{"id":11291,"date":"2013-02-04T16:20:43","date_gmt":"2013-02-04T15:20:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/?p=11291"},"modified":"2014-01-14T10:56:05","modified_gmt":"2014-01-14T09:56:05","slug":"il-tormento-e-lestasi-di-steve-jobs","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/il-tormento-e-lestasi-di-steve-jobs.html","title":{"rendered":"Il tormento e l\u2019estasi di Steve Jobs"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>\u201cRitorna in scena dopo il successo dello scorso anno dal 9 gennaio Il tormento e l\u2019estasi di Steve Jobs dello statunitense Mike Daisey, regia di Giampiero Solari, protagonista Fulvio Falzarano. Steve Jobs, icona del XXI secolo, ritratto fra luci e ombre della sua Apple. Teatro che entra incisivamente nella contemporaneit\u00e0: un testo che ha costretto sia Apple che l\u2019autore a precisazioni e confronti. \u00c8 una produzione del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia\u201d.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Steve Jobs: un\u2019icona del XXI secolo. Il suo ingegno ha cambiato il mondo, nessuno \u00e8 rimasto escluso \u2013 nella nostra civilt\u00e0 \u2013 dall\u2019estetica e dagli agi della sua tecnologia. Di pi\u00f9: la sua utopia \u00e8 stata determinante nell\u2019immaginario collettivo. Basta pensare al suo celebre discorso agli allievi della Stanford University: \u00abSiate affamati. Siate folli\u00bb esortazioni a non omologarsi, ad osare, che dal 2005 continuano a rimbalzare sul web.<br \/>\nCome accade sempre per figure tanto straordinarie, anche quella di Jobs \u2013 e ancor pi\u00f9 della sua Apple \u2013 presenta per\u00f2 dei lati oscuri e Mike Daisey, coraggioso drammaturgo americano, li evidenzia in un testo dinamico e acutamente critico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Proprio questa chiave di critica, di pensiero, di attualit\u00e0 mordente ha interessato il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia che dal 9 gennaio alla Sala Bartoli ripropone Il tormento e l\u2019estasi di Steve Jobs affidato alla regia di Giampiero Solari e all\u2019interpretazione di Fulvio Falzarano. Repliche fino al 12 gennaio alla Sala Bartoli prima di riprendere la tourn\u00e9e nazionale che toccher\u00e0 anche Roma e Milano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un tipo di teatro, dunque, che si fa strumento di discussione viva e che ha suscitato notevoli reazioni polemiche: la Apple ha dovuto fare delle precisazioni dopo le prime repliche dello spettacolo negli Stati Uniti, ma anche Daisey si \u00e8 visto costretto a dare conto di alcune sue \u201cinterpretazioni artistiche\u201d non proprio rispondenti al vero, tanto che il suo testo continua tuttora ad essere aggiornato e dettagliato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Grazie alla traduzione e all\u2019adattamento di Enrico Luttmann e alla sensibilit\u00e0 di un regista come Giampiero Solari attento al contemporaneo e dalla commistione dei linguaggi (alterna un\u2019intensa attivit\u00e0 teatrale a quella di autore e regista televisivo di notevolissimo successo), che \u00e8 rimasto conquistato dal progetto, Il tormento e l\u2019estasi di Steve Jobs viene applaudito anche in Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Al carisma di Fulvio Falzarano il compito di farsi tramite delle riflessioni di Daisey, che intreccia la luminosa epopea di Jobs alla rivelazione del profilo inquietante e taciuto del \u201cprezzo\u201d pagato per quella tecnologia che ha cambiato il mondo. Il regista e l\u2019attore hanno lavorato proprio sull\u2019equilibrio non scontato fra la condivisibile ammirazione per Jobs e Apple e la necessit\u00e0 di conoscerne anche i lati pi\u00f9 discutibili. \u00abIl teatro non giudica \u2013 sostiene Solari \u2013 ma offre sulla realt\u00e0 un diverso, importante punto di vista\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Mike Daisey \u00e8 un vero \u201cadepto del culto di Mac\u201d: possiede ipad, computer, iphone\u2026 \u00e8 proprio in un esemplare nuovo di questi \u00e8 contenuta la foto da cui tutto inizia. La foto \u00e8 l\u00ec per caso, per errore\u2026 raffigura un capannone industriale, per certi versi inquietante. Tanto basta per suggerire a Daisey qualche indagine.