Tesla 🗓

“La scienza non è nient’altro che una perversione se non ha come suo fine ultimo il miglioramento delle condizioni dell’umanità.”

Nikola Tesla

 

Tesla fa parte anche della vita di tutta la popolazione serba, afferma l’attrice in apertura del suo spettacolo su questo grande genio.

Tesla però fa parte della vita di tutti. Nella mia, in particolare e non soltanto perchè ho vissuto i luoghi raccontati nello spettacolo, dalla visita museale a Belgrado con i consueti esperimenti, ma anche perchè intimamente comprendo bene cosa voglia dire non essere in sintonia con le regole del mercato e con i suoi usi.

Credo che qualunque artista o artigiano possa immedesimarsi in Tesla. Inoltre, chiunque abbia uno spirito di sorellanza o fratellanza ben acceso, un senso di rispetto nei confronti dell’umanità e della natura, può comprendere appieno la figura di Tesla.

Ed è proprio per questo che mi sono recata, a vedere con grande curiosità, l’ennesimo spettacolo su questo grande scienzato. Di questo spettacolo ho apprezzato moltissimo l’effetto creato dalle distorsioni sonore create dall’avvicinamento dei microfoni che sono stati utilizzati durante lo spettacolo e che davano un’immediato senso e significato al racconto delle scoperte scientifiche sull’energia e sulle onde trasmesse. Di grande impatto la seconda parte dello spettacolo al punto da creare un altro spettacolo, diverso e violento, come il futuro ha imposto seguendo principi di guadagno per pochi e distruzione per gli altri.

Ksenija Martinović, l’attrice che ha dato vita a questo racconto, la ricordiamo per altri due spettacoli tenutasi nella nostra città. Il primo era Diario di una casalinga serba, il secondo raccontava la storia della moglie di Einstein, Mileva.

Tesla prosegue le sue repliche al Teatro dei Fabbri di Trieste nell’ambito della rassegna “Aifabbri2”, dal 16 al 19 novembre, e a Udine al Teatro San Giorgio, dal 15 al 16 dicembre. 

Lo spettacolo di Ksenija Martinović e Federico Bellini “Tesla” è una co-produzione CSS Teatro stabile di innovazione del FVG e La Contrada Teatro stabile di Trieste ed è dedicato alla figura dello scienziato a cui si deve l’invenzione, decisiva, della corrente alternata, e altri 700 brevetti che orientano e determinano il vivere dei nostri giorni.

Laura Poretti Rizman

 

TESLA

da Giovedì 16 a  Domenica 19 novembre 

ore 20.30

Teatro dei Fabbri
Via dei Fabbri 2/A – Trieste

Nikola Tesla fu tra i massimi scienziati e inventori dell’inizio del Novecento. Nel 1901 intraprese il suo progetto più ambizioso: la torre Wardenclyffe, quella che sarebbe potuta essere la svolta epocale per l’umanità, ovvero la produzione di energia elettrica gratuita per tutti e in ogni luogo. Lo scienziato si era accordato con il più grande banchiere dell’epoca, J.P. Morgan, per la costruzione di una o più torri in grado di veicolare onde radio. Giunto ormai però quasi al termine del lavoro, si vide rifiutato un ultimo finanziamento per completare il progetto. Questo episodio segnò il declino del Tesla inventore, l’ostracismo di Wall Street e quindi di tutti coloro che avrebbero potuto finanziare tale incredibile scoperta.

Lo spettacolo ripercorre questa vicenda non sempre ricordata dalle cronache odierne, e spesso oggetto di scetticismo da parte della scienza ufficiale, attraversando i generi teatrali, dalla narrazione alla rappresentazione, fino alla performatività, dove il corpo dell’attrice Ksenija Martinović diventa macchina e produttore di energia, quasi fosse una creazione stessa dell’inventore.

Ad una prima parte in cui Ksenija Martinovic racconta il suo legame con Tesla attraverso esperienze biografiche, succede una seconda in cui ci troviamo catapultati nei primi del Novecento, dove ascoltiamo lo sviluppo della trattativa tra J.P. Morgan, Tesla e altri alfieri del capitale, simboleggiata da una ideale macchina di microfoni che dà voce ad ogni singolo personaggio. Seguiamo quindi l’inizio e la costruzione della torre di Wardencliffe (tramite un sovrapporsi di aste di microfoni) e, per metafora, dell’ascesa di Tesla, a cui segue il repentino declino e l’esaurimento nervoso che nei fatti sancì il fallimento dell’impresa.

«Abbiamo pensato a “Tesla” come ad un ideale prosecuzione artistica del lavoro condotto sulla moglie di Albert Einstein, Mileva Maric, che sfociò nello spettacolo “Mileva” con Martinovic e Mattia Cason», dicono gli autori. «Maric fu a lungo dimenticata dalla scienza ufficiale, salvo ricomparire praticamente in questi ultimissimi anni come probabile aiutante di Einstein nelle sue più importanti scoperte. Come Tesla, anche Maric morì in assoluta povertà, a lungo malata; si tratta, in estrema sintesi, di due storie che hanno il rifiuto o la diffidenza della comunità scientifica ed economica come caratteristica comune, due grandi figure che, soprattutto nel caso di Tesla, hanno visto la loro opera oggetto più di un culto acritico che di indagine scientifica; riguardo a Maric, pare evidente come la sua biografia e le sue ricerche fondamentali siano state in qualche modo sovrastate dall’ombra di Einstein. I due spettacoli sono pensati come un dittico performativo, in cui gli elementi del primo, “Mileva”, sembrano moltiplicarsi nel secondo. Sono innumerevoli i rimandi tra i due lavori, a partire dalla straniante presentazione di Martinovic in cui, presentando sé stessa, presenta anche le due figure di cui parlerà e di cui, passo a passo, prenderà le parole se non il corpo stesso». Una presentazione che sancisce il legame tra l’attrice-autrice e queste due figure, non solo data dalla comunanza geografica delle radici serbe, ma anche ricordo e confronto con due storie nazionali, la sua e la nostra, del tutto differenti. Eppure, forse, il tratto più saliente che fa di questi due spettacoli una sorta di dittico è il rapporto tra oblio e scienza, non sempre, probabilmente, da considerare come mera e semplice dimenticanza o trascuratezza della memoria.

TESLA

creazione scenica di Ksenija Martinović e Federico Bellini
testo di Ksenija Martinović e Federico Bellini
performer Ksenija Martinović
sound design Antonio Della Marina
consulente scientifica Ivana Abramović
coreografia terzo quadro Matilde Ceron
video Sonia Veronelli
co-produzione CSS Teatro stabile di innovazione del FVG
e La Contrada Teatro stabile di Trieste

progetto in attraversamento tra i Titolari di Residenza per Artisti nei Territori del Friuli Venezia Giulia, ARTEFICI. ResidenzeCreativeFVG/ArtistiAssociati, Dialoghi_Residenze delle arti performative a Villa Manin/CSS, Vettori/La Contrada Teatro stabile di Trieste

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Scheduled Arte e spettacolo Trieste

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