{"id":23620,"date":"2016-05-16T13:30:13","date_gmt":"2016-05-16T12:30:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/?p=23620"},"modified":"2016-05-19T08:03:46","modified_gmt":"2016-05-19T07:03:46","slug":"chiusura-stagione-sdc-2016-con-stefano-bianchi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/chiusura-stagione-sdc-2016-con-stefano-bianchi.html","title":{"rendered":"Chiusura stagione SDC 2016 con Stefano Bianchi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>SOCIETA&#8217; DEI CONCERTI TRIESTE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>CONVERSAZIONE CON STEFANO BIANCHI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>LE SONATE PER PIANOFORTE DI BEETHOVEN.\u00a0<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Marted\u00ec 17 maggio alle ore 18.00 &#8211; Teatro Verdi<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Ingresso aperto a tutti\u00a0e gratuito\u00a0<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_23621\" aria-describedby=\"caption-attachment-23621\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/chiusura-stagione-sdc-2016-con-stefano-bianchi.html\/unnamed-2\" rel=\"attachment wp-att-23621\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-23621\" src=\"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/unnamed-2-300x225.jpg\" alt=\"Stefano Bianchi foto fornita da Daniela Sartogo\" width=\"300\" height=\"225\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-23621\" class=\"wp-caption-text\">Stefano Bianchi foto fornita da Daniela Sartogo<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify\">Sono\u00a032 le sonate di Beethoven, dalle prime geniali creazioni post-haydniane fino al luogo senza tempo delle estreme riflessioni beethoveniane. Le scopriremo con\u00a0Stefano Bianchi durante l&#8217;ultimo appuntamento del ciclo di conferenze\/incontri \u00a02016 della SdC di Trieste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le trentadue sonate per pianoforte di Beethoven costituiscono uno di quei monumenti della civilt\u00e0 occidentale ai quali ogni volta ci accostiamo &#8211; o anche soltanto pensiamo &#8211; con rinnovata riconoscente ammirazione. Per chi \u00e8 sostenuto da una fede, la prima tentazione \u00e8 quella di gridare al miracolo. Ma la tentazione \u00e8 forte anche per chi risulti sprovvisto di tale dono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo miracolo appare tuttavia riconducibile a delle categorie (storiografico-musciali, tecniche ed estetiche) che ci permettono in qualche modo di delinearlo, cos\u00ec da meglio comprenderlo ed ancor pi\u00f9 apprezzarlo ed ammirarlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Poterlo fare, lungo il percorso di un\u2019esecuzione integrale dal vivo (qual \u00e8 quella che prende avvio questa sera) \u00e8 un\u2019esperienza di vita della quale non possiamo non essere grati a chi ci permetta di compierla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Specchio fedele dell\u2019evoluzione tecnica, estetica e creativa nella produzione di Beethoven, il <em>corpus<\/em> sonatistico beethoveniano delinea, con lapidaria evidenza, le tre fasi nelle quali la storiografia musicale ha tradizionalmente suddiviso tale produzione. \u00abImitazione\u00bb, \u00abestrinsecazione\u00bb, \u00abriflessione\u00bb, suggeriva il compositore francese Vincent d\u2019Indy nella seconda met\u00e0 dell\u2019Ottocento. \u00abL\u2019adolescente\u00bb, \u00abl\u2019uomo\u00bb, \u00abil dio\u00bb sintetizzava in maniera pi\u00f9 \u2018ispirata\u2019 il grande Franz Liszt, che della produzione beethoveniana \u00e8 stato uno dei pi\u00f9 appassionati estimatori e divulgatori in et\u00e0 romantica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il viaggio che compiamo assieme al pianista Filippo Gamba si sviluppa, come \u00e8 giusto che sia, in ordine rigorosamente cronologico. E dunque partiamo dall\u2019inizio. Ovvero da quella terna di Sonate composte tra la primavera del 1794 e il 1795, pubblicata come <em>op. 2<\/em> a Vienna dall\u2019editore Artaria e dedicata a Franz Joseph Haydn, \u00abdottore in musica\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Giunto a Vienna all\u2019inizio degli anni Novanta del Settecento, il Maestro di Bonn sembra per un decennio dedicare quasi tutte le sue attenzioni al pianoforte. Lo strumento, in quegli anni, da una parte \u00e8 protagonista di una rapida crescita, che spalanca nuove potenzialit\u00e0 espressive, dall\u2019altra sta facendo il suo ingresso in tutte le case dei dilettanti di musica. Nel caso di Beethoven, gli inizi delle fortune viennesi del poco pi\u00f9 che ventenne compositore coincidono con una brillante carriera di virtuoso. Da questo momento in poi, lo strumento \u00e8 destinato a costituire, fino ai lavori dell\u2019esterma maturit\u00e0 (le ultime Sonate!), il banco di prova per la sperimentazione di problemi tecnici e compositivi, il terreno privilegiato delle pi\u00f9 audaci innovazioni timbriche ed armoniche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non va dimenticato che lo strumento del quale dispone Beethoven in quegli anni \u00e8 radicalmente diverso da quello che siamo abituati a sentire, ma anche da quello di cui lo stesso Beethoven disporr\u00e0 per le sonate pianistiche negli anni della sua maturit\u00e0. Il fortepiano tardosettecentesco (il termine pianoforte si sarebbe imposto soltanto a Ottocento inoltrato) prende progressivamente il posto del clavicembalo: ne abbiamo una testimonianza diretta proprio nell\u2019<em>op. 2<\/em> beethoveniana, composta per \u00abclavicembalo o