MARTEDI’ 27 MAGGIO 2025 alle ORE 11.00 nel SALOTTO AZZURRO del MUNICIPIO DI TRIESTE si terrà la CONFERENZA STAMPA e la CERIMONIA DI CONSEGNA DELL’ONOREFICENZA DA PARTE DELL’ASSESSORE ALLA CULTURA DEL COMUNE DI TRIESTE GIORGIO ROSSI per il 60° ANNIVERSARIO di ATTIVITA’ ARTISTICA DELL’ORCHESTRA FERRUCCIO BUSONI
GIOVEDI’ 29 MAGGIO 2025 alle ORE 20.30 si terrà il CONCERTO PER IL 60° ANNIVERSARIO DI ATTIVITA’ ARTISTICA DELL’ORCHESTRA FERRUCCIO BUSONI nella SALA DEL RIDOTTO DEL TEATRO GIUSEPPE VERDI di TRIESTE “VICTOR de SABATA” mentre il giorno 1 GIUGNO lo stesso concerto verrà replicato a MILANO a PALAZZO MORANDO alle ore 18.30 all’interno del progetto “Un viaggio da fare” realizzato dalla REGIONE FVG.

NUOVA ORCHESTRA FERRUCCIO BUSONI
MASSIMO BELLI DIRETTORE
E con la partecipazione straordinaria di LAURA MARZADORI, primo violino dell’orchestra del Teatro alla Scala di Milano
PROGRAMMA
Tomaso Antonio Vitali: Ciaccona per violino e archi
(1663 – 1750) (revisione e orchestrazione di Renato e Daniele Zanettovich)
Edvard Grieg: Due Melodie Elegiache per archi
(1843 – 1907) Cuore Infranto – L’ultima Primavera
Camille Saint-Saëns: Introduction et Rondò capriccioso in la minore per violino e
(1835 – 1921) orchestra, op. 28
Jean Sibelius: Andante Festivo
(1865 – 1957)
Giulio Viozzi: Quattro momenti per archi
(1912 – 1984) Vivo e nervoso – Teso e vibrato – Calmo e misterioso – Agile e balzante
Marco Sofianopulo: Nigun di solitudine e abbandono per violino e archi
(1952 – 2014)
Ferruccio Busoni: Canti popolari Finlandesi op.27
(1866 – 1924) Andante molto espressivo – Allegretto moderato (Alla marcia)
Andantino – Vivace
Versione per orchestra d’archi di Marco Sofianopulo dedicati alla Nuova Orchestra “F. Busoni” di Massimo Belli
DA SESSANT’ANNI IN VIAGGIO CON FERRUCCIO BUSONI
A Trieste e Milano un concerto speciale
per una delle più longeve formazioni orchestrali d’Europa
Scriveva ventitré anni fa Giampaolo de Ferra sull’enciclopedia einaudiana Storia d’Italia – Le Regioni dall’Unità a oggi (nei due volumi dedicati al Friuli Venezia Giulia) – che “L’identità culturale di Trieste si ricostruisce nella sintesi delle sue contraddizioni”. Sullo sfondo di questa stessa sintesi e di questo stesso scenario muove -giusti sessant’anni or sono – l’attività della “Nuova Orchestra Ferruccio Busoni”, una delle più longeve formazioni non solo italiane insieme al glorioso Trio di Trieste. Una formazione simbolo di quel fervente associativismo che ha caratterizzato tra otto e novecento la vita musicale nella Trieste di Svevo. Dove, accanto alla formazione maggiore del Teatro Grande (poi Comunale Giuseppe Verdi) tanta forza radiante hanno avuto -perdurando fino al secondo dopoguerra – le scuole famigliari di alta professionalità ed i cenacoli di un dilettantismo colto e raffinato. E dove forte in particolare era il fascino delle quattro corde: dal violino di Zeno, di casa Veneziani e Wieselberger agli “argentei suoni” vagheggiati da Umberto Saba.
E’ questa, ancora nel 1965, l’atmosfera che respira la formazione fondata da Aldo Belli ed ora guidata con continuità operativa dal figlio Massimo.
Oggi dunque l’orchestra, nata come formazione da camera e attualmente a organico variabile in grado di abbracciare un vasto repertorio sinfonico, può celebrare con soddisfazione le nozze di diamante con la musica festeggiando l’evento con una prestigiosa iniziativa sostenuta dalla Regione Friuli Venezia Giulia, dal Comune di Trieste, dal Ministero della Cultura, dalle Fondazioni Casali.
Si tratta di un concerto straordinario che si terrà a Trieste (Sala Victor De Sabata – Ridotto del Teatro Verdi) giovedì 29 maggio e domenica primo giugno 2025 a Milano (Palazzo Morando) in occasione della presentazione delle eccellenze culturali della regione Friuli Venezia Giulia.
Il progetto PROGETTO FVG/MILANO_CONFINI (in cui s’inserisce il concerto) è la manifestazione attesa nel capoluogo lombardo nei mesi di maggio e giugno e propone una mostra di opere scelte tra le più significative di artisti della nostra regione.
