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SUMMARY:Il lutto si addice ad Elettra
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DESCRIPTION:IL LUTTO SI ADDICE AD ELETTRA
di Eugene O’Neill
regia Davide Livermore
traduzione e adattamento Margherita Rubino
personaggi e interpreti:

Christine Mannon, Elisabetta Pozzi Ezra Mannon, Paolo Pierobon, Lavinia
Mannon, Linda Gennari Orin Mannon, Marco Foschi Adam Brant, Aldo Ottobrino,
Hazel Niles, Carolina Rapillo, Peter Niles, Davide Niccolini

scene Davide Livermore
costumi Gianluca Falaschi
musiche Daniele D’Angelo
luci Aldo Mantovani
regista assistente Mercedes Martini
produzione Teatro Nazionale di Genova

 

“Capolavoro di Eugene O’Neill arriva al Politeama Rossetti dal 5
all’8
febbraio “Il lutto si addice ad Elettra” nella regia di Davide
Livermore
che guida un cast di qualità assoluta, capitanato da Elisabetta Pozzi e
Paolo Pierobon. Due gli incontri di approfondimento dedicati a questo
titolo, fra i più attesi della Stagione di Prosa dello Stabile regionale:
giovedì 5 febbraio alle ore 18 prolusione del professor Peter Brown in
lingua inglese, venerdì 6 febbraio - sempre alle 18 - incontro con gli
interpreti a cura di Paolo Quazzolo. Entrambi gli appuntamenti sono a
ingresso libero alla Sala Bartoli”.

Va in scena al Politeama Rossetti da giovedì 5 a domenica 8 febbraio “Il
lutto si addice ad Elettra”, uno dei titoli più attesi ospiti della
Stagione di Prosa del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.
È uno dei capolavori assoluti della drammaturgia del Novecento, scritto da
Eugene
O’Neill nel 1931: rappresenta un affascinante e inquietante viaggio tra
mito archetipico e moderna psicoanalisi, tra dramma borghese e tragedia
classica.
Affidato alla regia potente e immaginifica di Davide Livermore e a un cast
di grande
affiatamento – dove spiccano i nomi di Elisabetta Pozzi, nel ruolo di
Christine Mannon; di Paolo Pierobon, come Ezra Mannon, di Linda Gennari in
quello di Lavinia Mannon, di Marco Foschi in quello di Orin Mannon e di
Aldo Ottobrino come Adam Brant - lo spettacolo è prodotto dal Teatro di
Genova, a distanza di quasi trenta anni dal celebre allestimento di Luca
Ronconi del 1997.
La nuova lettura è ancora più legata alle tensioni e alle contraddizioni
individuali e
collettive del nostro tempo. Nello spazio scenico decisamente suggestivo e
avvolgente, pensato da Livermore con i costumi di Gianluca Falaschi e le
luci di Aldo Mantovani, lo spettacolo è un feroce viaggio nelle tensioni e
nelle contraddizioni di personaggi-mito, incarnazioni tragiche che
riverberano inquietudini eterne.
Si tratta di una trilogia - “Il ritorno”, “L’agguato” e
“L’incubo” ne sono le parti - e rispecchia l’“Orestea” di
Eschilo, restituita dall’autore attraverso la sensibilità e lo sguardo
del suo tempo.
La nuova traduzione e l’adattamento si devono alla studiosa Margherita
Rubino che
presentando il lavoro scrive: «Con questo testo, O’Neill fissa la
nascita ufficiale del Teatro americano. E volle ancorarsi all’atto
fondativo dello spettacolo occidentale, l’Orestea di Eschilo, e stabilire
una nuova civiltà teatrale. Tre parti e tredici atti, scritti nel
linguaggio più lineare e diretto della letteratura angloamericana,
incatenano lo spettatore grazie a un plot serrato, a una continuità di
tensione incredibile e a una profondità del sentire e dell’agire dei
personaggi da tragedia greca. Modernissimi sono però l’andamento e il
dialogo, del tutto contemporanea la psiche contorta dei protagonisti,
calamitante come un noir che non dà respiro».
«Oggi tutto avviene all’interno di un percorso personale. Il senso
collettivo può essere illuminato non dallo stare assieme, ovvero dalla
polis, ma dal sé, dall’individuo. Ciascuno deve illuminare personalmente
la propria strada, il proprio cammino: ciascuno di noi deve essere
tribunale a sé stesso».
«O’Neill è lungimirante, anche perché era molto vicino alle
rivoluzioni socialiste del secolo scorso: è profetico, ma concreto, nel
vedere l’impossibilità di realizzazione di una rivoluzione collettiva.
L’unica rivoluzione possibile è nella responsabilità personale, e la
rivoluzione deve essere fatta per la felicità della propria vita e quindi
del proprio ambiente.
Solo così, per ricaduta, può diventare una rivoluzione condivisa».
Giovedì 5 febbraio alle ore 18 alla Sala Bartoli, Peter Brown - direttore
della British
School del Friuli Venezia Giulia - terrà una prolusione in lingua inglese
a “Il lutto si
addice ad Elettra” (“Mourning Becomes Electra”). L’ingresso è
libero fino ad
esaurimento dei posti disponibili.
Venerdì 6 febbraio alle ore 18 alla Sala Bartoli, sarà invece lo storico
del teatro Paolo
Quazzolo a conversare con alcuni dei protagonisti, approfondento importanti
aspetti dello spettacolo.
“Il lutto si addice ad Elettra” va in scena il 5 e il 6 febbraio alle
ore 20.30, sabato 7 alle 19.30 e domenica 8 febbraio in pomeridiana con
inizio alle ore 16.
Gli ultimi biglietti sono disponibili presso i punti vendita e nei circuiti
consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia:
www.ilrossetti.vivaticket.it Informazioni sono disponibili sul sito
www.ilrossetti.it e al tel 040.3593511.

