a quando il Sociale sarà considerato una Spesa a Bilancio inevitabile piuttosto che un’opportunità ed un investimento per le persone e nelle persone; fino a quando l’abbattimento delle barriere architettoniche (logistiche e mentali) saranno considerate una seccatura da risolvere invece di una cosa normale per una Società che offra pari opportunità di movimento e di espressione a tutti, a prescindere dal loro stato (psico)fisico, handicappato sarà il termine più appropriato per definire il mio status sociale”.

Questo viaggio è stato appoggiato da GIVI Italia (http://www.givi.it/) ed HELLENIC Lines (http://www.hellenic.it/). Inoltre ha il supporto dall’Associazione contro il dolore Giuseppe Mocavero di Trieste (http://www.associazionemocavero.it/).

Il sıto ufficiale è http://www.rosenwirth.it/ (tramite il quale è anche possibile effettuare delle donazıoni); regolari aggiornamentı sono pubblicati su www.facebook.com/pietro.rosenwirth

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