<br \/>\nIndagini che si intrecciano all\u2019ammirazione di Daisey per Steve Jobs e per le sue creazioni.<br \/>\nInizia ripercorrendo entusiasta i traguardi di Jobs esternando le sue (e nostre) smanie per ogni nuova creazione con la \u201cmela\u201d. \u00abSteve \u00e8 stato bravissimo \u2013 scrive l\u2019autore \u2013 ci ha costretto ad aver bisogno di cose che non sospettavamo nemmeno di volere\u00bb. Per\u00f2 la sua utopia ci ha fatto anche sognare, le sue parole pronunciate agli allievi della Stanford University nel 2005 \u00abSiate affamati. Siate folli\u00bb ci incitano ancora oggi a volare alto, a credere in un futuro costruito pensando al bene dell\u2019uomo, a circondarlo di bellezza, libert\u00e0 e funzionalit\u00e0\u2026<br \/>\nMa poi c\u2019\u00e8 quell\u2019immagine, in fondo all\u2019iPhone: c\u2019\u00e8 Shenzen, il lato oscuro di quella bianchissima tecnologia e stride violentemente con l\u2019immagine di libert\u00e0 e purezza che Jobs ha legato ai suoi oggetti tecnologici.<br \/>\nL\u2019autore indaga, si reca in Cina e scopre che l\u2019assemblaggio dei nostri preziosi computer avviene in fabbriche dove non esistono tutela n\u00e9 diritti degli operai cinesi (o meglio, esisterebbero ma non vengono applicati), dove piccole mani di dodicenni puliscono i vetri degli iPhone con una sostanza tossica che provoca un invalidante tremore&#8230; 430.000 operai non sono altro che un \u201cingranaggio umano\u201d destinato a produrre profitto, tanto che il problema dei suicidi dei lavoratori quando non \u00e8 stato ignorato \u00e8 stato risolto cinicamente installando reti sotto i capannoni.<br \/>\nLa Apple ci ha illuso? Pu\u00f2 non essere consapevole di questo \u201clato oscuro\u201d?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il tema \u00e8 comunque di stringente, vivissima attualit\u00e0: con particolare forza dallo scorso anno \u2013 casualmente proprio in concomitanza con l\u2019esordio italiano dello spettacolo \u2013 gli operai di Shenzen hanno fatto sentire le loro voci, ma lo sfruttamento prosegue e non solo in ambito di tecnologia e non solo sul territorio cinese, come ci fanno comprendere alcuni recentissimi e dolorosi fatti di cronaca anche italiani.<\/p>\n<p>Il tormento e l\u2019estasi di Steve Jobs<br \/>\ndi Mike Daisey<br \/>\ntratto da \u201cThe Agony and Ecstasy of Steve Jobs\u201d<br \/>\ndi Mike Daisey<br \/>\ntraduzione e adattamento di<br \/>\nEnrico Luttmann<br \/>\ncon Fulvio Falzarano<br \/>\nregia Giampiero Solari<br \/>\nvideo di Cristina Redini<br \/>\nluci di Paolo Giovanazzi<br \/>\nproduzione Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia<\/p>\n<p>L\u2019ufficio stampa<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Da <span style=\"text-decoration: underline\">Wikipedia<\/span>:<br \/>\nFulvio Falzarano ha lavorato in numerose compagnie di prosa nei pi\u00f9 importanti teatri italiani. \u00c8 stato diretto da Mario Monicelli, Armando Pugliese, Renato Sarti e Giorgio Pressburger. Con Silvio Orlando, ha preso parte a due atti unici di Peppino de Filippo: Don Raffaele il Trombone e Cupido scherza e spazza con Marina Confalone, Enzo Cannavale. Con il Teatro Stabile del Veneto ha preso parte a Il trionfo dell&#8217;amore di Marivaux, diretto da Luca De Fusco. Assieme a Roberto Citran ha allestito Due Dialoghi e Bilora, di Ruzante. Ha collaborato con Vitaliano Trevisan, affiancandolo nel reading sonoro Drammi Brevi e con il monologo Oscillazioni, assieme al percussionista Roberto Dani.