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Friday August 18th 2017

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Wole Soyinka il Premio Crédit Agricole FriulAdria

Nobel Laureate Wole Soyinka has joined Loyola Marymount University as the President’s Marymount Institute Professor in Residence. The Nigerian-born playwright is a distinguished writer who was awarded the Nobel Prize for Literature in 1986. Foto fornita da Volpe e Sain

PORDENONENell’edizione del decennale, e in un momento cruciale per i rapporti fra Nord e Sud del mondo, va allo scrittore nigeriano Wole Soyinka, Premio Nobel 1986 per la Letteratura, romanziere di fama mondiale, poeta e autore di saggi fondamentali sulla cultura e sul mito africani, il Premio Crédit Agricole FriulAdria La storia in un romanzo, riconoscimento nato dalla collaborazione fra pordenonelegge Festa del Libro con gli Autori con il Premio giornalistico internazionale Marco Luchetta, su impulso di Crédit Agricole FriulAdria. Wole Soyinka, che giovedì 6 luglio sarà protagonista della Milanesiana, è uno dei massimi scrittori viventi di lingua inglese ed è considerato il più grande drammaturgo africano: «ha saputo raccontare il sostrato mitico della realtà africana con la coscienza letteraria di un autore profondamente immerso nella cultura europea novecentesca – recitano le motivazioni del Premio – Mescolando immagini della millenaria tradizione yoruba e della cultura classica occidentale, Soyinka in un’ampia prospettiva culturale e con una poetica fuori dagli schemi, come evidenziavano anche le motivazioni del premio Nobel, ha messo a fuoco il dramma dell’esistenza, catturando lo spirito creativo travolgente della sua terra natìa e della sua gente».

Giunto alla sua 10^ edizione, il Premio Crédit Agricole FriulAdria La storia in un romanzo era stato assegnato nelle scorse edizioni, dal 2008 ad oggi, ad Arturo Peréz-Reverte, Abraham Yehoshua, Art Spiegelman, Alessandro Baricco, Ian McEwan, Martin Amis, Umberto Eco, Emmanuel Carrère e Javier Cercas.  Il riconoscimento sarà consegnato a Wole Soyinka sabato 16 settembre (ore 18, Pordenone – Teatro Verdi). Seguirà l’incontro di Soyinka con il pubblico di pordenonelegge sui legami fra il romanzo e la storia, a partire anche dalla riedizione del suo primo e fortunato romanzo, Gli interpreti, in uscita imminente per Jaca Book e da L’uomo è morto in cui racconta la tragica esperienza in cella di isolamento. Di Soyinka nei mesi scorsi La nave di Teseo ha pubblicato Sul far del giorno (2016).

pordenonelegge.it 2017, Festa del Libro con gli Autori, è in programma da mercoledì 13 a domenica 17 settembre, come sempre nel centro storico di Pordenone per iniziativa della Fondazione pordenonelegge.it: in una trentina di suggestive location si alterneranno oltre 300 protagonisti italiani e stranieri (scrittori, editori, giornalisti, filosofi, sociologi, artisti, scienziati …), chiamati a confrontarsi in centinaia di incontri, dialoghi, lezioni magistrali, anteprime editoriali, degustazioni, percorsi espositivi e spettacoli.

 

Crédit Agricole FriulAdria è artefice della collaborazione fra due grandi eventi culturali del Friuli Venezia Giulia, pordenonelegge e il Premio giornalistico internazionale Marco Luchetta, che nei giorni scorsi aveva consegnato al giornalista Corrado Formigli il Premio “Testimoni della Storia” 2017.

Wole Soyinka, nigeriano Yoruba, primo autore africano a ricevere il Premio Nobel, è nato ad Abeokuta, in Nigeria, nel 1934. Ha studiato sia nel suo paese natale – a Ibadan, dove ha svolto ricerche sul teatro, e a Ife, presso la cui università ha tenuto un lettorato di letteratura inglese – sia in Inghilterra. Dopo aver lavorato al Royal Court Theatre di Londra è tornato nel 1960 in Nigeria. Tra i fondatori del Black Orpheus, tra gli anni ’60 e i ’90 Jaca Book ha pubblicato per la prima volta in italiano gran parte della sua produzione teatrale e narrativa: i due volumi Teatro, 1: Il leone e la perla. Pazzi e specialisti. La morte e il cavaliere del Re (1979) e Teatro, 2: Danza della foresta. La strada. Il raccolto di Kongi (1980), e i romanzi Gli interpreti (1979/2017), Stagione di anomia (1981), L’uomo è morto (1986/2017), La morte e il cavaliere del Re (1994), Aké. Gli anni dell’infanzia (1995), Isarà: intorno a mio padre (1996) e La strada (1997), e la raccolta di saggi Mito e letteratura. Nell’orizzonte culturale africano (1995). Vincitore del Premio Nobel per la letteratura nel 1986, è vissuto in esilio a Parigi e in California; ha rapporti con le università di Harvard e del Nevada. All’università di Leeds, dove ha studiato negli anni ’50, c’è una cattedra di teatro che porta il suo nome. Nel 2014 è stato insignito del prestigioso International Humanist Award. Jaca Book ha di recente riproposto nella collana di narrativa internazionale “Calabuig” il suo romanzo L’uomo è morto con una traduzione riveduta da Carla Muschio e con un testo di Luigi Sampietro. In uscita a breve nella stessa collana Gli Interpreti.

 

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