[caption id="attachment_59781" align="alignnone" width="300"] Il LUTTO SI
ADDICE ad ELETTRA_compagnia al completo @FedericoPitto[/caption]

 

“Due gli incontri di approfondimento dedicati a “Il lutto si addice ad
Elettra”, fra i più attesi spettacoli della Stagione di Prosa dello
Stabile regionale: giovedì 5 febbraio alle ore 18 prolusione del professor
Peter Brown in lingua inglese, venerdì 6 febbraio - sempre alle 18 -
incontro con gli interpreti a cura di Paolo Quazzolo. Entrambi gli
appuntamenti sono a ingresso libero alla Sala Bartoli”.

Ben due sono le attività collaterali che lo Stabile regionale dedica a
“Il lutto si addice ad Elettra” di Eugene O’Neill per la regia di
Davide Livermore, uno fra i titoli più attesi della Stagione di Prosa.

Giovedì 5 febbraio, prima della prima, alle ore 18 alla Sala Bartoli,
Peter Brown - direttore della British School del Friuli Venezia Giulia -
terrà una prolusione in lingua inglese a “Il lutto si addice ad
Elettra” (“Mourning Becomes Electra”).

Venerdì 6 febbraio alle ore 18 alla Sala Bartoli, sarà invece lo storico
del teatro Paolo Quazzolo a conversare con i protagonisti dello spettacolo
approfondento importanti aspetti della messinscena. L’incontro è
organizzato in collaborazione con il Circolo della Cultura e delle Arti di
Trieste.

Entrambe le iniziative sono ad ingresso libero fino ad esaurimento dei
posti disponibili.

“Il lutto si addice ad Elettra” va in scena il 5 e il 6 febbraio alle
ore 20.30, sabato 7 alle 19.30 e domenica 8 febbraio in pomeridiana con
inizio alle ore 16.
Gli ultimi biglietti sono disponibili presso i punti vendita e nei circuiti
consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia:
www.ilrossetti.vivaticket.it Informazioni sono disponibili sul sito
www.ilrossetti.it e al tel 040.3593511.
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