<br \/>\nPer il cinema ha lavorato con Marco Ferreri ed \u00e8 il sergente Venerato Barzottin nel film di Mario Monicelli Le rose del deserto (2006). Ha preso parte a programmi televisivi con Renzo Arbore (era il &#8220;gonghista&#8221; di Indietro tutta!), Francesco Paolantoni, Gene Gnocchi e a Mai dire Iene e Mai dire Luned\u00ec, con Fabio de Luigi, Natalino Balasso e la Gialappa\u2019s. Nel 2002 compare nel cortometraggio La scarpa rossa di Fabrizio Ancillai, dove interpreta Giorgio, il protagonista. Nel 2010 prende la parte di Mario nel film Benvenuti al Sud e interpreta il medesimo personaggio nel 2012 nel film Benvenuti al Nord, sequel di Benvenuti al Sud.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>INTERVISTA A FULVIO FALZARANO DI LAURA PORETTI RIZMAN<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">.<br \/>\n<strong>LPR<\/strong>: <em>Un curriculum di tutto rispetto, ma come \u00e8 nata la sua passione per il teatro e quanto \u00e8 stato difficile scegliere questa strada?<\/em><br \/>\n<strong>Fulvio Falzarano<\/strong>: <em>Diciamo che la strada ha scelto me. E\u2019 successo\u00a0 tutto\u00a0 per caso durante i primi anni ottanta. In quel periodo c\u2019era un gran fervore per il teatro di strada che risultava essere un passaggio d\u2019obbligo per chiunque volessi avvicinarsi al palcoscenico,\u00a0 cos\u00ec ho iniziato facendo il mimo con il compianto Claudio Viviani\u00a0 e ho lavorato con tutte\u00a0 le strutture locali con le quali\u00a0 mi \u00e8 stato possibile: La Contrada, Il\u00a0 Rossetti,\u00a0 il Verdi. Poi sono andato a\u00a0 Roma e\u00a0 le cose sono cambiate, nella capitale offrivano parecchie possibilit\u00e0. Cos\u00ec ho iniziato a lavorare anche\u00a0 per la televisione e il cinema, da Le Bische a Indietro tutta,\u00a0 e molte volte le scelte erano fatte per sostentarmi e per darmi la possibilit\u00e0 di fare\u00a0 esperienza Ho vissuto parecchie esperienze sia nella\u00a0 nella pubblicit\u00e0 che\u00a0 nella televisione, per\u00f2 l\u2019unico impegno che riusciva a\u00a0 fermava il tempo era il teatro.\u00a0 Il teatro \u00e8 sempre stato la base di tutto questo. <\/em><br \/>\n<em>Lavorando anche nell\u2019ambito televisivo e pubblicitario sono riuscito a comprendere meglio il teatro commerciale.<\/em><br \/>\n<em>A Trieste invece ho fatto davvero poso teatro di ricerca , forse un p\u00f2 di pi\u00f9 con Claudio Viviani che col Gruppo del Cantiere.<\/em><br \/>\n<em>Questo lavoro poi ti porta\u00a0 a\u00a0 tentare di allargare il proprio spazio, non senza qualche momento di estrema fatica.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">.<br \/>\n<strong>LPR<\/strong>:<em> Un confronto tra la prima volta che ha recitato, la seconda e oggi; come\u00a0 cambia la sua\u00a0 emozione nel calcare il palco? E questa continuit\u00e0 fa si che la passione diventi davvero un mestiere o rimanga una passione?<\/em><br \/>\n<strong>Fulvio Falzarano<\/strong>:\u00a0<em> E\u2019 chiaro che adesso c\u2019\u00e8 un\u2019altro tipo di consapevolezza che a volte neppure basta. La condizione \u00e8 molto simile alla prima volta; certo che la prima volta si dedicava maggior cura alle prove. Ero piu serio sotto questo aspetto ed avevo piu forza. Arrivavo abbastanza preparato alla prima, con un buon grado di preparazione:\u00a0 poi le varie vicissitudini della vita ti mutano. Questo ultimo lavoro lo affronto da solo sul palcoscenico e quindi punto tutto su me stesso e questo risulta essere molto pi\u00f9 difficile . E\u2019 un lavoro di lettura di una pagina, in questo caso \u00e8 un monologo e l\u2019emozione viene un p\u00f2 messa da parte per avere il controllo di tutta la situazione.