piano-forte\u00bb. A voler sintetizzare nella maniera pi\u00f9 semplice, possiamo ricordare che lo strumento per il quale vengono composte le prime tre sonate destinate a confluire nel catalogo ufficiale di Beethoven ha una sonorit\u00e0 molto pi\u00f9 contenuta rispetto ai pianoforti delle generazioni successive. Potenza e continuit\u00e0 di suono passano dunque inevitabilmente attraverso la quantit\u00e0 e la velocit\u00e0 nella successione delle note suonate. Il che si traduce nella necessit\u00e0 di una scrittura estremamente brillante, che \u00e8 una delle caratterisitche chiaramente presenti in questa terna di sonate, che ebbe il suo battesimo nel corso di una serata musicale a casa del principe Karl von Lichnowsky, alla presenza dello stesso Haydn, dedicatario &#8211; come gi\u00e0 ricordato &#8211; del lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Altre caratteristiche sono quelle di una esuberante felicit\u00e0 creativa, di una prepotente impronta di originalit\u00e0 e, al tempo stesso, di una lucida coscienza stilistica. Il tutto si traduce nell\u2019ingigantimento della struttura della forma sonata, vale a dire di quel principio di organizzazione formale del primo tempo di una composizione (normalmente in quattro movimenti, come nel caso di tutte tre le sonate dell\u2019<em>op. 2<\/em>) fondato sulla dialettica di idee musicali e aree tonali. Un principio destinato ad imporsi quali carattere fondante di quel classicismo musicale (ovvero classicismo viennese) che ha i suoi tre campioni, come \u00e8 noto, in Haydn, Mozart e Beethoven.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quale fu l\u2019accoglienza riservata da parte della critica contemporanea al debutto ufficiale di Beethoven nel genere della Sonata pianistica?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lo leggiamo sulle colonne degli <em>Annales musicales de Vienne et Prague<\/em>\u00a0 del 1796:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00abBeethoven, un genio musicale che ha scelto da due anni Vienna come sua residenza, \u00e8 generalmente ammirato per la velocit\u00e0 singolare e per le difficolt\u00e0 straordinarie che esegue con grande destrezza. Da un po\u2019 di tempo sembra essere entrato nel Sancta Sanctorum dell\u2019arte, che \u00e8 caratterizzato dalla precisione, la sensibilit\u00e0 e il gusto, grazie ai quali ha innalzato considerevolmente la sua fama&#8230; Gi\u00e0 parecchie sono le sonate da lui composte, tra le quali si distinguono sopratutto le ultime\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Beethoven aveva infatti gi\u00e0 composto delle Sonate pianistiche, ma non ritenendole degne di entrare nel catalogo delle sue opere inizi\u00f2 la numerazione a partire dai <em>Trii op.1<\/em>. Alla critica citata fa eco quella della <em>Wiener Zeitung<\/em> del 9 marzo 1796:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00abCome l\u2019opera precedente dell\u2019autore, i <em>Trii per pianoforte op. 1<\/em> che si trovano gi\u00e0 nelle mani del pubblico, \u00e8 stata accolta con tanto successo, ci si ripromette la stessa cosa con la presente opera, tanto pi\u00f9 che al di l\u00e0 del valore della composizione, possiede in s\u00e9 qualche cosa che dimostra non soltanto la forza posseduta da Beethoven come pianista, ma anche la delicatezza con la quale sa trattare questo strumento\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le <em>Sonate op. 2<\/em> si collocano dunque in un contesto nel quale Beethoven si muove con meravigliosa disinvoltura all\u2019interno delle consuetudini compositive dell\u2019epoca, fissando nondimeno in maniera spiccatamente personale il punto di partenza di quella miracolosa traiettoria che, nel corso dei tre decenni successivi, lo far\u00e0 approdare alla dimensione \u2018inattuale\u2019, eterna e metafisica, della \u201c106\u201d, della \u201c109\u201d, della \u201c110\u201d e della \u201c111\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il viaggio \u00e8 cominciato!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>SOCIETA&#8217; DEI CONCERTI TRIESTE<\/p>\n<p>CONVERSAZIONE CON STEFANO BIANCHI<\/p>\n<p>LE SONATE PER PIANOFORTE DI BEETHOVEN. <\/p>\n<p>Marted\u00ec 17 maggio alle ore 18.00 &#8211; Teatro Verdi<\/p>\n<p>Ingresso aperto a tutti e gratuito <\/p>\n","protected":false},"author":64,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1318],"tags":[6039,11594,11595,11597,799,1673,149,8235,6879,11598,11596,4242,9715],"class_list":["post-23620","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-arte-e-spettacolo","tag-beethoven","tag-chiusura-stagione-sdc-2016-con-stefano-bianchi","tag-conversazione-con-stefano-bianchi","tag-ingresso-aperto-a-tutti-e-gratuito","tag-laura-poretti-rizman","tag-live","tag-musica","tag-musica-classica","tag-societa-dei-concerti-trieste","tag-sonate-op-2","tag-stefano-bianchi","tag-teatro-verdi","tag-trieste"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23620","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/users\/64"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=23620"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23620\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":23624,"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23620\/revisions\/23624"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=23620"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=23620"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.freaksonline.it\/freaks\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=23620"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}