In quest’ottica il programma dell’Orchestra Ferruccio Busoni si configura liberamente lungo l’itinerario prescelto ed esposto a Palazzo Morando.
Faranno infatti da sfondo alla musica capolavori di grandi firme dell’arte nelle nostre terre: opere che ben rappresentano la relazione di un artista con il “confine”. Dall’esplosione dinamica futurista (Crali, Spazzapan), al lirismo poetico tra rappresentazione e forme (Music, Afro), dalla reinterpretazione classica (Mascherini) alla coesione di materia e concetto (Zigaina) fino alla traduzione simbolica (Grom, Spacal). Autori importanti in una volutamente limitata selezione atta a documentare la ricchezza e la molteplicità stilistica del Novecento nel Friuli Venezia Giulia.
Sul versante musicale disegnato da Massimo Belli tra l’ultima stagione romantica e il Novecento si incrociano liberamente sia suggestioni suggerite dalle stesse opere esposte a Milano sia le radici, gli snodi, le sottili correlazioni riconoscibili nei musicisti che di queste terre hanno avvertito e alimentato gli inquieti e compositi umori culturali: lo sguardo lieto di Ferruccio Busoni di madre e formazione triestine (il pioniere geniale che dà il nome all’orchestra), la creatività impetuosa di Giulio Viozzi, la spiritualità e la sensibilità profonda di Marco Sofianopulo, e persino la “mano” delicata e inedita di Renato e Daniele Zanettovich (padre e figlio) nella rivisitazione della pagina, che l’orchestra ha scelto quasi come “sigla” e incipit del concerto.
Ancora nel possibile gioco di riflessi tra musica e le opere d’arte selezionate per il progetto “Confini”, dopo la Ciaccona attribuita a Vitali (reinvenzione di un classicismo che affiora anche in talune opere di Mascherini), le due Melodie elegiache per archi di Eduard Grieg sono state scelte pensando a quel presago sentimento dimenticato cui aspirava (in “Indicazioni sulla mia pittura”) il friulano Afro Basaldella. Il nostalgico e crepitante virtuosismo della Introduzione e Rondò capriccioso per violino e orchestra di Camille Saint-Sans ben si accosta alla variegata tavolozza nella pittura murale di Luigi Spazzapan, mentre i Quattro momenti per archi di Giulio Viozzi (musicista “di confine” e di contaminazione culturale tra la generazione italiana dell’ottanta e il mondo di Bartók) possono condividere le accensioni di un’opera come Carnevale di Bogdan Grom.
Difficile non associare la melodia ebraica di Sofianopulo (Ningun di solitudine e abbandono) alla lancinante esperienza umana sofferta e tradotta in arte da Music e Spacal.
Infine il Futurismo di Spazzapan e Crali, nel segno del Busoni di cui Umberto Boccioni ci consegna un memorabile ritratto del 1916. L’alone musicale scelto a chiudere il concerto è quello dei Canti popolari finlandesi op. 27 per pianoforte a quattro mani, elaborati da Marco Sofianopulo e dedicati proprio all’Orchestra quale omaggio al compositore che nella città adriatica aveva mosso i primi passi, offrendo le prime prove di un talento pianistico leggendario ammirato dal pubblico di Milano nel 1913 in una sensazionale serie di concerti al Conservatorio Giuseppe Verdi. Del Futurismo Busoni era grande ammiratore, tanto da acquistare proprio in quel torno d’anni il famoso quadro di Boccioni La città che sale.
Ma nel duplice concerto del sessantennale spicca un ulteriore condivisione tra Trieste e Milano ed un ulteriore elemento di richiamo grazie alla partecipazione straordinaria, in veste di solista, della violinista Laura Marzadori. Primo violino di spalla dell’Orchestra della Scala e artista di affascinate talento, Laura Marzadori è oggi personalità molto nota anche per le sue eleganti escursioni televisive nella musica pop e sul web. Con l’Orchestra di Massimo Belli è già stata protagonista a Trieste e Udine di serate nel corso delle quali sono stati eseguiti concerti inediti di Giuseppe Tartini, registrati pure in CD in edizioni molto apprezzate dalla critica.
L’EVENTO VIENE REALIZZATO:
CON IL CONTRIBUTO DELLA REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA
CON IL CONTRIBUTO DEL COMUNE DI TRIESTE
CON IL CONTRIBUTO DEL MINISTERO DELLA CULTURA
SI RINGRAZIA PER LA COLLABORAZIONE:
LE FONDAZIONI BENEFICHE ALBERTO e KATHLEEN CASALI ETS
FONDAZIONE LIRICA TEATRO GIUSEPPE VERDI DI TRIESTE
CIDIM – COMITATO NAZIONALE ITALIANO MUSICA
AIAM – ASSOCIAZIONE ITALIANA ATTIVITA’ MUSICALI
Prevendita dei biglietti per il concerto del 29 maggio a Trieste presso Ticket Point Galleria Rossoni, Corso Italia, 9 – Trieste – (orario dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.00 da lunedì a sabato).
Vendita on-line https://biglietteria.ticketpoint-trieste.it. I biglietti sono acquistabili in prevendita presso Ticket Point oppure all’ingresso della sala un’ora prima del concerto.