\u00a0 E anche se ogni volta bisogna interpretare il ruolo a seconda delle esigenze,\u00a0 io sento di aver bisogno anche di un lavoro fisico da abbinare al personaggio.<\/em><br \/>\n.<br \/>\n<strong>LPR<\/strong>: <em>Ho scelto di venire a vedere lo spettacolo verso la fine delle rappresentazioni, che sono ben venti, un numero estremamente elevato per uno spettacolo in sala Bartoli a Trieste.Come si sente lei, giorno dopo giorno a vedere sempre la sala piena, in un momento di crisi di affluenza teatrale da parte del pubblico?<\/em><br \/>\n<strong>Fulvio Falzarano<\/strong>: <em>Se lo spettacolo funziona ed \u00e8 una condizione di passa parola che esce dalla territorialit\u00e0, e le produzioni locali hanno sempre una connotazione attinente col territorio, ma in questo caso \u00e8 stato mosso un interesse molto piu ampio. Secondo me la verit\u00e0\u00a0 di questo spettacolo ha mosso l\u2019interesse e di questo ne sono felice. Forse il pubblico non sapeva cosa gli aspettava ma nel momento in cui lo spettacolo si \u00e8 svelato il risultato \u00e8 stato di grande consapevolezza ma anche di stupore. <\/em><br \/>\n<em>Tutto questo lavoro \u00e8 stato diretto a due settori di pubblico: quelli che conoscono l\u2019informatica e il suo mondo, e gli altri, ovvero quelli che non affrontano questo settore. Si parla di sfruttamento in fondo , di una parte di mondo che non vogliamo vedere. Questa maniera di divertirsi raccontando una storia vera ha avuto un notevole impatto.<\/em><br \/>\n.<br \/>\n<strong>LPR<\/strong>: <em>E qual\u2019\u00e8 il suo rapporto\u00a0 con l\u2019informatica? Deve essersi informato molto per affrontare questo spettacolo, oppure \u00e8 un\u2019appassionato del settore?<\/em><br \/>\n<strong>Fulvio Falzarano<\/strong>: <em>Il computer non so assolutamente usarlo. E stato lo scrittore del testo, Mike Daisey, con la sua genialit\u00e0 nel far scoppiare un caso.<\/em><br \/>\n<em>Io, insieme al regista\u00a0 Giampiero Solari che mi ascoltava ogni giorno, siamo andati a fare un gran lavoro di tagli. Il tocco finale \u00e8 stato quello di\u00a0 Enrico Luttmann che ha centrato l\u2019adattamento.<\/em><br \/>\n.<br \/>\n<strong>LPR<\/strong>:\u00a0 <em>Enrico lttmann ha adattato il testo di Mike Daisey, e come spesso accade con Luttman, il risultato \u00e8 stato quello di posare l\u2019occhio con gran sensibilit\u00e0\u00a0 sulle difficolt\u00e0 della\u00a0 realt\u00e0 femminile; ricordo ad esempio lo spettacolo\u00a0 \u201c5 per una\u201d presentato anche alla sala Bartoli del teatro Il\u00a0 Rossetti in altra stagione. Come si trova a lavorare con lui?<\/em><br \/>\n<strong>Fulvio Falzarano<\/strong>: <em>Questa \u00e8\u00a0 la seconda volta che lavoro con Luttman: la prima \u00e8 stato uno spettacolo comico non riuscito completamente per un sacco di problemi primo tra tutti quello del testo. Lo spettacolo era Svola cicogna e per quanto mi riguarda \u00e8 riuscito a met\u00e0. Ma lui rimane una persona carinissima e\u00a0 molto attenta a ogni particolare, e tutto questo fa parte della sua personalit\u00e0.<\/em><br \/>\n<em>Ovviamente poi dipende dal tipo di spettacolo che bisogna affrontare, se ad esempio si deve affrontare la traduzione di un testo bisogna rimanere molto fedeli al significato espresso all\u2019origine.<\/em><br \/>\n.<br \/>\n<strong>LPR<\/strong>: <em>Quale personaggio femminile del teatro preferisce?<\/em><br \/>\n<strong>Fulvio Falzarano<\/strong>: <em>Non esistono personaggi che preferisco. Per me vince l\u2019immagine di un attore, sia in un ruolo maschile che femminile.\u00a0 E\u2019 l\u2019attore che interpreta i vari personaggi portandoli a servizio, quindi mi\u00a0 piace molto invece non riconoscere\u00a0 un attore. Personalmente\u00a0 entro direttamente in un personaggio. Questo per\u00f2 mi porta alla consapevolezza di non poter\u00a0 mai affrontare una tipologia di un personaggio lontano dal mio fisico.<\/em><br \/>\n.<br \/>\n<strong>LPR<\/strong>: <em>Se fosse una donna quale personaggio vorrebbe interpretare?<\/em><br \/>\n<strong>Fulvio Falzarano<\/strong>: <em>Negli avvenimenti pi\u00f9 tremendi\u00a0\u00a0 e pi\u00f9 tragici c\u2019\u00e8 sempre un buon livello di ironia. Non avrei e non ho avuto nessun problema ad interpretare un ruolo di donna in una commedia di Dario Fo con Boris Cavazza, il suo titolo era \u201cSettimo: ruba un p\u00f2 meno\u201d, e devo ammettere che mi sono divertito moltissimo. Dovessi scegliere, essendo donna, sceglierei una regina, e precisamente Maria Stuarda.<\/em><br \/>\n.<br \/>\n<strong>LPR<\/strong>: <em>Portare i giovani a teatro ed aprirgli la mente su argomenti che altrimenti non avrebbero trattato \u00e8 davvero importante. Lei cosa proporrebbe in questo senso?<\/em><br \/>\n<strong>Fulvio Falzarano<\/strong>: <em>La scuola deve aprirsi al mondo che muta\u00a0 e sicuramente lo fa, ma nel momento della difficolt\u00e0 tutto risulta pi\u00f9 arduo. La condizione migliore \u00e8 quella di lavorare insieme. Il ricambio vero effettivo totale, dovrebbe essere attuato. altrimenti si rimane con le stesse proposte di vent\u2019anni fa. <\/em><br \/>\n<em>Del resto ho notato\u00a0 che qui allo stabile c\u2019\u00e8 gi\u00e0 un\u2019affluenza di giovani abbastanza numerosa.<\/em><br \/>\n.<br \/>\n<strong>LPR<\/strong>:<em> Lo spettacolo \u00e8 andato molto bene, sicuramente sar\u00e0 proposto in altre piazze, ma in questo momento cosa sta prepando per il futuro?<\/em><br \/>\n<strong>Fulvio Falzarano<\/strong>: <em>Teatralmente so che dovrei riprendere questo spettacolo. Poi mi aspetta la trasposizione del film Kramer contro Kramer\u00a0 con Ernesto Gastaldi. Per quest\u2019estate ho una partecipazione ad una fictione che si svolger\u00e0\u00a0 tra Roma e Milano. Sar\u00e0 una mini serie\u00a0 su tangentopoli del 1992 dove dovrei interpretare il ruolo di\u00a0 un\u2019avvocato abbastanza noto che difendeva Mario Chiesa e sicuramente mi impegner\u00f2 in prima persona per vendere questo spettacolo\u00a0 per il prossimo\u00a0 anno.<\/em><br \/>\n.<br \/>\n<strong>LPR<\/strong>: <em>La ringrazio per la sua cortesia aspettando di rivederla in scena e sugli schermi.<\/em><\/p>\n<p>.<br \/>\n\u00a9Laura Poretti Rizman<\/p>\n<p>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>\u201cDebutto nazionale a Trieste, il 6 febbraio alle 21.30 per Il tormento e l\u2019estasi di Steve Jobs dello statunitense Mike Daisey, regia di Giampiero Solari, protagonista Fulvio Falzarano. Steve Jobs, icona del XXI secolo, ritratto fra luci e ombre della sua Apple. Teatro che entra incisivamente nella contemporaneit\u00e0: un testo che ha costretto sia Apple che l\u2019autore a precisazioni e confronti. La nuova produzione del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia \u00e8 in scena alla Sala Bartoli\u201d.<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_11292\" aria-describedby=\"caption-attachment-11292\" style=\"width: 230px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/il-tormento-e-lestasi-di-steve-jobs.html\/tormentoestasi_jobs_falzaranosolari1_fotopascali\" rel=\"attachment wp-att-11292\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-11292  \" alt=\"foto fornita da Il Rossetti\" src=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/TormentoEstasi_Jobs_FalzaranoSolari1_FotoPascali.jpg\" width=\"230\" height=\"154\" srcset=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/TormentoEstasi_Jobs_FalzaranoSolari1_FotoPascali.jpg 640w, https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/TormentoEstasi_Jobs_FalzaranoSolari1_FotoPascali-300x199.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 230px) 100vw, 230px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-11292\" class=\"wp-caption-text\">foto fornita da Il Rossetti<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify\">Steve Jobs: un\u2019icona del XXI secolo. Il suo ingegno ha cambiato il mondo, nessuno \u00e8 rimasto escluso \u2013 nella nostra civilt\u00e0 \u2013 dall\u2019estetica e dagli agi della sua tecnologia. Di pi\u00f9: la sua utopia \u00e8 stata determinante nell\u2019immaginario collettivo. Basta pensare al suo celebre discorso agli allievi della Stanford University: \u00abSiate affamati. Siate folli\u00bb esortazioni a non omologarsi, ad osare, che dal 2005 continuano a rimbalzare sul web.<br \/>\nCome accade sempre per figure tanto straordinarie, anche quella di Jobs \u2013 e ancor pi\u00f9 della sua Apple \u2013 presenta per\u00f2 dei lati oscuri e Mike Daisey, coraggioso drammaturgo americano, li evidenzia in un testo dinamico e acutamente critico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Proprio questa chiave di critica, di pensiero, di attualit\u00e0 mordente interessa al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia che dal 6 febbraio a Trieste, presenta in prima italiana il suo testo Il tormento e l\u2019estasi di Steve Jobs affidato alla regia di Giampiero Solari e all\u2019interpretazione di Fulvio Falzarano. Repliche fino al 24 febbraio al Politeama Rossetti di Trieste (Sala Bartoli) e poi in tourn\u00e9e nazionale (con un succedersi di date nei principali teatri italiani da ottobre 2013).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lo spettacolo \u00e8 stato presentato luned\u00ec 4 febbraio nel corso di una conferenza stampa che si \u00e8 tenuta al Teatro Stabile regionale alle 11.30, alla presenza del Presidente Francesco Peroni, del regista Giampiero Solari e del protagonista Fulvio Falzarano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un tipo di teatro, dunque, che si fa strumento di discussione viva e che ha suscitato notevoli reazioni polemiche: la Apple ha dovuto fare delle precisazioni dopo le prime repliche dello spettacolo negli Stati Uniti, ma anche Daisey si \u00e8 visto costretto a dare conto di alcune sue \u201cinterpretazioni artistiche\u201d non proprio rispondenti al vero, tanto che il suo testo continua tuttora ad essere aggiornato e dettagliato.<br \/>\nGrazie alla traduzione e all\u2019adattamento di Enrico Luttmann e alla sensibilit\u00e0 di un regista come Giampiero Solari attento al contemporaneo e dalla commistione dei linguaggi (alterna un\u2019intensa attivit\u00e0 teatrale a quella di autore e regista televisivo di notevolissimo successo, suo ad esempio lo show di Fiorello Stasera pago io), che \u00e8 rimasto conquistato dal progetto, Il tormento e l\u2019estasi di Steve Jobs approda dunque alla scena italiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Al carisma di Fulvio Falzarano (gi\u00e0 apprezzato in produzioni dello Stabile come La Rigenerazione sveviana e To be or not to be, per la regia di Calenda), il compito di farsi tramite delle riflessioni di Daisey, che intreccia la luminosa epopea di Jobs alla rivelazione del profilo inquietante e taciuto del \u201cprezzo\u201d pagato per quella tecnologia che ha cambiato il mondo. Il regista e l\u2019attore hanno lavorato proprio sull\u2019equilibrio non scontato fra la condivisibile ammirazione per Jobs e Apple e la necessit\u00e0 di conoscerne anche i lati pi\u00f9 discutibili. \u00abIl teatro non giudica \u2013 sostiene Solari \u2013 ma offre sulla realt\u00e0 un diverso, importante punto di vista\u00bb.<br \/>\nDaisey \u00e8 un convinto \u201cseguace del culto di Mac\u201d: ripercorre entusiasta i traguardi di Jobs esternando \u2013 in un divertente contrappunto \u2013 le sue (e nostre) smanie per ogni nuova creazione con la \u201cmela\u201d.<br \/>\n\u00abSteve \u00e8 stato bravissimo \u2013 scrive infatti \u2013 ci ha costretto ad aver bisogno di cose che non sospettavamo nemmeno di volere\u00bb: e cos\u00ec vai con i coloratissimi iPod, con gli iPhone, con la libert\u00e0 assicurata dall\u2019iPad&#8230; Libert\u00e0 e purezza: l\u2019attenzione al design e la tecnologia \u201calla portata di tutti\u201d di Apple ci avevano forse illuso. Dietro il successo per\u00f2 c\u2019\u00e8 altro. L\u2019assemblaggio dei nostri preziosi computer avviene a Shenzen, in fabbriche dove non esistono tutela n\u00e9 diritti degli operai, dove piccole mani di dodicenni puliscono i vetri degli iPhone con una sostanza tossica che li condanner\u00e0 a un invalidante tremore&#8230; Fabbriche dove in nome del profitto 430.000 operai sono trattati da \u201cingranaggio umano\u201d e dove il problema dei suicidi dei lavoratori si \u00e8 affrontato installando reti sotto i capannoni. La Apple pu\u00f2 ignorarlo?<br \/>\nDaisey denuncia, non condanna: augurandosi forse che la consapevolezza collettiva faccia s\u00ec che quella mela che illumina i nostri oggetti pi\u00f9 amati, possa un giorno non nascondere alcun marciume.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Il tormento e l\u2019estasi di Steve Jobs<\/strong><br \/>\ndi Mike Daisey<br \/>\ntratto da \u201cThe Agony and Ecstasy of Steve Jobs\u201d<br \/>\ndi Mike Daisey<br \/>\ntraduzione e adattamento di<br \/>\nEnrico Luttmann<br \/>\ncon Fulvio Falzarano<br \/>\nregia Giampiero Solari<br \/>\nvideo di Cristina Redini<br \/>\nluci di Paolo Giovanazzi<br \/>\nproduzione Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Debutto nazionale: mercoled\u00ec 6 febbraio 2013, ore 21.30 &#8211; Sala Bartoli del Politeama Rossetti<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019ufficio stampa<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>dal 5 al 24 febbraio 2013<br \/>\nPoliteama Rossetti, Sala Bartoli<br \/>\nIL TORMENTO E L&#8217;ESTASI DI STEVE JOBS \t<\/p>\n<p>\tDi: tratto da \u201cThe Agony and Ecstasy of Steve Jobs\u201d di Mike Daisey<br \/>\ntraduzione e adattamento di: Enrico Luttmann<br \/>\nRegia: Giampiero Solari<br \/>\nProduzione: Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia<br \/>\nInterpreti: Fulvio Falzarano<br \/>\nRepliche: 20<\/p>\n","protected":false},"author":64,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1318],"tags":[3445,3442,3443,3444,3439,94,3592,799,3440,3446,1557,1499,3438,254,1619,3441,49],"class_list":["post-11291","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-arte-e-spettacolo","tag-cristina-redini","tag-enrico-luttmann","tag-fulvio-falzarano","tag-giampiero-solari","tag-il-tormento-e-lestasi-di-steve-jobs","tag-intervista","tag-intervista-a-fulvio-falzarano","tag-laura-poretti-rizman","tag-mike-daisey","tag-paolo-giovanazzi","tag-politeama-rossetti","tag-sala-bartoli","tag-steve-jobs","tag-teatro","tag-teatro-stabile-del-friuli-venezia-giulia","tag-the-agony-and-ecstasy-of-steve-jobs","tag-trieste-2"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11291","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/users\/64"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=11291"}],"version-history":[{"count":20,"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11291\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":15201,"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11291\/revisions\/15201"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=11291"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=11291"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=11291"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}